92 research outputs found
Speltini, G. (2016). Giovani in una società complessa. In G. Speltini (Ed.), L’età giovanile. Disagio e risorse psicosociali (pp.67-93). Bologna: Il Mulino.
Aspetti psicosociali della condizione giovanile nell'Italia odiern
L'età giovanile. Disagio e risorse psicosociali
Adolescenza ed età giovanile al centro di una serie di contributi che riguardano gli aspetti "normali" dello sviluppo e gli aspetti "negativi"
Molinari, L., & Speltini. G (2016). Percorsi scolastici e crescita dell’individuo. In G. Speltini (Ed.), L’età giovanile. Disagio e risorse psicosociali (pp. 95-116). Bologna: Il Mulino.
La scuola come ambiente di crescita degli adolescenti. La doppia faccia (positiva e negativa) della scuol
Questione di pulizia: rappresentazioni, valori e orientamento politico-religioso
La ricerca in oggetto è la prosecuzione e l’ampliamento di una ricerca già avviata (Speltini, Passini, Morselli, 2006) sulle rappresentazioni di concetti poco esplorati dalla psicologia sociale come pulito, sporco, puro, impuro.
Le rappresentazioni di ciò che è pulito e di ciò che è sporco sono prodotti sociali situati storicamente, tanto che è possibile rinvenirne la straordinaria varietà di immagini e pratiche nel corso dei secoli per quanto riguarda la nostra cultura europea (Vigarello, 1985; Camporesi, 1995), come pure esse sono variabili a seconda della cultura di riferimento e, probabilmente, all’interno dello stesso contesto culturale a seconda dei livelli sociali e del contatto con situazioni estranee e potenzialmente inquietanti (Jodelet, 1989). Ugualmente le categorie di puro ed impuro si basano su rappresentazioni socialmente condivise che hanno come punto di riferimento l’ordine costituito e le anomalie, le trasgressioni rispetto a questo stesso ordine (Douglas, 1970; Remotti, 1996). Questa ricerca, che segue una fase esplorativa, è stata svolta su di un campione tout venant di uomini e donne. La metodologia utilizzata è di tipo quantitativo e si avvale di un questionario strutturato, composto di tre parti:
1. una prova di associazioni libere sulle parole-stimolo “pulito”, “sporco”, “puro”, “impuro”.
2. una scala di concezioni riguardanti l’idea di pulito e di sporco rispetto a pratiche igieniche, a contatti interpersonali, a visioni generali riguardanti le differenze fra culture diverse.
3. il Portrait Value Questionnaire (Schwartz, Melech, Lehmann, Burgess e Harris, 2001), nell’ipotesi che concezioni di pulito/sporco si correlino a diversi orientamenti valoriali.
Ai soggetti, inoltre, è stato chiesto di esprimere la propria collocazione politica (scala 1-7; 1 estrema sinistra, 7 estrema destra), l’importanza della politica nella propria vita (scala 0-6; 0= per nulla importante, 6=estremamente importante), l’appartenenza ad una confessione religiosa e l’importanza della religione nella propria vita (scala 0-6; 0= per nulla importante, 6=estremamente importante).
I principali risultati mostrano in effetti diverse rappresentazioni di sporco-pulito e puro-impuro, come pure una relazione fra valori, orientamento politico e religioso dei soggetti. Alle concezioni più restrittive di igiene si affiancano percezioni di impurità rispetto a gruppi sociali minoritari; l'orientamento politico dei soggetti che condividono queste rappresentazioni è di tipo più conservatore.
Riferimenti Bibliografici:
Camporesi, P.(1995). Il governo del corpo, Milano, Garzanti
Douglas, M. (1970). Purity and danger. An analysis of concepts of pollution and taboo, Harmondsworth, Penguin Books.
Jodelet, D. (1989). Folies et représentations sociales, Paris, P.U.F.
Remotti, F. (1996). Contro l’identità, Roma-Bari, Laterza
Schwartz, S. H., Melech, G., Lehmann, A., Burgess, S., Harris, M. (2001). Extending the cross-cultural validity of the theory of basic human values with a different method of measurement, Journal of Cross Cultural Psychology, 32, 519-542.
Speltini, G., Passini, S., Morselli, D. (2006), Le pur et l’impur, le propre et le sale: représentations et valeurs, comunicazione presentata all’ VIIIth International Conference on Social Representations, “Media e Società”, Roma 28 agosto-1 settembre 2006
Vigarello, G. (1985). Le propre et le sale, Paris, Editions du Seuil
Giustizia in classe e relazioni con i docenti: rappresentazioni in studenti della scuola secondaria di II grado
Il lavoro presentato nasce da un primo studio sulle rappresentazioni della giustizia di studenti della scuola secondaria di II grado e dei loro insegnanti (Berti, Molinari, Speltini, 2010), che aveva messo in luce differenze fra allievi e docenti quanto agli ideali di giustizia in classe (classroom justice) e un generale sentimento di ingiustizia percepito dagli studenti nelle pratiche didattico-relazionali dei loro insegnanti.
La nuova ricerca è stata svolta su circa 600 studenti della scuola secondaria di II grado, la metà dei quali appartenenti a un Istituto Professionale e la metà ad un Liceo Classico di due città emiliane. Gli scopi della ricerca sono: i) verificare negli studenti l’eventuale divario fra ideali di giustizia e pratiche di giustizia nella propria classe scolastica, divario emerso nettamente nel primo studio; ii) esplorare le connessioni fra percezione di giustizia a scuola, identificazione al gruppo classe e motivazione ad apprendere; iii) esplorare le relazioni fra sentimento di giustizia a scuola e tipo di interazione con gli insegnanti. In particolare, per quanto riguarda quest’ultimo punto è stato utilizzato il Questionnaire of Teacher Interaction (QTI) strumento già validato in numerosi paesi europei ed extraeuropei, che consente di individuare una serie di tipologie di comportamento interattivo dell’insegnante in classe sulla base di due dimensioni bipolari: influenza (dominanza-sottomissione) e prossimità (cooperazione-opposizione).
I primi risultati mostrano nuovamente l’esistenza del divario fra ideale di giustizia e percezione di giustizia in classe, insieme alla connessione con importanti aspetti della vita scolastica come la motivazione all’apprendimento e il legame identificatorio con il gruppo classe. Quanto al QTI è da osservare come le pratiche interattive dell’insegnante (e in particolare alcune caratteristiche “calde” come amichevolezza e comprensione) siano collegate alla percezione di giustizia da parte degli allievi. Emergono, inoltre, differenze fra i due ordini di scuola considerati, probabilmente in funzione dei rispettivi sistemi valoriali e normativi.
Questa ricerca, come la precedente, ci sembra uno spunto interessante per riflettere sui legami fra sistemi rappresentazionali “astratti” (ideali di giustizia a scuola), confronto con l’esperienza (le percezioni di giustizia e degli stili interattivi degli insegnanti) e aspetti della vita a scuola (motivazione, identificazione col gruppo classe). Tali legami ci sembrano coerenti al paradigma delle R.S., che ha fin dalle origini sostenuto l’importanza del legame fra rappresentazioni e pratiche
Vicini-lontani dagli altri: Quali connessioni con le rappresentazioni di pulizia?
This study analyses the representations of clean/dirty and pure/impure. The first part of the article provides a concise review of how these topics were considered in psychology and other disciplines. The research, carried out on 251 university students, aims to investigate the connections between representations of cleanliness, relational styles (i.e. adult attachment) and prejudicial attitudes in the relationship with others (i.e. subtle and blatant prejudice, ethnocentrism). The main results show a connection between these constructs. In particular, the representations of clean and dirty appear to be more involved than relational styles in the process of distance-taking from others, of which prejudicial attitudes and ethnocentrism are evident expressions
La prospettiva temporale in adolescenza fra percorso individuale e responsabilità sociale
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