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    Dall’esclusione all’inclusione. Questioni e possibili itinerari di vita per le persone con impairment intellettivo

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    The aim of this paper is continuing to think about the issues relating to inclusion, because of aseries of reasons that will be illustrated by the author. The same concept of inclusion needs tobe disambiguated, in order to act a transformative process that is necessary for the whole societyfor becoming welcoming to all. Exactly as happened in the seventies of the twentieth century,we think that the educational institution is a privileged place for the encounter with the other(and, therefore, capable of triggering the inclusive process). In order to remove the stigmawhichstill is around disability, it is important to promote as much as possible such socialization opportunities.With respect to disability (as will emerge from this paper), it should be reiterated that it is a sociohistorical-cultural construct and, therefore, that it varies with the changing of practices linked toit. In this regard, turning our gaze towards adult life (and towards the institutional practices implementedso far), we think is important to continue to problematize the housing conditions of thosewho have intellectual impairment, in order to imagine solutions which could be different fromthose acted up to now. If implemented, these solutions would allow the identity developmentof the people involved (changing the same meaning of disability)

    Oltre i rischi della medicalizzazione. Processi emancipativi per l’indipendenza abitativa delle persone con impairment intellettivo in Italia

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    Relativamente al diritto di scegliere dove e con chi vivere, la cui attuazione comporterebbe a coloro i quali si discostano dalla “normotipicità” una vita meno istituzionalizzante, la Convenzione ONU del 2006 ha certamente costituito un’importante evoluzione. Attraverso lo studio di caso multiplo qui presentato, sono state comparate le pratiche messe in atto (dopo il 2006) dall’Italia, dalla Svizzera e dalla Germania, col tentativo di trovare soluzioni capaci di promuovere l’emancipazione delle persone coinvolte. I risultati evidenziano che la Convenzione ha avuto un forte impatto solo in Germania, mentre in Italia restano scarsi (e sviluppatisi già prima della Convenzione) i tentativi di offrire soluzioni di “vita indipendente” a coloro i quali presentano impairment intellettivi

    Impairment intellettivo e Progetto di Vita: due possibili modelli per la scuola secondaria

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    Synchronic-final guidance is an ineffective model for the individual growth of pupils (Domenici, 1998; Chiappetta Cajola, 2015). At the same time, it is unable to reduce the experiences of school/university dropping out and that sense of loss characterized by anxiety and uncertainty about one’s future that young adults are living more and more frequently (Canevaro, 1976; Margottini, 2006; Mura, 2018). These situations, if experienced by people with impairment, are usually associ-ated with their condition rather than with inadequate guidance. In this theoretical paper, we present two guidance models which - if appropriately shared with support teachers, with the students them-selves and with their families - can become effective tools for the project life of students with intellectual impairment.L’orientamento sincronico-finale è un modello inefficace per la crescita individuale degli/lle allievi/e (Domenici, 1998; Chiappetta Cajola, 2015). Al contempo, non è in grado di ridurre le esperienze di abbandono scolastico/universitario e quel senso di smarrimento caratterizzato da ansia e incertezze circa il proprio futuro che sempre più frequentemente i/le giovani adulti/e vivono (Canevaro, 1976; Margottini, 2006; Mura, 2018). Situazioni, queste, che se esperite da persone con impairment sono solitamente associate alla condizione vissuta piuttosto che all’inadeguato orientamento. Nel presente contributo teorico illustriamo due modelli di orientamento che – se opportunamente condivisi con l’insegnante di sostegno, con le famiglie e con gli/le stessi/e studenti/esse – possono divenire strumenti efficaci per il progetto di vita di alunni/e con impairment intellettivo

    La formazione degli insegnanti in era covid. Descrizione e analisi di una esperienza laboratoriale sui temi della pedagogia e della didattica inclusiva

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    The Covid-19 pandemic, as it is now widely known, has forced a rethinking of the social spaces of the relationship, including the educational and training one, highlighting a series of critical issues that were already present in the pre-pandemic era. The forced confinements and the limits imposed by distancing (due to healthy emergency) have amplified these issues. In this sense, a reconfiguration not only of the spaces (presence vs distance) but of the training paradigm itself had to be carried out in the university environment as well. This has represented and still represents an opportunity for those who have positively accepted this challenge, beginning some experiences that – despite their tendency to re-adapt the old into the new –have nevertheless introduced some innovative elements and experimentation with little or no fields of action not fully explored. This also happened to the authors of this paper in which they describe and reflect on some workshop experiences conducted in the context of the initial training of primary school teachers. The background is that of pedagogy and inclusive teaching, which have represented not only the disciplinary content to be conveyed but the horizon of meaning for the methodological-didactic choices adopted and for the choice of the same object of study proposed to the participants

    Prefazione. Ragionare di scuola, didattica e competenze con competenza

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    Autrice e autore della Prefazione introducono il volume di Alessia Travaglini "Il compito autentico inclusivo. Dis/abilitare le competenze per una scuola più equa" soffermando inizialmente l'attenzione sul dibattito intorno al termine "competenze", oggetto di numnerose interpretazioni, spesso caratterizzate da atteggiamenti non scientifici" per poi evidenziare il valore del contributo di Alessia Travaglini che con rigore e chiarezza lo analizza disambiguandolo e indirizzandolo invece verso una sua lettura anche in ottica inclusiv

    Lavoro e disabilità. Questioni e considerazioni nella prospettiva della Pedagogia Speciale

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    Nel presente contributo gli autori cercano di evidenziare alcuni nodi problematici che impegnano la Pedagogia Speciale in merito alla questione lavorativa, quale vettore di vita indipendente, delle persone con disabilità, considerando quest’ultima come una costruzione sociale derivante dal modo con cui la nostra società si pone nei confronti di chi si discosta dalla norma, la quale a sua volta è tipicamente focalizzata sull’idea di salute come espressione di produttività e abilità nel mercato del lavoro

    Noi e l’Altro. Riflessioni teoriche nella prospettiva dei Disability Studies

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    La dialettica Noi-l’Altro, fin a partire dalle sue manifestazioni nell’era Moderna (e nel suo pensiero che ne ha costituito l’infrastruttura), magistralmente espressa nelle Camere delle curiosità o delle Meraviglie e, successivamente, nei Dime Museum o nei Freak Show, consente, assumendo una prospettiva di analisi transdisciplinare, di far emergere implicazioni e questioni che interpellano ancora il nostro tempo, a partire da quelle che hanno come oggetto l’analisi del potere che i processi di categorizzazione (e i suoi correlati linguistici di denominazione e connotazione) esercitano sulla vita delle persone (in particolare sulla vita di talune persone maggiormente vulnerabili). Sulla base di questo assunto, in questo contributo gli autori cercano, in modo essenziale, di inquadrare tali implicazioni e questioni fornendo al contempo alcuni dettagli sulla prospettiva di analisi abbracciata, ossia quella dei Disability Studies, nelle sue diverse declinazioni ed evoluzioni, a partire dai Critical Disability Studies e dai Disability Critical Race Studies (DisCrit)

    Narrazione e “disabilità”. L’approccio della socioanalisi narrativa in una esperienza di formazione e ricerca presso il CdL in Scienze della Formazione Primaria

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    Nel presente contributo autore e autrici illustreremo nella loro essenzialità i presupposti teorici, le procedure e gli esiti, con le dovute riflessioni, di una esperienza di formazione e ricerca condotta nell’anno accademico 2021-2022 nell’ambito delle attività formative dell’insegnamento di Pedagogia Inclusiva e Disability Studies (PIDS) collocato al IV anno del CdL in Scienze della Formazione Primaria (SFP) del Dipartimento di Scienze della Formazione (DSF), Università Roma Tre. L'esperienza condotta e il conseguente contributo riprendono e rilanciano, arricchendole ulteriormente, una precedente e analoga esperienza condotta dagli autori con un gruppo di educatori in formazione frequentanti l’insegnamento di Pedagogia Speciale del CdL in Scienze dell’Educazione del medesimo Dipartimento (Gueli e Bocci, 2021)
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