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    Le disuguaglianze sociali di salute.

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    Il tema della diversità nelle condizioni di salute è un tema tanto delicato quanto cardine del vivere sociale: perché alcune persone in alcuni luoghi hanno aspettative di vita maggiori? I paragrafi che seguono intendo rispondere a questa domanda. Il paragrafo 1 distingue tra «diversità», «differenze» e «disuguaglianze» di salute e sulla base di dati e studi introduce una prospettiva sociologica e di policy sulla questione. Nel paragrafo 2 sono presentati e discussi i fattori che incidono sulla salute della popolazione: i determinanti delle disuguaglianze sociali di salute, elencando i principali tipi con le relative caratteristiche e relazioni. Il paragrafo 3 discute il tema centrale del gradiente sociale di salute, con un’attenzione ad alcuni fattori centrali nella nostra società: le risorse di cui gli individui dispongono (la teoria delle cause fondamentali); lo stress (circostanze psicosociali); il tempo (approccio dei corsi di vita). Nel paragrafo 4 sono affrontate tre questioni rilevanti per lo studio attuale delle disuguaglianze: perché persistono le disuguaglianze di salute? Quali strategie/politiche si possono adottare per ridurre le disuguaglianze di salute? Come si può migliorare la comprensione dei processi all’origine delle disuguaglianze di salute? Si propongono quindi alcune riflessioni conclusive, sfide aperte e nuove piste di ricerca

    Manifesto per una salute di prossimità Una ricalibratura dell’assistenza territoriale del Servizio Sanitario Nazionale a partire dalla centralità della persona

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    La pandemia di Covid-19 ha evidenziato ulteriormente le criticità e le debolezze strutturali del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che hanno caratterizzato il suo sviluppo nel corso di ormai oltre quarant’anni di storia. Tra queste, una particolare rilevanza per la natura sindemica della malattia ha assunto la difficoltà del sistema di cure primarie e dei servizi territoriali a svolgere la sua fondamentale funzione di prevenzione, di cura e di contenimento della diffusione del contagio, indispensabile anche per non sovraccaricare il sistema ospedaliero e di emergenza-urgenza

    La malattia tra esperienza, narrazione e struttura sociale

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    L’irrompere della malattia, specie se grave, costituisce un evento traumatico che sconvolge nel profondo la vita quotidiana di coloro che ne sono colpiti. Il farne esperienza rappresenta una dinamica complessa su cui influiscono fattori di origine biologica, psicologica e sociale. Il capitolo, dopo aver messo a fuoco la natura multidimensionale dell’esperienza di malattia, ne affronta tre nodi essenziali. In primo luogo ci si concentrerà sui processi decostruttivi e ricostruttivi che l’incontro/scontro col patologico implica per quanto riguarda il senso del sé dei malati. In secondo luogo, si esamineranno da un lato gli effetti destabilizzanti della malattia sui mondi vitali dei pazienti e dei loro famigliari e, dall’altro, i meccanismi di fronteggiamento (coping) posti in campo da tutti loro per adattarsi allo scompenso subito. In terzo luogo, infine, ci si occuperà del rapporto tra struttura sociale ed esperienza di malattia. Si discuteranno cioè le influenze che le diverse appartenenze (di genere, professionali, di classe, generazionali, e le loro interazioni, proprie dall’approccio intersezionale) esercitano sul vissuti dei pazienti e dei loro famigliari. Chiude il capitolo una riflessione sugli elementi di novità introdotti nel rapporto tra malattia ed esperienza dalla svolta predittiva intrapresa dalla medicina negli ultimi decenni

    La formazione dei mediatori sanitari: fra esperienza e consapevolezza

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    Si presenta un modello formativo per lo sviluppo professionale dei mediatori linguistico-culturali, basato sull'analisi conversazionale di di incontri mediati da interpreti, in contesti sanitari italiani. La struttura teorica del modello è integrata da esempi di attività di formazione

    Personalizzazione e partecipazione dei cittadini nella società digitale sindemica

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    Il volume si interroga sul contributo di analisi e di ricerca che la Sociologia della salute e della medicina può offrire alle complesse problematiche d’ordine etico, giuridico, economico, politico, sociale, culturale, di sicurezza e di protezione della privacy che fenomeni come la progressiva digitalizzazione della cura e della società contemporanee comportano. Propone inoltre una prima valutazione delle presunte promesse e delle reali minacce che la “Medicina delle 4 P” (preventiva, predittiva, personalizzata e partecipativa), fondata su di un approccio genomico di tipo integrato, basato sull’applicazione della biologia sistemica alla salute-malattia, presenta per i cittadini, per i sistemi sanitari e per le disuguaglianze sociali. Il lavoro è stato curato dalla Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), sempre attenta a cogliere l’emergere di nuove problematiche e sfide sociali. Raccoglie una selezione delle relazioni presentate da affermati studiosi a livello nazionale e internazionale e da giovani ricercatori e ricercatrici al convegno della Sezione dedicato a “Personalizzazione della cura e partecipazione dei cittadini nella società digitale sindemica”, svoltosi a Bertinoro (Forlì) dal 18 al 20 novembre 2021. Nel complesso, emerge un quadro che offre la possibilità di ampliare il dibattito sul futuro della salute e della medicina nella società digitale, esplorandone diversi aspetti e gli effetti non effimeri che la sindemia di Covid-19 ha prodotto interagendo con la digitalizzazione della vita nei diversi percorsi di cura

    Le conoscenze per la salute: una costellazione di saperi in prospettiva interdisciplinare

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    L’impatto della Covid-19 sui sistemi sanitari è stato improvviso, pervasivo ed eccezionale, una sorta di tsunami che ha messo in evidenza la necessità di ripensare non solo l’organizzazione dei servizi della salute, ma anche l’approccio tradizionale alla cura e alla presa in carico dei malati. La pandemia ha reso ancora più evidente quanto sia importante trasformare l’azione terapeutica in atto integrato, promuovere una presa in carico globale, adottare un approccio olistico, considerare le implicazioni etiche, psicologiche, culturali e sociali della salute e della malattia (oltre che cliniche), lavorare sull’umanizzazione delle cure e sulla centralità delle persone (non solo su malati e caregiver, ma anche sui professionisti della salute). Per supportare questo processo di trasformazione, è necessario lavorare sullo sviluppo di competenze fondamentali per l’esercizio della pratica clinica e assistenziale che, interagendo con le classiche discipline relative alle Scienze naturali e alle Scienze mediche e sanitarie, mettano in grado i professionisti della salute di acquisire gli strumenti cognitivi e comportamentali e le abilità performative necessarie ad affrontare in modo più adeguato le sfide sempre più evidenti che investono oggi la Medicin
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