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"Genere, corpi, televisione: Introduzione"
Nell’Introduzione, oltre a rendere manifeste le domande di ricerca, e oltre a presentare il piano dell’opera, le curatrici esplicitano i riferimenti teorici comuni ad autrici e autori del volume a proposito di: 1) il concetto di genere come “tecnica del sé; 2) i media come tecnologia del genere; 3) la relazione tra genere, adolescenti e televisione italiana. Proprio su questo ultimo aspetto, in particolare, si concentra Leonelli: da un lato esplicitando le ragioni per le quali il lavoro di ricerca si è incentrato sull’ adolescenza; dall’altro chiarendo le motivazioni che hanno condotto l’équipe a interessarsi della televisione e, in particolare, dei programmi italiani, dalle forti connotazioni re-gendered
Femminismo, prostituzione e lavoro sessuale in Italia fra rischi di polarizzazione e modelli di alleanza possibile.
Feminist engagements with sex work: imported polarisations and a «feminist alliance» model in jeopardy
In the last decade, the field of sex work and anti-trafficking in Europe has been the object of renewed attention, often presented as being about «gender equality». While feminists have been at the forefront of these debates, they appear to be increasingly divided around the «prosex work» and the «sex work as a form of violence» approaches. This article argues that by conceiving these two positions as irreconcilable, and by promoting standardised international policy solutions that fail to take into account local contexts, these current feminist engagements jeopardise alternative feminist traditions in which diverse stances on sex work coexisted, and which can be usefully studied in order to overcome some of the current impasses. Taking Italy as its case study, this article shows how between the 1980s and the 1990s feminists were able to develop a «feminist alliance» capable of supporting the emancipation of women selling sex and of migrant victims of trafficking. Drawing upon the analysis of texts, we explore the strengths and weaknesses of such an alliance, and the reasons why in a context of austerity, antimigrant sentiments, and new security approaches, it is currently at risk of disappearing, leaving the space for the new feminist polarisations
PROSTITUZIONE E LAVORO SESSUALE IN ITALIA. Oltre le semplificazioni, verso i diritti
Spesso nel dibattito pubblico italiano prostituzione e lavoro sessuale vengono affrontati in modo riduttivo, conflittuale o sensazionalistico,
attraverso il ricorso a stereotipi o proclami ideologici, sia nel dibattito politico che in quello mediatico, talvolta anche nei movimenti sociali,
femminismi compresi.
La questione mette in gioco molteplici dimensioni che interrogano i corpi, le identità, il potere, così come le leggi, i diritti e le condizioni materiali di vita delle persone, che hanno bisogno di letture complesse e rigorose, di analisi che siano in grado di rendere visibili nello spazio pubblico la diversità delle esperienze e delle identità di chi vive di lavoro sessuale, le connessioni tra mercati del sesso e migrazioni, l’impatto delle politiche pubbliche, ecc.
Con il loro taglio interdisciplinare, e attraverso un linguaggio scientificamente fondato ma al contempo accessibile, i diversi capitoli di questo volume sono una bussola per capire i rischi e le potenzialità delle politiche, degli interventi sociali e dei dibattiti esistenti
in Italia, ma anche quelli prodotti in contesti internazionali. Mettendo al centro i diritti delle persone, a favore della regolamentazione
e contro il proibizionismo
Le domande da porsi sull’omogenitorialità: ispirazioni dalla ricerca, sfide alla ricerca
Il corpo del soldato ai confini del mondo. La rappresentazione del corpo maschile negli scrittori della prima guerra mondiale
n
“Negoziare la televisione, negoziare il genere: spunti educativi per la Scuole Secondaria Superiore”
Nel saggio Leonelli riprende alcune delle conclusioni della ricerca dalla quale è nato il volume, per declinarle in ambito educativo. A proposito della televisione, viene fatto il punto sugli adolescenti che, nei contesti educativi, sono considerati, alternativamente, o del tutto passivi di fronte ai condizionamenti televisivi oppure consumatori competenti, disincantati osservatori. Tali rappresentazioni veicolano specifiche visioni (implicite) sul ruolo esercitato dalla scuola nell’apprendimento del vivere sociale. La domanda cruciale – la televisione “dentro” o “fuori” dai contesti educativi formalizzati? – trova poi una sua risposta nello iato tra le proposte innovative della media education e la realtà delle Indicazioni Nazionali della Scuola secondaria superiore. Sulle “questioni di genere” viene presentato lo stato dell’arte, all’interno delle aule scolastiche, a proposito dei percorsi formativi esplicitamente dedicati a questo tema (notando, tuttavia, che il termine più corretto da utilizzare sarebbe “assenza”). Le quattro parole chiave che hanno guidato la ricerca e il volume – genere, televisione, adolescenza, corpo – s’intrecciano in conclusione nella formulazione di proposte laboratoriali, intese come esperienze scolastiche finalizzate alla costruzione di competenze e guidate da alcuni obiettivi precisi. In particolare, si tratta di aiutare i/le giovani ad assumere un ruolo attivo: nel riconoscere l’attuale ordine di genere; nel decostruire gli stereotipi sessisti; nel “giocare” con i simboli di genere; nello sperimentare nuovi modi di stare al mondo che sappiano essere rispettosi e inclusivi di ogni differenza
Ripensare prostituzione e lavoro sessuale: una mappatura critica del campo
L'introduzione discute come concettualizzare lo scambio di sesso per denaro e lo “stigma della puttana”: disuguaglianze, riproduzione sociale e divisione fra donne. In seguito affronta le mancanze del dibattito e delle policy in Italia. E infine chiarisce per chi è stato scritto e come si articola il volum
Femminismo, prostituzione e lavoro sessuale in Italia fra rischi di polarizzazione e modelli di alleanza possibile
In the last decade, the field of sex work and anti-trafficking in Europe has been the object of
renewed attention, often presented as being about «gender equality». While feminists have
been at the forefront of these debates, they appear to be increasingly divided around the
«prosex work» and the «sex work as a form of violence» approaches. This article argues that
by conceiving these two positions as irreconcilable, and by promoting standardised
international policy solutions that fail to take into account local contexts, these current
feminist engagements jeopardise alternative feminist traditions in which diverse stances on
sex work coexisted, and which can be usefully studied in order to overcome some of the
current impasses. Taking Italy as its case study, this article shows how between the 1980s and
the 1990s feminists were able to develop a «feminist alliance» capable of supporting the
emancipation of women selling sex and of migrant victims of trafficking. Drawing upon the
analysis of texts, we explore the strengths and weaknesses of such an alliance, and the
reasons why in a context of austerity, antimigrant sentiments, and new security approaches, it
is currently at risk of disappearing, leaving the space for the new feminist polarisations
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