353 research outputs found

    Fabini G., Firouzi Tabar O., Vianello F., Lungo i confini dell’accoglienza. Migranti e territori tra resistenze e dispositivi di controllo

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    Recensione del libro: GIULIA FABINI, OMID FIROUZI TABAR E FRANCESCA VIANELLO (a cura di), Lungo i confini dell’accoglienza. Migranti e territori tra resistenze e dispositivi di controllo, Roma, ManifestoLibri, 2019, pp. 320

    Michel'Angelo Giacomelli. Aristofane. I: Un capitolo ignoto di storia degli studi classici nella Roma del Settecento

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    Giacomelli, Michelangelo (1695 - 1774), Arcivescovo di Calcedonia, editore di autori pagani e cristiani, amico di J.J. Winckelmann cominciò a lavorare a una traduzione in versi annotata della Lisistrata all'inizio degli anni '50, cui fecero seguito le Arringatrici (= Ecclesiazuse). In vista della loro pubblicazione tali lavori furono trascritti su una copia calligrafica redatta da Vincenzo Cavazzi destinata alla tipografia, ma la materia oscena delle due traduzioni, disdicevole per un uomo di Chiesa, impedì la messa in atto della loro pubblicazione. Dopo avervi aggiunto le Festeggianti Cerere (= Tesmoforiazuse) e le Ranocchie (= Rane, limitata ai soli vv. 1-315), Giacomelli tenne per sé il suo manoscritto autografo, finché nel 1772, preso da scrupoli di coscienza, pensò di bruciarlo. Ne fu dissuaso dai Gesuiti del Collegio Romano, che lo presero in consegna per la loro Biblioteca. Nel 1773 il manoscritto, tanto innovativo quanto pericoloso, cadde nelle mani del cardinal Francesco Saverio de Zelada, che, in quel medesimo anno, stava procedendo allo smantellamento della Compagnia di Gesù. Poiché negli anni precedenti Giacomelli era stato un aperto sostenitore della causa dei Gesuiti, il manoscritto, caduto nelle mani di Zelada, divenne un'arma di ricatto. L'autografo di Giacomelli è stato riscoperto nella Biblioteca Capitolare di Toledo (ms. BCT 105-14) dall'autore del presente lavoro, cui si deve pure il reperimento dell'apografo di Cavazzi (ms. BUB 3566) nella Biblioteca Universitaria di Bologna. La traduzione aristofanea di Giacomelli — la più antica in italiano, eccezion fatta per quella dei fratelli Rositini — si segnala per la intenzionale attenzione per le oscene commedie 'delle donne' e per l'assenza di censure nella resa di espressioni triviali, a differenza di quanto avviene in traduzioni coeve in lingue moderne, espurgate e per lo più limitate ai più 'morali' Pluto e Nuvole. La lingua di Giacomelli è un Toscano scevro dai rigorosi dettami della Crusca, infarcito di reminescenze letterarie, Boccaccio in primis. Un capitolo sconosciuto della storia degli studi classici che getta luce sulla storia della Roma ottocentesca, sui suoi ambienti culturali e su coloro che, nel bene e nel male, ne furono gli indiscussi protagonisti. In questo primo volume l'autore ricostruisce la vita di Giacomelli, i suoi studi filologici e i suoi lavori sugli autori greci antichi, servendosi di una documentazione inedita tratta dagli archivi di numerose biblioteche e qui pubblicata per la prima volta. In particolare, l'autore ricostruisce la storia degli studi su Aristofane dal Cinquecento al Settecento, chiarendo per quali ragioni il lavoro inedito di Giacomelli anticipi le più moderne posizioni della ricerca su Aristofane.Michel'Angelo Giacomelli (1695-1774), Archbishop of Chalcedon, editor of pagan and Christian authors and friend of J.J. Winckelmann, began work in the early 1750s on an annotated verse translation of Aristophanes' Lysistrata, which was followed by one of Ecclesiazusae (Le Arringatrici). A fair copy of both was prepared for the press by Vincenzo Cavazzi, but publication was hindered by the obscenities in both translations, inappropriate for an ecclesiastic. Giacomelli added translations of Thesmophoriazusae (Festeggianti Cerere) and of Frogs (Ranocchie: 1-315 only) to his own manuscript, but kept it to himself until 1772 when, assailed by conscientious scruples, he thought of destroying it but was dissuaded by the Jesuits of the Collegio Romano. In 1773 the manuscript, as dangerous as innovative, fell into the hands of Cardinal Francesco Saverio de Zelada, who, in 1773, on the orders of Pope Clement XIV, proceeded with the dismantling of the Society of Jesus. Since, in previous years, Giacomelli had been an open supporter of the Jesuits, the manuscript became a real weapon of blackmail. Giacomelli's autograph has been rediscovered by the author of this monograph in the Biblioteca Capitular of Toledo (ms. BCT 105-14), so as he rediscovered Cavazzi's copy is in the University Library of Bologna (ms. BUB 3566). Giacomelli's translation – the oldest in Italian, except for that of the brothers Rositini – is noteworthy for its deliberate concentration on the highly obscene "women's plays" and for the uncensored rendering of down-to-earth expressions, in contrast with other contemporary modern-language translations, which were expurgated and usually limited to the more "moral" plays, Wealth and Clouds. Its language is Tuscan, free from the rigid dictates of the Accademia della Crusca and full of literary reminiscences, especially of Boccaccio. An unknown chapter in the history of classical studies that sheds light on eighteenth-century Rome, its cultural environments and on those who, for better or for worse, were their undisputed protagonists. In this first volume the author reconstructs Giacomelli's life, his philological studies and works on Greek authors with the help of unpublished documents from the archives of several libraries, here edited for the very first time. In particular, the author reconstructs the history of Aristophanic studies from the sixteenth to the eighteenth century, highlighting why Giacomelli's unpublished work was an anticipation of the most modern research on Aristophanes

    Correlazione tra microbiota intestinale e malattie psichiatriche: il ruolo dell’alimentazione

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    Un numero sempre maggiore di studi, ha evidenziato ed evidenzia, lo stretto legame e l'interazione reciproca tra il cervello ed il microbiota intestinale. Quest'ultimo è composto da una pluralità di microrganismi comprendenti batteri, virus, protozoi e funghi. Il microbiota è composto da una quantità di cellule addirittura maggiore di quelle umane, tra loro presenti in un rapporto di 1.3:1 (Cryan et al 2019) in diversi distretti del nostro organismo. La composizione del microbiota intestinale è specifica e peculiare della persona, essa può essere infatti definita una sorta di "impronta digitale". I microrganismi facenti parte della flora batterica intestinale, cambiano in funzione a numerosi fattori esogeni ed endogeni, come per esempio l'età, il tipo di parto, l'ambiente esterno, l'eventuale presenza di patologie e trattamenti farmacologici, e l'alimentazione. Grazie a quest'ultima è stata vista essere possibile la modulazione dei principali phyla componenti il microbiota, in un'ottica di mantenimento dell'eubiosi intestinale e quindi della preservazione di tutti i meccanismi fisiologici ad essa correlati. La disbiosi, una situazione di alterazione della composizione del microbiota, in cui si ha uno sbilanciamento tra i rapporti delle popolazioni batteriche presenti e/o la prevalenza di un phyla su tutti gli altri, è una condizione intestinale che è stata vista alla base dello scaturimento di stati infiammatori intestinali e quindi di conseguenza sistemici. Il mantenimento di un corretto stato di eubiosi, quindi, è fondamentale per la prevenzione di processi flogistici: prevenzione che può essere effettuata grazie ad una corretta alimentazione. Tra i vari piani alimentari presenti, la Dieta Mediterranea e quella chetogenica, sono state indicate tra le migliori per il loro risvolto positivo circa il mantenimento di un corretto stato di eubiosi e di funzionalità del microbiota intestinale. Quest’ultimo è in grado di influenzare il nostro organismo dal punto di vista endocrino, fisiologico e neurologico, grazie alla presenza di numerose "vie" di comunicazione presenti tra l'intestino ed il cervello. Si parla quindi di asse intestino-cervello, come di una comunicazione bilaterale, nella quale l'intestino influenza il cervello e viceversa. I collegamenti sono da ricercarsi: nel sistema nervoso enterico grazie al nervo vago; nella presenza di acidi grassi a corta catena (SCFAs) prodotti in seguito alla fermentazione batterica di sostanze provenienti dalla dieta dell'ospite; nella produzione di peptidi gastrici da parte delle cellule enteroendocrine intestinali (a loro volta stimolate dallo stesso microbiota); nell'interazione con il sistema immunitario ed il metabolismo del triptofano; nel rilascio di neurotrasmettitori e nell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Dopo aver analizzato le ripercussioni ed i legami presenti tra il metabolismo batterico ed il nostro organismo, è possibile ipotizzare l’eventuale utilizzo delle capacità microbiche e la regolazione della composizione in termini di phyla batterici presenti, come “mezzo” per poter orchestrare il nostro sistema endocrino, metabolico e neuronale, in un’ottica di prevenzione e trattamento audiuvante alle convenzionali terapie farmacologiche nei confronti delle malattie psichiatriche. Infatti, modellando il microbiota intestinale (e quindi le sue funzionalità e metaboliti) a nostro piacimento, attraverso l’alimentazione, è stato visto possibile ridurre la probabilità del verificarsi di queste patologie e la loro morbilità. Nell’ambito della tesi, sono state analizzate tre patologie psichiatriche: l’anoressia nervosa, la depressione e il disturbo bipolare, grazie ad una ricerca condotta tra i vari lavori presenti nella letteratura scientifica. Diverse correlazioni sono state evidenziate e riportate, conducendo alla conclusione della presenza di un legame molto intimo tra il microbiota e la sfera psichiatrica. Nell’ottica di utilizzo dell’alimentazione come “terapia”, possiamo indicare i prebiotici, i probiotici, i microelementi come la Vitamina D ed il Magnesio, ma anche molecole nutraceutiche come il Resveratrolo, l’omega 3, fino ad arrivare ad una proposta di alimento “psicobiotico” come il Kefir. Gli autori hanno proposto il termine psicobiotico, in riferimento a quei ceppi batterici aventi attività psicotropiche (Dinan et al 2013). Concludendo, sulla base di quanto detto e dedotto precedentemente, è stata fatta una proposta circa un possibile piano nutrizionale studiato per un’ipotetica paziente, affetta da anoressia grave e di tipo restrittivo senza condotte eliminatorie

    Lumine Visio

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    Catalogo della mostra Lumine Visio incentrata sul tema della luce nel Novecento. Opere dalla Collezione Jacorossi: Arturo Noci, Aleardo Terzi,Giacomo Balla, Alfredo Gauro Ambrosi, Alberto Bragaglia, Edita Broglio, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio Morandi, Corrado Cagli, Carlo Levi, Tancredi, Max Ernst, Alessandro Rosa, Felice Levini, Joseph Kosuth, Vedovamazzei, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Emilio Prini, Enrico Castellani, Francesco Lo Savio, Mario Giacomelli, Pasquale De Antonis

    L'Aristofane "scomparso" di Michel'Angelo Giacomelli: ms. BCT 105-14 e ms. BUB 3566

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    Nel XVIII sec. Michel’Angelo Giacomelli scrisse la prima importante traduzione in volgare con commento di quattro commedie di Aristofane (Lisistrata, Ecclesiazue, Tesmoforiazuse, Rane), ma scrupoli di coscienza gli impedirono di procedere alla pubblicazione della sua opera. Si offrono qui la ricostruzione della storia dei due mss. BCT 105-14 e BUB 3566, contenenti l’opera di Giacomelli, nonché una serie di informazioni preliminari sulla loro editio princeps in corso di preparazione per opera del curatore di questo stesso articolo.In the XVIII cent. Michel’Angelo Giacomelli made the first important Italian Translation with commentary of four Aristophanic plays (Lysistrata, Ecclesiazusae, Thesmophoriazusae, Frogs), but moral scruples prevented him from editing his work. The Author reconstructs the story of the two forgotten mss. BCT 105-14 and BUB 3566 containing Giacomelli’s work, and gives preliminary information about his forthcoming editio princeps of Giacomelli’s translatio

    Smart as paint

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    In the basement of the Chemistry Building, a new method has been developed to measure the ageing process of coats of paint. The method is extremely sensitive, says Professor Stephen Picken of the department of NanoStructured Materials. The doctoral research conducted by Massimiliano Giacomelli Penon (Max) appears to offer a fresh approach to an old problem..Delft University of Technolog

    Vaginal Health in Menopausal Women

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    The aim of this review is to provide an overview of genitourinary health in peri- and postmenopause, particularly of vulvovaginal atrophy (VVA), which is part of genitourinary syndrome (GSM). This condition has a high prevalence among post-menopausal women and negatively affects a woman's quality of life. Epidemiology, signs, symptoms, diagnostic criteria of VVA and target treatments for restoring vaginal health are discussed in light of the most recent literature. Issues related to this condition in menopausal women are under-diagnosed, lack objective diagnostic criteria, and consequently under-treated. Over the years, many treatments have been developed but their long-term effectiveness and safety have yet to be clearly defined. Patients are often dissatisfied and stop treatment, suggesting the need for a more personalized and tailored approach to achieve better compliance and thereby effectiveness. The aim of this paper is to provide an overview of the most recent literature on VVA in order to help the gynecologist in the management of this condition

    Una praelectio omerica di Niccolò Leonico Tomeo (BAV, Ross. 997)

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    The Rossianus 997, a manuscript now preserved in the Vatican Library, transmits part of the correspondence of the Venetian humanist Niccolò Leonico Tomeo (1456-1531). In the last few folios of this slender codex, survives a still unpublished text, an inaugural lecture opening a university-course on the Iliad, dated 1486. The name of the author is unknown but thanks to several internal clues we are now able to attribute this text to the same Niccolò Leonico Tomeo, thus adding a new piece of evidence concerning his early years in Padua and the succession of the first teachers of Greek in that city. The new attribution lead to the discovery of a manuscript of the Iliad annotated by Tomeo, possibly connected to his lectures on the text. Following a detailed study of the structure of the text and a full account of the sources exploited by the author, we offer an editio princeps of the lecture accompanied by a commentary
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