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    Gli usi civici e la tutela del paesaggio

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    La recente legge n. 168 del 2017, sui domini collettivi, ribadisce il vincolo paesaggistico ex lege sulle aree gravate da usi civici. La relazione esamina la ratio sottesa alla previsione del vincolo a partire dalla legge Galasso del 1985 ed approfondisce le conseguenze del vincolo in ordine alla competenza legislativa in tema di tutela dei beni di uso civico in quanto beni paesaggistici e in ordine alle competenze amministrative, alla luce dei chiarimenti forniti dalle sentenze della Corte costituzionale nn. 210/2014 e 103/2017

    Codice dei beni culturali e del paesaggio

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    Il volume raccoglie i contributi di Autori vari di commento ed approfondimento della disciplina recata dal Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al d.lgs. n. 42/200

    Rilevanza degli usi civici nella circolazione degli immobili

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    Con l’espressione “usi civici” si fa riferimento ad una categoria eterogenea di diritti di godimento, risalenti storicamente soprattutto all’ordinamento feudale, su beni propri o altrui di cui è titolare una determinata collettività. Il risalente tentativo di sistematizzazione, operato dal legislatore italiano con la l. n. 1766/1927 (successivamente integrata dalla l. n. 168/2017), non ha conseguito gli obiettivi sperati ed ha fatto emergere diverse criticità, con specifico riferimento alla natura giuridica da riconoscere agli usi civici ed alla loro rilevanza nella circolazione dei beni immobili. Il presente contributo, nell’esaminare il delicato tema dell’incertezza circa le modalità di accertamento dell’esistenza di usi civici su un terreno, nonchè gli effetti derivanti dalla loro assimilazione ai beni paesaggistici, effettua una analisi critica della disciplina della circolazione delle aree gravate da uso civico, distinguendo tra le fattispecie di invalidità (nullità) e di validità dei relativi atti di trasferimento. Specifica attenzione, infine, è dedicata al ruolo del notaio ed ai profili di responsabilità professionale nei quali questi può incorrere a fronte della situazione di grave incertezza che ancora contraddistingue la disciplina dei diritti di uso civico.The expression “rights of commons” refers to a heterogeneous category of rights on own or other people's assets, owned by a local community, historically dating back to the feudal order. The attempt to systematize, carried out by the Italian legislator with the l.n. 1766/1927 (successively integrated by the l. n. 168/2017), did not achieve the expected objectives and has brought out several critical issues, with specific reference to the rights of commons legal nature and to their relevance in the real estate legal circulation. This paper starts examining the delicate issue of uncertainty about the methods of ascertaining if a land is burdened with rights of commons, along with the effects deriving from their assimilation to landscape assets. The main goal of this research is to carry out a critical analysis of legal circulation rules, distinguishing between the hypothesis of invalidity (nullity) and validity of the relative conveyance deeds. Finally, specific attention is dedicated to the role of the notary and to the professional responsibility in which the latter may incur, as result of the situation of serious uncertainty that still characterizes the rights of commons regulation

    Assetti fondiari alternativi. Un altro modo di possedere?

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    Il volume raccoglie gli atti del Convegno dall'omonimo titolo svoltosi a Napoli il 13 febbraio 2018 e nel corso del quale, con approccio interdisciplinare, sono stati trattati, anche alla luce della recente legge n. 168 del 2017, alcuni dei profili di maggiore interesse dei domini collettivi connessi alla loro rilevanza paesaggistica, sociale ed economica

    Domini collettivi e comunità locali. Le relazioni tra istituzioni endogene e distribuzione del potere nell’Italia meridionale (secoli XVI-XIX).

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    La portata innovativa delle recenti norme in materia di domini collettivi (20 novembre 2017, n. 168) è stata sottolineata in numerose occasioni di incontro scientifico. Esse rappresentano un decisivo giro di boa rispetto alle direttive in auge nei secoli scorsi e fino ai giorni nostri. Dall'età napoleonica in avanti infatti era stata privilegiata la valorizzazione della proprietà individuale, piena ed assoluta ritenuta fattore di investimento, innovazione e progresso. Guardare più da vicino le istituzioni di autogoverno locale consente di evidenziare come la gestione regolamentata dei commons abbia agito in modo efficace nel prevenire fenomeni di sfruttamento e nel favorire la sostenibilità nel tempo. Tenendo conto dei risultati della letteratura internazionale sia in campo economico sia in campo giuridico sul tema si è focalizzata l'attenzione sull’Italia meridionale, un utile osservatorio per la disamina delle risorse collettive in una prospettiva storica. In questa sede si è data particolare enfasi al ruolo delle municipalità (universitates), alle regole e agli strumenti regolatori (statuti e capitoli), nonché agli istituti preposti a farle applicare (Bagliva)

    PRIME NOTAZIONI CRITICHE, IN ITINERE, SULLA LEGGE N. 168 DEL 2017 SUI DOMINI COLLETTIVI

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    Analisi delle novità della legge n. 168 del 201
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