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Da Ridolfi a Boschini: i modelli, le strategie letterarie e il pubblico
Il presente contributo intende esaminare il ruolo e l'impatto dei due maggiori critici della Venezia del Seicento: Carlo Ridolfi e Marco Boschini.
Ridolfi e Boschini dimostrano senza dubbio un approccio differente relativamente alla critica d'arte. Il primo seguì il modello vasariano delle biografie degli artisti; il suo lavoro costituisce il primo tentativo di formulare una storia della scuola veneziana, fondata sui grandi maestri del XVI secolo (Tiziano, Veronese, Tintoretto). Il secondo accettò questo modello teorico, ma sviluppò un sistema critico incentrato sull'opera d'arte e il suo potere lirico ed evocativo, piuttosto che sui pittori individuali. I lavori di Boschini e Ridolfi sembrano opposti ma in realtà mirano entrambi a costruire una serie di valori critici e un modello storico per la pittura veneziana passata e contemporanea.
Questo contributo analizza anche alcuni aspetti del contesto sociale ed economico dei loro scritti. In questo periodo una nuova generazione di gentiluomini e cittadini provenienti da Venezia e dalla Terraferma spese molto denaro nel collezionismo d'arte, al fine di legittimare la loro posizione sociale. Questi due scrittori con i loro lavori ambirono a un nuovo profilo professionale, come sensali e agenti artisitici: i loro libri furono fondamentali nel formulare e suggerire un canone pittorico prestabilito in un periodo di continua crescita del collezionismo d'arte
Har privatiseringen gynnat kvinnor i vård- och omsorgsyrken
I rapporten ger professor Anne Boschini en översikt av kunskapsläget om konkurrensutsättningen har påverkat lönerna och företagandet i vård- och omsorgssektorn. Svaren kring lönerna är tvetydiga. Viljan att hålla nere kostnaderna i privat verksamhet står mot att ökad konkurrens vanligen driver upp lönerna. Trots frågans angelägenhet är området överraskande underbeforskat. För att veta hur privatiseringen har gynnat kvinnor i vård- och omsorgsyrken och vilka reformer som behövs krävs mer kunskap.</p
La risposta di Boschini ai “quadri di somma perfezione” di Lomazzo
Il saggio dimostra la dipendenza di un famoso passo della 'Carta del navigar pitoresco' di Boschini da un altro, ancora più celebre, del trattato di Giovanni Pietro Lomazzo: attraverso quella citazione e rielaborazione, Boschini intendeva sottolineare il primato della scuola pittorica veneziana su tutte le altre
Natural risk management for industrial plants and infrastructures: the DaBo system
Natural risk management on complex critical infrastructures often requires integration of data coming out from
a huge number of sensors. Solutions are sometimes derived by classical supervisory control and data acquisition
systems (SCADAs), usually employed in manufacturing and industrial plants environment. This “control room”
approach often proves to be ineffective when the system to be monitored goes beyond the limits of the single plant
and it is extended to the surrounding environment including buildings and public infrastructures in a strong interaction
with local communities. The paper presents the case study of a hydroelectric plant extended over a territory
of a few tens of square kilometers and subject to hydrogeological problems of various kinds, with interactions
with buildings and infrastructures. The huge number of sensors installed for production control proved to be far
to monitor the safety of the plant in its environmental context. We present here the risk assessment procedure and
the proposed actions, also in terms of sensor installation. DaBo platform work as a data integrator. The structural
and hydraulic “ordinary state” is continuously generated by means of numerical modeling basing upon real time
observed boundary conditions. This state, via a suitable set of state variables, is compared with sensor data allowing
a clear synthesis of the safety of the infrastructure and its natural and anthropic context. DaBo poses itself as
a systems integrator both from a conceptual and an operational point of view, able to activate direct measures to
reduce the risk in case of emergency, involving also local civil protection authorities.
The platform integrates information from a wide range of sensors (viz. temperature, water level, strain, water content),
weather alerts, weather forecast from high resolution limited area models. The main innovation of DaBo
consists in the dashboard designed to provide communication of risk to the end user and to link the warnings to
action procedures. It is technically a responsive single page web application that is based on an information storage
and management layer by a high capacity relational database, a powerful scalable business logic tier for decision
support and early warning system, and a multi profiled responsive user interface. The goal is to ensure the operation
of the entire supply chain that connects the various sources of information to the entire user range
Apprendimento Continuo mediante Metodi Rehearsal
Le reti neurali artificiali (Artificial Neural Networks - ANN) hanno acquisito un ruolo di massimo rilievo nel contesto delle applicazioni contemporanee di Intelligenza Artificiale, portando ad un incremento costante delle potenzialità dei programmi informatici grazie alla loro efficacia e versatilità. Benché eccellenti nella loro capacità di generalizzazione, queste richiedono strettamente che il loro addestramento sfrutti dati indipendenti e identicamente distribuiti. Mentre l'intelligenza umana permette naturalmente di acquisire nuovi concetti in maniera incrementale, le ANN dimenticano la conoscenza pregressa in modo catastrofico ogniqualvolta intervenga una variazione nella distribuzione dei dati di addestramento. Questa limitazione fondamentale impedisce lo sviluppo di sistemi intelligenti capaci di adattarsi rapidamente al contesto in cui operano e vincola l'aggiornamento dei modelli a onerose procedure di riaddestramento.
L'apprendimento continuo (Continual Learning - CL) è una branca in rapido sviluppo del machine learning che si prefigge come obiettivo lo sviluppo di architetture volte a compensare la dimenticanza catastrofica nelle ANN. Tra le soluzioni proposte, un ruolo di primaria importanza è rivestito dai metodi rehearsal (Rehearsal-Based Methods - RBM), che evitano la necessità di riaddestramento mediante l'immagazzinamento e il riutilizzo una modica quantità di dati pregressi, individuando così un compromesso ottimale tra efficacia e efficienza.
Questa tesi raccoglie i contributi scientifici nell'ambito del CL prodotti dal candidato nel corso delle sue attività di dottorato. Inizialmente, si presenta un esame della letteratura recente, evidenziando la rilevanza degli RBM e mostrando che il noto approccio Experience Replay - proposto per la prima volta negli anni '90 - resta competitivo rispetto allo stato dell'arte quando si assumono opportuni accorgimenti operativi. Successivamente, il lavoro si focalizza sulla proposta di nuovi RBM che sfruttano i principi di distillazione di conoscenza ([X-]DER), adattamento dinamico implicito della capacità del modello (LiDER) e regolarizzazione geometrica dello spazio latente del modello (CaSpeR). Gli approcci proposti sono convalidati mediante estese analisi sperimentali, volte anche a mettere in risalto le specifiche proprietà da essi conferite al modello.
La parte finale di questa tesi presenta analisi dell'applicabilità di RBM a scenari che superano il tipico assetto sperimentale di classificazione incrementale: un nuovo esperimento volto a perseguire una modellazione più realistica dei cambi di distribuzione nei dati di ingresso, uno studio sulla applicabilità di CL in regime di supervisione limitata e una analisi sull'interazione tra CL e il pre-addestramento. Questi studi portano allo sviluppo di architetture e prassi operative volte a colmare il divario tra la letteratura e la applicazione di sistemi CL ad applicazioni realistiche.Artificial Neural Networks (ANNs) have been established as the centrepiece of contemporary Artificial Intelligence, steadily raising the bar for what can be accomplished by computer programs thanks to their effectiveness and versatility. While they shine especially for their capability for generalisation, these systems impose the strict requirement that their training procedure should insist on independent and identically distributed data. In contrast with human intelligence - which seamlessly allows us to acquire knowledge continuously - ANNs forget previously acquired knowledge catastrophically whenever their training data distribution changes over time. Such a fundamental limitation prevents the development of intelligent systems capable of quick adaptation, crucially tying model updates to a cumbersome offline retraining procedure.
Continual Learning (CL) is a rapidly growing area of machine learning whose aim is counteracting the catastrophic forgetting phenomenon in ANNs through purposefully designed approaches. Among these, a prominent role is played by Rehearsal-Based Methods (RBM), which operate by storing few pieces of previously encountered data for later re-use, thus striking a favourable balance between efficacy and efficiency.
This thesis encompasses the contributions to CL made by the candidate during his doctoral studies. Starting from a review of recent literature, it highlights the relevance of RBMs and shows that the decades-old Experience Replay baseline is competitive with current state-of-the-art approaches when carefully trained. Subsequently, this manuscript focuses on the proposal of novel RBMs, which expand on the basic replay formula by leveraging knowledge distillation ([X-]DER), implicit dynamic adaptation of network capacity (LiDER) and geometric regularisation of the model's latent space (CaSpeR). Extensive experimental analyses highlight the merits of the proposed approaches, shedding light on the specific properties they confer on the in-training model.
Finally, this thesis investigates the applicability of RBMs beyond the typical incremental classification setting. Namely, a novel CL experimental scenario is introduced to provide more realistic evaluations w.r.t. common benchmarks in literature, an investigation is presented concerning the viability of CL when limited supervision is available, a thorough study is conducted on the interplay between pre-training and CL. As a result, architectures and best practices are introduced that bridge the gap between standard CL evaluations and real-world applications
Risposte in modelli animali agli effetti dell’ambiente spaziale: i tardigradi, organismi resistenti a stress di ambienti estremi.
I tardigradi rappresentano un modello animale particolarmente valido per la comprensione dei meccanismi, a livello organismico e cellulare, di protezione dagli stress dell’ambiente spaziale. Sono infatti invertebrati microscopici (circa 0,3-0,5 mm) che per condurre vita attiva necessitano di almeno un velo d’acqua, ma quando questa non è disponibile, rallentano notevolmente, o sospendono, il metabolismo sopravvivendo essiccati (anidrobiosi), o congelati (criobiosi). Entrando in anidrobiosi producono bioprotettori (es. trealosio) che stabilizzano le membrane cellulari. In anidrobiosi resistono inoltre ad ulteriori stress, come ad esempio, temperature di 150°C, o vicine allo zero assoluto (-273°C), radiazioni ionizzanti 500 volte superiori a quelle che porterebbero all’immediata morte dell’uomo, atmosfere sature di CO2 e HNO3, immersione in alcoli e pressioni di 600 Mpa (Bertolani et al., 2004). I tardigradi attuano la criptobiosi (anidrobiosi e criobiosi) in qualunque fase del ciclo vitale; alcune specie possono essere allevate (Altiero & Rebecchi, 2001) risultando particolarmente longeve, tanto da superare l’anno di vita (Altiero, Rebecchi & Bertolani, 2006). Inoltre, a differenza di altri minuscoli metazoi, sono caratterizzati da divisioni cellulari anche nell’adulto. Indagini dell’U.O. sulle capacità criptobiotiche dei tardigradi (parzialmente finanziate da ASI, 2001) hanno consentito di dimostrare la presenza di differenze intra- ed interspecifiche nella sopravvivenza in anidrobiosi (Jönsson, Borsari & Rebecchi, 2001), la relazione fra tratti fenotipici dei tardigradi e sopravvivenza all’essiccamento (Jönsson & Rebecchi, 2002), la sopravvivenza a lungo termine in anidrobiosi (Rebecchi et al., 2006), la presenza di differenze interspecifiche nella capacità di resistere al congelamento (Guidetti et al., inviato).L’ambiente spaziale provoca sui viventi stress che accelerano il tasso di invecchiamento; per individuare strategie contro l’invecchiamento ed anche al fine di applicazioni biotecnologiche, viene qui proposto lo studio dei meccanismi molecolari che consentono ai tardigradi di resistere agli stress tipici di tale ambiente, in modo da acquisire conoscenze sui meccanismi di riparazione e mantenimento di cellule e organismi. In questa prospettiva si colloca dunque il progetto ASSC-TARSE (TArdigrade Resistance to Space Effect), inserito nell’area II (Cellule, Tessuti, Organi) del progetto MoMa. Il progetto ASSC-TARSE, utilizzando tardigradi in toto e loro cellule (storage cells) in coltura primaria, si propone di: i. valutare la sopravvivenza dei tardigradi dopo stress quali essiccamento, microgravità e radiazioni attraverso il confronto fra animali attivi e anidrobionti; ii. acquisire informazioni sulla fisiologia, la biochimica e il genoma dei tardigradi a seguito di tali stress; iii. acquisire informazioni sull’apoptosi. Durante l’elaborazione del progetto, l’U.O. ha messo a punto i protocolli per l’allestimento di colture primarie di storage cells, l’analisi del DNA genomico e l’analisi dell’espressione di Heat-shock proteins (Hsp) nei tardigradi attivi ed anidrobionti. La disponibilità di tali protocolli, oltre all’ottenuta dimostrazione che i tardigradi essiccati esprimono più Hsp70 rispetto a quelli attivi, rappresentano una valida base di partenza per il raggiungimento degli obiettivi sopraindicati. La piena realizzazione del progetto TARSE consentirà di ottenere i seguenti risultati: i. la rilevazione degli effetti dell’essiccamento, delle radiazioni e della microgravità sulla sopravvivenza sia di organismi in toto che di cellule in coltura; ii. la rilevazione di probabili danni al DNA genomico e dell’eventuale capacità di riparo; iii. la rilevazione dei fenomeni di apoptosi; iv. l’individuazione e la quantificazione di bioprotettori coinvolti nei meccanismi di resistenza all’essiccamento e alle radiazioni: Heat-shock proteins (Hsp70 e Hsp90) e Late Embryogenesis Abundant proteins (LEA); v. lo studio del ruolo di queste biomolecole nei meccanismi di protezione, nell’ipotesi di un loro utilizzo come contromisure degli effetti dannosi correlati all’invecchiamento, o per sviluppare tecniche di conservazione a lungo termine di cellule, o tessuti
Olika kön, olika lön – en ESO-rapport om diskriminering på arbetsmarknaden
Sverige är ett av världens mest jämställda länder med högt kvinnligt arbetskraftsdeltagande och kvinnor utbildar sig sedan länge mer än män. Ändå tjänar kvinnor mindre än män – även efter att hänsyn tagits till individuella val som till exempel utbildning, yrke och arbetstid. Varför är det så? I den här rapporten till ESO studerar Anne Boschini utvecklingen av det så kallade könslönegapet i Sverige och diskuterar olika typer av diskriminering som kan förekomma. Hon finner att löneskillnaderna förvisso har minskat över tid, men att ett oförklarat lönegap mellan män och kvinnor kvarstår. För att ge kvinnor och män mer likartade förutsättningar på arbetsmarknaden föreslår Anne fasta inträdeslöner för nyutexaminerade och reformering av den svenska föräldraförsäkringen.</p
Un mercato dell'ultimo minuto
gli sprechi alimentari caratterizzano i sistemi agroalimentari di tutti i paesi in via di sviluppo, compromettendo ancor di più il sistema nel quale viviamo. Qualcosa però può essere fatto e il progetto Last Minute Market ne è un esempio
Desmocollin 1 and desmoglein 1 expression in human epidermis and keratinizing oral mucosa: a comparative immunohistochemical and molecular study
Epidermis and keratinizing oral mucosa (KOM) are effective barriers against a wide spectrum of insults. The optimal form of protection provided by each epithelium is determined also by the molecular composition of desmosomes. Up to now, the expression of the "skin type" desmosomal cadherins, i.e. desmocollin 1 (Dsc1) and desmoglein 1 (Dsg1), was correlated with the morphological features of keratinocyte terminal differentiation in epidermis, but not in KOM. The aim of the present study was to investigate Dsc1 and Dsg1 expression in adult human KOM compared to epidermis. Biopsies of epidermis and KOM were obtained from young healthy adults (n=6) and simultaneously processed for immunofluorescence analysis, post-embedding immunogold electron microscopy (immunogold EM), and RT-PCR analysis. For molecular biology analysis, as a negative control, we considered human fibroblasts. By immunofluorescence and immunogold EM, Dsc1 labeling was not detected in any suprabasal layer of KOM, but it was present in the upper spinous/granular layers of epidermis. Immunofluorescence and transmission electron microscopy analysis showed that (i) Dsg1 expression was evident in the spinous, granular, and horny layer of the oral epithelium and (ii) Dsg1 immunoreactivity was always lower in desmosomes between oral keratinocytes than in all epidermal junctions. RT-PCR analysis confirmed that in KOM Dsc1 gene expression was undetectable. On the whole, these observations suggest a weakened adhesion in KOM, allowing oral keratinocytes to undergo a faster transition throughout the living layers of the epithelium. The intrinsic and specific regulation of the molecular composition of desmosomes can contribute in defining a specific keratinocyte phenotype in KOM and in epidermis
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