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    Impairment intellettivo e (nuove) forme di residenzialità in Italia. Buone pratiche verso l’inclusione

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    This article intends to present and discuss the results of a research, which was carried out in the years 2015‐2018 and has investigated the residential services, intended for people with intellectual impairment, developed in Italy, Germany and Switzerland also in light of the ratification of the UN Convention (which respectively took place in 2009 for Italy and for Germany, and in 2014 for Switzerland). In this paper, we have chosen to focus the attention on the good practices ob‐served in Italy, because it was the first country to promote a process of deinstitutionalization since 1978, as well as it has been started since 1975 with the Final Report of the Falcucci Commission what can be called the way to school inclusion. The multiple case study, conducted through the qualitative‐quantitative methodology, shows the presence in Italy of nu‐merous nursing homes and some recent experiences of group homes or houses (following the name of the Local Health Authority of Pordenone) not deriving in any case from the enactment of the aforementioned UN Convention, which ‐ in relation to facilities for people with intellectual impairment ‐ seems to have had a greater impact in Germany where the right to independent living enshrined in the Convention finds a response in the existence and in the new construction of inclusive homes.Il presente articolo intende presentare e discutere gli esiti di una ricerca, svolta nel triennio 2015-2018 e indagante i servizi residenziali, destinati alle persone con impairment intellettivo, sviluppatisi in Italia, in Germania e in Svizzera anche alla luce della ratifica della Convenzione ONU (avvenuta rispettivamente nell’anno 2009 per l’Italia e per la Germania, e nel 2014 per la Svizzera). Nel presente contributo abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione sulle buone pratiche osservate in Italia, essendo stato il primo Paese a promuovere dal 1978 un processo di deistituzionalizzazione, nonché il primo ad avviare già nel 1975 con la Relazione conclusiva della Commissione Falcucci quella che può essere a tutti gli effetti definita la via verso l’inclusione scolastica. Lo studio di caso multiplo, condotto attraverso la metodologia quali-quantitativa, restituisce la presenza in Italia di numerose case-famiglia e di alcune recenti esperienze di gruppi-appartamento o di semplici case (seguendo la denominazione dell’Azienda Sanitaria Locale di Pordenone) non derivanti ad ogni modo dall’emanazione della Convenzione ONU, la quale – relativamente alle residenzialità  per le persone con impairment intellettivo – sembra avere avuto un impatto maggiore in Germania in cui il diritto all’abitare autonomo sancito dalla Convenzione trova risposta nell’esistenza e nella nuova realizzazione degli appartamenti inclusivi

    Dentro e fuori le mura scolastiche. Questioni e suggestioni su scuola e inclusione in epoca (post) pandemica

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    Il presente contributo costituisce una riflessione sulle criticità affrontate dalla scuola italiana durante la pandemia, al fine di provare a individuare una cultura educativa inclusiva. Avendo come sfondo alcune ricerche nazionali (SIRD; Fondazione Agnelli, Università di Bolzano, Università LUMSA & Università di Trento; Laboratorio di Ricerca per lo Sviluppo dell’Inclusione Scolastica e Sociale; Fondazione Roma TrE – Education & IRASE Nazionale; Indire) in corso, le autrici focalizzano l’attenzione su modelli pedagogici sostenibili e buone pratiche che sono state avviate durante l’emergenza sanitaria. Questo allo scopo di sottolineare la necessità (ancora esistente in Italia) di problematizzare l’idea di inclusione, non fermandosi – in altri termini – alla normativa, ma avviando nella prassi quotidiana processi inclusivi che sono tali proprio per i valori di collaborazione e prosocialità a cui fanno riferimento

    Ripensare l'inclusione scolastica durante e dopo la pandemia: alcuni spunti di riflessione.

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    Il presente contributo, di carattere teorico, si focalizza sulla complessa situazione educativa delineatasi subito dopo il periodo del lockdown e prorogatasi finora. Le autrici, difatti, riflettono su come le restrizioni normative, emanate in favore della riduzione del contagio da Covid-19, abbiano sensibilmente diminuito le possibilità di costruire/mantenere legami relazionali significativi. Questo ha, conseguentemente, avuto un impatto negativo sullo sviluppo dei processi inclusivi nonché sul livello apprenditivo di numerosi alunni, soprattutto di quelli più vulnerabili. In ragione di ciò, le autrici provano a interrogarsi su quali prospettive e su quali possibilità si aprano nel periodo post-pandemia, avendo bene in mente l’ineludibile esigenza di ri-pensare la scuola, tanto dal punto di vista organizzativo quanto da quello educativo-didattico

    Il contributo del paradigma tecnologico-digitale alla formazione degli insegnanti specializzati per il sostegno. Esiti di un’indagine esplorativa

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    Although, as the today huge literature available reports, the technological paradigm has always been inherent to the processes of knowledge transmission’s construction and despite the fact that distance learning experiences have been present for over fifty years (from the first models of Distance Learning Training to the current advanced typology of e-learning experiences), only following the use of the so-called Distance Learning due to the restrictions caused by the Covid Pandemic, the question seems to have emerged from the maze of the experts, opening a public debate. Far from falling into the mesh of sterile contrasts that have unfortunately pervaded this discussion, the authors of this paper, like many colleagues, have treasured what was and is happening to experiment innovative solutions also in the context of paths intended teachers’ training (specifically involved into specialization for educational support activities for students with disabilities) and verify, through an exploratory survey, the impact that the organization and implementation of these courses, through the distance and according to the principles of the technological-digital paradigm, it also had on the teaching practice carried out in the classroom by the teacher-trainees and on the learning-performance of the students involved
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