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    Inference of gene regulation from expression data. Mathematical modeling and the design of a genomic study to investigate IFNa transcriptional response modulators

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    The main object of this thesis is the inference of gene regulation from quantitative gene expression data. This goal is of central importance for health care as complex genetic diseases such as cancer are caused by deregulation or aberrant regulation of genes. The thesis is structured into two main parts corresponding to a theoretical and a practical approach to the inference of gene regulation. In the first part of the thesis a Bayesian hierarchical model for the reconstruction of regulatory networks from gene expression microarray data is presented. In the second part of the thesis a novel experimental design to infer gene regulatory modules from real-time PCR data is presented. The aim is to characterize the IFNa-transcriptional response in human endothelial cells, by identifying key modulators and regulatory modules in which they are involved.L'oggetto principale di questa tesi è l'inferenza di regolazioni geniche a partire da dati quantitativi di espressione genica. Questo obiettivo è di centrale importanza in ambito sanitario poiché malattie genetiche complesse come il cancro sono causate dalla deregolazione o dalla regolazione aberrante di geni. La tesi è strutturata in due parti principali corrispondenti, rispettivamente, ad un approccio teorico e pratico all'inferenza di regolazioni geniche. Nella la prima parte della tesi viene presentato un modello gerarchico bayesiano per la ricostruzione di reti di regolazione da dati di microarray. Nella seconda parte della tesi viene presentato un nuovo design sperimentale per inferire moduli di regolazione genica da dati di real-time PCR. L'obiettivo è quello di caratterizzare la risposta trascrizionale di IFN- in cellule endoteliali umane, attraverso l'individuazione di modulatori chiave e dei moduli regolatori in cui sono coinvolti

    Il giudicato arbitrale quale motivo ostativo alla circolazione delle sentenze nel sistema di Bruxelles I: note a margine della sentenza London Steam-Ship

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    Con la recente sentenza resa nella causa C-700/20, London Steam-Ship, la Corte di giustizia dell’Unione europea torna a occuparsi del difficile rapporto tra giurisdizione civile e arbitrato nello spazio giudiziario dell’Unione. Il tema, già ampiamente esplorato dalla giurisprudenza della Corte (v. sentenze March Rich, Van Uden, West Tankers e Gazprom) e oggetto di grande attenzione in dottrina (v., ex multis, Salerno, Carducci, Benedettelli e Leandro 2015), trova, come noto, una scarna disciplina nel regolamento (UE) n. 1215/2012 o «Bruxelles I-bis». In particolare, ai sensi dell’art. 1 par. 2 lett. d, l’arbitrato è escluso dall’ambito di applicazione del regolamento; la portata di tale esclusione è meglio specificata al considerando n. 12 del regolamento (introdotto in occasione della rifusione nel regolamento (UE) n. 1215/2012 del previgente regolamento (CE) n. 44/2001 o «Bruxelles I»), considerando che in parte riprende i principi affermati dalla Corte di giustizia nel vigore della precedente disciplina. L’art. 73 par. 2 del reg. Bruxelles I-bis, infine, stabilisce che il regolamento non pregiudica l’applicazione della Convenzione di New York del 1958. A seguito di uno degli ultimi rinvii pregiudiziali provenienti dal Regno Unito, all’origine della sentenza in commento, la Corte è stata chiamata a decidere se e in che misura un lodo arbitrale e una sentenza nazionale che ne recepisce il contenuto possano ostacolare il riconoscimento e l’esecuzione, ai sensi del regolamento (CE) n. 44/2001, di una decisione resa tra le medesime parti in un diverso Stato membro. La soluzione fornita dalla Corte è sicuramente molto originale – se non, come si vedrà, a tratti anche «creativa» – e in poco tempo ha suscitato un vivace dibattito circa le sue possibili implicazioni sul sistema di circolazione delle decisioni nel sistema di diritto uniforme europe

    Reti queer, o prove di relazione

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    In un recente saggio sulla “politica del presente” Diana Taylor si chiede: “Quanto dobbiamo dis-imparare per poter imparare nuovamente, in modo diverso?” (2020: 25, tr. nostra). Apriamo questo contributo soffermandoci su delle questioni che abbiamo condiviso dalla primavera del 2018, un periodo durante il quale ci conoscevamo, iniziavamo a lavorare insieme, ci convincevamo, spesso sbagliando, di avere imparato a con-vivere con il fallimento. Ci sembra plausibile adesso ricondurre queste questioni a tre modalità di produzione di saperi non egemonici che prendano in considerazione: l’idea del queer – e di queerness – come fare rete; l’interesse per i modi in cui il linguaggio, nelle sue dimensioni sociologiche, culturali, traduttologiche, può autorizzare e, ancor più, vietare slittamenti semantici politico-affettivi; il desiderio per la costruzione di mondi e di modi di vita attraverso la messa in circolo di spazi virtuali e fisici di interazione con altr* impegnat* a (r)esistere davanti a realizzazioni complesse di violenza che, pur non colpendo allo stesso modo, esprimono gradi diversi di classismo, eterosessismo, razzismo, transomofobia, abilismo, colonialismo, estrattivismo di risorse naturali e intellettual

    Interventi psicoterapeutici in oncologia.

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    È noto che tra le diverse malattie mediche a minaccia per la vita il cancro rappresenta la più significativa in termini di vissuto collettivo a livello socio-culturale e di ripercussioni sul piano psicologico ed interpersonale sia per la persona colpita sia per la famiglia. La letteratura inerente l’ambito dell’impatto psicosociale del cancro, la morbilità francamente psichiatrica e le multiformi dimensioni di disagio conseguenti alla malattia e alle terapie (ad es., mediche, chirurgiche, radioimmunologiche) è ormai vastissima. Piché il 35-40% dei pazienti affetti da cancro presenta, durante le diverse fasi della malattia (dalla fase pre-diagnostica a quella diagnostica e terapeutica, dalle fasi dei follow-up alla guarigione o alla recidiva, fino alla fase avanzata), quadri indicativi di sofferenza psicologica tale da necessitare di interventi specialistici di tipo psiconcologico. Il capitolo affronta il tema vasto delle psicoterapie trasferite dall'area pscihaitrica e applicate all'area medica oncologica

    Synthesis of beta-imino carbonyl enolato complexes by reaction of nickel(II), palladium(II), and copper(II) acetates with the enaminodiones (MeOCO)(RCO)CC(R ')NH2 (R = Me, OMe; R ' = Et, EtOCO)

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    Nickel(II), palladium(II), and copper(II) acetates undertake exchange reaction with the beta-enaminodiones (MeOCO)(RCO)CC(R')NH2 (R = Me, OMe; R' = Et, EtOCO) in ethanol to give the neutral complexes [M((MeOCO)(RCO)CC(R')NH)(2)] (1-8) [R = Me, R' = Et: M = Ni (1), Pd (2a,b), Cu (3); R = Me, R' = EtOCO: M = Ni (4), Pd (5), Cu (6); R = MeO, R' = Et, M = Pd (7a,b); R = MeO, R' = EtOCO, M = Pd (8a,b)]. The trifunctional N,O,O Ligands act in all cases as bidentate through the imino and one carbonyl group. Complexes 1-8 are all monomers with a square planar geometry. Nickel and palladium complexes show more than one form in the solid state. For example the palladium complex 2 has been synthesized in two forms a and b, which differ in the conformation of the methoxy carbonyl substituent of the chelate ring, while the third isomer or conformer is obtained by thermal treatment at 120 degrees C. Complexes 7 and 8 also exhibit two forms which differ in the degree of intermolecular hydrogen bonding. Both 7b and 8b crystallize in monoclinic unit cells [7b: space group P2(1)/n, 11.963(2), b = 8.438(1), c = 19.637(2) Angstrom, beta = 94.2(1)degrees. 8b: P2(1)/c, a = 10.698(2), b = 14.902(2), c = 13.918(2) Angstrom, beta = 95.2(1)degrees] containing four molecules linked by intermolecular hydrogen bonding [N-H ... O=C, 2.14-2.36 Angstrom]. All complexes are thermally stable and volatile. Their mass spectra exhibit intense molecular ion peaks under EI mass conditions

    Pretrattamento biologico di grassi di scarto da macellazione bovina per la produzione di biogas in un processo di digestione anaerobica multifase

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    In questo lavoro si presentano i risultati preliminari di un pretrattamento biologico di grassi di scarto da macellazione bovina. È stato effettuato uno screening tra diverse tipologie di inoculo microbico, diverse condizioni di coltura e diversi pretrattamenti chimico-fisici. Per la selezione delle colture sono stati valutati i seguenti parametri: capacità di disperdere i grassi; produzione di acidi grassi solubili; produzione di composti organici solubili in generale (tramite misura di COD solubile). Al termine dell’arricchimento e dell’adattamento delle colture microbiche è stata selezionata una coltura che presenta performance migliori rispetto alle colture non adattate. Il pretrattamento è propedeutico all’utilizzo di sottoprodotti di origine animale, ricchi in grasso, in un processo di digestione anaerobica multifase. Test preliminari di metanizzazione mostrano un vantaggio cinetico nella gassificazione del grasso pretrattato rispetto al grasso tal quale

    I limiti posti all’iscrizione e alla trascrizione dei rapporti di filiazione derivanti da tecniche di PMA vietate in Italia alla prova dei diritti umani

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    Prendendo spunto da tre recenti pronunce della Corte EDU, il presente scritto esamina le delicate problematiche sottese al riconoscimento in Italia dei rapporti di filiazione derivanti da tecniche di procreazione medicalmente assistita in tutto o in parte vietate dal diritto italiano, considerando, in particolare, la compatibilità con i diritti umani tutelati dalla CEDU dei limiti posti dal nostro ordinamento all’iscrizione o trascrizione nei registri di stato civile degli atti di nascita dei nati a seguito del ricorso a fecondazione eterologa da parte di una coppia dello stesso sesso o a surrogazione di maternità

    Dal libro alla scena : Paolo Grassi, Giorgio Strehler und die deutschsprachige Dramatik im Italien der 1940er–50er Jahre

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    The contribution investigates the lesser-known phase of the presence of German drama at the Piccolo Teatro di Milano (first decade). Before Giorgio Strehler's Brechtian productions and before the beginning of a real revolution for Italian theatre (which is briefly outlined here), Paolo Grassi and the young director were the protagonists of a sort of preliminary work on German Drama between Vormärz and Expressionism on the page (editions and translations) and on the stage (productions) in the 1940s-50s. As a result of this, Büchner was staged in Italy for the first time in an effective way. In particular, Strehler's work on Büchner's "Dantons Tod" is re-evaluated here in its historical and aesthetic significance
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