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La grande distribuzione organizzata in Friuli Venezia Giulia: territori e casi a confronto.
Il contributo si propone di studiare l'organizzazione territoriale della Grande Distribuzione Organizzata in Friuli Venezia Giulia. Aspetti quali la specialità e l’autonomia legislativa, la struttura amministrativa articolata in diverse forme, la conformazione fisico-geografica, la posizione geopolitica di terra di confine, conferiscono alla GDO delle caratteristiche peculiari e non facilmente paragonabili alle situazioni distributive sorte e sviluppate nel resto d’Italia. Il Friuli Venezia Giulia risulta essere, infatti, non soltanto la Regione con la maggior superficie di vendita in rapporto alla popolazione, ma anche quella con un valore doppio rispetto alla media nazionale. Lo studio, frutto del confronto tra fonti ufficiali e ricerca sul campo, pone particolare attenzione alla concentrazione delle strutture commerciali, alla loro diversità tipologica, allo squilibrato rapporto fra supercifi a disposizione e "potenziale clientela disponibile", nonchè alla difformità fra classificazione ufficiale e realtà fattuale, evidenziando un sistema a più volti, sia per quanto attiene le performance di carattere economico, sia per quanto riguarda l’articolazione del comparto commerciale e normativo
In viaggio dal Friuli Venezia Giulia
Si tratta del catalogo relativo alla mostra itinerante che riassume un secolo di esperienze di emigrazione dal territorio dell'attuale regione Friuli Venezia Giulia
Esserci a qualsiasi costo: Albania, Mediterraneo Orientale e spedizioni minori
Il saggio fa parte del volume, edito da Laterza e curato da Raoul Pupo, dal titolo “La vittoria senza pace. Le occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra”. Il libro si compone di tre parti, una sulle zone di occupazione italiane in territorio austriaco, di Andrea Di Michele, una sulle occupazioni adriatiche (Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia), di Raoul Pupo, e infine quella di Giulia Caccamo sulle occupazioni “altre”, suddivise tra i quattro capitoli dedicati rispettivamente all’Albania, al Mediterraneo Orientale (spedizione in Asia Minore e Dodecaneso), alle spedizioni minori in Russia e nel Caucaso e alle spedizioni in Bulgaria e in Alta Slesia).
La finalità dell’opera è dare al lettore una visione complessiva delle logiche che hanno mosso la politica estera dell’Italia nell’immediato dopoguerra, sia attraverso le annessioni dirette sia “mostrando la bandiera” in territori sui quali si prospettava la possibilità di una futura influenza sul piano economico o strategico. Non si tratta di un saggio di storia militare, ma semmai di una rilettura in chiave politica di provvedimenti militari sui quali la storiografia corrente si è soffermata in misura minore e piuttosto frammentata, rispetto alla maggior attenzione dedicata alle occupazioni militari a ridosso e durante la seconda guerra mondiale.
L’autrice si sofferma in particolare sugli aspetti velleitari di una politica di occupazione la cui sostenibilità, sul piano finanziario e politico, era assai discutibile, in un paese drammaticamente a corto di risorse e a rischio crescente di agitazioni sociali. Larga parte della classe dirigente, infatti, sperava che il tornaconto economico e politico di una presenza militare così estesa avrebbe di gran lunga superato i costi. Coloro che potevano vedere tutte le insidie insite in tale disegno, come gli alti comandi militari e i rappresentanti diplomatici, non seppero o non vollero opporvisi, confidando piuttosto che l’attesa affermazione dell’Italia quale grande potenza potesse costituire la panacea per i problemi interni
Trieste e la Carsia Giulia dopo la grande guerra:il racconto geografico di Gustavo Cumin
La Guida della Carsia Giulia disegna la Trieste tra le due guerre segnalando le ossessioni identitarie che caratterizzarono vita e auto-rappresentazioni del gruppo dirigente. Gustavo Cumin non sembra per nulla “geografo che scrive dopo aver visto”, interpreta piuttosto le passioni del nazionalismo italiano anche quando constata i pochi vantaggi della “redenzione”
Una bibbia
Si tratta della traduzione di un'opera per ragazzi, ma che ha avuto grande successo ugualmente presso il lettorato adulto, anche grazie alle illustrazioni di una delle "penne" maggiormente riconosciute in Francia, quella di Rébecca Dautremer. Chiara Elefante ha tradotto il Nuovo Testamento, da pag. 239 a pag. 383; ha ugualmente effettuato un'importante revisione alla traduzione dell'Antico testamento, effettuata dalla traduttrice Giulia Palmieri, e ha seguito, in collaborazione con la redazione Rizzoli, l'intero processo editoriale dell'importante volume
Giulia Veronica Varisco
The headword explains the biography and the contribution of the author Giulia Varisco to the children's literatur
Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia
Il Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Udine (DIES) è stato contatto nel mese di aprile 2017, nella persona del Prof. Francesco Marangon, dalla PromoTurismoFVG (PTFVG), Destination Management Organization del Friuli Venezia Giulia, al fine di definire una collaborazione nella realizzazione del “Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia” da svolgersi nei giorni 5 e 6 Settembre 2017. Il Forum del Turismo in Friuli Venezia Giulia (identificato nel presente testo anche con i sinonimi: Forum FVG, Forum del Turismo FVG e Forum) è stato concepito come il più grande evento di partecipazione nella pianificazione del turismo nella regione Friuli Venezia Giulia e si è basato sul coinvolgimento di numerosi stakeholder turistici regionali. L’obiettivo finale dell’evento prevedeva l’individuazione delle linee guida per il Piano strategico 2018-2025. Il Dipartimento di Scienze Economiche (DIES) dell’Università di Udine è stato coinvolto per sostenere e concretizzare l’attuazione di questa specifica metodologia di pianificazione basata sul coinvolgimento dei principali operatori del settore e portatori di interesse.
Affiancavano la PromoTurismoFVG e l’Università di Udine, la società di gestione del personale Laborplay s.r.l. (LPY), spin-off dell'Università degli Studi di Firenze.
Il prof. Salvatore Amaduzzi, prof. Andrea Garlatti, dott.ssa Marika Gon, prof. Francesco Marangon (responsabile scientifico), prof. Maurizio Massaro, prof. Andrea Moretti e prof.ssa Stefania Troiano componevano il gruppo di ricerca dell’Università di Udine incaricato di seguire il progetto di collaborazione nella programmazione turistica. Il capitolo vuole presentare gli obiettivi del progetto di ricerca avviato
CAFFÈ ZIMMERMANN: Il salotto musicale d’America
“Caffè Zimmermann” dedica una puntata al “salotto musicale d’America”, nel quale Diego Mantoan presenta la storia poco nota del mecenate italoamericano Lionello Perera, che negli anni Trenta del Novecento inaugurò con la moglie Carolyn Allen nel salone della propria residenza nel Upper East Side di Manhattan il più significativo ritrovo di musicisti e compositori della Grande Mela. Amico fidato di Arturo Toscanini, patrono di Ildebrando Pizzetti, protettore di Giancarlo Menotti e promotore di Enrico Caruso, Lionello Perera emerge come uomo d’affari e mecenate sensibile alla causa degli emigrati italiani a New York, convinto che l’arte e la musica del Belpaese potessero elevare la condizione dei suoi connazionali in America. La puntata trae dal radiodramma per RAI Radio3 “Toscanini e l’amico di New York” (2017) realizzato con Giulia Alberti (soprano), Ilaria Torresan (pianoforte) e Chiara Clini (voce narrante), nonché dalla monografia “Lionello Perera: An Italian Banker and Patron in New York” (Vernon Press 2022). Gli argomenti e gli ascolti di questa puntata sono selezionati insieme alla musicologa e soprano Giulia Alberti
Attorno all'Adriatico: Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia
Il saggio fa parte del volume La vittoria senza pace. Le occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra, curato dal medesimo autore, nel cui ambito analizza la situazione nella regione adriatica. Il testo è diviso in sottocapitoli: 1. Arrivano i nostri - 2. Emergenze - 3. Crisi economica - 4. Sostenere gli italiani - 5. Contenere gli slavi - 6. Governatori e vescovi - 7. La parabola socialista - 8. Ordine pubblico e piani di guerra.
Per un verso, il contributo esamina i problemi del dopoguerra nelle diverse aree dell'Adriatico orientale sottoposto ad occupazione italiana: Venezia Giulia e Dalmazia, ma anche Fiume, dove la presenza militare italiana - se pur non esclusiva - risultava preponderante. Le emergenze del momento vengono collegate a questioni di più lungo periodo (come i conflitti nazionali), nonché ai nuovi scenari aperti dal collasso dell'Impero asburgico.
Sull'altro versante, il saggio si sofferma sulle strategie adottate dalle amministrazioni militari, non sempre in sintonia fra loro. Ben chiara ad esempio risulta la differenza tra la politica di "integrazione liberale" promossa dal Governatore della Venezia Giulia Petitti di Roreto e l'atteggiamento invece dell'ammiraglio Cagni a Pola e - soprattutto - del Governatore della Dalmazia, ammiraglio Millo, entrambi assai vicini alle istanze nazionaliste più estreme. Sulla politica di Millo peraltro, in particolare per quanto riguarda i suoi rapporti con D'Annunzio, l'autore esprime una valutazione complessiva più articolata rispetto ai giudizi correnti. La condotta di Petitti di Roreto, pur espressione di un potere militare di per sé autoritario ed assai geloso delle sue prerogative, suggerisce che quella offerta dall'amministrazione militare sia stata in fondo l'immagine più liberale che lo Stato italiano seppe mostrare alle popolazioni delle terre annesse: una politica di integrazione senza sbandamenti ma nel contempo attenta alle diversità di tradizioni nazionali e politiche presenti in un'area fortemente plurale, i cui pregi risaltano di fronte alla fragilità della successiva amministrazione civile, succube ad esigenze di consenso ed aperta alle collusioni con il montante squadrismo, per non dire poi del potere fascista, nazionalmente e politicamente intollerante. Nel contempo, emergono ben chiari i limiti della politica del Governatore, simile a quella nel contempo avviata dal suo omologo Pecori Girardi a Trento: in primo luogo, l'impossibilità di intervenire sul nodo cruciale del destino economico dell'area alto-adriatica, sconvolto dalla fuoriuscita dal nesso imperiale; poi, le contraddizioni interne alla stessa amministrazione militare, dovute non solo all'azione nettamente divergente degli ammiragli Cagni e Millo, ma anche al sabotaggio della linea moderata del Governatore operato da alcuni suoi collaboratori ed in particolare dal servizio di informazioni, completamente colluso con le organizzazioni nazionaliste. Ancora, l'incapacità di ottenere il consenso delle principali forze politiche presenti sul territorio: i liberali italiani, in piena crisi di identità; i socialisti, in fase di rapida radicalizzazione; i nazionalisti sloveni, insoddisfatti di un'offerta politica che comunque si fondava sull'annessione all'Italia e su di una prospettiva di - se pur morbida - assimilazione; i nazionalisti, proiettati verso un'affermazione intransigente dell'italianità. Fallì quindi il progetto di Petitti consegnare all'Italia un sistema politico fondato sulla prevalenza delle forza nazionali - liberali e sulla collaborazione di un partito socialista disponibile ad inserire la propria tradizione riformista nell'alveo istituzionale del Regno d'Italia. La ricomposizione delle forze filo-italiane sarebbe avvenuta solo dopo la partenza del Governatore ed attorno ad un soggetto politico inedito, il fascismo di confine.
Conclusivamente, il saggio si ricollega alle considerazioni di politica estera svolte nell'introduzione e poi riprese dai tre autori alla fine del volume, discutendo delle prospettive di una guerra preventiva al Regno SHS e, più in generale, dei piani militari approntati fra il 1918 e il 1920, in relazione all'evoluzione vuoi della situazione internazionale, vuoi della controversa smobilitazione post-bellica.
Per scelta dell'editore, nel testo l'apparato critico è stato limitato ai soli rimandi delle citazioni, nonché ad alcune brevi note esplicative. A fine libro invece sono disponibili un'ampia bibliografia tematica, una rassegna delle fonti utilizzate ed un'appendice cartografica
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