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Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro
Gli atti del convegno (Urbino, 11-13 ottobre 2001), curato anch'esso da F. P. Fiore, sono in due volumi e affrontano la produzione di Francesco di Giorgio pittore, scultore e architetto, i suoi rapporti con committenti e umanisti presenti alla corte di Federico da Montefeltro e con gli artisti e gli architetti contemporanei, proponendosi di integrare e ampliare, oltre che verificare, i risultati delle mostre senesi e delle monografie ad esse legate nel 199
La Cosa godente
Luciano De Fiore risponde alle domande su filosofia e psicoanalisi, insieme ad altri 21 intervistati
Analisi archeometriche su alcuni reperti ceramici dallo scavo di Jure Vetere (S. Giovanni in Fiore – CS). Contributo allo studio delle modalità di produzione e circolazione di manufatti
In continuità con quanto elaborato durante lo studio dei reperti ceramici rinvenuti nello scavo di Jure Vetere (S. Giovanni in Fiore, CS) , si è proceduto ad ampliare l’analisi su alcune classi ceramiche attraverso l’indagine archeometrica sugli impasti, nella consapevolezza che un appropriato confronto tra i dati provenienti dalle analisi sulle materie prime costituenti con quelli ricavati dalle analisi crono-tipologiche dei manufatti, possa delineare un quadro informativo quanto più completo possibile sulla provenienza delle materie prime, sui luoghi di produzione, sulla circolazione e distribuzione infine dei prodotti finiti
L'attribuzione del "Fiore": una questione aperta
La recente discussione sul "Fiore" ha riaperto una questione che invita a considerare la testimonianza del "carmen" di Federigo Da Porto a Marin Sanudo. Quanto alla composizione in Francia, essa confligge con quanto sappiamo della biografia di Dante. A favore della paternità dantesca milita in particolare l'argomento "interno" della sequenza "Roman de la Rose" - "Fiore" - "Commedia", ed è comunque rilevante che l'attribuzione del "Fiore" e del "Detto d'Amore" a una stessa mano (come dimostrato da Morpurgo e da Parodi) non possa facilmente spiegarsi se non all'interno dello sperimentalismo dantesco.The recent discussion about the "Fiore" reopened a question which invites to consider issues not directly referred to the actual text, such the testimony of Federigo Da Porto's "carmen" to Marin Sanudo. As for the composition in France, it conflicts with what we currently know about Dantes' biography. Among the "internal" arguments some relevance should be granted to the sequence "Rose" - "Fiore" - "Divina Commedia", especially if seen in connection with the common source of "Fiore" and "Commedia". Nevertheless it is rather significant that scholars show some difficulty in acknowledging the link between "Fiore" and "Detto d'Amore", a fact which strengthens the impression that attributing both poems to Dante Alighieri becomes more problematic when seen outside of the perspective of Dante's experimentalism
Movimenti e confini.Spazi mobili nell’Italia preunitaria
Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento i confini di tutta Europa si irrigidirono. Controllare i movimenti di merci e persone che li attraversavano, tanto da uno Paese all’altro, quanto all’interno di ciascuno di essi , divenne per i pubblici poteri una priorità. Lo stato si dotò di più efficaci apparati di vigilanza e impose ai sudditi di munirsi di documenti di riconoscimento che certificavano l’identità individuale dei loro titolari. Fu una novità epocale e sconvolgente, che impose nuovi codici di rapporto con le istituzioni ai tanti soggetti ( lavoratori stagionali, commercianti, religiosi, semplici viaggiatori, girovaghi ; uomini e donne) i quali erano tradizionalmente abituati a muoversi in relativa libertà da un luogo all’altro e a orientare la propria esistenza in base a mappe mentali che non coincidevano affatto con quelle tracciate dalle suddivisioni politico-amministrative esistenti. Nella penisola italiana questo mutamento cominciò a prodursi in coincidenza con l’invasione francese di fine Settecento e si intensificò tra età napoleonica e restaurazione. Immaginare la nazione significò dunque, in quei decenni, anche auspicare la più agevole fruibilità di spazi che si erano fatti più problematici da percorrere ; rivendicare le ragioni di una libertà di movimento che l’inedita invadenza dello stato burocratico nella vita individuale stava mettendo in forse; pensare, infine, a una nuova geografia, capace di ammorbidire gli ostacoli imposti tanto dalle frontiere “naturali” quanto da quelle artificiali. Dialogando con le suggestioni avanzate, su scala mondiale, da quanti invitano a una più intensa e consapevole valorizzazione della categoria dello spazio nello studio della storia ( spatial turn ), i saggi raccolti in questo volume offrono una prima ampia e documentata ricognizione relativa al caso italiano, proponendo un percorso che si snoda tra tutti i principali stati della penisola tra la metà del Settecento e l’unificazione nazionale
Introduzione
Il presente volume raccoglie una selezione tra i più importanti scritti, pubblicati su quotidiani e riviste, che Tommaso Fiore ha dedicato alla cultura russa, a partire dal 1910 fino all'inizio degli anni Sessanta. Tali riflessioni si declinarono perfettamente con le principali svolte storiche e culturali che caratterizzarono la sua percezione della Russia zarista e di quella sovietica: la Rivoluzione d'Ottobre, la Seconda guerra mondiale, lo stalinismo, il disgelo, il ruolo della Russia in Europa, ma anche il retaggio dei grandi classici (in particolare Tolstoj, Dostoevskij e Cechov), infine la testimonianza degli scrittori contemporanei e la loro diffusione in Italia. La selezione di articoli qui presentata permette di apprezzare, più che in altri testi, lo stile e il metodo di Tommaso Fiore, volti sempre a una ricerca del senso ultimo delle cose e delle contraddizioni presenti nell'anima russa, attraverso il principio dell'accostamento di grandi opposizioni tematiche e la definizione delle frizioni derivanti da tale accostamento
Ordo, simmetria, simbolo in Gioacchino da Fiore,
Nell'elaborazione dottrinale di Gioacchino da Fiore possiamo riconoscere i tratti caratteristici del suo tempo: in particolare, l'attenzione all'"ordo" e il linguaggio simbolico. Sebbene gli sviluppi di questi caratteri nella produzione dell'abate calabrese vengano portati fino a esiti a tratti sconcertanti, è tuttavia riconoscibile nella radice stessa del suo sistema (la "concordia") l'attenzione per l'"ordo rationis", che troviamo anche in altrii autori contemporanei. Si tratta di un carattere che Gioacchino può aver sviluppato anche attraverso la lettura del commento di Ugo di San Vittore alle Gerarchie dello pseudo-Areopagita - dall'esame della tradizione individuiamo un manoscritto disponibile alla Sambucina negli anni in cui Gioacchino ebbe accesso al monaster
The Life and Works of Joachim of Fiore - An Overview
Joachim of Fiore (c.1135-1202) remains one of the most fascinating and enigmatic figures of medieval Christianity. He may well be called the most influential apocalyptic thinker after the author of the Book of Revelation. In his own time, Joachim was an influential advisor to the mighty and powerful, widely respected for his prophetic exegesis and decoding of the apocalypse. This article aims to present his life and his work
The x_i-eigenvalue problem on some new fuzzy spheres
We study the eigenvalue equation for the "Cartesian coordinates" observables x_i (i=1,2) on the fully O(2)-covariant fuzzy circle S^1_L and x_i (i=1,2,3) on the fully O(3)-covariant fuzzy 2-sphere S^2_L introduced in [G. Fiore, F. Pisacane, J. Geom. Phys. 132 (2018), 423-451]. We show that the spectrum and eigenvectors of x_i ful fill a number of properties which are expected for x_i to approximate well the corresponding coordinate operator of a quantum particle forced to stay on the unit sphere
Assorbimento di Fenoli su fasi solide naturali
MEDAGLIONE DOTT.SSA SILVIA FIORE La candidata Silvia Fiore ha svolto la tesi Assorbimento di fenoli su fasi solide naturali, inerente lo studio sperimentale dei processi di interazione tra due contaminanti organici idrofobici ionizzabili, fenolo e 2-nitrofenolo, le acque sotterranee ed il terreno. Tali interazioni sono definite complessivamente dal termine assorbimento, e comprendono l'adsorbimento, rappresentato dalle interazioni tra i contaminanti e la superficie minerale del terreno, e l'absorbimento, rappresentato dalle interazioni tra i contaminanti e la sostanza organica naturale del terreno. Lo studio ha coinvolto tre campioni di suolo (un'argilla, un limo ed una sabbia), il cui potenziale di assorbimento è stato valutato mediante una caratterizzazione granulometrica, mineralogica e chimica. L'assorbimento dei composti organici idrofobici ionizzabili è fortemente influenzato dal pH delle acque sotterranee, pertanto lo studio delle interazioni solido/liquido è stato condotto a tre differenti valori di pH, pari a 4, 7 e 10. I dati sperimentali ottenuti da prove batch, realizzate ai tre valori di pH sopracitati, sono stati sottoposti a regressione mediante i modelli di isoterme lineare, di Freundlich e di Langmuir. La regressione ha permesso di valutare l'equazione modello che fornisce la migliore approssimazione dei dati sperimentali, relativa a ciascuna concentrazione di fenolo e 2-nitrofenolo, a ciascuna fase solida naturale ed a ciascun pH di lavoro. Si è provveduto, attraverso il confronto delle isoterme, a formulare alcune ipotesi sulla natura dei fenomeni di assorbimento. I meccanismi di interazione terreno/contaminanti che influenzano l'andamento delle isoterme sono quindi stati analizzati e discussi, ed è stato effettuato un confronto tra i valori sperimentali dei parametri relativi all'assorbimento e quelli calcolati mediante alcuni modelli matematici predittivi. Il lavoro sperimentale illustrato nella tesi è sicuramente completo e accurato. Di notevole interesse la procedura analitica messa a punto mediante l'estrazione in fase solida, che rispetto alla tradizionale estrazione liquido/liquido ha permesso di accelerare le tempistiche analitiche, l'efficienza della resa di estrazione dell'inquinante e di ottenere una maggiore riproducibilità dei risultati. La candidata ha mostrato maturità ed originalità nell'analisi e nella discussione dei risultati ottenuti, analizzando criticamente i meccanismi di interazione dei contaminanti con la sostanza organica e la fase minerale del terreno. Si propone pertanto di ammettere la candidata all'esame finale del dottorato di ricerca. L'attività di ricerca della candidata è stata sviluppata nell'ambito di progetti di ricerca nazionali (MURST) e di progetti di ricerca svolti per conto di enti pubblici e privati, inerenti il riutilizzo delle acque reflue depurate, la valutazione dell'inquinamento dei suoli e delle acque e la caratterizzazione ed il riutilizzo degli scarti di fonderia. Nell'ambito dell'attività didattica la candidata ha collaborato alle lezioni ed alle esercitazioni dei corsi del settore disciplinare dell'Ingegneria Sanitaria Ambientale, ed ha svolto funzione di supporto per tesi di laurea e monografie di diploma inerenti le tematiche di ricerca sopraccitate. Per quanto riguarda le pubblicazioni scientifiche, la candidata è coautrice di alcuni lavori proposti a riviste internazionali e di quindici comunicazioni a congressi, perlopiù internazionali. In conclusione si esprime una valutazione ampiamente positiva sull'attività svolta dalla Dottoranda Silvia Fiore nel triennio di cors
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