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Alcune proposte di aggiornamento della normativa italiana. Elementi di fattibilità tecnica
Percorsi pedonali
La sicurezza stradale è un tema che, per la sua drammaticità e per le rilevanti implicazioni economiche e sociali, negli ultimi anni del secolo scorso è stato posto con forza dalla Comunità europea all'attenzione degli Stati membri. L'azione politica ha avuto effetti molto positivi e, a partire dal primo decennio degli anni duemila, la Comunità ha assistito ad una significativa diminuzione di morti e feriti sulle proprie strade. Per ottenere questo, si è lavorato su più fronti, mettendo in cantiere varie attività che hanno interessato diversi settori, da quello della educazione stradale alla riqualificazione delle infrastrutture, dall'introduzione di leggi e di normative, alla predisposizione di linee guida emanate da enti pubblici e da associazioni sensibili ad una politica della riduzione dei sinistri stradali. Ma ancora non basta.
In questo contesto, si ritiene importante proporre strumenti che riguardino la formazione e l'aggiornamento dei diversi tecnici che operano nel settore della mobilità, professionisti o dipendenti di enti pubblici gestori delle strade, per creare o consolidare una cultura della sicurezza stradale, soprattutto in ambiente urbano dove, a tutt'oggi, si verifica il 75% degli incidenti.
In continuità con il precedente volume sulla “Mobilità ciclistica” e con la tematica della collana diretta dal prof. Roberto Busi “Tecniche per la sicurezza in ambiente urbano”, si è proposto questo volume riguardante specificatamente il tema della sicurezza dei pedoni.
Si è ritenuto opportuno dare un taglio manualistico a questo volume, per consentire applicazioni immediate, comunque pervaso da un generale approccio critico, quale stimolo tecnico per una visione di sistema delle opere di ingegneria e di architettura, dove la persona e il movimento non motorizzato rientrino al centro dello spazio urbano.
Si auspica che quanto proposto sia di aiuto ai giovani progettisti, di stimolo per i più esperti e di supporto per tutti i tecnici che operano nel settore dei trasporti, delle infrastrutture viarie, della pianificazione urbanistica, in particolare negli enti pubblici
Mobilità ciclistica e sicurezza
Anche in Italia, come in molti altri Paesi UE, si registra un buon incremento dell’uso della bicicletta cui non corrisponde purtroppo quello delle relative infrastrutture (piste ciclabili). Quando ciò avviene, spesso la loro progettazione non è pianificata correttamente oppure gli itinerari hanno un dimensionamento inadeguato.
L’aumento di questa tipologia di utenti deboli ha portato purtroppo ad un incremento dell’incidentalità, in controtendenza con ciò che avviene con gli altri mezzi di trasporto.
Le cause di ciò sono molteplici e non possono essere ricondotte solo alla non conoscenza o al mancato rispetto delle regole da parte del ciclista o alla scarsa qualità degli spazi stradali dedicati alla circolazione delle biciclette: manca anche una normativa nazionale aggiornata che indirizzi gli enti locali in relazione alla propria competenza.
L’attualità del tema della mobilità ciclistica è confermata dalla legge 28/12/2015 n. 208 (legge di stabilità 2016), che prevede lo stanziamento di appositi “fondi per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, ..., nonché per la progettazione e la realizzazione di ciclostazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina”. Sembrerebbe quindi il momento opportuno per le amministrazioni pubbliche locali, aiutate da finanziamenti governativi, di progettare e realizzare interventi infrastrutturali per migliorare la qualità della mobilità ciclistica.
Questa pubblicazione si propone di costituire:
• un aiuto ai tecnici che operano nel settore, in particolare nei Comuni, per la realizzazione di percorsi ciclabili sicuri, in accordo con la normativa vigente;
• uno stimolo ai soggetti pubblici, deputati a disciplinare la materia, ad aggiornare le regole attuali, prendendo spunto anche dalle normative di altri Paesi europei. Per parte nostra assicuriamo una nuova tempestiva edizione di questa pubblicazione qualora ciò avvenisse
Linee guida per la redazione del regolamento viario urbano. Mobilità non motorizzata e trasporto pubblico collettivo
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