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    Paolo Grassi: tra editoria e critica teatrale

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    La passione per l’editoria ha segnato trasversalmente la lunga carriera di produttore e di organizzatore teatrale di Paolo Grassi, ma le sue origini vanno ricercate nel primo approccio al teatro attraverso il giornalismo: animato da un forte desiderio di rinnovamento culturale e da un’autentica passione per le scene, il giovane Grassi si fa spazio nel difficile mondo della critica teatrale, contribuendo a svecchiarla, come primo passo verso la professione dell’operatore culturale che, nella sua ampia definizione, accoglie i contributi in qualità di direttore editoriale di numerose e importanti collane di drammaturgia

    Per un inquadramento storico-critico degli scritti di Paolo Grassi

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    Il testo ripercorre la vita, le opere e il pensiero di Paolo Grassi dal 1945 al 1980.Attraverso una lettura critica degli articoli scritti da Grassi sull' "Avanti!", l'autrice delinea il profilo di trent'anni di teatro e spettacolo a Milano (compagnie, repertori, pubblico, professionisti)e dei suoi protagonisti

    Paolo Grassi e Jean Vilar: due esperienze in Europa tra economia e conoscenza

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    Valentina Garavaglia conferma la sua attenzione per la figura e l’opera di Paolo Grassi con questo nuovo libro che investiga il rapporto tra il fondatore del Piccolo Teatro di Milano e Jean Vilar.Grassi, intellettuale dallo sguardo acuto e curioso,attento ad ogni esperienza internazionale significativa sul piano artistico e su quello dell’organizzazione della cultura, trova nel TNP di Vilar il teatro “gemello” nella condivisione di un sistema di valori che si riassumono nell’idea della imprescindibile funzione del teatro nella crescita sociale e civile della collettività. E’l’esaltazione del teatro/pubblico servizio,accessibile a tutti, senza alcuna distinzione di censo. La cultura, il teatro,è un diritto:di tutti,senza alcuna esclusione. Questa è la bussola che guida Grassi e Vilar: teatranti con la T maiuscola, ma al tempo stesso uomini che si spendono per l’affermazione di una cultura diffusa in una società più giusta. Queste pagine intense ripercorrono le tappe di questa avventura utopica e straordinaria insieme, per una riflessione oggi quanto mai utile: per ritrovare un po’ di speranza.Valentina Garavaglia confirms her interest in the work and figure of Paolo Grassi in this new book, which examines the relationship between the founder of the Piccolo Teatro di Milano and Jean Vilar. Grassi, an intellectual with a sharp and curious mind, quick to observe every significant international expression of art and the organization of culture, found in Vilar’s TNP theater a sort of “twin”, based on a shared value system that can be briefly summed up as seeing theater’s fundamental function as promoting the growth of a society’s civil and social sense. Theater as a public service, accessible to everyone, without distinction. This is the directive followed by Grassi and Vilar: theater people with a capital ‘T’, but at the same time proponents of a more democratic culture in a fairer society. These intense pages recount the milestones of their utopian and extraordinary adventure together, ultimately providing something that is in short supply these days: a little hope

    UNCONVENTIONAL AFFORDABLE HOUSING: PERSPECTIVES FROM AN EXPANDED FIELD

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    L'introduzione al volume spiega come il progetto UAH! Unconventional Affordable Housing! esplora il modo in cui soluzioni abitative non convenzionali possano contribuire a rendere l’abitare più accessibile, inclusivo e sostenibile nelle città europee. Il volume, esito del progetto di ricerca UAH! finanziato dal programma PRIN 2022 (MIUR), riunisce contributi interdisciplinari di 26 autori provenienti da architettura, urbanistica, sociologia e scienze politiche. L’indagine parte dal riconoscimento della distanza crescente tra i modelli abitativi tradizionali e le nuove forme di vita urbana, segnate da precarietà lavorativa, mutamenti demografici e diversità culturale. Attraverso analisi teoriche e sperimentazioni progettuali, il libro indaga come pratiche bottom-up, politiche pubbliche e strategie di riuso adattivo possano generare innovazione sociale e nuovi modi di abitare. Organizzato in due sezioni – una teorica e una applicativa – il volume affronta casi studio in diverse città italiane (Trieste, San Donato Milanese, Milano, Bari), riflettendo su temi quali coabitazione, rigenerazione urbana, governance partecipativa e diritto all’abitare. Nel complesso, propone un approccio integrato che unisce ricerca e progetto per ridefinire il significato di “abitabilità” contemporanea, oltre i modelli convenzionali di famiglia, spazio e proprietà

    Paolo Grassi e Jean Vilar: il coraggio del teatro

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    L’intervento vuole mettere in evidenza le affinità delle concezioni teatrali di Paolo Grassi ma anche le differenze con quelle di Jean Villar, facendo leva maggiormente sull’idea di teatro così come compare negli scritti teorici di Paolo Grassi, a partire dall’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia mostra una situazione teatrale (e sociale) molto differente da quella francese. Il nuovo tipo di teatro a cui pensa Grassi s’ispira al concetto di servizio pubblico e s’incarna nella attuazione del Piccolo Teatro di Milano. Contrario alla messa in scena di spettacoli stereotipati, considerati inutili per il pubblico, Grassi intravede una nuova funzione del teatro che trova il suo antecedente nel pensiero gramsciano, già a partire dal 1946 e che lo porta a considerare la politica dei prezzi, ma anche la funzione delle autorità amministrative, soprattutto locali. Questo anche a distanza di anni dal debutto del Piccolo. Infatti nel corso degli anni Sessanta, Grassi mosso dai nuovi fermenti sociali progetta il decentramento del Piccolo che porterà all’istituzione del Teatro Quartiere e a intensificare i rapporti con le scuole, le fabbriche e le aziende, anche attraverso dibattiti e tavole rotonde. In definitiva Grassi qualche anno prima di Vilar, giunge a concepire il teatro come servizio pubblico per tutti ma attenua la componente sociologica più propria di Vilar, che al contrario si muove verso una critica totale del sistema teatrale allora dominante

    La investigación en el Centro de Estudios sobre lo Actual y lo Cotidiano

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    En este ensayo se presentan los elementos teóricos y metodológicos, epistemológicos, sobresalientes de los trabajos de investigación, tesis de doctorado, realizados en el Centro de Estudios sobre lo Ac tual y lo Cotidiano (CEAC) de la Universidad de La Sorbona-París V. El núcleo del trabajo destaca la metodología utilizada en el centro, denominada como metodología fractal, la cual se caracteriza por ser un método "débil": que esté en posibilidad de adaptarse a los cambios sociales y a la complejidad de los fenómenos. Esta estrategia de método evita la linealidad y la secuencia, y prefiere construir a través de módulos organizados, fractales. La postura fenomenológica según la cual la cientificidad de un estudio se encuentra enraizada en su real inscripción en la experiencia en lo cotidiano (o situacionismo metodológico), es otro de los elementos importantísimos presentes en las investigaciones del centro. Finalmente, se concluye que las investigaciones del centro se distinguen por sus acercamientos comprensivos e interpretativos que valoran la dimensión simbólica de la experiencia

    L’irresistibile fascino dell’in-coscienza. Lo spirito del tempo tra indeterminazione, sincronicità e complessità

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    The irresistible charm of un-consciousness. The spirit of time between uncertainty, synchronicity and complexity. Among the classes of causes that determined the epochal transition in the first half of the twentieth century there is the birth of a new scientific spirit (G. Bachelard). For example, in the Relativity of Einstein, scientific observation is discovered inexorably connected with the observer’s point of view; according to Heisenberg, physical phenomena are strictly linked to “the game of chance”. Moreover, Freud discovers the existence of a dark area of the human mind, the unconscious, and Jung affirms the possibility, for the unconscious images that present themselves to consciousness, to coincide with an objective fact with which they have no identifiable or even “thinkable” causal link. In the postmodern era, the imaginary of complexity, which is related with many of the contemporary epistemological and scientific theories, is an expression of that “Hidden King” (G. Simmel) which gives form to social meanings and, therefore, to human life. Thus, the image of truth can only be the image of an intersubjective truth, product of a participated knowledge (F. Ferrarotti), while the image of man can only be found in that of homo complexus (E. Morin), who lives in a network of interrelations
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