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    Le città come fucine culturali. Per una lettura critica delle politiche di rigenerazione urbana

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    Il contributo esamina il ruolo della cultura nei processi di rigenerazione urbana, soffermandosi su come le città, investendo sulla cultura come asset e come settore strategico, possono divenire delle vere e proprie fucine culturali, creando i presupposti per lo sviluppo di altri settori produttivi e della città nel suo complesso

    Bari: tra mare e terra. La proiezione competitiva del capoluogo pugliese

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    Bari: tra mare e terra. La proiezione competitiva del capoluogo pugliese. Il contributo si propone di fornire un’analisi delle caratteristiche strutturali e delle tendenze evolutive della città di Bari e del suo intorno metropolitano al fine di individuarne le traiettorie di sviluppo e valutarne la proiezione competitiva nel più ampio scenario euro-mediterreneo. A tal fine sono stati analizzati i settori strategici di sviluppo in grado di promuovere la rinascita funzionale e culturale della città e dell’area metropolitana che ne costituisce il suo intorno geografico: Logistica, Cultura, Industria, Ricerca, Servizi, Turismo. Lo sviluppo di Bari e della sua area metropolitana è legato alla possibilità di realizzare un modello di sviluppo che integri questi diversi settori, sfruttandone i legami sinergici ed interattivi. Dallo studio condotto emerge come la possibilità che questa prospettiva si concretizzi sia strettamente connessa ai processi di integrazione euro-mediterranea e alla stessa capacità della città di assumere un ruolo centrale nelle dinamiche di sviluppo delle regione “adriatico-ionica”. Bari deve dunque puntare sulla creazione di un sistema logistico integrato, supportato da un tessuto economico-produttivo coerente ed innovativo, ma deve anche potersi proporre come centro di convergenza ed irradiazione della cultura e della creatività. Il processo di integrazione di queste differenti componenti è realizzabile solo attraverso innovativi ed efficaci modelli di governance che siano espressione di progettualità territoriali volte a migliorarne il posizionamento competitivo senza tralasciare la soluzione di quelle problematiche sociali e ambientali che ne hanno sin qui inibito lo sviluppo e che rischiano di comprometterne la proiezione competitiva

    Agriturismo e politiche di sviluppo rurale in Italia: effetti nelle zone rurali e svantaggiate

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    In Europa l’impegno politico a favore delle zone rurali ha portato ad una sostanziale riforma del settore agricolo a partire dal ciclo di programmazione economica 2000- 2006. Uno dei fattori di innovazione introdotti è rappresentato dalla promozione di attività produttive diversificate al fine di sostenere lo sviluppo dell’economia rurale. In sintonia con gli indirizzi europei, in Italia la legge 228/2001 ha introdotto la disciplina delle aziende agricole multifunzionali e, in questo ambito, la nozione di agriturismo. L’agriturismo è concepito come strumento per la promozione delle aree rurali, capace di attivare turismo, creare occupazione e opportunità di reddito per gli imprenditori agricoli. Nel disegno del policy maker è quindi un fattore chiave per favorire l’imprenditoria locale e, più in generale, il rilancio delle aree rurali. La letteratura scientifica ha estesamente affrontato il fenomeno dell’agriturismo focalizzandosi essenzialmente sugli impatti ambientali, paesaggistici e sulle dimensioni dei flussi turistici associati, mentre non sono stati approfonditi gli impatti economici sulle stesse aziende agricole. Questo lavoro si propone di valutare gli effetti generati dalla presenza di attività agrituristiche e dai sussidi pubblici in conto capitale sulle attività economiche delle aziende agricole italiane attraverso un approccio controfattuale. Vengono presentati i risultati di stime differenziate del ruolo svolto dalla Politica Agricola Comune nelle aziende agrituristiche e nelle aziende agricole “convenzionali”. Questo approccio ha permesso di evidenziare il contributo dell’attività agrituristica allo sviluppo dell’occupazione nelle aree rurali. La fonte informativa di riferimento è il database della Rete d’Informazione Contabile Agricola (RICA) da cui abbiamo tratto i dati relativi ai sussidi e ai risultati economici delle aziende agricole. I risultati ottenuti presentano evidenze a favore dell’agriturismo per stimolare l’occupazione rurale

    Vineland Il contributo degli italiani alla costruzione dei paesaggi vitivinicoli americani

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    Il saggio analizza il ruolo degli italiani nella nascita e nello sviluppo della vitivinicoltura nordamericana, analizzando nel contempo la storia dell'emigrazione italiana nel continente nordamericano e i problemi che gli italiani incontrarono nel lungo e complesso processo di integrazione che li ha portati in memo di due secoli a diventare una delle più importanti componenti della società nordamericana

    Le "Cooperative di Comunità", un'opportunità per le aree marginali. I casi di Succiso e Cerreto Alpi nell'Appennino reggiano

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    ItGli ultimi decenni sono stati caratterizzati dall'acuirsi del fenomeno dell'invecchiamento della popolazione, da un lato, e dallo spopolamento delle aree marginali, dall'altro. A ciò si aggiunge la crisi del welfare, per cui è sempre più difficile per i governi centrale e locali trovare le risorse necessarie per fronteggiare questi problemi. Mentre rimane fondamentale che le politiche pubbliche si occupino di aree marginali, è ancora più importante che i cittadini giochino un ruolo attivo nell'implementazione di azioni che contrastino il declino di questi territori. Questo declino ha certamente diverse forme : dal degrado ambientale immediato alla più discreta ma non meno importante amnesia istituzionale, che si percepisce quando un dato territorio sembra essere lasciato indietro. Ma da chi ? Dallo Stato ? dalla società ? Dalle dinamiche dell'economia ortodossa ? Tra le proposte implementate con successo per provare a contrastare tali problematiche, vi sono le cooperative di comunità. Alcuni studiosi specializzati nello studio delle imprese sociali addirittura propongono di renderle un nuovo paradigma di sviluppo sociale ed economico per le aree marginali. Questo lavoro prova ad approfondire certi aspetti di queste realtà, a partire dall'analisi di due casi studio in Emilia-Romagna (Italia)Les dernières décennies ont été marquées par un renforcement des phénomènes de vieillissement de la population d'une part et de dépopulation des zones marginales d'autre part. À cela s'est ajoutée la crise du Welfare qui a conduit l'État et les administrations locales à avoir de plus en plus de difficultés à trouver les ressources nécessaires pour faire face à ces problèmes. S'il reste essentiel que les politiques publiques s'occupent des zones marginales, il devient encore plus important que les citoyens jouent un rôle actif dans l'élaboration d'actions qui s'opposent au déclin de ces territoires. Ce déclin prend bien entendu différentes formes : de l'immédiate dégradation environnementale à la plus discrète mais non moins importante amnésie institutionnelle. On repère d'ailleurs cette dernière lorsqu'un territoire donné semble être laissé-pour-compte, mais de qui? De l'État? De la société? Des dynamiques de l'économie orthodoxe?... Parmi les propositions à ce jour mises en oeuvre avec succès pour tenter de lutter contre ces problèmes, il existe le modèle de la "Coopérative de Communauté". Certains scientifiques spécialisés dans l'étude des entreprises sociales proposent même d'en faire un nouveau paradigme de développement économique et social pour les zones marginales. Ce travail tente d'approfondir certains aspects de l'enjeu de ces réalités, à partir de l'analyse de deux études de cas en Émilie-Romagne (Italie)

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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