1,721,038 research outputs found

    Per Giulio Angioni: La parola, la mano, il cuore

    Full text link
    In memory of Giulio Angioni (1939-2017).Ricordo di Giulio Angioni (1939-2017)

    L’incorporazione dei saperi tecnici nella ricerca antropologica di Giulio Angioni. Alcune note introduttive

    No full text
    Il saggio si propone di indagare sulle ragioni della centralità della cultura materiale contadina nel percorso di Giulio Angioni, per aiutare a comprendere meglio il profilo complessivo del suo percorso intellettuale e a tentare di legare in un unico quadro sia gli esiti della sua opera di antropologo, marcata da un’opzione materialista, storica e dialettica, sia il senso della sua ricerca etnografica principale sul mondo contadino campidanese e sulle conseguenze del suo mutamento, sia, infine, la sua vicenda di narratore, che in questo saggio è intesa in una logica di stretta continuità e implicazione dialogica col resto della sua scrittura

    Procedure Dub. Note etnografiche su La visita di Giulio Angioni e oltre

    No full text
    Il capitolo esplora l'intersezione tra le opere antropologiche e letterarie di Giulio Angioni, utilizzando l'opera "La visita" come punto focale. Il capitolo esamina l'originale fusione di ricerca scientifica e narrazione in Angioni, evidenziando come "La visita", un'opera teatrale su uno studente che intervista un anziano contadino sardo, illustri le riflessioni più ampie di Angioni sulla vita rurale, la memoria e l'identità della Sardegna. Il saggio sottolinea i parallelismi tra il lavoro sul campo di Angioni e le sue opere narrative, mostrando come abbia unito esperienze etnografiche della vita reale con elementi di finzione per far luce sulla cultura sarda. Il capitolo propone il concetto di "procedure dub" per leggere lo stile narrativo di Giulio Angioni, in cui i frammenti vengono rimescolati e reinterpretati, arricchendo sia lo scrivere antropologico che l'abilità narrativa. In definitiva, il saggio esplora i confini fluidi tra finzione ed etnografia nell'opera di Angioni, sottolineando il suo contributo duraturo a entrambi i campi.The chapter explores the intersection between Giulio Angioni's anthropological and literary works, using the work "La visits" as a focal point. The chapter examines Angioni's unique blending of scientific research with storytelling, highlighting how "La visits"—a stage play about a student interviewing an elderly Sardinian farmer—illustrates Angioni's broader reflections on Sardinian rural life, memory, and identity. The essay underscores the parallels between Angioni's fieldwork and his narratives, showing how he merged real-life ethnographic experiences with fictional elements to shed light on Sardinian culture. The chapter proposes the concept of "dub procedures" to read the storytelling style of Giulio Angioni, where fragments are re-mixed and reinterpreted, enriching both anthropological insight and narrative craft. Ultimately, the essay explores the fluid boundaries between fiction and ethnography in Angioni's work, emphasizing his lasting contribution to both fields

    Giulio Angioni

    No full text
    Giulio Angioni (Guasila, 8/10/1939 - Cagliari 12/1/2017) è stato un antropologo allievo di Alberto Mario Cirese e di Ernesto de Martino. Ha insegnato all'Università di Cagliari e in numerose istituzioni accademiche estere, ha svolto ricerche di carattere empirico e di taglio teorico e si è caratterizzato nel contesto intellettuale italiano anche per la sua impegnata e prolungata attività di autore di testi narrativi, che ha accompagnato fin quasi dall'inizio della sua carriera scientifica la copiosa produzione saggistica

    Una vita due volte vissuta. Giulio Angioni scrittore e antropologo

    No full text
    Questo volume, nato dalla collaborazione fra il Centre de Recherches Italiennes (CRIX) dell'Università Paris-Nanterre e del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell'Università degli Studi di Cagliari, raccoglie i contributi di diversi studiosi dei due atenei che hanno voluto offrire in omaggio e in memoria di Giulio Angioni (1939-2017). Tali contributi propongono sia analisi dettagliate e originali dell'opera di Giulio Angioni, nella sua duplice veste di scrittore e antropologo, sia approfondimenti relativi alle peculiarità della sua produzione letteraria e saggistica

    Scrivere sul crinale. Etnografia, narrativa e riflessività nella ricerca di Giulio Angioni

    No full text
    La singolare esperienza intellettuale di Giulio Angioni ha associato una rigorosa scrittura etnografica su temi come il lavoro agricolo tradizionale, i saperi incorporati e le forme contemporanee delle identità culturali nelle società di massa, con una narrativa memoriale e totalmente inserita nell'universo dei movimenti, delle migrazioni e dei contatti culturali. Il saggio tenta di isolare a alcuni tratti di una tendenza riflessiva che in Angioni fa entrare in risonanza i due livelli della sua esperienza intellettuale.Giulio Angioni's singular intellectual experience has associated rigorous ethnographic writing on topics such as traditional agricultural labor, embedded knowledge and contemporary forms of cultural identities in mass societies, with a memorial narrative that is totally embedded in the universe of movements, migrations and cultural contacts. The essay attempts to isolate to some traits of a reflexive tendency that in Angioni makes the two levels of his intellectual experience resonate

    Giulio Angioni, Fare, dire, sentire: L’identico e il diverso nelle culture, Nuoro, Il Maestrale, 2012, pp. 400

    Full text link
    Book review of Giulio Angioni, Fare, dire, sentire: L’identico e il diverso nelle culture, Nuoro, Il Maestrale, 2012, pp. 400.Recensione di Giulio Angioni, Fare, dire, sentire: L’identico e il diverso nelle culture, Nuoro, Il Maestrale, 2012, pp. 400

    Raccontare fra terra e mare. Una lettura di "Sulla faccia della terra" di Giulio Angioni

    No full text
    International audienceQuesto articolo propone un'analisi letteraria e stilistica dell'ultimo romanzo dello scrittore e antropologo Giulio Angioni (1939-2017

    La metafisica dello sprofondo nella narrativa di Giulio Angioni

    No full text
    Il lavoro esplora alcuni elementi paesaggistici nella produzione narrativa di Giulio Angioni. In particolare, lo studio intende valorizzare la dimensione dello “sprofondo”, variamente declinato, come cifra peculiare della percezione e rappresentazione del paesaggio, nella sua stratificazione storicoculturale, onirica ed etimologica. Infatti, dall’analisi dei testi narrativi di Angioni pare affiorare una tensione “speleologica” ne «le molte età perdute a strati sotto i piedi», che permangono in un dialogo serrato, anche drammatico, con il presente.The work explores some landscape elements in the narrative production of Giulio Angioni. In particular, the study aims to enhance the dimension of “sprofondo”, variously declined, as a peculiar figure of the perception and representation of the landscape, in its historical-cultural, oneiric and etymological stratification. In fact, from the analysis of the narrative texts of Angioni seems to emerge a “speleological” tension in ‘the many ages lost in layers underfoot’, which remain in a close dialogue, even dramatic, with the present

    Tra il dire e il fare c'è di mezzo il sentire: le emozioni nella letteratura e nell’etnografia di Giulio Angioni

    No full text
    In questo scritto mi propongo di indagare sul rapporto tra la saggistica antropologica e la scrittura letteraria, prendendo spunto dalla figura di Giulio Angioni, uno fra i primi in Italia ad aver affiancato ai testi antropologici la scrittura di racconti, romanzi e poesie. La sua produzione scientifica, cominciata nella seconda metà degli anni Sessanta, assorbe l’impegno dell’autore sino alla fine degli anni Ottanta, quando la letteratura diviene il suo principale mezzo espressivo e riflessivo. Il campo letterario sembra raccogliere e rilanciare non solo le conoscenze antropologiche e la riflessione teorica dell’autore, ma anche alcuni atteggiamenti e approcci che si sono rivelati particolarmente produttivi nell’esperienza etnografica, quali la sensibilità, le emozioni, i sentimenti, l’empatia, tradizionalmente esclusi sino ad allora dalla cassetta degli attrezzi del metodo antropologico, almeno in Italia. Angioni, che in virtù di tale postura era riuscito a documentare efficacemente le autorappresentazioni, gli stili di vita e il lavoro delle genti delle aree rurali sarde, a un certo punto pare avere l’esigenza di andare oltre la sistematizzazione descrittiva e di proiettare tali esperienze collettive in traiettorie più specifiche, in storie paradossalmente più “vere”. L’orizzonte delle storie letterarie, infatti, pur garantito da uno sfondo antropologico, permette l’emergere non solo di voci, corpi e sentimenti, ma anche di quei fenomeni che difficilmente trovano spazio nell’ordine delle rappresentazioni etnografiche: le incoerenze le provvisorietà, le contraddizioni, le incertezze, i ripensamenti.The objective of this paper is to examine the interrelationship between anthropological essays and literary writing, with Giulio Angioni, one of the pioneering figures in Italy who integrated anthropological texts with the composition of short stories, novels, and poems, serving as a point of reference. His scientific production, which began in the second half of the 1960s, absorbed the author's commitment until the end of the 1980s, when literature became his main means of expression and reflection. The literary field seems to collect and revive not only the author's anthropological knowledge and theoretical reflection, but also certain attitudes and approaches that have proved particularly productive in the ethnographic experience, such as sensitivity, emotions, feelings, empathy, traditionally excluded until then from the toolbox of the anthropological method, at least in Italy. Angioni, who, thanks to this attitude, had succeeded in effectively documenting the self-representations, lifestyles and work of the people of rural Sardinia, seemed at a certain point to need to go beyond descriptive systematisation and project these collective experiences into more specific trajectories, paradoxically into more 'true' stories. The horizon of literary histories, in fact, while guaranteed by an anthropological background, allows the emergence not only of voices, bodies and feelings, but also of those phenomena that hardly find space in the order of ethnographic representations: the inconsistencies, the provisionalities, the contradictions, the uncertainties, the afterthoughts
    corecore