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Giuseppe Dematteis. Un geógrafo crítico y civil
Giuseppe Dematteis es uno de los geógrafos
más originales del último cuarto de siglo xx e
inicios de siglo XXI. Original por su aportación
teórica y metodológica que, sin estar
desconectada de las grandes corrientes de
pensamiento, constituye una reflexión a
veces rompedora, a veces anticipatoria de
debates sobre la naturaleza del espacio, la
significación del territorio y la función de la
geografía. Original, también, porque esta
aportación no la entiende, como sucede a
menudo, como una práctica alejada de la
realidad socio espacial en la que vive sino, al
contrario, como una condición para el
empeño civil de la geografía.Una geografía
útil, comprometida con la revelación de
futuros posibles, y mejores, para la
humanidad —y para los seres no humanos—.
Y para ello, una disciplina también útil,
abierta y comprometida con otros campos de
la ciencia
Revisione dell'edizione italiana del volume di Alyson L. Greiner "Visualizing Human Geography" . Curatori dell'edizione italiana "Geografia umana. Un approccio visuale", proff. Giuseppe Dematteis, Carla Lanza - Utet Università
Analisi dettagliata del volume e risposta ad articolato questionario della casa editrice. Curatori dell'edizione italiana "Geografia umana. Un approccio visuale", proff. Giuseppe Dematteis, Carla Lanza - Utet Universita
Un’altra geografia è possibile. Annotazioni sparse a partire da Geografia come immaginazione di Giuseppe Dematteis
In un suo celebre saggio, pubblicato nel 1992, Stuart Hall proponeva di immaginare il lavoro teorico come una “lotta con gli angeli”. Raccontando del suo incontro da lettore con Althusser, scriveva: “La sola teoria che abbia valore è quella con cui si deve combattere, non quella di cui si parla in modo disinvolto” (Hall, 2006, p. 289). I libri – o, meglio, le letture – per cui vale la pena hanno in sé la
capacità di interrogarci, di disturbarci, di manomettere i nostri sistemi di teorie, rappresentazioni, immaginazioni. È quel che da sempre mi accade con gli scritti di Giuseppe Dematteis ed è anche dentro e attraverso queste lotte che si è costruito il mio modo di fare geografia e di stare nella geografia.
L'articolo contribuisce al dibattito, costruendo un percorso evolutivo ed estraendo alcuni elementi chiave dal pensiero del Geografo
La geografia metaforica e l'oscurità naturale delle cose
Nel saggio si ripercorre il cammino della geografia italiana nell’ultimo quarto di secolo, cioè a partire dalla pubblicazione nel 1985 de Le metafore della terra di Giuseppe Dematteis. In tale arco di tempo una tradizione di studi con un forte impianto umanistico si è misurata con le questioni epistemologiche e metodologiche poste in ambito internazionale dal contemporaneo dibattito sulla sulla crisi della modernità. Tutto ciò è avvenuto in Italia, attraverso la mediazione della metafora euristica di Giuseppe Dematteis (1985, 1995), della critica della ragione cartografica di Franco Farinelli (1992, 2003) e delle riflessioni sui limiti della rappresentazione (Mondada e altri, 1992; Farinelli e altri, 1994). Ma soprattutto attraverso il continuo confronto con la società italiana, interrogata attraverso importanti esperienze di ricerca sul campo. Più generazioni di geografi italiani hanno, infatti, appreso a praticare l’arte del sopralluogo in appassionanti campagne di ricerca sul terreno guidate da Giuseppe Dematteis e altri maestri della ricerca geografica: dalla partecipazione all’inizio degli anni Ottanta alla esperienza di ricerca del GRAM (Gruppo di ricerca sulla Rivalorizzazione delle Aree Marginali, coordinato dallo stesso Giuseppe Dematteis) alle più recenti esperienze maturate nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca dal titolo “I sistemi locali nei processi di sviluppo territoriale (SLoT)” coordinato dallo stesso Giuseppe Dematteis e cofinanziato dal MIUR per il biennio 2000–2001
Un forum su Giuseppe Dematteis e Geografia come immaginazione. Tra piacere della scoperta e ricerca di futuri possibili (2021)
In occasione della pubblicazione del volume di Giuseppe Dematteis La geografia come immaginazione. Tra piacere della scoperta e ricerca di futuri possibili (Donzelli, 2021), la Rivista ha deciso di ospitare un forum di approfondimento invitando studiose e studiosi di diversa estrazione a riflettere sui contenuti del libro e sull’itinerario personale dell’autore. Il volume raccoglie alcuni articoli di Dematteis, pubblicati tra il 1986 e il 2009, sull’ambiguità della geografia come sguardo in parte scientifico e in parte poetico, conoscenza di ciò che è e immaginazione di ciò che potrebbe essere, disciplina al tempo stesso moderna, pre-moderna e post-moderna, invitando a leggere la terra come un insieme di relazioni. Queste riflessioni interrogano la natura stessa del sapere geografico e chiamano in causa questioni relative al posizionamento e alla ‘utilità’ della disciplina nel dibattito scientifico e pubblico. L’occasione è stata inoltre ritenuta utile per riflettere su come è cambiata la geografia italiana in questi anni, dal punto di vista del percorso di ricerca di uno dei suoi massimi esponenti, il quale ha dedicato a questi temi pagine straordinarie sulle quali si sono formate generazioni di studiosi, geografi e non. Partire, quindi, da ciò che la geografia è, per provare a immaginare quello che potrebbe, dovrebbe o vorrebbe essere
Le Stagioni: rivista trimestrale di varietà economica, A. 03 (1964), n. 3 (estate)
- Sommario #4- Risposte di un imprenditore sugli imprenditori, Lorenzo Valerio Bona #5- La vita e la geografia, Giuseppe Dematteis #13- Invito al collezionismo. Le miniature, Pietro Lemina #18- Con Riccardo Gualino, Ermanno Gurgo Salice #25- Antologia classica. La giustizia sociale, Pasquale Jannaccone #27- Lo sviluppo economico e la storia, Mario Abrate #30- A tu per tu nell’università, Mario Longo #35- Torino-Ciak, Enrico Gianeri #38- La logica matematica, Corrado Mangione #47- Economia del Polo Sud, Silvano Maletto #51- I dilettanti dell’economia. George Bataille, Ser. #54- Consigli agli accaldati #5
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Le Stagioni: rivista trimestrale di varietà economica, A. 03 (1964), n. 2 (primavera)
- Sommario #4- La statistica aziendale, Marcello Boldrini #5- Nuove prospettive per il porto di Genova, Giuseppe Costa #8- Antologia classica. Concorrenza e monopolio, Joseph Schumpeter #13- Anziani ed Amici degli Anziani nel «San Paolo» #16- Paesaggi industriali, Mario Lisa #25- Come si visita una azienda, Paolo Ragazzi #27- La storia e le parole #33- Il futurismo o l’arte della meccanizzazione, Enrico Gianeri #37- La geografia e la società, Giuseppe Dematteis #43- Omaggio alla sintesi. Storia delle teorie economiche #49- Leopardi attivista?, Marco Martinez #51- Invito al collezionismo. I libri, Giulio Rizona #55- Lettere della primavera. Musica che accompagna, Mario Longo #57- Lettere della primavera. Proposte per un nuovo testo scolastico, Ser. #60- Lettere della primavera. Diario in biblioteca, Il Bibliotecario #62- Lettere della primavera. Manzoni agricoltore #6
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