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    Sistemazione uffici INFOS, Orbassano (con Guido Drocco), laboratori e uffici edificio Falcon (con Ivana Surgo), Orbassano

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    INFOS_ Sistemazione e allestimento - in un preesistente contesto - della nuova sede uffici di un'impresa operante nel campo della telematica (microelaboratori portatili). Particolare attenzione è stata posta alla sistemazione della zona d'ingresso - vano scala, che comprende una reception e due zone di attesa al piano terreno (fronte reception) e al primo piano (fronte sala riunioni). Eliminato il preesistente parapetto in alluminio anodizzato e cristallo fumé (il granito marroncino non si è potuto togliere...), l'intero spazio è stato quintato e ridefinito con bnali reti elettrosaldate, verniciate di bianco: lo stesso materiale funga da controsoffitto ('scree' quadrettato per la costellazione luminosa di comuni lampadine da 60W non alogene!), da supporto per le sedute trapuntate 'verde Africa' e forma la 'punta di diamante' per la gabbia della centralinista. Il tema delle nuove tecnologie ci ha così trovati incerti tra una visione di asettico inquadramento e una metafora ottimistica, sottolineata dalla presenza del verde, del cactus e degli alberi da frutta (natura e artificio: tutto rigorosamente finto). FALCON_ Ristrutturazione di un preesistente edificio industriale in struttura metalliza. Le mutate esigenze di lavorazione suggeriscono le caratteristiche dell'intervento: contenimento in altezza del vano centrale (eccedente rispetto alla nuova attività: elettronica leggera), realizzata con la sospensione di una soffittatura in doghe di alluminio preverniciato. Flessibilità nel tempo, avuto riguardo alla continua evoluzione produttiva e tecnologica del settore: la rete di distribuzione degli impianti è alloggiata sotto una pavimentazione sopraelevata continua, con possibilità di rapidi cambiamenti di posizione e di percorso. Migliorie ambientali (isolamento termoacustico ed aumento della luminosità) per creare uno spazio ergonomicamente corretto. Un grande open-space ospita tutte le attività produttive e rimane aperto a prevedibili cambiamenti di disposizione nel tempo. Nella parte centrale, il controsoffitto è sostituito da una lucernario in ferro e policarbonato (sospeso al vecchio carro ponte ormali inutilizzato), che dà luce ad una sottostante zona di reception e di attesa. Affiancati al vano principale sono uffici, servizi, ed alcuni locali per lavorazioni di supporto

    Collaborazione (per il progetto di massima) al progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d'Isola per il Museo d'Antichità, Torino (con Guido Drocco)

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    La serie di interventi relativi al completamento del museo archeologico torinese comprende la sistemazione a scopi espositivi del piano seminterrato della manica nuova di Palazzo Reale in diretta adiacenza con le rovine del teatro romano completamente riportate alla luce nel corso del restauro della medesima, destinato a ospitare la sezione dedicata all'archeologia urbana; la cura degli apparati espositivi delle collezioni storiche collocate nelle serre di Palazzo Reale, perpendicolari alla manica nuova e recuperare a uso museale dall'ufficio tecnico della Soprintendenza Archeologia del Piemonte tra il 1975 e il 1970; la progettazione di un nuovo padiglione per l'esposizione dei reperti archeologici provenienti dal territorio piemontese. L'ampliamento delle aree espositive richiede inoltre lo studio di un percorso unitario di visita che colleghi opportunamente le diverse sezioni senza soluzione di continuità. Elemento determinante dell'intervento è la ricerca di un raporto diretto con l'area archeologica circostante - le torri, la cinta muraria, il teatro romano. Ma le opzioni formali e tecnologiche che caratterizzano il nuovo padiglione vanno ora nel senso della massima riduzione dell'impatto con le preesistenze, fino a una pressoché totale 'scomparsa' dell'architettura progettata. Il nuovo padiglione 'Territorio' - come viene definito nelle relazioni - disposto perpendicolarmente alla manica nuova, si congiunge con essa attraverso una galleria vetrata a ponte che scavalca il fossato scendendo gradualmente di livello. (da A.Guerra, M.Morresi 'Gabetti e Isola - opere di architettura', Milano, Electa 1996, pp.203-204

    Collaborazione al progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d'Isola per la torre di Vertine, Gaiole in Chianti (Siena) (con Guido Drocco)

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    "Restauro e riuso di un manufatto tardomedievale come residenza privata. Il progetto si sovrappone a una precedente realizzazione, che aveva trasformato il rudere in residenza con l’intervento di carpenteria metallica. Il presente progetto sostituisce integralmente la struttura con una tipologia strutturarle realizzata in carpenteria lignea, sul modello di quelle contemporaneamente adottate per l’edificio della Tuminera." (da A.GUERRA, M.MORRESI, "Gabetti e Isola - opere di architettura", Milano, Electa, 1996, p.203) Committente: Proprietà Società S.S. Vatulele, Torino; Impresa costruzioni: Giovanni Maciotta spa, Torin

    Collaborazione al progetto di Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia d'Isola per il caseificio e residenza "La Tuminera", Bagnolo Piemonte (Cuneo) (con Guido Drocco e con Emilia Paglieri)

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    La 'tuminera' si affaccia all'ingresso di Bagnolo sulla strada che proviene da Bibiana e da Torino. Un lungo muro continuo in mattoni collega le due parti dell'edificio, adibite l'una alla produzione e alla vendita del formaggio, e l'altra ad abitazione. Il progetto è concepito come u capannone di tipo industriale sul quale si aggancia una struttura in legno che ha funzione di 'segno' dell'architettura tradizionale del paese. (da 'Casabella' n.485, novembre 1982, p.8

    Collaborazione al progetto di Roberto Gabetti, Aimaro Oreglia d'Isola, Giuseppe Varaldo, per gli Uffici giudiziari di Alba (con Guido Drocco e con Remo Fassino).

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    Il nuovo edificio per gli Uffici Giudiziari intende riqualificare formalmente lo spazio di accesso principale alla città di Alba attraverso il ponte sul Tanaro: l'idea del progetto è quella di costruire come grande segno dell'ingresso nella città una specie di 'monticello' alberato - lontano ricordo dell'Isola Bella - che consenta nello stesso tempo un'organizzazione introversa degli uffici e una sistemazione a verde dell'intera piazza mediante un sistema di terrazzamenti digradanti. Tutto l'edificio può essere interpretato sia come un 'monticello' nel quale viene scavato un giardino interno che ospita i percorsi coperti, sia come la composizione di due corpi lognitudnali organizzati attorno ad uno spazio libero centrale e recintati da terrazzamenti alberati. Dall'ingresso principale a est, verso la città storica, il percorso organizza una sequenza funzonale degli spazi più pubblici (su doppia altezza) agli uffici organizzati su due livelli. Nella parte centrale, i percorsi coperti sono orientati a 45° nel senso dell'ingresso, ed ogni percorso corrisponde all'ingresso in una zona funzionale dell'edificio. Il nuovo edificio viene edificato su un lotto triangolare all'ingresso nord della città. (Da 'Casabella', n.485, 1982

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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