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Introduzione
Presentazione degli atti del convegno organizzato dal CISUI ad Aosta nel 200
Introduzione
Nel nome di Teodora, riconosciuta icona dei mosaici ravennati, molti studiosi italiani ed esteri si sono confrontati, nell’autunno del 2017, su come nel corso della storia è stato esercitato il potere – se sì, e quale – da parte delle donne. Si è trattato di un confronto serrato e fecondo intorno a figure più o meno note del passato (dalle imperatrici romane alle feudatarie medievali, dalle sultane ottomane alle regine europee), per offrire alle nuove generazioni documentati spunti di riflessione perché, alla luce dell’esperienza storica, cresca la coscienza civile e sociale dell’attenzione agli equilibri di genere
Il collegio Capranica a Roma tra Umanesimo e Rinascimento
La fondazione a Roma di un collegio il cui scopo principale doveva esser quello di preparare giovani di modeste condizioni al ministero sacerdotale avvenne nel 1457 ad opera del cardinale Domenico Capranica (1400-1458). Tale istituzione rientrava nell’ambito di iniziative analoghe suscitate dal crescente interesse nei confronti della formazione ecclesiastica, intesa come una delle vie primarie verso il rinnovamento della Chiesa. L’impegno di strutturare un iter formativo per il clero secolare, investendo sulla sua conseguente utilità pubblica, poneva le basi di quella riforma che avrebbe portato alla nascita dei seminari e alla polifonia delle agenzie educative (università, studia monastica, collegi...). Il Capranica venne dotato dal suo fondatore di una solida base economica, così da garantirne l’autonomia e il finanziamento, mentre la gestione amministrativa fu affidata all’Arciconfraternita romana del SS. Salvatore ad Sancta Santorum. A personaggi illustri, legati alla famiglia Capranica per vincoli di parentela o di carriera, e ai capi-rione della città era demandato il compito di segnalare gli alunni da ammettere al collegio secondo le norme costituzioni, riedite con brevi aggiunte fino al XX secolo. Gli studenti seguivano i corsi universitari di teologia e diritto canonico presso l’Università della Sapienza (lo Studium Urbis), ma, dalla seconda metà del Cinquecento, si indirizzarono al vicino Collegio Romano, fondato e diretto dai padri della Compagnia di Gesù. L’accesso alla biblioteca del collegio, la catechesi e l’organizzazione di corsi aggiuntivi interni, così come l’esercizio della pratica teatrale garantivano agli alunni quel supplemento formativo auspicato fin dalle origin
Il ruolo delle donne nella formazione delle dinastie professionali (Bologna, secco. XVI-XVIII)
Il contributo mira a indagare un aspetto spesso sottovalutato sia dalla storiografia sulla famiglia, sia dagli studi legati alla storia delle professioni legato al ruolo esercitato dalle donne nella formazione delle dinastie professionali in età moderna. In particolare il punto di osservazione di questo fenomeno sarà costituito dalla società bolognese d’Antico Regime dove, soprattutto per giuristi e medici, la sanzione di alleanze familiari attraverso il matrimonio ha visto nascere nuove genealogie professionali, consolidarne altre e rilanciarne altre ancora decadute da tempo. La donna all’interno di queste particolari tipologie di famiglie ha quindi acquisito un grande potere in quanto anello di congiunzione di una catena unita soprattutto da vincoli professionali, rinvigoriti da nuovi legami matrimoniali.The essay aims to investigate an aspect often underestimated by the historiography of the family, and by the history of professions: the role played by women in the formation of professional dynasties during the early modern period. In particular, the point of observation will be constituted by the Bologna society where, especially for lawyers and doctors, the sanction of family alliances, through marriage, has seen new professional genealogies born; it has consolidated others families and relaunch other long-lost houses. Women within these families have acquired great power as a link between professional families, reinforced by new matrimonial bonds
Introduzione
Nel nome di Teodora, riconosciuta icona dei mosaici ravennati, molti studiosi italiani ed esteri si sono confrontati, nell’autunno del 2017, su come nel corso della storia è stato esercitato il potere – se sì, e quale – da parte delle donne. Si è trattato di un confronto serrato e fecondo intorno a figure più o meno note del passato (dalle imperatrici romane alle feudatarie medievali, dalle sultane ottomane alle regine europee), per offrire alle nuove generazioni documentati spunti di riflessione perché, alla luce dell’esperienza storica, cresca la coscienza civile e sociale dell’attenzione agli equilibri di genere
Le sultane di Costantinopoli agli inizi del Seicento, ovvero agli albori della decadenza ottomana
Dalla seconda metà del XVI secolo l’Impero «turchesco» si avviò verso una lenta, ma irreversibile decadenza, le cui ragioni sono da ricercarsi in una pluralità di eventi e di circostanze. Anzitutto la debole successione sultanale: più che del carattere assoluto del loro potere, i sovrani seguiti a Solimano il Magnifico, Selim II e Murad III, si mostrarono preoccupati di soddisfare i propri capricci, un atteggiamento cui cedettero anche i loro successori. In politica estera, le vittorie, ma soprattutto le sconfitte belliche: la conquista di Cipro (1570-1), la presa di Tunisi (1574), l’occupazione della Georgia e dell’Azerbaijan (1590), adombrate dalle disfatte di Lepanto (7 ottobre 1571), in Moldavia e in Ungheria. I trattati che ne seguirono non modificarono significativamente le frontiere, se non quella orientale. Sul fronte interno, il sultano Ahmed I (1604-17), conosciuto come il costruttore della “moschea blu” d’Istanbul, dovette far fronte a delle rivolte, primo segno di una disgregazione sociale che si manifestò nettamente con l’assassinio da parte dei giannizzeri del giovane sultano riformatore Osman II (maggio 1622). Ma a dispetto dell’immaginario collettivo veicolato da una letteratura orientaleggiante, le fonti testimoniano che il declino ottomano derivò anzitutto dall’assoggettamento della governance all’harem. Da esso emersero donne decisive che influenzarono le scelte strategiche e seppero esercitare un concreto potere alla guida di uno Stato esteso su ben tre continenti. Negli anni che seguirono la morte di Osman II, il governo imperiale fu retto dalla sultana madre Kösem. Ai disordini che caratterizzarono gli anni seguenti, pose fine Murad IV, ma in seguito le sultane si disputarono nuovamente le redini del potere, l’amministrazione si disgregò, l’esercito si rivoltò e la situazione economica si aggravò irreparabilmente. L’Impero sfiorò il baratro quando, nel 1656, la comparsa del Gran Vizir Mehmet Köprülü sembrò invertire la rotta. Ma bastarono pochi decenni perché anche questo sogno svanisse
Introduzione
Il volume raccoglie gli interventi di giovani ricercatori che in questi ultimi anni si sono dedicati alla ricerca della storia delle universita
Nel solco di Teodora. Pratiche, modelli e rappresentazioni del potere femminile dall'antico al contemporaneo
Nel nome di Teodora, riconosciuta icona dei mosaici ravennati, molti studiosi italiani ed esteri si sono confrontati, nell’autunno del 2017, su come nel corso della storia è stato esercitato il potere – se sì, e quale – da parte delle donne. Si è trattato di un confronto serrato e fecondo intorno a figure più o meno note del passato (dalle imperatrici romane alle feudatarie medievali, dalle sultane ottomane alle regine europee), per offrire alle nuove generazioni documentati spunti di riflessione perché, alla luce dell’esperienza storica, cresca la coscienza civile e sociale dell’attenzione agli equilibri di genere
Nel solco di Teodora. Pratiche, modelli e rappresentazioni del potere femminile dall'antico al contemporaneo
Il volume raccoglie i contributi di studiosi di diverse università
italiane ed europee che, richiamandosi all’imperatrice
Teodora resa immortale nello splendore dei mosaici del VI secolo
nella basilica di San Vitale in Ravenna, si confrontano e
si aggiornano su questioni antiche e nuove, quotidianamente
riproposte dall’attualità, circa lo spazio del femminile e i suoi
confini. Ne emergono un ricco e interessante bilancio e una
nuova formulazione del tema della sovranità femminile, ridefinito
in chiave interdisciplinare e nel lungo periodo, dall’antichità
classica al medioevo, dall’ascesa sociale in età moderna
alle esperienze antifasciste del Novecento
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