173,584 research outputs found

    "Ordet" di Gustav Momolander

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    “DA MUNK A DREYER” E’ noto quanto il dramma teatrale di Kaj Munk “Ordet” (1925) sia riconosciuto come una delle opere fondamentali nella storia del teatro scandinavo e profondo sia il solco della sua influenza, nella cultura, nelle arti cinematografiche, teatrali, letterarie, ecc.. Il saggio ideato, elaborato e scritto da Loretta Guerrini propone la prima analisi comparativa tra quel dramma (la cui prima edizione critica in italiano è stata curata da Angelo Papi pp. 3-121) ed i film omonimi di C. Th. Dreyer (1954) e di G. Molander (1943). L’analisi condotta sul rilievo intertestuale delle tre opere porta ad evidenziare le sostanziali varianti del modello religioso a cui esse si riferiscono, rilevando tematiche esistenziali e religiose obliate dalla critica in Italia ancorquando erroneamente interpretate. Quell’analisi che comprende la drammatizzazione si estende ad approfondimenti che riguardano tra l’altro, le location, il décor, a partire dalla segmentazione delle due copie dei film in lingua originale, in particolare “Ordet” di Molander. Pertanto, è stato necessario segnalare le correzioni da apportare all’unica sceneggiatura italiana del film (G. Cincotti 1956) e curare la prima versione italiana – sottotitolata - di “Ordet” di Molander (una copia del quale è depositata presso la Cineteca di Bologna). Il libro presentato da uno dei massimi interpreti internazionali di C. Th. Dreyer, Jean Sémolué, introdotto da Giacomo Manzoli, si avvale di una ricerca bibliografica aggiornata e ordinata cronologicamente sull’opera dei due maestri del cinema. Lingua: italiano Da Munk a Dreyer di Loretta Guerrini Verga e Angelo Papi, Ed. Vecchiarelli, Roma, 2009. Codice ISBN 978-88-8247-261-0 Collana Negotia Litteraria Pagine 386 ( Guerrini L. pp. 123-386

    Potenziali usi salutistici di droghe amazzoniche e autoctone: fingerprinting, bioattività e sicurezza

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    Le miscele terpeniche sono il frutto di strategie estrattive associate a particolari droghe di prevalente origine vegetale, come quelle indicate come oggetto del presente progetto nel paragrafo delle Motivazioni dell'aggregazione. Di rilevante interesse farmaceutico sono gli oli essenziali, miscele prevalentemente a carattere mono- e sesquiterpenico, ampiamente utilizzati nel settore del farmaco, parafarmaco e del prodotto erboristico per trattare numerose affezione di blanda e moderata gravità, così come lo sono le droghe da cui essi derivano come documentato anche dall’ampia letteratura etno-farmaco-botanica (Burt S. Essential oils: their antibacterial properties and potential applications in foods—a review. Int. J. Food Microbiol. 94(3): 223-253, 2004; Essential Oil Desk Reference, Essential Science Publishing, 2007). La ricerca nell’ambito delle miscele terpeniche è sempre stata ricca ed incentrata prevalentemente sulla caratterizzazione chimica e sulla determinazione della bioattività, quest’ultima soprattutto focalizzata su saggi di attività antibiotica ed antiossidante con microrganismi di varia natura (Sacchetti et al. Comparative evaluation of 11 essential oils of different origin as functional antioxidants, antiradicals and antimicrobials in foods. Food Chem. 91: 621–632, 2005; ). Recente sviluppo degli studi su queste miscele è l’individuazione ed isolamento delle principali classi terpeniche responsabili dell’attività e, soprattutto, la caratterizzazione e quantificazione degli aspetti di sinergia tra i diversi componenti che sono alla base dell’efficacia e della sicurezza farmaceutica, anche in relazione ad un più vasto e più inedito spettro di bioattività, come aspetti correlati all’interazione molecola-acidi nucleici e con l’espressione genica (Guerrini et al. Bergamot (Citrus bergamia Risso) Fruit Extracts as γ-Globin Gene Expression Inducers: Phytochemical and Functional Perspectives. J. Agric. Food Chem. 57: 4103–4111, 2009; Borgatti M, Mancini I, Bianchi N, Guerrini A, Lampronti I, Rossi D, Sacchetti G, Gambari R. Bergamot (Citrus bergamia Risso) fruit extracts and identified components alter expression of interleukin 8 gene in cystic fibrosis bronchial epithelial cell lines BCM Biochemistry, 15-27, 2011), o come all'espressione di mutageno-protezione (Bruni et al. Antimutagenic, antioxidant and antimicrobial properties of Maytenus krukovii bark. Fitoterapia 77: 538–545, 2006; Guerrini et al. Bioactivities of Piper aduncum L. and Piper obliquum Ruiz & Pavon (Piperaceae) essential oils from Eastern Ecuador. Environmental Toxicology and Pharmacology, 27, 39-48, 2009; Rossi D., Mares D., Romagnoli C., Andreotti E., Manfredini S., Vicentini C.B. Antidermatophytic activity of pyrazolo[3,4-c]isothiazoles: a preliminary approach on 4-chlorophenyl derivative for evaluation of mutagenic and clastogenic effects on bacteria and human chromosomes in vitro Drug and Chemical Toxicology, 34(3), 324-331, 2011)

    54esima Biennale di Venezia - Padiglione della Repubblica di San Marino

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    Titolo del progetto: "Luce In-azione" Artisti: Dorothee Albrecht, Marco Bravura, Cristian Ceccaroni, Daniela Comani, Ottavio Fabbri, Verdiano Manzi, Patrizia Merendi, Omar Paolucci, Cristina Rotondaro, Lars Teichmann, Thea Tini, Daniela Tonelli, Paola Turroni Commissario: Leo Marino Morganti. Curatore: Valerio Pradal Comitato scientifico e di selezione delle opere: A. Bassi F. Cavallari M. Comoglio L. Guerrini M. G. Riva R. Stih C. Tartarin

    THE “WORD” ON THE BIG SCREEN. ORDET, from Molander to Dreyer’s genius. Volume 1.

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    This essay, ideated and written by Loretta Guerrini presents the first comparative analysis between the drama Ordet by K. Munk (The Word or better still The Verb in an Evangelical sense) and the two movies of C. Th. Dreyer (1954) and of G. Molander (1943). The Ordet version of Dreyer is rigorous for the excellent use of details and the influence of legends from the North has been for Dreyer a starting point to “symbolize” the aesthetic approach which made of his style a model to be ranged in the Classics of the history of cinema. A difference from Munk is to be found in the episode of Inger’s resurrection, which is the dramatic acme of the film, and confers it a much wider meaning and realistic cypher, because it is realism that guides the stylistic choice even in its exemplary abstractions. This important research underlines some differences about the religious view: the filmmakers had to face a difficult subject for a filmic treatment due to the unsuitability for the screen of the relationship between the living and the Sacred. This study made in depth includes the dramatization and its structure; and also focuses on some special suggestion concerning the relationship between characters and their setting. The only Italian script of the film has been corrected (by G. Cincotti 1956) and the only subtitled version of Ordet (by Molander) has been restored. This study is presented by one of the most important international experts of C. Th. Dreyer, Jean Sémolué and is introduced by Giacomo Manzoli

    Da Munk a Dreyer

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    E’ noto quanto il dramma teatrale di Kaj Munk “Ordet” (1925) sia riconosciuto come una delle opere fondamentali nella storia del teatro scandinavo e profondo sia il solco della sua influenza, nella cultura, nelle arti cinematografiche, teatrali, letterarie, ecc.. Il saggio ideato, elaborato e scritto da Loretta Guerrini propone la prima analisi comparativa tra quel dramma (la cui prima edizione critica in italiano è stata curata da Angelo Papi pp. 3-121) ed i film omonimi di C. Th. Dreyer (1954) e di G. Molander (1943). L’analisi condotta sul rilievo intertestuale delle tre opere porta ad evidenziare le sostanziali varianti del modello religioso a cui esse si riferiscono, rilevando tematiche esistenziali e religiose obliate dalla critica in Italia ancorquando erroneamente interpretate. Quell’analisi che comprende la drammatizzazione si estende ad approfondimenti che riguardano tra l’altro, le location, il décor, a partire dalla segmentazione delle due copie dei film in lingua originale, in particolare “Ordet” di Molander. Pertanto, è stato necessario segnalare le correzioni da apportare all’unica sceneggiatura italiana del film (G. Cincotti 1956) e curare la prima versione italiana – sottotitolata - di “Ordet” di Molander (una copia del quale è depositata presso la Cineteca di Bologna). Il libro presentato da uno dei massimi interpreti internazionali di C. Th. Dreyer, Jean Sémolué, introdotto da Giacomo Manzoli, si avvale di una ricerca bibliografica aggiornata e ordinata cronologicamente sull’opera dei due maestri del cinema. Lingua: italian

    Conformational flexibility and absolute stereochemistry of (3R)-3-hydroxy-4-aryl-β-lactams investigated by chiroptical spectroscopies and TD-DFT calculations

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    β-lactam rings play a key role in medicinal chemistry: β-lactam derivatives are widely used in therapy as antibiotics, cholesterol absorption and prostate-specific antigen inhibitors. Stereochemical characterisation is crucial for the application of β-lactam rings as chiral intermediates for the asymmetric synthesis of a variety of compounds of medicinal interest, such as proteinogenic and non-proteinogenic amino acids and taxanes. [1] The absolute stereochemistry of a series of synthetic (3R)-3-hydroxy-4-aryl-β-lactams was investigated by means of chiroptical spectroscopies, i.e. polarimetry and electronic circular dichroism (ECD), and quantum mechanical (QM) calculations using time- dependent density functional theory (TD-DFT). The absolute configuration at C3 was assigned by chemical correlation with synthetic precursors; the overall stereochemistry was assessed by application of the β-lactam sector rule, which relates the sign of the specific rotatory power ([α] D ) and the lowest-energy ECD band with the absolute configuration at C4. [1] The assessed absolute configurations were then confirmed by TD-DFT calculations. The β-lactam sector rule allowed a correct stereochemical characterisation of the investigated β-lactams, with the exception of a thienyl-substituted derivative (1). Conformationally-averaged TD-DFT calculations yielded accurate predictions of ECD spectra in 2-propanol and [α] D values in chloroform, which allowed to assign the correct absolute configuration to compound 1. [α] D values in acetone were successfully predicted by TD-DFT calculations with explicit treatment of solvent molecules at a QM level. [2] A detailed analysis of the geometric features of the β-lactam ring for all the equilibrium conformers, as obtained by DFT geometry optimisation, helped to identify regular patterns for the arrangement of atoms around the carbonyl chromophore, which is responsible for the chiroptical properties of β-lactam derivatives. This study showed the importance of conformational flexibility for the definition of chiroptical properties, and highlighted strengths and weaknesses of the different methods for the stereochemical characterisation of chiral molecules in solution. References [1] Barbaro, G., Battaglia, A., Guerrini, A., Bertucci, C., Geremia, S., Tetrahedron: Asymmetry 9 (1998), 3401-3409. [2] Tomasi, J., Mennucci, B., Cammi, R., Chem. Rev. 105 (2005), 2999-3093

    Fingerprinting, bioattività e sicurezza di droghe a terpeni e polifenoli

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    Le droghe oggetto dello studio Attività: il progetto prenderà in considerazione fonti di miscele terpeniche o di polifenoli, di origine amazzonica (Hedychium coronarium, Piper imperiale, Peperomia galoides foglie), africana (Juniperus oxycedrus, Juniperus excelsa, Pinus pinea, Cryptocarya massoia) e indiana (Terminalia chebula). Motivazioni della scelta: la scelta del materiale vegetale è vincolata a diversi aspetti: a) il gruppo di ricerca da diversi anni si occupa di fonti vegetali di provenienza sud-americana, africana ed indiana con particolare riferimento a droghe ricche in terpeni e composti polifenolici, e tale progetto è una delle soluzioni consequenziali a tale impostazione; b) lo studio etno-farmaco-botanico delle fonti precede, e accompagna sempre, lo studio biologico farmaceutico che ne segue: tale approccio ci ha permesso di individuare le fonti in oggetto come elemento di studio; c) alcune delle droghe e delle miscele terpeniche scelte presentano una letteratura modesta, datata, o assente; d) nessuna delle droghe e delle miscele terpeniche considerate è stata studiata con il profilo e la progettualità qui presentate. Le metodiche estrattive: Attività: la scelta del modello estrattivo è il primo passo per valutare sul piano fitochimico resa, qualità e quantità delle molecole di interesse, rapporti qualitativi e quantitativi delle specie chimiche. In base al differente approccio estrattivo è possibile valutare successivamente quale risulti più adeguato ad una maggiore efficacia e sicurezza salutistica del prodotto. Saranno applicate metodiche estrattive classiche quali distillazione, soxhlet, SFE e con estrattore Naviglio (per molecole termolabili). Il nostro gruppo di ricerca ha, rispetto all’approccio e alle metodiche scelte, esperienza pregressa e consolidata (Bruni et al. Phytochem. Anal. 13, 257–261, 2002; Sacchetti and Bruni. Efficiency of extracting vitamin E from plant sources. In: Encyclopedia of Vitamin E. Victor R Preedy and Ronald R Watson Eds.; CABI Publishing, Wallingford, Oxon, OX10 8DE, UK. 2007). Obiettivi: individuare per ciascuna droga il modello estrattivo e le condizioni più adatte: a) ad una resa ottimale; b) ad un profilo composizionale in grado di esprimere attività salutistica efficace e sicura; c) ad un ridotto time consuming; d) adeguate ad uno scale up verso l’aspetto produttivo efficace in termini sia di operatività sia economici. Caratterizzazione fitochimica delle miscele terpeniche ottenute e/o polifenoliche Attività: la caratterizzazione avverrà valutando singolarmente e combinando le evidenze che emergeranno da analisi GC, GC-MS, HPLC-MS, HPTLC-MS ed 1H/13C-NMR seguendo un modello già consolidato per il nostro gruppo di ricerca anche per matrici analoghe (Guerrini et al. J. Agric. Food Chem. 57: 4103–4111, 2009; Guerrini et al. Environ. Toxicol Pharmacol. 27: 39-48, 2009; Sacchetti et al. Nat. Prod. Res. 21: 167-179, 2007; Guerrini et al. J. Agric. Food Chem. 54: 7778-7788, 2006; Sacchetti et al. Flav. Fragr. J. 21: 674-676, 2006). Obiettivi: individuare per ciascuna miscela terpenica e/o polifenolica tutti gli elementi più adeguati: a) ad un fingerprinting dettagliato e completo (profilo gas cromatografico GC-MS, HPLTC-MS, NMR) e nel caso di droghe a contenuto flavonoidico o polifenolico, come le droghe del genere Terminalia, ad una caratterizzazione via NMR, HPTLC-MS e HPLC-MS. b) alla identificazione e caratterizzazione di ciascuna specie chimica presente nella miscela (profili NMR e banche dati); c) alla possibilità di riconoscere e caratterizzare dal fingerprinting differenti estratti che poi potranno esprimere per efficacia e sicurezza la più corretta attività salutistica: strumento di controllo di qualità in linea (scale up) e strumento di predizione sulla bioattività. Bioattività dei fitocomplessi Attività: l’indagine sull’attività biologica delle miscele terpeniche e polifenoliche sarà incentrata sulla valutazione dell’attività antiossidante, antimicrobica, citotossica, mutagena e mutageno-protettiva seguendo protocolli di ricerca consolidati e innovativi per le matrici in oggetto (Guerrini et al. Environ. Toxicol. Pharmacol. 27: 39-48, 2009; Bruni et al. Fitoterapia, 77: 538-545, 2006; Guerrini et al. J. Agric. Food Chem. 54: 7778-7788, 2006). Verrà inoltre introdotta la valutazione dell'attività su linee cellulari umane, aspetto innovativo per il nostro gruppo di ricerca. Attività antiossidante: saranno impiegati saggi in vitro quali DPPH test e DPPH-(HP)TLC bioautographic assay; beta-carotene bleaching, frequentemente impiegato nella valutazione di miscele o composti lipofili; test del citocromo C, in cui si valuta la capacità di inibire la riduzione del citocromo causata dal radicale superossido. Attività antimicrobica: saranno utilizzati ceppi ATCC ed isolati clinici del lievito patogeno Candida albicans, responsabile di diffuse e importanti dermatomicosi, e ceppi batterici Gram positivi (Staphylococcus aureus subsp. aureus, Enterococcus foecalis) e negativi (Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa) responsabili, ad esempio, delle più comuni affezioni quali disturbi da raffreddamento ed enterocoliti. A questo scopo, saranno impiegate tecniche tradizionali su terreno solido (Disk Diffusion Assay), liquido (Microplate reader) e (HP)TLC-bioautographic assay allo scopo di individuare gli estratti più attivi e di determinare la minima concentrazione inibente (MIC) e battericida (MBC). Attività citotossica, mutagena e mutageno-protettiva: le proprietà citotossiche, mutageniche e anti-mutagene saranno valutate con saggi a breve termine che utilizzano organismi a struttura procariote (ceppi di Salmonella tiphymurium, test di Ames; Escherichia coli, SOS Chromotest) e organismi ad organizzazione eucariote (ceppo D7 di Sacharomyces cerevisiae) come simulatori di sezioni del complesso contesto di evoluzione della cancerogenesi e problematiche correlate. Il test di Ames con Salmonella typhimurium, è utilizzato sia per la valutazione della mutagenicità, sia messo a punto ed adattato alla valutazione anche dell'antimutagenicità (Maron, Ames, Mutat Res 113:173-215,1983). Intendiamo anche avvalerci del modello microbiologico SOS Chromotest, sviluppato su E.coli (Quillardet et al., Proc.Nat.Acad.Sci. 79:5971-5975,1982). Questo test si avvale di un ceppo di E. coli con un gene reporter (accoppiato con un sistema di riparo SOS), che codifica per l’enzima beta-galattosidasi. Saranno utilizzati kit commerciali (ENVIRONMENTAL BIO DETECTION PRODUCTS INC, EBPI, Canada), che consentono una rapida ed affidabile stima dell’azione mutagena ed antimutagena con la possibilità di stimare per via colorimetrica la concentrazione della fosfatasi alcalina come indicatore di tossicità. Queste valutazioni saranno integrate da evidenze ottenute con un sistema biologico eucariote che impiega il lievito Saccharomyces cerevisiae, ceppo D7, che può essere usato per valutare l'induzione di mutazioni puntiformi, ricombinazione mitotica e conversione genica (Zimmermann et al. Mutat Res 133:199-244,1984). Al fine di includere nei test la possibile attivazione metabolica sia dei controlli genotossici positivi che dei modulatori vegetali, verranno utilizzati sistemi adeguati a ciascun saggio come da letteratura correlata (Quillardet et al., Proc.Nat.Acad.Sci. 79:5971-5975,1982; Del Carratore, Mutat Res 121:117-123,1983; Maron, Ames, Mutat Res 113:173-215,1983). Come ulteriore estensione delle valutazioni di bioattività per quegli estratti particolarmente efficaci e sicuri, saranno effettuate valutazioni in vitro su linee cellulari umane. Obiettivi: individuare e selezionare quegli estratti particolarmente attivi per efficacia e sicurezza per le bioattività saggiate

    Profilo delle tossine di microalghe isolate nell’Adriatico Nord-occidentale

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    Fioriture di Ostreopsis spp. sono state osservate nell'ultimo ventennio nel Mediterraneo e la loro diffusione aumenta nel mondo ogni anno, rappresentando una potenziale minaccia per la salute umana e per l'ecosistema marino (Rhodes et al., 2011). In particolare la specie O. cf. ovata negli ultimi anni è presente in varie aree costiere europee, tra cui l'Italia. Nonostante in queste zone non siano stati registrati casi di intossicazione umana per consumo di prodotti ittici, la problematica è di grande interesse a seguito dell'elevata tossicità della palitossina e dei congeneri, denominati ovatossine, prodotti da questa dinoflagellata. Le fioriture hanno spesso mostrato differenti caratteristiche in termini di periodo di sviluppo e relative condizioni abiotiche, di densità algale e di tossicità (Cohu et al., 2013). Allo scopo di individuare i fattori abiotici (e.g. temperatura, salinità, luce) e biotici (e.g. presenza di specie algali competitrici o batteri) che maggiormente influenzano le fioriture ed il loro livello di tossicità, sono stati effettuati studi in coltura utilizzando ceppi di O. cf. ovata isolati da coste italiane, saggiando differenti condizioni. In primo luogo è stato evidenziato che le diverse ovatossine analizzate negli estratti di O. cf. ovata aumentano quantitativamente lungo la crescita (Pezzolesi et al., 2014) con un rilascio nel mezzo extracellulare maggiore in fase stazionaria. Inoltre il profilo tossinologico ha evidenziato un'alta variabilità sia in termini qualitativi (i.e. assenza di alcune ovatossine) che quantitativi (i.e. contenuto di tossina per cellula o litro di coltura) in funzione dei differenti ceppi esaminati. In generale è emerso che temperatura, salinità e concentrazione dei nutrienti sono fattori abiotici che influiscono nella produzione cellulare di tossine (Pistocchi et al., 2011; Pezzolesi et al., 2012; Vanucci et al., 2012b). Nello specifico la disponibilità di nutrienti è importante per la biosintesi di questi composti che contengono azoto e hanno alto peso molecolare. I risultati hanno evidenziato che in carenza di azoto (N), in particolare, e di fosforo (P) i quantitativi di tossine prodotte sono inferiori. Tra i fattori che maggiormente influenzano la crescita e la tossicità di O. cf. ovata è emersa anche la competizione con altre microalghe (e.g. diatomee o dinoflagellate bentoniche), con effetti sulla crescita; sembrano inoltre essere esclusi possibili effetti allelopatici delle ovatossine verso le altre microalghe indagate. La comunità batterica associata ad O. cf. ovata in coltura sembra anch'essa interferire sulla produzione di tossine tramite re-mineralizzazione di sostanza organica, influenzando i quantitativi di N e P disponibile, e tramite interazioni di tipo mutualistico (Vanucci et al., 2012a). I risultati ottenuti evidenziano che da un lato lo stato fisiologico delle cellule è strettamente legato alle condizioni chimicofisiche e allo stato trofico del sistema e dall'altro questo si riflette sulla produzione e sul rilascio delle tossine. Cohu S., Mangialajo L., Thibaut T., Blanfuné A., Marro S., Lemée R., 2013. Harmful Algae 24, 32-44. Pezzolesi L., Guerrini F., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Forino M., Tartaglione L., Pistocchi R., 2012. Water Research 46, 82-92. Pezzolesi L., Pistocchi R., Fratangeli F., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Tartaglione L., 2014. Harmful Algae 36, 1-10. Pistocchi R., Pezzolesi L., Guerrini F., Vanucci S., Dell'Aversano C., Fattorusso E., 2011. Toxicon 57, 421-428. Rhodes L., 2011. Toxicon 57 (3), 400–407. Vanucci S., Guerrini F., Pezzolesi L., Dell'Aversano C., Ciminiello P., Pistocchi R., 2012a. Cryptogamie, Algologie 33, 105-112. Vanucci S., Pezzolesi L., Pistocchi R., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Tartaglione L., Guerrini F., 2012b. Harmful Algae 15, 78-90

    Produzione di ovatossine nella dinoflagellata Ostreopsis cf. ovata: studi al variare di fattori abiotici e biotici

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    Fioriture di Ostreopsis spp. sono state osservate nell'ultimo ventennio nel Mediterraneo e la loro diffusione aumenta nel mondo ogni anno, rappresentando una potenziale minaccia per la salute umana e per l'ecosistema marino (Rhodes et al., 2011). In particolare la specie O. cf. ovata negli ultimi anni è presente in varie aree costiere europee, tra cui l'Italia. Nonostante in queste zone non siano stati registrati casi di intossicazione umana per consumo di prodotti ittici, la problematica è di grande interesse a seguito dell'elevata tossicità della palitossina e dei congeneri, denominati ovatossine, prodotti da questa dinoflagellata. Le fioriture hanno spesso mostrato differenti caratteristiche in termini di periodo di sviluppo e relative condizioni abiotiche, di densità algale e di tossicità (Cohu et al., 2013). Allo scopo di individuare i fattori abiotici (e.g. temperatura, salinità, luce) e biotici (e.g. presenza di specie algali competitrici o batteri) che maggiormente influenzano le fioriture ed il loro livello di tossicità, sono stati effettuati studi in coltura utilizzando ceppi di O. cf. ovata isolati da coste italiane, saggiando differenti condizioni. In primo luogo è stato evidenziato che le diverse ovatossine analizzate negli estratti di O. cf. ovata aumentano quantitativamente lungo la crescita (Pezzolesi et al., 2014) con un rilascio nel mezzo extracellulare maggiore in fase stazionaria. Inoltre il profilo tossinologico ha evidenziato un'alta variabilità sia in termini qualitativi (i.e. assenza di alcune ovatossine) che quantitativi (i.e. contenuto di tossina per cellula o litro di coltura) in funzione dei differenti ceppi esaminati. In generale è emerso che temperatura, salinità e concentrazione dei nutrienti sono fattori abiotici che influiscono nella produzione cellulare di tossine (Pistocchi et al., 2011; Pezzolesi et al., 2012; Vanucci et al., 2012b). Nello specifico la disponibilità di nutrienti è importante per la biosintesi di questi composti che contengono azoto e hanno alto peso molecolare. I risultati hanno evidenziato che in carenza di azoto (N), in particolare, e di fosforo (P) i quantitativi di tossine prodotte sono inferiori. Tra i fattori che maggiormente influenzano la crescita e la tossicità di O. cf. ovata è emersa anche la competizione con altre microalghe (e.g. diatomee o dinoflagellate bentoniche), con effetti sulla crescita; sembrano inoltre essere esclusi possibili effetti allelopatici delle ovatossine verso le altre microalghe indagate. La comunità batterica associata ad O. cf. ovata in coltura sembra anch'essa interferire sulla produzione di tossine tramite re-mineralizzazione di sostanza organica, influenzando i quantitativi di N e P disponibile, e tramite interazioni di tipo mutualistico (Vanucci et al., 2012a). I risultati ottenuti evidenziano che da un lato lo stato fisiologico delle cellule è strettamente legato alle condizioni chimicofisiche e allo stato trofico del sistema e dall'altro questo si riflette sulla produzione e sul rilascio delle tossine. Cohu S., Mangialajo L., Thibaut T., Blanfuné A., Marro S., Lemée R., 2013. Harmful Algae 24, 32-44. Pezzolesi L., Guerrini F., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Forino M., Tartaglione L., Pistocchi R., 2012. Water Research 46, 82-92. Pezzolesi L., Pistocchi R., Fratangeli F., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Tartaglione L., 2014. Harmful Algae 36, 1-10. Pistocchi R., Pezzolesi L., Guerrini F., Vanucci S., Dell'Aversano C., Fattorusso E., 2011. Toxicon 57, 421-428. Rhodes L., 2011. Toxicon 57 (3), 400–407. Vanucci S., Guerrini F., Pezzolesi L., Dell'Aversano C., Ciminiello P., Pistocchi R., 2012a. Cryptogamie, Algologie 33, 105-112. Vanucci S., Pezzolesi L., Pistocchi R., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Tartaglione L., Guerrini F., 2012b. Harmful Algae 15, 78
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