1,938 research outputs found

    A note on brute vs. institutional facts

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    The paper investigates the famous Searlean distinction between "brute" and "institutional" concepts from a logical point of view. We show how the partitioning of the non-logical alphabet—e.g., into "brute" and "institutional" atoms—gives rise to interesting modal properties. A modal logic, called UpTo-logic, is introduced and investigated which formalizes the notion of (propositional) logical equivalence up to a given signature

    Supply chain disruptions and sourcing strategies

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    Supply chain disruptions have recently been at the center of both academic and policy debates. After reviewing some of the emerging literature on supply chain disruptions, we discuss the role of buyers' sourcing strategies in mediating responses to such shocks. We focus on two dimensions of a buyer's sourcing strategy: relationality (the extent to which the buyer concentrates its sourcing in a few core suppliers) and just-in-time. On the one hand, theoretical models of sourcing suggest that these are complementary practices and their adoption should be positively correlated in the data. On the other hand, the two dimensions have opposing implications for supply-chain resilience to shocks. We borrow an empirical proxy for a buyer's relationality from Cajal-Grossi et al. (2023) and introduce a new proxy for a buyer's adoption of just-in-time inventory systems. Using data from the apparel global value chain we compute the two proxies and present three results: (a) the variation in both relationality and just-in-time is mostly explained by across-buyer variation, rather than product or country variation, (b) consistent with the theoretical analysis in Taylor and Wiggins (1997), relationality and just-in-time are highly correlated with each other across buyers, (c) at the onset of the global Covid-19 pandemic, buyers' overall sourced values declined relatively less for relational buyers but not for buyers with just-in-time inventory systems

    Recent developments in legal logic

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    Studies on legal logic are one of the the most cultivated topics in legal theory during the last four decades. This is perhaps due to the fact that logics of norms are now a subject of several efforts driven by different research communities other than the traditional in legal and moral philosophy. In particular ICT scholars (especially in artificial intelligence and law, deontic logic in computer science, and normative multi-agent systems) have intensively worked on many questions relevant for legal reasoning. In this chapter we will briefly offer a survey of major recent achievements of this joint and interdisciplinary effort

    Symplectic birational transformations of finite order on O’Grady’s sixfolds

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    We prove that any symplectic automorphism of finite order on a manifold of type OG6 acts trivially on the Beauville-Bogomolov-Fujiki lattice and that any birational transformation of finite order acts trivially on its discriminant group. Moreover, we classify all possible invariant and coinvariant sublattices

    ARPA DI LUCE A MODENA

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    Arpa di Luce ideazione, sviluppo musicale e visivo Pietro Pirelli ideazione e sviluppo tecnico Gianpietro Grossi design Francesco Murano sviluppo software interattivo AGON, 2010-2011 (Davide Tiso, Antonello Raggi) Immaginiamo di sfiorare con le dita un fascio di linee di luce, tirate tra gli estremi di un grande spazio architettonico. Ne esce il suono di un’arpa, l’architettura si è trasformata in un grande strumento a corde, la cui musica «è quella preferita dagli dei, perché espressione dell’Armonia delle Sfere Celesti». (Metamorfosi di Ovidio, libro 11) Con quel suono, assieme a Pitagora, volgiamo lo sguardo verso l’alto, scoprendo che il nostro agire musicale produce anche una serie bellissima di accadimenti luminosi. Lambita da oggetti oscillanti, l’arpa è sensibile alle azioni del pubblico. Sentire e vedere coincidono nel medesimo gesto. L’Arpa di Luce è utilizzata da Pietro Pirelli per le sue performance musicali, ma può anche essere suonata dal pubblico. Nel collocarla si vuole trasformare lo stesso ambiente che la contiene in un grande strumento musicale. L’azione sulle corde produce straordinari effetti visivi collegati con naturalezza all’intenzione musicale. Azione sonora e visiva coincidono. Consideriamola un’invenzione, ma anche un’opera d’arte, quando diventa uno straordinario strumento per interpretare poeticamente uno spazio e creare interessanti modalità di interazione con le persone che la “toccano”. Questo contatto avviene direttamente con le mani ma anche attraverso vari oggetti, tra cui un grande pendolo che viene fatto oscillare tra le corde laser. Alla messa a punto tecnica dell’ing. Gianpietro Grossi si è affiancato il lavoro del compositore Pietro Pirelli coaudiuvato sul progetto interattivo da AGON. Oltre alla ricerca dei suoni da attribuire alle corde laser, Pirelli ha studiato il modo di rendere musicalmente varia e interessante la nuova gestualità che si crea e le probabili azioni sullo strumento da parte del pubblico. Sempre via software si è trovato il percorso musicale attorno al moto oscillatorio del pendolo, il cui braccio lambisce le corde dell’Arpa di Luce creando una dolce e ipnotica composizione musicale. E’ relazione fra musica e quel fenomeno fisico oscillatorio che è anche l’origine del suono stesso

    ARPA DI LUCE A VIGGIANO (POTENZA)

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    Arpa di Luce ideazione, sviluppo musicale e visivo Pietro Pirelli ideazione e sviluppo tecnico Gianpietro Grossi design Francesco Murano sviluppo software interattivo AGON, 2010-2011 (Davide Tiso, Antonello Raggi) Immaginiamo di sfiorare con le dita un fascio di linee di luce, tirate tra gli estremi di un grande spazio architettonico. Ne esce il suono di un’arpa, l’architettura si è trasformata in un grande strumento a corde, la cui musica «è quella preferita dagli dei, perché espressione dell’Armonia delle Sfere Celesti». (Metamorfosi di Ovidio, libro 11) Con quel suono, assieme a Pitagora, volgiamo lo sguardo verso l’alto, scoprendo che il nostro agire musicale produce anche una serie bellissima di accadimenti luminosi. Lambita da oggetti oscillanti, l’arpa è sensibile alle azioni del pubblico. Sentire e vedere coincidono nel medesimo gesto. L’Arpa di Luce è utilizzata da Pietro Pirelli per le sue performance musicali, ma può anche essere suonata dal pubblico. Nel collocarla si vuole trasformare lo stesso ambiente che la contiene in un grande strumento musicale. L’azione sulle corde produce straordinari effetti visivi collegati con naturalezza all’intenzione musicale. Azione sonora e visiva coincidono. Consideriamola un’invenzione, ma anche un’opera d’arte, quando diventa uno straordinario strumento per interpretare poeticamente uno spazio e creare interessanti modalità di interazione con le persone che la “toccano”. Questo contatto avviene direttamente con le mani ma anche attraverso vari oggetti, tra cui un grande pendolo che viene fatto oscillare tra le corde laser. Alla messa a punto tecnica dell’ing. Gianpietro Grossi si è affiancato il lavoro del compositore Pietro Pirelli coaudiuvato sul progetto interattivo da AGON. Oltre alla ricerca dei suoni da attribuire alle corde laser, Pirelli ha studiato il modo di rendere musicalmente varia e interessante la nuova gestualità che si crea e le probabili azioni sullo strumento da parte del pubblico. Sempre via software si è trovato il percorso musicale attorno al moto oscillatorio del pendolo, il cui braccio lambisce le corde dell’Arpa di Luce creando una dolce e ipnotica composizione musicale. E’ relazione fra musica e quel fenomeno fisico oscillatorio che è anche l’origine del suono stesso

    On the Logic of Constitutive Rules

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    Abstract. The paper proposes a logical systematization of the notion of countsas which is grounded on a very simple intuition about what counts-as statements actually mean, i.e., forms of classification. Moving from this analytical thesis the paper disentangles three semantically different readings of statements of the type X counts as Y in context C, from the weaker notion of contextual classification to the stronger notion of constitutive rule. These many ways in which counts-as can be said are then formally addressed by making use of modal logic techniques. The resulting framework allows for a formal characterization of all the involved notions and their reciprocal logical relationships
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