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Verso un codice internazionale di catalogazione : Dieci domande a Barbara Tillett / di Mauro Guerrini
Barbara Tillett discute con Mauro Guerrini del processo di ricognizione delle pratiche catalografiche di tutto il mondo, avviato a Francoforte nel luglio 2003, con il First IFLA Meeting of Experts on an International Cataloguing Code - IME ICC1. L'intervista si concentra su questo processo e sull'analisi parallela del processo di revisione delle AACR2 da parte del Joint Steering Committee (JSC) of the AACR, che nel 2007 dovrebbe portare alla stesura di una nuova edizione del codice.
Mauro Guerrini, prendendo le mosse dal problema del confronto tra le tradizionali pratiche di catalogazione e i nuovi metodi di codifica e recupero dell'informazione in ambiente digitale (metadati, motori di ricerca ecc.), chiede un resoconto sul secondo incontro tenutosi a Buenos Aires, e sullo stato dell'arte dei lavori previsti dal piano quinquennale dell'IME ICC, ponendo l'accento sulle principali sfide e i problemi fondamentali della redazione di un codice internazionale di catalogazione, nel contesto di un mondo dell'informazione in rapida evoluzione.
Un'altra serie di domande riguarda il rapporto tra la revisione delle AACR2, che si stanno muovendo verso un nuovo codice e la cui pubblicazione è prevista per il 2007 e il processo dell'IME ICC. Un aspetto problematico è relativo a come conciliare principi e regole; l'altro è collegato alle modalità di cooperazione tra le persone che partecipano ad entrambi i processi.
La domanda conclusiva si concentra sul futuro assetto del/i codice/i, ovvero su ciò che sarà trattato a livello internazionale e ciò che sarà lasciato al livello nazionale; in particolare, su questo punto le differenze che esistono tra le pratiche e le teorie catalografiche nel mondo potrebbero incidere sul processo di internazionalizzazione
Filmagogia. Per una teoria e prassi del film nei contesti educativi
"Filmagogia è un neologismo: espressione di una cautela, di una misura che ancora in certi campi del tutto essenziali e quindi istituzionali come la scuola deve essere professione, nel duplice senso di esplicita dichiarazione d'intenti e di collaudata pratica quotidiana. C'è infatti da essere cauti nel proporre il cinema a scuola, per tanti motivi: non sarà il salutare soprassalto dopo secoli di lezioni frontali né la tanto attesa "leçon de choses" dopo troppa teoria, né la facile alternativa alla fatica del concetto.
Ma nemmeno la caccia alle streghe e ai fantasmi di un cinema vampiresco con le armi della rinnovata filmologia.
C'è ancora spazio per un senso della misura, che non faccia gridare al lupo della cattiva maestra televisione e che prevenga l'esaltazione di una didattica dell'audiovisivo come linfa vitale per la nuova scuola italiana. Il cinema è una parte importante della nostra cultura e l'immagine in movimento onnipresente contorno della nostra esistenza".
LA LEZIONE è dedicato alle tematiche della Pedagogia dei saperi e della Media Education, passando per la specifica didattica disciplinare, con un focus essenziale dedicato all'educazione al Cinema alla luce degli studi di Alain Bergala. La pubblicazione riporta - inoltre - integralmente i due Convegni Internazionali organizzati da Loretta Guerrini al DAMS Bologna nel 2011 (Nuovi orizzonti dell'Iconosfera) e nel 2012 (Filmagogia)
Da Munk a Dreyer
E’ noto quanto il dramma teatrale di Kaj Munk “Ordet” (1925) sia riconosciuto come una delle opere fondamentali nella storia del teatro scandinavo e profondo sia il solco della sua influenza, nella cultura, nelle arti cinematografiche, teatrali, letterarie, ecc.. Il saggio ideato, elaborato e scritto da Loretta Guerrini propone la prima analisi comparativa tra quel dramma (la cui prima edizione critica in italiano è stata curata da Angelo Papi pp. 3-121) ed i film omonimi di C. Th. Dreyer (1954) e di G. Molander (1943). L’analisi condotta sul rilievo intertestuale delle tre opere porta ad evidenziare le sostanziali varianti del modello religioso a cui esse si riferiscono, rilevando tematiche esistenziali e religiose obliate dalla critica in Italia ancorquando erroneamente interpretate. Quell’analisi che comprende la drammatizzazione si estende ad approfondimenti che riguardano tra l’altro, le location, il décor, a partire dalla segmentazione delle due copie dei film in lingua originale, in particolare “Ordet” di Molander. Pertanto, è stato necessario segnalare le correzioni da apportare all’unica sceneggiatura italiana del film (G. Cincotti 1956) e curare la prima versione italiana – sottotitolata - di “Ordet” di Molander (una copia del quale è depositata presso la Cineteca di Bologna). Il libro presentato da uno dei massimi interpreti internazionali di C. Th. Dreyer, Jean Sémolué, introdotto da Giacomo Manzoli, si avvale di una ricerca bibliografica aggiornata e ordinata cronologicamente sull’opera dei due maestri del cinema. Lingua: italian
"Ordet" di Gustav Momolander
“DA MUNK A DREYER”
E’ noto quanto il dramma teatrale di Kaj Munk “Ordet” (1925) sia riconosciuto come una delle opere fondamentali nella storia del teatro scandinavo e profondo sia il solco della sua influenza, nella cultura, nelle arti cinematografiche, teatrali, letterarie, ecc.. Il saggio ideato, elaborato e scritto da Loretta Guerrini propone la prima analisi comparativa tra quel dramma (la cui prima edizione critica in italiano è stata curata da Angelo Papi pp. 3-121) ed i film omonimi di C. Th. Dreyer (1954) e di G. Molander (1943). L’analisi condotta sul rilievo intertestuale delle tre opere porta ad evidenziare le sostanziali varianti del modello religioso a cui esse si riferiscono, rilevando tematiche esistenziali e religiose obliate dalla critica in Italia ancorquando erroneamente interpretate. Quell’analisi che comprende la drammatizzazione si estende ad approfondimenti che riguardano tra l’altro, le location, il décor, a partire dalla segmentazione delle due copie dei film in lingua originale, in particolare “Ordet” di Molander. Pertanto, è stato necessario segnalare le correzioni da apportare all’unica sceneggiatura italiana del film (G. Cincotti 1956) e curare la prima versione italiana – sottotitolata - di “Ordet” di Molander (una copia del quale è depositata presso la Cineteca di Bologna). Il libro presentato da uno dei massimi interpreti internazionali di C. Th. Dreyer, Jean Sémolué, introdotto da Giacomo Manzoli, si avvale di una ricerca bibliografica aggiornata e ordinata cronologicamente sull’opera dei due maestri del cinema. Lingua: italiano
Da Munk a Dreyer di Loretta Guerrini Verga e Angelo Papi, Ed. Vecchiarelli, Roma, 2009. Codice ISBN 978-88-8247-261-0 Collana Negotia Litteraria Pagine 386 ( Guerrini L. pp. 123-386
The neoclassical model with variable population change
We extend the neoclassical growth model with logistic population change introduced by Ferrara and Guerrini (2008) by considering a more general law for the population growth rate. In this kind of setup, the model is represented by a two dimensional dynamical system, whose non-trivial steady states, in contrast to the neoclassical model, may be node as well as saddle points
Stecchetti bizantino (con lettere inedite di Olindo Guerrini, Angelo Sommaruga, Gabriele d’Annunzio)
Nei primi anni Ottanta Guerrini giocò un ruolo importante nelle imprese editoriali di Angelo Sommaruga, a cominciare dalla «Cronaca Bizantina». I ricchi materiali epistolari conservati presso il Fondo Guerrini di Bologna e presso il Fondo Sommaruga della Biblioteca di via Senato consentono di ricostruire puntualmente questo sodalizio, e di aggiungere un capitolo sui rapporti fra il poeta romagnolo e Gabriele d’Annunzio.In the early Eighties Guerrini played an important role in Angelo Sommaruga’s publishing ventures, first of all in his journal entitled «Cronaca Bizantina». The rich epistolary materials, preserved in Guerrini Collection (Bologna) and Sommaruga Collection (Biblioteca di via Senato, Milano), allow us to carefully reconstruct this partnership and, furthermore, to have some information about the relationship between Guerrini and Gabriele d’Annunzio
Guerrini (2022), `Like a N' constructions and genericity
Proceedings of the ESSLLI 2022 Student Session
`Like a N' constructions and genericity
Janek Guerrini
In this work, I examine English V + 'like' constructions. I analyze 'is like xe' as 'shares relevant properties with xe', which coheres with main psychological accounts of similarity (Tversky, 1977). I also examine the readings of indefinites embedded by such constructions ('look like a lawyer'). I argue that in the most salient reading of such constructions the indefinite receives a generic interpretation. This explains why they are non-increasing: from the fact that John looks like a British judge it doesn't follow that he looks like a judge. This also predicts, non-trivially and correctly, quasi-conjunctive narrow readings of disjunction: under the most salient reading of 'John looks like a lawyer or judge', John looks like a lawyer and like a judge. This is explained by the fact that the disjunction can go into the restrictor of a generic quantifier.</p
Guerrini (2022), `Like a N' constructions and genericity
Proceedings of the ESSLLI 2022 Student Session
`Like a N' constructions and genericity
Janek Guerrini
In this work, I examine English V + 'like' constructions. I analyze 'is like xe' as 'shares relevant properties with xe', which coheres with main psychological accounts of similarity (Tversky, 1977). I also examine the readings of indefinites embedded by such constructions ('look like a lawyer'). I argue that in the most salient reading of such constructions the indefinite receives a generic interpretation. This explains why they are non-increasing: from the fact that John looks like a British judge it doesn't follow that he looks like a judge. This also predicts, non-trivially and correctly, quasi-conjunctive narrow readings of disjunction: under the most salient reading of 'John looks like a lawyer or judge', John looks like a lawyer and like a judge. This is explained by the fact that the disjunction can go into the restrictor of a generic quantifier.</p
Raffaello Baldini verso Olindo Guerrini: le ragioni e le modalità di un recupero
Sui rapporti di Raffaello Baldini verso il ravennate Olindo Guerrini e i suoi "Sonetti romagnoli". La tradizione del comico, il dialetto, l'oralità, l'appartenenza, il monologo, Belli, stilemi espressivi e prestiti
Alt(r)o gradimento. Guerrini, la saga di Buttiglione e altri innesti
Rappresentante esemplare di una generazione di giovani intellettuali e artisti eclettici, attivi in diversi ambiti dell’industria culturale, Giacomo (Mino) Guerrini uno dei segreti meglio custoditi di sempre della storia del cinema italiano. Guerrini è stato molte cose: oltre che uomo di cinema – i cui film spaziano dalla commedia all’italiana all’horror, dalla spy-story al comico popolare – anche pittore e artista, giornalista e scrittore, autore televisivo e radiofonico. Un uomo di spettacolo e un intellettuale capace di muoversi su più piani e in diversi ambiti, senza mai preoccuparsi di distinguere tra cultura alta e bassa. L'intervento si focalizza in particolare sulla tetralogia di pellicole dedicate al popolare personaggio del Colonnello Buttiglione, ideato da Mario Marenco per la trasmissione radiofonica "Alto gradimento": un primo, sgangherato esempio di intermedialità da valutare tuttavia con un'attenzione che ne metta in luce, insieme agli innumerevoli difetti, gli elementi d'interesse.An exemplary representative of a generation of young, eclectic intellectuals and artists, active in various areas of the cultural industry, Giacomo (Mino) Guerrini was one of the best preserved secrets ever in the history of Italian cinema. Guerrini was many things: besides being a man of cinema - whose films range from Italian comedy to horror, from spy-story to popular comedy - he was also a painter and artist, journalist and writer, television and radio author. A man of show business and an intellectual capable of moving on many levels and in different areas, without ever bothering to distinguish between high and low culture. The essay focuses in particular on the film tetralogy dedicated to the popular character of Colonel Buttiglione, created by Mario Marenco for the radio program "Alto gradimento": a first, ramshackle example of intermediality to be evaluated, however, with an attention that highlights, along with the many flaws, the elements of interest
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