132,367 research outputs found
Liberazione del, o dal, lavoro. Il movimento ’77 e le radici della crisi nell’Italia postfordista
Postfazione del volume che ricostruisce la dialettica fra il rapido consumarsi del movimento '77 e l'affermarsi della precarietà lavorativa nell'Italia del post-miracolo economico, secondo un inedito e fertile approccio interdisciplinare, che spazia dalla storia contemporanea alla sociologia, passando per la filosofia politica, la critica artistica, gli studi giuridici, l'analisi dei processi produttivi e finanziari. Incrociando diversi sguardi metodologici su fisionomia, finalità e saperi di questo fenomeno sociale unico al mondo - autorappresentazione della "generazione dei non garantiti", ovvero la prima leva di giovani che sentiva di non avere un futuro certo e degno perché, orfana del "boom", sarebbe vissuta in un mondo di recessione permanente-si è potuta con-centrare l'attenzione sul tornante della storia italiana che ha aperto la "crisi del Sistema-Paese". Muovendo lungo la problematica geografico-territoriale dell'asimmetrico sviluppo nazionale, con una particolare considerazione allo snaturarsi dei tradizionali modelli di eccellenza come il cosiddetto "modello emiliano-romagnolo", e senza tralasciare continuità e fratture con il retaggio sessantottino, si è così arrivati ad affrontare il conflittuale processo di decentralizzazione del lavoro in Italia, nel più ampio formarsi di una nuova dimensione post-fordista e post-salariale dell'organizzazione capitalista occidentale
Languaging Ethnic Diversity: the Case of the Italian Communities in Bedford and Peterborough, UK
Lo strano movimento dei “non garantiti” e la morte del miracolo economico italiano
Ricostruisce la dialettica fra il rapido consumarsi del movimento '77 (evidenziando le sue peculiarità storico-sociologiche) e l'affermarsi - tra violenza politica, sperimentazioni artistiche e riconfigurazioni identitarie - della precarietà lavorativa nell'Italia del post-miracolo economic
Icone di speranza
Il mondo occidentale, quello ricco e globalizzato, ha perso di vista l'idea di speranza. Le relazioni umane si sono allentate, l'ecosistema è terreno di conquistata arbitraria nelle mani di un uomo non più custode ma padrone, le informazioni viaggiano da un capo all'altro del globo in millesimi di secondo e tutto e già deciso in piccoli e sparuti centri di potere. Laddove però sembra anacronistico parlare di speranza, nelle lacerazioni profonde del mondo occidentale si innesta quella speranza che va oltre ogni umana speranza. E questa è speranza autenticamente cristiana
Guerre fra compagni a cavallo del 1900. Il movimento socialista italiano in Svizzera ed il socialismo elvetico fra classe e nazione
Within the consistent Italian migratory fluxes to Switzerland during the second half of the 19th century, there was also a small, but very active minority of political migrants: some socialist groups whom the Swiss Confederation provided an ideal ground for development, but also and above all, an arena for conflicts with the strong autochthonous Helvetian Socialist Movement. Officially, both political movements originated from the same international koine, however, they were profoundly different in the way they interpreted the socialist ideals and had divergent views on operational practices. These controversies derived directly from age-old quarrels within the Socialism of the Second International as Maximalism vs. Reformism, Social Consultation and Dialogue vs. Class Struggle, Governing Aspirations vs. Irresponsible Opposition, Proletariat vs. Nation. The present paper focuses on the analysis of the Romande context, as the francophone region became for historical and economical reasons the core of Italian Socialism in Switzerland, it also discusses those idiosyncrasies that opposed the above mentioned socialist movements as for the role to be played by the working class in the crucial years between the end of the 19th century and the beginning of the 20th. While Italian Socialism in Switzerland focussed on revolution and maximalist opposition to sweep away the era of capitalists, of social classes, of private property and of national borders, Helvetian Socialism was uniquely concerned with reforms, aiming at empowering democracy and extending the rights to all social classes within historic national borders and with providing a system of individual freedoms, that should be guaranteed by the law
From the Global Trauma of the Twin Towers to the Politicization of Fear in the Western World. The Unprecedented Terrorist Event and its Function as a Historical Caesura | Dal trauma mondiale delle Torri Gemelle alla politicizzazione della paura in Occidente L’inedito fatto terroristico e la sua funzione di cesura storica
The 11 September 2001 terrorist action organized on US soil by the transnational jihadist group al-Qaeda represented a phenomenological novelty with epochal implications: The ability to simultaneously hijack four airliners and crash them, with hundreds of passengers forced to die along with the suicide bombers, against the capital symbols of American «hegemonic power» (the capitalist economy projected by the Twin Towers, the military organisation centred on the Pentagon, the democratic liberalism recognised in the Capitol), causing almost 3,000 casualties, over 6,000 injured, and 25 billion dollars in material damage, effectively revolutionised the offensive and communicative modus operandi of politically motivated violence as it had been expressed in the modern Western sphere. At the same time, this huge and traumatic event decreed a securitarian reaction throughout the Euro-Atlantic system, driven by the winds of the «global war on terror» launched by the G. W. Bush administration. With the unprecedented terrorist rupture of the USA’s inviolability and the consequent American attempt to unilaterally reestablish its own planetary hegemony through pre-emptive strikes, the marginalisation of international humanitarian law and the forced export of the Western model of democracy, a new historical era was thus inaugurated, coinciding with the beginning of the third millennium, under the sign of existential fear
Introduction. The Western World and the Geopolitics of Terror in the XXI Century|Introduzione. L’Occidente e la geopolitica del terrore nel XXI secolo
On the morning of September 11, 2001, the largest terrorist attack in human memory triggered a periodising caesura, determining a radical restructuring of the dialectic between national socio-political practices and the international order that had emerged at the end of the Cold War. Unexpectedly struck on its own soil, as it had not been even during the World Wars, the United States reacted in a furious and absolutist manner, seeking both exemplary revenge and the reassertion of its own planetary hegemony, often by suppressing (and sometimes violating) internal constitutional principles and norms of international law. This issue aims to provide a historical reflection on the evolution of geopolitical spaces at the beginning of the XXI century, by bringing together international relations scholars, political scientists, historians of institutions and specialists in the phenomenology of terrorism, to examine the dialectic between the eruption of globalised jihadism and the spread of a «culture of fear» in Euro-Atlantic societies
“Il Boom”: il film che fece il processo al miracolo economico
Poche volte nella storia nazionale si è dato un allineamento così preciso tra significante e significato – ovvero il simbolo e l’etimo di un segno concettuale – come tra l’uscita del film Il Boom (regia di Vittorio De Sica su sceneggiatura di Cesare Zavattini) e il chiudersi del “miracolo economico” italiano nel 1963, appena avanti che la prima congiuntura recessiva del dopoguerra (un balzo improvviso di inflazione e disoccupazione, associato ad una cospicua perdita di redditività industriale) venisse a spezzare le magnifiche sorti e progressive dettate dall’impressionante impennata di PIL e fattori produttivi registratesi dal 1957. Difatti, se già La Dolce Vita di Federico Fellini (1960) e Il Sorpasso di Dino Risi (1962) avevano osato strumentalizzare tutta l’abbacinante luce della nascente società dei consumi, per evidenziare i crescenti coni d’ombra di una folata modernizzatrice largamente diseguale, troppo fideistica e al fondo incontrollata, tra le pellicole coeve al “miracolo” è solo Il Boom ad incaricarsi di un processo ad alzo zero, privo di qualsiasi attenuante emozionale o di tragica fatalità: non c’è alcuna ottundente contorsione sentimentale (interpretata dall’irrisolto paparazzo Marcello/ Mastroianni) o popolana euforia godereccia (trasfigurata dallo scomposto menefreghismo edonista di Bruno Cortona/Vittorio Gassman) a giustificare in qualche modo il fascino discreto di un miracolo materialistico, che pareva germinare proprio per redimere le miserie, i dolori, gli strascichi della guerra. Nel Giovanni Alberti di Alberto Sordi, invece, ogni possibile “variabile” vitalistica ha ormai ceduto il passo alla mera “costante” della tigna, della feroce voluttà di uno status sociale che non ha più legami organici con l’economia reale o la nobiltà d’animo, perché completamente sussunto dall’eterea consistenza dell’apparenza oltremodo benestante, peraltro stereotipata dalle iconografie mass-mediali del self made man, arrivato e dunque “giustamente” invidiato. Terminato il processo, Il Boom emette la sua sentenza: il vero miracolo è stato affare elitario, non della massa che – parafrasando quanto verseggerà un decennio più tardi Lucio Dalla – è stata solo «per un attimo innalzata ad un ruolo difficile da mantenere» per poi essere «lasciata cadere, a piangere e a urlare», scoprendosi infine meno povera, ma sicuramente più superficiale e rancorosa
Supporting data for Guzzo et al. PNAS (doi: 10.1073/pnas.1702584114)
<p>Data used in Guzzo et al. PNAS Behavioural responses to annual temperature variations alter the dominant energy pathway, growth, and condition of a cold-water predator (doi: 10.1073/pnas.1702584114). Additional data is available upon request from the IISD-Experimental Lakes Area: https://www.iisd.org/ela/science-data/our-data/data-requests/. </p>
- …
