377 research outputs found

    Mirafiori Motor Village

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    Concept e progetto di rifunzionalizzazione di alcune architetture industriali site nell'insediamento torinese FIAT di Mirafiori, per la realizzazione di uno dei "più grandi spazi espositivi e commerciali d'Europa dedicati all'auto

    Come adattare il modello psicoanalitico ai servizi

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    Il libro è stato pensato come uno strumento pratico e veloce, rivolto a psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori professionali che lavorano nei servizi del Sistema sanitario nazionale e del Terzo settore: una specie di manuale di falegnameria per chi voglia costruire progetti e mandare avanti attività di gruppo nell'ambito dell'intervento sul disagio mentale in ambito istituzionale. Il volume è stato inoltre pensato anche per gli studenti delle facoltà di Medicina e Psicologia e gli allievi delle scuole di specializzazione in Psichiatria, Psicoterapia e Psicologia Clinica. Il tema centrale è l'impiego del gruppo nella cura di "pazienti gravi", pazienti con diagnosi di nevrosi, disadattamento sociale, problemi di ordine narcisistico e pazienti che presentano disturbi della condotta alimentare o che fanno uso di sostanze stupefacenti. Una sezione è poi dedicata alla psicoterapia di gruppo con bambini e con adolescenti. Alcuni capitoli trattano di gruppi con pazienti ricoverati nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura e con pazienti ospitati in comunità terapeutica; gruppi ed altre forme di intervento nel Terzo settore. Il testo, inoltre, prende in considerazione interventi terapeutici che si indirizzano alla famiglia del paziente ed eventualmente ad altre persone a lui vicine. Infine, altro tema affrontato è quello della équipe e delle dinamiche istituzionali e di gruppo che l'attraversano e animano

    La terapia psicoanalitica per pazienti psicotici

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    Il libro è stato pensato come uno strumento pratico e veloce, rivolto a psichiatri, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori professionali che lavorano nei servizi del Sistema sanitario nazionale e del Terzo settore: una specie di manuale di falegnameria per chi voglia costruire progetti e mandare avanti attività di gruppo nell'ambito dell'intervento sul disagio mentale in ambito istituzionale. Il volume è stato inoltre pensato anche per gli studenti delle facoltà di Medicina e Psicologia e gli allievi delle scuole di specializzazione in Psichiatria, Psicoterapia e Psicologia Clinica. Il tema centrale è l'impiego del gruppo nella cura di "pazienti gravi", pazienti con diagnosi di nevrosi, disadattamento sociale, problemi di ordine narcisistico e pazienti che presentano disturbi della condotta alimentare o che fanno uso di sostanze stupefacenti. Una sezione è poi dedicata alla psicoterapia di gruppo con bambini e con adolescenti. Alcuni capitoli trattano di gruppi con pazienti ricoverati nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura e con pazienti ospitati in comunità terapeutica; gruppi ed altre forme di intervento nel Terzo settore. Il testo, inoltre, prende in considerazione interventi terapeutici che si indirizzano alla famiglia del paziente ed eventualmente ad altre persone a lui vicine. Infine, altro tema affrontato è quello della équipe e delle dinamiche istituzionali e di gruppo che l'attraversano e animano

    PLAYGROUNDS. Allora ci droghiamo

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    Forgotten Architecture nasce come gruppo Facebook il 28 maggio 2019 per condividere, in uno spazio virtuale, i progetti dimenticati o lasciati nell’ombra in Europa e nel resto del mondo. L’idea alla base di Forgotten Architecture è semplice: recuperare progetti di architetti poco noti e opere lasciate nell’ombra dei maestri, approfondire figure “minori”, unire diverse formazioni in Storia dell’Architettura per integrare il percorso universitario. Ideato da Bianca Felicori, ricercatrice e autrice di architettura, nel giro di poco tempo è diventato un fenomeno sociale e ha dato vita ad una vera e propria community coinvolgendo un pubblico di settore e non. Forgotten Architecture ora diventa libro, e lo fa mantenendo i suoi caratteri di esperienza collettiva, dinamica ed orizzontale nata proprio sui social network. Per rimanere fedeli ai principi del gruppo, la scelta curatoriale per il corpo centrale del libro usa come traccia contenutistica le categorie architettoniche pubblicate con maggiore frequenza sul gruppo: l’architettura effimera, le stazioni di servizio, le discoteche e i villaggi vacanza, le case, i playgrounds. Molti dei testi sono stati scritti e curati da membri attivi del gruppo Facebook, che hanno liberamente interpretato il tema architettonico. Ogni capitolo è poi accompagnato da una selezione di progetti pubblicati sul gruppo, ognuno dei quali riporta, in didascalia, il nome della persona che lo ha condiviso sul gruppo Facebook. Il libro di Forgotten Architecture è il risultato di anni di ricerca e raccolta di materiale fotografico, documenti e disegni da studi professionali, archivi privati e istituzioni

    Forma e struttura dei luoghi delle nuove centralità a Potsdam (1994-97). Nuove fabbriche per la Speicherstadt di Potsdam (1994). L'Alten Markt a Potsdam (1995). Il Neue Quartier am Bahnhof a Potsdam (1997).

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    Sono pubblicati nel volume quattro progetti sviluppati all'interno di due ricerche Ministeriali Murst ex 60% "Nuove tipologie per la ricostruzione urbana" (1995-7), "La città della de-pianificazione" (1997-8), entrambe dirette da A.R. Burelli, nel gruppo costituito da R. Sordina e S. Maffioletti. Il tema generale di questo ciclo di progetti verte sul rapporto tra nuovo ed antico nella costruzione della forma urbana contemporanea, riflettendo sulla ricostruzione della città di Postdam attraverso le relazioni tra le diverse fasi della sua storia: città residenziale reale, città distrutta dai bombardamenti degli alleati e dalla cancellazione socialista dei resti della città antica, ricostruzione socialista e città contemporanea. Tali progetti sono stati occasionati anche da un concorso internazionale a inviti (Nuove fabbriche per la Speicherstadt di Potsdam, 1994) e sono stati esposti in una mostra/convegno tenuto allo IUAV nel 1998

    707 + 10 progetti per Benetton

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    A partire dal concorso di idee “Colors-designer”, organizzato dal Consorzio Polidesign del Politecnico di Milano, la mostra affronta il tema della progettazione degli spazi destinati al commercio del Gruppo Benetton. Senza tracciare la storia dei numerosi architetti che negli anni passati sono stati chiamati ad interpretare la filosofia aziendale, la mostra si focalizza sul futuro dell’architettura applicata agli spazi di vendita. La mostra presenta da una parte una sintesi degli esiti del concorso di idee “Colors-designer”, estrapolati dagli oltre 700 concept inviati da 47 diversi paesi del mondo; dall’altra anticipa i prossimi interventi architettonici affidati a sette studi di progettazione di fama internazionale (Lissoni, Fuksas, Campo Baeza, Zucchi, Ara Associati, Giorgi e Lab4). L’area dedicata al concorso è, a sua volta, divisa in due zone: la prima esemplifica le tendenze relazionali e le aspettative dei consumatori nei confronti del modello futuribile di negozio; la seconda presenta i sei progetti selezionati dalla giuria, tra cui il progetto vincitore del concorso

    Infrastrutture di terra, di ferro e di acqua. Nuovi modelli e strumenti per la ridefinizione delle strategie di ri-generazione, ri-uso e ri-ciclo urbano

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    Il contributo scritto, presentato a, convegno: "Ricerche e progetti dal mondo universitario", tenutasi in occasione della Mostra "Architetture del Mondo. Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi", presso la triennale di Milano, ripercorre le esperienze di ricerca condotte dal gruppo di cui fanno parte J.C. Dall'Asta, P. Mei, M. Roda S. Rolla e coordinato da G. Bertelli, attivo presso il Polo Territoriale di Piacenza -Politecnico di Milano-. Lo scritto descrive le ricerche progettuali condotte attraverso azioni di recupero e di riuso di tre diversi tracciati e manufatti infrastrutturali (di terra, di ferro e di acqua) non più adatti alle loro esigenze d'uso: - il viadotto autostradale della A21 Torino-Piacenza-Brescia -infrastruttura di terra- che, in corrispondenza dell'attraversamento della città emiliana, esplicita una forte criticità. I progetti definiscono possibili strategie di "ri-uso" del tratto autostradale, a ridosso del nucleo urbano, definendo tre azioni alternative: la demolizione dell'elemento viabilistico con una ricomposizione paesaggistica; il suo declassamento come luogo di una mobilità leggera, la sua radicale trasformazione come funzioni a carattere pubblico. - La High Line di New York -infrastruttura di ferro- tra i progetti simbolo dell'ultimo decennio, luogo globale perché collocato nel cuore della città globale per eccellenza -sta dispiegando in questi anni gli impatti enormi che una rigenerazione "slow" ha avuto la forza di provocare nel tessuto edilizio circostante. I progetti elaborati dal gruppo di ricerca definiscono un'architettura, delle relazioni per nuovi usi dello spazio aperto. Materiali, forme e tecniche specifiche vengono coinvolte simultaneamente nel processo trasformativo. - La Darsena di Milano -infrastruttura d'acqua- i cui esperimenti progettuali elaborati si sono confrontati con il tema del rapporto tra "dispositivo architettonico" e spazio urbano, tra spazio pubblico e infrastruttura d'acqua, tra spazio naturale e spazio artificiale. Il programma ha come obiettivo l'interpretazione dello spazio in funzione delle diverse modalità di aggregazione delle forme e degli ambienti

    Che cos’è un prototipo didattico — Appunti progettuali del gruppo di ricerca

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    Scritti di Sandro Scarrocchia, Francesca Valli, Elisa Isella, Luca Monica, Giovanni Luca Ferreri, Agata Brusetti, Stefano Cusatelli, Paola Galbiati, Monica Manfredi, Gabriella Guarisco, Mehrnaz Rajabi, Giovanni Cattani Questi materiali di ricerca e di didattica sono il frutto di una collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera sul tema del progetto di ampliamento della stessa Accademia nell’area del dismesso Scalo ferroviario Farini a Milano. Oltre a una prima indagine istruttoria, sono raccolti sia “prototipi didattici” elaborati dal gruppo docente, sia progetti degli allievi

    Il rischio sismico, le scienze polari e gli strumenti per la divulgazione scientifica nei progetti di alternanza scuola lavoro all’INGV dal 2015 al 2019

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    Il presente lavoro raccoglie alcune esperienze di Progetti di Alternanza Scuola Lavoro (d’ora in poi ASL) realizzati dall’INGV negli anni scolastici dal 2015 al 2019 e dedicati al rischio sismico, alle scienze polari ed agli strumenti per la divulgazione scientifica. Le esperienze descrivono il lavoro realizzato da un gruppo di ricercatori INGV con competenze in diversi ambiti disciplinari (sismologia, geologia, vulcanologia fisica dell’atmosfera, psicologia) e in alcuni casi le attività sono state svolte in collaborazione con ricercatori di altri enti. Il gruppo di lavoro è composto da ricercatori che da molti anni dedicano parte del loro tempo-lavoro alle attività di divulgazione scientifica, ai progetti educativi, alla didattica della scienza. In una parola a quella che oggi rappresenta, per gli enti di ricerca, la “Terza missione”, ovvero l’insieme di tutte le attività finalizzate a creare una connessione bidirezionale tra il mondo della ricerca e la società. Ciò che ha caratterizzato l’approccio dei ricercatori INGV ai progetti ASL, sia nella fase di progettazione che di realizzazione, è la finalità di consentire agli studenti di vivere un’esperienza reale ed immersiva in un contesto di lavoro. E quindi l’opportunità di sperimentare capacità e abilità che caratterizzano il contesto organizzativo (diritti, doveri, responsabilità, impegni, regole), diversamente dal mondo della scuola. Il secondo aspetto al quale ci si è riferiti nella realizzazione dei progetti è quello di consentire agli studenti di esplorare, in particolare il contesto delle attività lavorative connesse al mondo della ricerca. Da questo punto di vista gli studenti hanno potuto acquisire conoscenze in ambiti tematici specifici, hanno avuto modo di sperimentare metodi e tecniche proprie del mondo della ricerca e di acquisire capacità e abilità trasversali come il lavoro in gruppo. Il contributo è organizzato in tre capitoli in relazione ai temi affrontati nei progetti. Nel primo sono riportate le schede dei tre progetti dedicate al tema Terremoto; nel secondo vengono descritti i due progetti dedicati alla Divulgazione Scientifica e nel terzo un progetto sulle Scienze Polari. Per rendere maggiormente fruibile la lettura, ogni progetto viene descritto attraverso una scheda sintetica che evidenza le caratteristiche principali: titolo, referenti INGV, studenti partecipanti, periodo, descrizione delle attività, obiettivi e considerazioni sull’esperienza. Nel capitolo conclusivo viene proposto un bilancio delle esperienze realizzate, evidenziando punti di forza e aree di miglioramento dei progetti, con la finalità di condividere suggerimenti ed idee per tracciare percorsi formativi maggiormente efficaci nel futuro.Published119-1312TM. Divulgazione ScientificaN/A or not JC

    AdriAtlas

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    Coordinamento del gruppo locale e partecipazione al gruppo do coordinamento del Progetto “AdriAtlas” per la promozione e il potenziamento delle indagini sull’Adriatico antico in campo nazionale ed internazionale, attraverso programmi e progetti comuni di ricerca, di formazione e di tirocinio connessi al tema del Progetto AdriAtlas. In collaborazione con l’EcoleFrançaise de Rome e l’InstitutAusoniu
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