920 research outputs found

    Ferrarini, o l'armonia del colore

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    Il saggio ricostruisce la cronologia e il corpus di opere dell'acquarellista mantovano Ferrarini durante i sessanta anni di lavoro lungo tutto il Novecento. Costituisce il nerbo del catalogo della mostra tenuta nell'Appartamento Vedovile di Isabella d'Este in Palazzo Ducale, Mantova

    Dante, la filosofia e i laici

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    Spiritus movens. Biografia di don Bernardo Antonini (1932-2002)

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    «Italiano di nascita, era diventato russo di cuore. Amava la Russia con tutto il suo grande cuore aperto a tutti: cattolici, ortodossi, credenti e non credenti. Le sue capacità intellettuali e organizzative, la sua profonda spiritualità e preghiera erano a servizio dell’amore per tutti. Speranza contro ogni speranza, instancabile lavoro giorno e notte hanno meritato a lui una grande riconoscenza del popolo russo. Bastava dire “Don Bernardo” e tutti sapevano di chi si parlava. Personalmente sono molto grato a lui, mio più stretto collaboratore. Lui è stato l’uomo della Provvidenza, giusto per il tempo giusto, messo da Dio al momento opportuno. Lo ringrazio di tutto, chiedo scusa, perché forse noi non sempre siamo stati in grado di capire i suoi piani, pensieri e progetti; il tempo però ha mostrato che aveva ragione».Parole pronunciate da mons. Tadeusz Kondrusiewicz, già arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca, nella cattedrale di Verona, alla chiusura dell’Inchiesta diocesana sulla vita, le virtù eroiche e la fama di santità e di segni di mons. Bernardo Antonini (20 ottobre 2013).Gli autori sono entrambi docenti dell’Università degli Studi di Verona. Stefano Aloe (Napoli, 1972) è slavista e storico della letteratura russa; Edoardo Ferrarini (Verona, 1972) è docente di letteratura latina medievale. Chiamati a far parte della speciale Commissione di periti storici nell’Inchiesta diocesana (2009-2013), hanno continuato anche negli anni seguenti ad approfondire lo studio della documentazione archivistica sulla figura di don Bernardo. I risultati di questa ricerca giungono ora alla pubblicazione con la presente biografia che, senza rinunciare alla forma e alla sostanza di uno studio storico-critico, ambisce a raggiungere e interessare un pubblico più ampio

    I doni della vita

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    Una storia d'amore contrastata che supera ogni avversità, compresi i due conflitti mondial

    Studio delle interazioni fra i contenitori in alluminio ed il vino

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    Studio delle interazioni fra i contenitori in alluminio ed il vin

    Italiani e tedeschi alla conquista culturale del Grande Nord (1922-1945)

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    Alcuni anni fa, un noto storico norvegese, Stein Ugelvik Larsen, scrisse che lo studio del fascismo nei paesi nordici offrisse un unico interesse relativo all’importanza data dal nazionalsocialismo alla razza nordica, alla sua mitologia e alla sua cultura medievale. Tuttavia, pur considerando che il fascismo nei paesi nordici fu sostanzialmente un fallimento politico, è altresì vero che non esiste ancora un dibattito abbastanza ampio su come il tema della razza nordica abbia influenzato (e talora condizionato) la diplomazia culturale italiana. In rapporto all’alleato tedesco, infatti, l’Italia si ritrovò dapprima a rinviare con imbarazzo e poi a risolvere con ansia il dilemma culturale e biologico della razza. Ma prima che tutto ciò accadesse, molti intellettuali italiani avevano descritto le terre nordiche come un luogo affascinante e ricco di culturaFinora gli studi sulla diplomazia culturale italiana si sono concentrati solo su alcune aree geografiche. Inoltre, il rapporto tra la diplomazia culturale italiana e quella tedesca, è stato analizzato quasi solamente nell’area danubiano-balcanica. Sono stati trascurati, quindi, proprio quei paesi nordici ai quali Hitler attribuì un’innata supremazia culturale e biologica. Questo studio, pertanto, non intende svolgere un’analisi speculare tra la diplomazia culturale italiana e quella tedesca nei paesi nordici. Anzi, proprio partendo dalla vasta storiografia presente sui rapporti tra Germania e paesi nordici, l’indagine vorrebbe colmare il vuoto presente nella storia della diplomazia culturale italiana in Europa settentrionale. La controparte tedesca, quindi, risulta funzionale per tre ragioni. Innanzitutto per capire “se e come” la Germania avesse reagito ai tentativi di infiltrazione culturale italiana prima ma anche dopo l’ascesa di Hitler. In secondo luogo quale fu la risposta del pubblico nordico ai metodi di promozione della cultura italiana rispetto a quella germanica. Infine, chiarire come l’onnicomprensivo tema della razza di matrice nazionalsocialista avesse eventualmente condizionato la politica culturale ed educativa italiana

    Humanistic culture in Emilia: the epigraphic collections of Michele Fabrizio Ferrarini

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    Questa ricerca riguarda le tre sillogi epigrafiche scritte dal frate carmelitano Michele Fabrizio Ferrarini nella seconda metà del XV secolo. I disegni contenuti in questi tre testi sono esemplificati dall'umanesimo antiquario emiliano e sono analizzati proponendo riferimenti al contesto artistico e ad altri importanti artisti del Nord Italia dello stesso periodo.This research deals with the three epigraphic collections written by the carmelite friar Michele Fabrizio Ferrarini during the second half of the XV century. The drawings of these three texts are exemplified of Emilian antiquarian humanism and they are analyzes with reference to the artistic context and to other major artists of Northern Italy of the same period

    I "53 giorni" di Sergio

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    L'articolo è un omaggio all'amico Sergio Pautasso nella veste di traduttore dei "53 giorni" di Pere

    Reshaping Order Execution in the EU and the Role of Interest Groups: From MiFID I to MiFID II

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    The controversial and long-awaited Commission Proposals to revise the cornerstone Markets in Financial Instruments Directive 2004 (MiFID I) were presented in October 2011. This article places this important reform (MiFID II) in context by examining the impact of MiFID I since its application to EU financial markets in November 2007 and by considering what MiFID I’s impact suggests for the design of the MiFID II regime. It considers how MiFID I reshaped the EU share trading marketplace and how the dominant interests which shaped MiFID I’s regulatory design fared. It also examines how those interest groups are seeking to shape MiFID II and the implications. It suggests that the influence of interest groups may have led to an overly ambitious Proposal which is excessively concerned with investment firm and trading platform interests, and not sufficiently concerned with the overall efficiency and effectiveness of EU share trading markets. It calls for a more modest approach to reform, based on fine-tuning MiFID I
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