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    La diagnosi PAS: dalla letteratura alla pratica peritale

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    INTRODUZIONE Benchè l’introduzione del verbo “alienare” nell’ambito della clinica possa essere fatta risalire al 1949, quando W. Reich utilizzò tale vocabolo per riferirsi specificatamente all’azione diffamatoria che portava un genitore ad allontanare il proprio figlio dall’altro genitore, una prima definizione del disturbo relazionale a cui tale situazione poteva condurre, può essere attribuita a R.A. Gardner. Egli descrisse, individuandone otto sintomi caratteristici, una disfunzione nella relazione genitore-bambino tale da sfociare in una campagna denigratoria e, in ultimo, nell’interruzione della relazione stessa. L’esito può essere quindi ricondotto in sintesi all’opera congiunta del genitore-alleato, con cui spesso il minore intrattiene un rapporto simbiotico e fortemente vincolante da un insaziabile senso di lealtà, e dai contributi propri del bambino che arrivano a superare le aspettative dell’adulto di riferimento. OBBIETTIVO E METODI Nonostante non esista ancora un accordo unanime sulla terminologia da adottare, gli esperti si interrogano sulla prassi metodologica più efficace per diagnosticare situazioni al limite tra un’elevata conflittualità post-separazione e disturbi d’alienazione parentale propriamente detti. Diversi autori suggeriscono di adottare un approccio psicolinguistico finalizzato all’individuazione, nelle verbalizzazioni del minore e delle diadi minore-alienante e minore-alienato rilasciate in sede di CTU, tutti quei dettagli linguistici rivelatori di meccanismi mistificatori da una parte e di sintomatologia specifica riconducibile al quadro PAS dall’altra. L’analisi viene quindi effettuata con il software Atlas.ti. RISULTATI E CONCLUSIONI Da uno studio in corso emerge infatti che la significatività in termini qualitativi di tali elementi potrebbe essere tale da essere utilizzati come criteri specifici di inclusione/esclusione in categorie preordinate (PAS1, PAS2, PAS3 e non-PAS)

    Renée de Sade : da Mishima Yukio a Ferdinando Bruni, con la voce di Ida Marinelli

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    Nel novembre 1965 la testata letteraria giapponese Bungei pubblicava il testo teatrale dello scrittore Mishima Yukio (1925-1970) Sado kōshaku fujin (La Marchesa de Sade) la cui fama, contemporanea e postuma, non avrebbe conosciuto soluzione di continuità. Il saggio si sviluppa con una presentazione della fortuna critica dell'opera teatrale in Giappone e in Europa (a cura di Virginia Sica); segue un'attenta riflessione dell'attrice Ida Marinelli sul percorso che la condusse alla piece teatrale e alle varie fasi di elaborazione del personaggio di Renèe de Sade.In November 1965 the Japanese literary magazine Bungei published the play of the writer Mishima Yukio (1925-1970) Sado kōshaku fujin (La Marchesa de Sade), whose fame, contemporary and posthumous, would not have known interruption. The paper develops a presentation of the critical success of the play in Japan and Europe (written by Virginia Sica), followed by a remarkable note by the actress Ida Marinelli, concerning the route that led her to the theater piece and the various stages of development of the character of Renée de Sade

    Separazioni conflittuali e legame genitori-figli tra prevenzione ed intervento

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    A fronte di un notevole aumento del numero delle separazioni e dei divorzi “si conferma quindi la crescita dell’instabilità coniugale”: (Separazioni e Divorzi in Italia – Istat 2012) con un conseguente e marcato coinvolgimento dei figli che, nell’anno 2010, ben 103.478. Nonostante non si sia ancora raggiunto ad oggi, in seno alla comunità scientifica internazionale, un accordo in merito alla definizione terminologica delle situazioni a rischio per l’integrità psico-relazionale dei minori, non si può negare che tale conflittualità spesso arriva a determinare per il bambino la perdita della relazione significativa con uno dei due genitori e, altrettanto sovente, con l’intero ramo familiare dello stesso. OBIETTIVI E METODI L’obiettivo della ricerca presentata è quello di analizzare, adottando un focus psico-linguistico, gli scambi comunicativi tra gli attori coinvolti (minore/i e genitori); il fine è quello di tentare di individuare e poi proporre delle specifiche categorie nelle quali ricomprendere i loro vissuti in casi di separazioni/divorzi altamente conflittuali. La metodologia ha previsto quindi l’analisi di colloqui intercorsi in sede di consulenza tecnica d’ufficio tra: CTU, minore/i e genitori. Si è quindi ricorso al software Atlas.ti per effettuare un’analisi del contenuto evitando di partire da categorie predefinite. CONCLUSIONI Dallo studio in corso emerge come, a seconda della specificità propria di ogni situazione, siano identificabili fattori prodromici di rischio intrafamiliare, tali da facilitare l’insorgere di situazioni di blocco relazionale e quindi lo stabilizzarsi di meccanismi disfunzionali capaci di interferire con la qualità dello sviluppo psico-affettivo dei minori coinvolti. Sarebbero altresì identificabili modalità relazional-comunicative specifiche del rapporto bambino-genitore “amato” e bambino-genitore “odiato” tali da marcare la differenza tra sana preferenza per un genitore e patologico allontanamento dell’altro

    Suicidio e carcere: rassegna metodologica per una prima valutazione del rischio

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    Il tema del suicidio in carcere non ha solo valenza clinica e psicopatologica ma anche sociale, essendo di notevole influenza le variabili sociali su questo fenomeno, dalle dinamiche di gruppo interne al carcere, alle dinamiche con gli operatori. il suicidio i carcere ha anche un forte messaggio comunicativo verso l'interno e l'esterno. vengono presentati alcuni progetti in altri paesi e le varibili sociali da tenere presente per migliorare la prevenzione

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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