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    Scuola secondaria e superiore- Position Paper di Merita

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    Se il divario economico tra Mezzogiorno e Centro-Nord è senz’altro un motivo di preoccupazione, per quanto la diseguaglianza territoriale italiana non sia significativamente diversa da quella dei principali grandi Paesi europei, il divario in termini di istruzione, in particolare negli ordini d’istruzione secondaria e tecnica, è un macigno sulle prospettive future dell’area svantaggiata del Paese. Tuttavia, la sua dimensione e la sua evoluzione, e quindi le ricette necessarie, non sono pienamente comprese

    Can Price Regulation Increase Cost-Efficiency?

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    This paper examines the possibility that price regulation increases a monopolist’s costefficiency. When the firm’s choice of cost-reducing effort depends on the output supplied, a binding price-cap, by compelling the monopolist to produce more, results in lower costs. On the basis of a two-period asymmetric information model, the paper demonstrates that price regulation increases efficiency when the elasticity of demand is sufficiently low, even assuming very conservative preferences of the regulator and asymmetric information. Moreover, contrary to previous findings and conventional wisdom, we find that a periodical rate base review may increase productive efficiency through the positive effect on future cost-reducing effort, counterbalancing its well known adverse effect on the current level of effort

    Optimal price-cap reviews

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    This paper demonstrates, in a dynamic model of monopoly regulation with price-cap, that a periodic price review may increase productive efficiency. When the firm’s choice of cost-reducing effort depends on the volume of output supplied, a periodic revision allows the regulator to set more binding prices, thus inducing the monopolist to exert more cost-reducing effort in the future. In a continuous-time setting we establish the conditions under which, within a given concession period, a single full rate base review improves cost-efficiency, and by this route, we also establish the optimal number of reviews. This number depends on the length of the concession period in relation to the slope of the demand function and the intensity of the disutility of effort. Our results add both a theoretical argument in favour of the practice of periodic reviews in price-cap regulation and provide regulators with a basis for the calculation of the optimal regulatory lag

    Logistica e mobilità sostenibile- Position paper di Merita

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    Lo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti per la mobilità delle persone e la movimentazione delle merci, contribuisce in maniera sostanziale alla Coesione del nostro Paese: il divario tra il Nord e il Sud è, in entrambi i casi, tanto clamoroso che il PNRR destina alla voce «Infrastrutture e Trasporti» ben più della quota generale del 40 per cento dei fondi che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alloca al Mezzogiorno. Questa strategia si sviluppa coerentemente con gli orientamenti della transizione ecologica verso obiettivi di mobilità e logistica sostenibile

    Strumenti di finanza alternativa per il Mezzogiorno

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    finanziamento dell’innovazione e della crescita delle imprese dinamiche avviene tipicamente attraverso intermediari specializzati nel comparto del private equity. L’assenza o la rarefazione di questi intermediari può essere un significativo freno allo sviluppo di imprese innovative. L’Italia vede una presenza minore di questi intermediari e comunque investimenti meno consistenti. Il Mezzogiorno in questo quadro presenta una situazione di sostanziale assenza di intermediari e investimenti debolissimi, molto inferiori al proprio peso economico. Gli interventi di policy hanno puntato inizialmente a finanziare venture capital attraverso l’affidamento a gara di fondi pubblici (Fondo Ht) determinando tempi di intervento biblici (8 anni). Un tentativo recente di costituire un fondo consistente (150 milioni) di private equity per il Mezzogiorno, il Fondo imprese Sud, ha determinato potenziali investimenti a un solo anno dall’istituzione in Legge di bilancio 2018. Questa esperienza prosegue a seguito di un’operazione di accorpamento e ridefinizione del sistema dei fondi pubblici e quasi pubblici in capo a Cassa depositi e prestiti (Cdp) in corso, ma con una ridefinizione della sua missione. La riorganizzazione può avere effetti di razionalizzazione dei fondi e indica un impegno importante di Cdp per la crescita del sistema delle imprese reali, ma presenta anche alcuni rischi. Da un lato come in tutte le riorganizzazioni, le necessarie procedure amministrative e le ancor più difficoltose riorganizzazioni societarie successive hanno ritardato l’uso dei fondi. La missione sarebbe modificata dalla crescita d’impresa, un’auQuesto capitolo è di Giuseppe Coco. Copyright © 2020 by Società editrice il Mulino 302 tentica emergenza per il Mezzogiorno, al finanziamento delle imprese innovative, con un’enfasi maggiore sulle startup. In ogni caso l’operazione potrebbe presentare un valore aggiunto per il Mezzogiorno se ai fondi pubblici si aggiungessero risorse di Cdp, come annunciato. La bozza di Legge di bilancio per il 2020 opportunamente ripristina il Fondo per la crescita delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno con una dotazione aumentata e modalità d’uso probabilmente semplificate

    The poor are twice cursed: Wealth inequality and inefficient credit market

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    This paper investigates the role of unobservable wealth differences on credit market equilibrium, given there is also asymmetric information concerning effort preferences and choices. In equilibrium, poor but able entrepreneurs may subsidise the rich and incompetent or be excluded. As a result, investment may exceed or fall short of the optimal level. Low inequality may deliver conditions for perfect screening and an efficient level of investment. The equilibrium with cross subsidisation is consistent with otherwise puzzling empirical observations

    Una questione nazionale. Il Mezzogiorno da «problema» a «opportunità»

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    A distanza di più di 150 anni dall’Unità d’Italia, la questione meridionale resta questione non risolta e determinante della tenuta sociale e istituzionale del Paese. Sebbene tuttora in ritardo dal punto di vista economico e industriale, il Mezzogiorno è tutt’altro che fermo e presenta importanti potenzialità, come ha dimostrato nel triennio 2015-17: nonostante fosse stato colpito dalle conseguenze della crisi del 2008 in maniera più dura del Centro-Nord, è stato in grado in quegli anni di agganciare la pur limitata ripresa del nostro Paese in tutte le variabili rilevanti, in particolare PIL, occupazione, investimenti ed esportazioni. Il gruppo di studio di Astrid sul tema ha affrontato la questione meridionale da tre punti di vista, distinti ma fortemente interrelati: il tessuto produttivo e le politiche per lo sviluppo; il divario nei servizi, nelle infrastrutture e nelle condizioni di vita; la tenuta della qualità istituzionale. Ne è nato un volume frutto di riflessioni corali e coordinate sui principali problemi del Mezzogiorno d’Italia. L’esplosione della crisi conseguente all’emergenza sanitaria non cambia i problemi ma rende più urgenti e indifferibili le politiche necessarie ad affrontarli. L’ispirazione di questo lavoro è «risorgimentale», essendo convinzione degli autori che la questione meridionale sia questione nazionale e che sia specifica responsabilità dello Stato affrontarla. Solo nell’appartenenza alla collettività nazionale con i propri diritti e doveri si può porre la questione dell’intervento per ridurre e alla fine chiudere il divario. Il recupero del Secondo dopoguerra è avvenuto in maniera integrata col processo di unificazione reale del Paese, con la sua industrializzazione e infrastrutturazione, con le grandi reti di trasporto e di energia e con la promozione di standard uniformi nella scuola e nei servizi. Senza vagheggiare impossibili ritorni al passato, la tesi centrale è che sia arrivato il momento di enfatizzare maggiormente il senso dell’appartenenza alla comunità nazionale, che così limpidamente si è manifestato durante l’emergenza sanitaria

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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