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    El imposible diálogo detrás de las rejas

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    Indubbiamente la tipologia di isolamento fisico, e non solo fisico, più totale è la detenzione nella sua forma più estrema, in calabozos unipersonali o forme simili di detenzione dei prigionieri politici durante le dittature degli anni '70 del Cono Sud: per combatterlo e vincere la solitudine, il silenzio, l’incomunicabilità, i prigionieri hanno escogitato sotterfugi e inventato codici, come nel caso di Mauricio Rosencof ed Eleuterio Fernández Huidobro che comunicavano attraverso la parete con un rudimentale codice morse. Molte opere narrative e poetiche di Mauricio Rosencof, una volta scarcerato, possono essere lette come tentativo di ricreare l’universo carcerario attraverso dialoghi reali o immaginari con oggetti e animali: "Memorias del calabozo", "Las cartas que no llegaron", "El Bataraz", "Conversaciones con la alpargata"

    El encuentro con el Otro de Alvar Núñez Cabeza de Vaca: ¿milagros o magias?

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    Si analizzano i pre-testi che hanno portato alla stesura dei "Naufragios" di Alvar Núñez Cabeza de Vaca, le metamorfosi che subiscono Cabeza de Vaca e i suoi compagni -da conquistatori a naufraghi a sciamani a ‘figli del Sole’ - e le modalità con cui viene raccontato l’incontro con l’Altro. In particolare si esaminano i diversi momenti in cui assolvono al ruolo di medico/sciamano, integrando principi e metodi della medicina indigena ed europea

    Il romanzo storico sulla Patagonia

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    Nella immensa varietà di testi sulla scoperta e la conquista di territori americani, particolarmente interessanti sono le relazioni che parlano di naufraghi, prigionieri, superstiti di varie calamità, o individui oggetto di dislocazione forzata, che si trovarono a condividere con gente “altra” spazi ora idilliaci ora inospitali continuamente in bilico tra la necessità di adeguarsi al nuovo contesto e quella di salvaguardare la propria civiltà e modus vivendi. Nei territori dell’estremo sud queste storie si intrecciano con la storia dei missionari salesiani arrivati alla Fine del Mondo sospinti dai sogni di Don Bosco. Vengono analizzati alcuni casi emblematici di indigeni vissuti tra due mondi, attraverso cronache del tempo e nuovi romanzi storici

    Letteratura testimoniale e costruzione della memoria in America Latina

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    Si cerca, all’interno dei global studies, di ritagliare uno spazio per raccontare la nascita e la storia del genere “letteratura testimoniale” assumendo come territorio principale l’America latina degli ultimi 50 anni, che prende come prototipo la memorialistica di Primo Levi, tragico fondatore della letteratura testimoniale scritta da un sopravvissuto a un inferno costruito dall’uomo per annientare il nemico, sia per motivi etnici che politici. Partendo dai chiari collegamenti tra i nazifascismi europei e le dittature del Cono Sud presenti nelle testimonianze dell’uruguaiano Mauricio Rosencof e dell’argentino Jacobo Timerman, e dal testo considerato capostipite latinoamericano della letteratura testimoniale, Operación masacre di Rodolfo Walsh, ci si sofferma sulle diverse tipologie narrative di alcuni testi presentati al Premio Literatura Testimonial di Casa de las Américas dell’Avana, fondato nel 1970

    Dos raros en Paris. Felisberto Hernandez y Susana Soca

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    Esiste una amplissima bibliografia sui viaggi in Europa, e principalmente a Parigi, di scrittori latinoamericani, che cercavano nella Ville Lumière la consacrazione nel 'Primo Mondo' e un ritorno glorioso nella nazione di appartenenza. Nel saggio si analizzano la natura, gli incontri, la produzione letteraria e gli eventi del viaggio di Felisberto Hernández a Parigi in relazione non a Jules Supervielle, il grande poeta franco-uruguaiano che fu il mecenate del viaggio di Felisberto e su cui già si è scritto molto, ma a Susana Soca, raffinata poetessa e intellettuale uruguaiana da sempre promotrice di fecondi rapporti culturali e artistici tra i due paesi, tra cui la rivista "La Licorne" e "Entregas de La Licorne", pubblicata la prima a Parigi e la seconda a Montevideo. Al di là dei rapporti personali, è sommamente interessante ricostruire le relazioni, gli stimoli e gli arricchimenti culturali scaturiti dai due anni trascorsi da Felisberto a Parigi, di cui parla diffusamente nell'epistolario e nelle opere successive

    Percorsi femminili tra Italia e Americhe

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    In un panorama a dominanza maschile – in generale l'emigrazione tra 800 e 900, e ancor più quella a carattere politico – è necessario riscattare due percorsi femminili, entrambi di matrice anarchica, sia per il loro valore storico e ideologico sia per i testi letterari che hanno prodotto: Luce Fabbri, esiliatasi a Montevideo nei primi anni '30, proseguirà su due binari paralleli (le riviste "Studi Sociali" e "Garibaldi", testi sull'anarchia, la guerra, il capitalismo; docente di Letteratura, Storia e Cultura italiane presso l'Università della Repubblica e l'Instituto Artigas, ha scritto su Dante, Foscolo, Leopardi; ha pubblicato la biografia di suo padre Luigi Fabbri e due volumi di poesie); Virgilia D'Andrea nel 1923 fugge dall'Italia fascista e vive in Francia, Germania, Olanda per poi stabilirsi negli Stati Uniti; a Parigi fonda e dirige la rivista "Veglia" e sempre sarà attenta al versante artistico del movimento anarchico; pubblica poesia e la sua autobiografia
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