10 research outputs found
Giani Stuparich, Diario di prigionia 1916-1918, a cura di Silvia Contarini, Bianca Del Buono, Giulia Perosa
Review of Diary of Imprisonment by Giani Stuparich, edited by Silvia Contarini, Bianca Del Buono, and Giulia Perosa. The text documents the Triestine author’s experience of captivity between 1916 and 1918, following his capture in May 1916 during the Austro-Hungarian Strafexpedition
The Effectiveness of the Buzzy Device in Reducing Pain in Children Undergoing Venipuncture
Objectives: Needle-related procedures are among the most important sources of pain in children in different health care settings. Our study was aimed to evaluate the effectiveness of Buzzy (MMJ Labs, Atlanta, Ga.), a palm-sized bee/ladybug-shaped device combining vibration and cold, as a nonpharmacological strategy to manage needle-related pain in children. Methods: In this single-center, randomized (1:1) controlled open-label study, we enrolled patients aged from 1 month to 18 years who had to undergo a planned outpatient blood sampling in Pisa University Hospital's Department of Pediatrics and randomly allocated them to either the BUZZY group (intervention group) or NO BUZZY group (control group). Pain was estimated using proper pain scales according to age. Results: Between May 2021 and January 2022, 234 children aged 8.8 ± 5.1 years (50.8% girls) were enrolled and 117 were treated with the Buzzy device. In the study population, pain inversely correlated with age (r = -0.52, P < 0.001); the intervention group showed significantly lower pain (2.5 ± 2.4 vs 4.7 ± 2.8, P < 0.001) and no difference was found between boys and girls. Significant reduction in pain scores was confirmed when stratifying children by age (29 days to <3 years, P = 0.002; ≥3 to ≤8 years, P < 0.001; >8 years, P < 0.001). Conclusions: The Buzzy device effectively reduces pain caused by percutaneous antecubital venipuncture in children in different age groups and represents a cheap and easy-to-use strategy to manage routine needle-related procedures
Studio di nuovi meccanismi molecolari responsabili della nefroprotezione del Resveratrolo in vivo e in vitro
RIASSUNTO
Introduzione
L'ischemia renale è l'evento patogenetico più frequentemente coinvolto nell'insufficienza renale acuta sia in reni nativi che trapiantati, in quanto sono molteplici le situazioni cliniche che possono ridurre il flusso ematico renale. La severità del danno dipende dalla durata dell’ischemia, anche se, paradossalmente, è la riperfusione ad essere associata al maggior danno tessutale. Difatti dopo l’ischemia le cellule sono impoverite di energia, ma non si formano radicali tossici perché nei tessuti non c’è ossigeno; viceversa al ripristino della circolazione nel tessuto anossico, vengono generate enormi quantità di radicali tossici. Quando ciò si verifica, i meccanismi di neutralizzazione sono in breve tempo esauriti, per cui la cellula va incontro a danno grave e morte cellulare. Oltre a quanto descritto, è ormai accettato che il danno ossidativo è associato all’attivazione/inibizione di specifiche vie di signaling molecolare e all’espressione od attività di enzimi coinvolti nella regolazione genica come la SIRT-1. E’ a questi eventi che si deve la modulazione del processo infiammatorio, con produzione di citochine, aumento dell’espressione di molecole di adesione e rilascio di chemochine per il reclutamento dei polimorfonucleati circolanti nella sede di riperfusione.
Protocollo Sperimentale
Lo scopo di questo lavoro sperimentale è stato quello di indagare alcuni dei meccanismi molecolari che fanno del Resveratrolo una molecola con molteplici campi di applicazione farmacologica.
La sperimentazione in vitro si è concentrata sulla valutazione dell’espressione di SIRT-1 e sullo studio della modulazione di alcuni segnali molecolari rapidi (ERK ½, AMPK, AKT) e del fattore di trascrizione HIF2α da parte del Resveratrolo, utilizzando la tecnica del Western Blot. Inoltre è stata osservata la risposta allo stimolo di tipo ossidativo indotto dal perossido di idrogeno dopo incubazione con il Resveratrolo, valutata con test del trypan blue, test colorimetrici (XTT) e test fluorimetrici (CytoTox Fluor).
Infine sono stati utilizzati specifici inibitori per i due principali segnali da noi investigati, ERK 1/2 e AMPK, al fine di fare luce sul loro reale coinvolgimento nella modulazione dell’espressione di SIRT1.
Per la sperimentazione in vitro è stata utilizzata una linea cellulare immortalizzata di tubulo prossimale umane (HK-2) mantenuta in RPMI 1640 con soluzione di Streptomicina-Penicellina (1:100) e FBS 10% in condizioni standard (37°C con CO2 al 5% e umidità al 95%).
Gli esperimenti sono stati condotti nella fase di crescita log e le cellule sono state piastrate in piastre multi pozzetto 24h prima di qualsiasi trattamento e tenute in mezzo di coltura con FCS 3% qualche ora prima di procedere con il protocollo sperimentale.
La sperimentazione in vivo è stata condotta in più fasi sperimentali utilizzando un modello animale di Ischemia-Riperfusione (I/R) renale: in un primo momento è stato studiato l’azione nefroprotettiva del resveratrolo somministrato immediatamente prima (1h prima) dell’evento ischemico (40’) a tempi diversi di riperfusione; è stata indagata e discussa la capacità del RSV non solo di proteggere il rene (valutazione morfologico-funzionale), ma anche di modulare gli stessi segnali molecolari attivati durante l’Ischemia e Riperfusione renale. Per una più completa comprensione dei segnali molecolari associati alla somministrazione di RSV, gli animali iniettati col polifenolo sono stati sacrificati a tempistiche diverse.
Infine è stato allestito un ultimo protocollo sperimentale per valutare gli effetti di una somministrazione subacuta di Resveratrolo (15 giorni) sull’espressione tissutale di SIRT-1 dopodiché è stata valutata la variazione di tale proteina e l’azione protettiva della somministrazione prolungata via i.p. del resveratrolo nei confronti del danno da I/R renale.
Conclusioni
I dati dello studio sperimentale in vivo ed in vitro dimostrano che modeste concentrazioni di RSV sono in grado di aumentare l’espressione basale di SIRT-1 nel tessuto renale in seguito dell’attivazione di specifici segnali molecolari, primo tra tutti AMPK. Pertanto, anche se il RSV a concentrazioni micro molari ha una ben documentata azione anti-infiammatoria ed anti-ossidante, l’utilizzo di concentrazioni nano molari di questo polifenolo, grazie alla regolazione di alcune cascate di attivazione molecolare, può determinare un aumento dell’espressione basale di SIRT-1; tale aumento correla con la protezione nei confronti del danno da I|R.
I dati emersi costituiscono un substrato scientifico per ulteriori indagini riguardanti il possibile utilizzo farmacologico dei polifenoli nel trattamento o nella prevenzione di patologie acute e croniche del tessuto renale
Valore predittivo di MNBI nell’individuare pazienti con Esofagite Eosinofila responsivi ad Inibitori di Pompa Protonica: studio prospettico
Background: l’esofagite eosinofila (EoE) è una flogosi cronica antigene-mediata, caratterizzata da un infiltrato eosinofilo (> 15 eosinofili/HPF) a livello esofageo. Le opzioni terapeutiche suggerite dalle linee-guida indicano l’utilizzo come prima linea di inibitori di pompa protonica (PPI) con una percentuale di risposta pari a circa il 50% dei pazienti. Al momento non esistono variabili in grado di predire la risposta a terapia con PPI.
Scopo dello studio: individuare tramite MII-pH un valore di mean nocturnal baseline impedance (MNBI) predittivo di risposta a PPI in pazienti affetti da EoE.
Pazienti e metodi: arruolati 72 pazienti con EoE, di cui vengono registrati: sesso, età, abitudini voluttuarie, BMI e sintomi. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad EGDS, EHMR e a MII-pH per escludere reflusso e calcolare MNBI. Dopo aver effettuato terapia con PPI a dose doppia per 12 settimane, sono stati rivalutati con EGDS e 6 bx esofagee e quindi suddivisi in due sottogruppi: responders (R) e non-responders (NR) sulla base del rilievo di una conta eos/HPF di 15.
Risultati: all’analisi prospettica dei due gruppi non si segnalano differenze significative per: caratteristiche anamnestiche, conta eosinofila/HPF ed EREFS score nel pre-trattamento. Alla rivalutazione post-terapia nei R si registrano riduzione < 15eos/HPF e regressione di EREFS score. Gli esami di fisiopatologia esofagea non mostrano differenze significative tra R e NR, ad eccezione di MNBI (media dei valori di impedenza basale, registrati per periodi di 10 min alle h 1, 2 e 3 di notte, escluse deglutizioni, reflusso e cadute di pH) che presenta a livello di tutti i canali di impedenza un valore medio più basso nei NR rispetto ai R. In dettaglio, i canali di impedenza più prossimali mostrano alla curva ROC una migliore performance diagnostica nell’individuare i valori di MNBI predittivi di risposta a PPI. Questo studio ha fornito un valore cut-off di MNBI: al di sotto di 1757.5 Ohms registrati al canale Z@17, la probabilità di risposta a PPI è più bassa (Sensibilità 65% Specificità 81%).
Conclusioni: Il valore di MNBI si è mostrato un marker interessante per valutare la probabilità di risposta a terapia con PPI nei pazienti affetti da EoE. Anche se la EoE è una malattia rara, sono necessari ulteriori lavori prospettici per confermare il dato evidenziato
Ruolo del Resveratrolo nella protezione del danno renale ischemico: possibile ruolo del BDNF
RIASSUNTO
Introduzione: Il danno ischemico renale rappresenta la causa d’insufficienza renale acuta sia nel rene nativo che in quello trapiantato. Infatti, durante il processo di riperfusione, successivo all’ischemia, si verifica un aumento di radicali liberi dell’ossigeno soprattutto a livello di cellule endoteliali e tubulari che possono portare all’apoptosi o alla morte cellulare. Numerosi studi hanno evidenziato un ruolo fondamentale nella protezione di questo tipo di danno da parte di molecole vasoattive; alcuni composti, come il Resveratrolo, un polifenolo naturale dell’uva, sono efficaci nella protezione del danno da ischemia-riperfusione (IR) grazie all’attività antiossidante ed all’azione NO-mediata. A tale proposito recentemente è stato osservato che le neurotrofine, una famiglia di fattori di crescita, oltre alla ben nota azione neuropoietica, possono promuovere la sopravvivenza delle cellule endoteliali e indurre la neoangiogenesi nei tessuti ischemici.
Scopo della ricerca: Nel nostro studio abbiamo voluto valutare se il danno ischemico a livello renale sia associato ad una variazione dei livelli delle neurotrofine BDNF e se l’azione nefroprotettiva del Resveratrolo possa essere dovuta anche ad una modulazione del BDNF.
Materiali e metodi: Sono stati utilizzati 48 ratti femmine Wistar (Harlan,Italy) adulti sani, con un peso circa gr.140±20 e divisi in due sottogruppi sperimentali: 1) Ischemia-Riperfusione e sacrificio dopo 90min.; 2) Ischemia-Riperfusione e sacrificio dopo 24h. A loro volta sono stati suddivisi in quattro gruppi: 1) Controlli sani (“C”); 2) Controlli trattati con Resveratrolo (“C+RSV”); 3) Ischemia-riperfusione (ISK); 4) Ischemia-riperfusione trattati con Resveratrolo (RSV). Gli animali trattati hanno ricevuto 100µl per 100gr di peso corporeo di Resveratrolo 10µM I.V. 1 ora prima dell’evento ischemico. Dopo anestesia con cloralio idrato, nei ratti ischemizzati è stata isolata e clampata l’arteria renale sinistra per 45 minuti, quindi è stato ristabilito il flusso, gli animali suturati e sacrificati dopo 24 ore o 90min. In questa sede è stato prelevato il plasma ed espiantati i reni di cui una porzione è stata inclusa in formalina neutra tamponata per l’immunoistochimica (TUNEL) e la valutazione istologica mediante colorazione ematossilina-eosina, mentre la restante è stata congelata tramite immersione in azoto liquido e conservata a –80° fino al momento dell’omogenizzazione. In seguito all’omogenizazione i reni insieme ai plasmi sono stati dosati attraverso un dosaggio ELISA per valutare la concentrazione del BDNF.
Risultati: L’analisi istologica evidenzia un danno tubulare esteso nei ratti del gruppo ISK, caratterizzato da un assottigliamento dell’epitelio tubulare e tubulointerstiziale, inoltre è possibile evidenziare una riduzione della cellularità glomerulare e la presenza di aneurismi. Il gruppo trattato con RSV prima dell’ischemia presenta una riduzione del danno ischemico sia a livello glomerulare che tubulare. I dosaggi ELISA effettuati sui campioni di reni ischemici, di reni ischemici con iniezione di Resveratrolo e di reni controllo hanno evidenziato differenti livelli di BDNF; in particolare si osserva una diminuzione significativa dei livelli di BDNF renale nei campioni ISK, mentre nei campioni RSV non sono significativamente ridotti rispetto al controllo. Inoltre, i dosaggi ELISA effettuati sui campioni di plasma hanno contribuito ad evidenziare come il gruppo ISK mostri una significativa riduzione rispetto al controllo, mentre il gruppo RSV presenta valori non significativamente diversi dal controllo.
Conclusioni: Dai risultati sperimentali ottenuti, possiamo concludere che nel nostro modello sperimentale si osserva un danno ischemico a livello renale dopo 45 minuti di ischemia, e che la somministrazione di Resveratrolo ha un’azione nefroprotettiva. Il danno ischemico provoca una riduzione significativa del BDNF sia a livello renale sia a livello plasmatico; il trattamento del rene con Resveratrolo determina un incremento significativo del BDNF a livello renale rispetto ai reni ischemici, aumento che è significativo anche rispetto ai valori controllo. A livello plasmatico si evidenzia un aumento significativo di tale parametro nel rene trattato con Resveratrolo rispetto ai valori rilevati nel rene ischemico, pur rimanendo significativamente minore rispetto ai valori rilevati nel rene controllo. I nostri risultati non sono ancora in grado di stabilire se il Resveratrolo è direttamente responsabile della modulazione del BDNF
Endothelial progenitor cell-derived extracellular vesicles protect from complement-mediated mesangial injury in experimental anti-Thy1.1 glomerulonephritis
BACKGROUND:
Endothelial progenitor cells (EPCs) are known to induce tissue repair by paracrine mechanisms including the release of growth factors and extracellular vesicles (EVs), nanoparticles able to carry proteins and genetic information to target cells. The aim of this study was to evaluate whether EVs derived from EPCs may protect from complement-mediated mesangial injury in experimental anti-Thy1.1 glomerulonephritis.
METHODS:
EVs were isolated by serial ultracentrifugation from supernatants of cultured human EPCs and characterized for their protein and RNA content. In vivo, EVs were injected i.v. in the experimental rat model of mesangiolytic anti-Thy1.1 glomerulonephritis evaluating renal function, proteinuria, complement activity and histological lesions. In vitro, the biological effects of EPC-derived EVs were studied in cultured rat mesangial cells incubated with anti-Thy1.1 antibody and rat or human serum as complement source.
RESULTS:
After i.v. injection in Thy1.1-treated rats, EVs localized within injured glomeruli and inhibited mesangial cell activation, leucocyte infiltration and apoptosis, decreased proteinuria, increased serum complement haemolytic activity (CH50) and ameliorated renal function. EV treatment decreased intraglomerular deposition of the membrane attack complex (MAC or C5b-9) and expression of smooth muscle cell actin and preserved the endothelial antigen RECA-1 and the podocyte marker synaptopodin. The protective effect of EVs was significantly reduced by pre-treatment with a high dose of RNase (1 U/mL), suggesting a key role for EV-carried RNAs in these mechanisms. Indeed, EPC-derived EVs contained different mRNAs coding for several anti-apoptotic molecules and for the complement inhibitors Factor H, CD55 and CD59 and the related proteins. The in vitro experiments aimed to investigate the mechanisms of EV protection indicated that EVs transferred to mesangial cell mRNAs coding for Factor H, CD55 and CD59 and inhibited anti-Thy1.1 antibody/complement-induced apoptosis and C5b-9/C3 mesangial cell deposition.
CONCLUSIONS:
EVs derived from EPCs exert a protective effect in Thy1.1 glomerulonephritis by inhibition of antibody- and complement-mediated injury of mesangial cell
«Piango mentre scrivo»: l’intima dimensione della guerra nelle testimonianze femminili
L'antologia si propone di introdurre un itinerario emozionale lungo i percorsi aperti dal dibattito su donne, guerra e scrittura, alla ricerca di riscontri storici e conferme storiografiche. Di riferimento sono i due principali eventi bellici del Novecento, che invasero la sfera privata nella sua totalità e agirono in tale profondità da far scaturire innumerevoli forme di risposta individuale all’eccezionalità del momento. Vittime, testimoni e protagonisti si misurarono con complessi risvolti personali e, in virtù di una riappropriazione del vissuto di guerra, attraverso la scrittura autonarrativa contribuirono a decifrare la realtà esterna a partire dalle sfaccettate trame soggettive
Sanità: malattia e assistenza
I mesi e gli anni che seguono il Primo conflitto mondiale sono attraversati da diverse questioni di sanità pubblica. Le strutture ospedaliere, l’organizzazione e il trattamento del personale medico e infermieristico, le generali condizioni igieniche in cui vertono le città, gli effetti della guerra su reduci, profughi e bambini, sono tra gli elementi che più caratterizzano la fase postbellica. La salute del singolo, se inserita in un contesto nazionale già fortemente provato, attira nuove attenzioni governative, da parte della Direzione generale di sanità pubblica e degli uffici d’igiene, delle amministrazioni provinciali, nonché dei diversi soggetti pubblici e privati operanti nei territori
The dual nature of blazar fast variability: Space and ground observations of S5 0716+714
Full list of authors: Raiteri, C. M.; Villata, M.; Carosati, D.; Benítez, E.; Kurtanidze, S. O.; Gupta, A. C.; Mirzaqulov, D. O.; D'Ammando, F.; Larionov, V. M.; Pursimo, T.; Acosta-Pulido, J. A.; Baida, G. V.; Balmaverde, B.; Bonnoli, G.; Borman, G. A.; Carnerero, M. I.; Chen, W. -P.; Dhiman, V.; Di Maggio, A.; Ehgamberdiev, S. A.; Hiriart, D.; Kimeridze, G. N.; Kurtanidze, O. M.; Lin, C. S.; Lopez, J. M.; Marchini, A.; Matsumoto, K.; Mujica, R.; Nakamura, M.; Nikiforova, A. A.; Nikolashvili, M. G.; Okhmat, D. N.; Otero-Santos, J.; Rizzi, N.; Sakamoto, T.; Semkov, E.; Sigua, L. A.; Stiaccini, L.; Troitsky, I. S.; Tsai, A. L.; Vasilyev, A. A.; Zhovtan, A. V.Blazar S5 0716+714 is well-known for its short-term variability, down to intraday time-scales. We here present the 2-min cadence optical light curve obtained by the TESS space telescope in 2019 December-2020 January and analyse the object fast variability with unprecedented sampling. Supporting observations by the Whole Earth Blazar Telescope Collaboration in B, V, R, and I bands allow us to investigate the spectral variability during the TESS pointing. The spectral analysis is further extended in frequency to the UV and X-ray bands with data from the Neil Gehrels Swift Observatory. We develop a new method to unveil the shortest optical variability time-scales. This is based on progressive de-trending of the TESS light curve by means of cubic spline interpolations through the binned fluxes, with decreasing time bins. The de-trended light curves are then analysed with classical tools for time-series analysis (periodogram, autocorrelation, and structure functions). The results show that below 3 d there are significant characteristic variability time-scales of about 1.7, 0.5, and 0.2 d. Variability on time-scales d is strongly chromatic and must be ascribed to intrinsic energetic processes involving emitting regions, likely jet substructures, with dimension less than about 10-3 pc. In contrast, flux changes on time-scales d are quasi-achromatic and are probably due to Doppler factor changes of geometric origin. © 2020 The Author(s). Published by Oxford University Press on behalf of Royal Astronomical SocietyThe Astronomical Observatory of the University of Siena thanks the friend amateur astronomers Massimo Conti and Claudio Vallerani for their invaluable and unceasing contribution, essential for the performance of the observatory. This paper includes data collected by the TESS mission. Funding for the TESS mission is provided by the NASA Explorer Program. This research has made use of NASA's Astrophysics Data System and of the NASA/IPAC Extragalactic Database (NED), which is operated by the Jet Propulsion Laboratory, California Institute of Technology, under contract with the National Aeronautics and Space Administration. Based on observations made with the Nordic Optical Telescope, operated by the Nordic Optical Telescope Scientific Association at the Observatorio del Roque de los Muchachos, La Palma, Spain, of the Instituto de Astrofisica de Canarias. Based (partly) on data obtained with the STELLA robotic telescopes in Tenerife, an AIP facility jointly operated by AIP and IAC. This work is partly based upon observations carried out at the Observatorio Astronomico Nacional on the Sierra San Pedro Martir (OAN-SPM), Baja California, Mexico. This research was partially supported by the Bulgarian National Science Fund of the Ministry of Education and Science under grantsDN18-13/2017, KP06-H28/3, and KP-06-PN38/4. KM acknowledges JSPS KAKENHI grant no. JP19K03930. SOK acknowledges financial support by Shota Rustaveli National Science Foundation of Georgia under contract PHDF-18-354. EB acknowledges support from DGAPAPAPIIT GRANT IN113320. GB acknowledges financial support from the State Agency for Research of the Spanish MCIU through the 'Center of Excellence Severo Ochoa' award to the Instituto de Astrofisica de Andalucia (SEV-2017-0709).Peer reviewe
