184 research outputs found
Le pratiche inclusive tra innovazione e tradizione. Indagine sui Piani annuali per l’Inclusività in Emilia Romagna
Il presente contributo presenta i dati di una ricerca esplorativa sull’elaborazione dei PAI (Piani annuali per l’Inclusività) elaborati nel primo anno dall’emanazione della direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”.
Il gruppo di ricerca – composto da Roberto Dainese, Valeria Friso, Giulia Righini e coordinato dalla Prof.ssa Roberta Caldin – in collaborazione con la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, ha analizzato singolarmente 187 PAI redatti dalle scuole presenti nel territorio della Regione Emilia Romagna.
La ricerca ha preso avvio dalla volontà di analizzare, in particolare, uno degli scopi che la Direttiva propone di raggiungere attraverso l’istituzione del PAI: “[...] scopo del Piano è anche quello di far emergere criticità e punti di forza, rilevando le tipologie dei diversi bisogni educativi speciali e le risorse impiegabili, l’insieme della difficoltà e dei disturbi riscontrati, dando consapevolezza alla comunità scolastica di quanto sia consistente e variegato lo spettro delle criticità all’interno della scuola.” (Nota prot. 2563/2013. p. 3).
L’indagine ha permesso di individuare la diffusione dei PAI, la loro struttura e soprattutto di ricostruire il processo sotteso alla loro formulazione, nonché la ricaduta nell’azione scolastica quotidiana.
La finalità della ricerca, che sta continuando attraverso l’analisi dei PAI redatti negli anni scolastici successivi, è quella di dare nuove indicazioni per nuove pratiche e nuove ipotesi legislative al fine di una realizzazione del diritto all’apprendimento di tutti gli alunni
Immersive Technologies for the Valorisation of Historical Heritage. Digital models of the Scuola del Carmine.
The research proposes to analyse the 16th century pictorial cycle preserved on Scuola of Carmine, in Padua, one of the most ancient medieval fraglie of the city. Here we have the opportunit to show the outcomes of this research. The initial phases of the work were shown some years ago at the same conference. The seventeen depicted frescos tell about some scenes of the Virgin’s life from the Apocryphal Gospels. The project aims to realize a digital database for cultural and architectural heritage conservation and valorisation.
The research activities were organized in: a) acquisition of data (Laser Scanner 3D, Photo-Modelling, thermography and georadar) and all the historical documents; b) construction a interoperable database in order to collect documents, information about the case study; c) creation of a virtualinteroperable model of the architecture, using Scan to BIM technologies; d) enforce the 3D virtual models with infographic information from database in order to obtain semantic models; e) test thesemantic model with innovative tools
Tecnologie immersive per la valorizzazione del patrimonio storico. I modelli digitali della Scuola del Carmine = Immersive Technologies for the Valorizzation of Historical Heritage. The Scuola del Carmine’s Digital Models
La ricerca propone l’analisi del ciclo pittorico cinquecentesco conservato nella scuola del Carmine di Padova, sede di una delle più antiche fraglie della città. In questa occasione si offrono gli esiti della ricerca, le cui premesse sono state presentate in passato, durante la fase iniziale del lavoro.
Le diciassette quadrature che compongono l’opera narrano gli episodi salienti della vita della Vergine Maria tratti dai Vangeli apocrifi. Obiettivo del progetto è la valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei siti culturali minori, esclusi dai tradizionali percorsi turistici della città.
Le attività di ricerca sono state organizzate in maniera da: a) acquisire il dato formale (tecnologie Laser Scanner 3D, fotogrammetriche, termografiche, georadar) e le informazioni storiche (ricerche d’archivio); b) costruire un database interoperabile che raccolga documentazioni, informazioni, interpretazioni relative al caso studio; c) creare attraverso tecnologie Scan-to-BIM un modello virtuale interoperabile dell’architettura rilevata; d) implementare modelli 3D con dati infografici provenienti dal database, ottenendo un modello semantico (geometria, informazioni, documenti, immagini storiche, valori termo-igrometrici di progetto e rilevati ecc.); e)testare su strumenti innovativi la navigazione e interrogazione del modello semantico
Evidence for direct interaction between the chlorophyll-proteins CP29 and CP47 in photosystem II
Photoinduced degradation of the D1 protein in isolated thylakoids and various photosystem II particles after donor-side inactivations
Degradation of the D1 proteinof photosystem-I1 reaction centre by ultraviolet-B radiationrequires the presence of functional manganese on the donor side
Effects of ultraviolet-B radiation on photosystem I1of the cyanobacterium Synechocystis sp. PCC 6083
Dai documenti d'archivio alla modellazione 3D: studio della genesi configurativa della chiesa di San Geminiano di Jacopo Sansovino a Venezia
Il patrimonio architettonico perduto costituisce parte del bagaglio culturale dal quale inevitabilmente dipende la formazione e il senso di identità di una comunità. Da qui nasce l’esigenza di replicare digitalmente gli edifici storici non più presenti fisicamente ma fruibili solo attraverso la realizzazione di un modello, clone virtuale di ciò che è stato costruito e ormai perduto. La realtà virtuale si offre allora non solo come mezzo attraverso il quale visualizzare quell’architettura scomparsa, in relazione al contesto urbano originario, ma anche quale strumento di verifica e controllo della rispondenza tra disegni d’archivio e ipotesi ricostruttive condotte in sede storica.
L’analisi coinvolge dunque, non solo l’edificio nella sua complessità formale ma anche il suo inserimento nel contesto urbano nel quale era ubicato. Quindi applicando un procedimento di studio che inizia dalla testimonianza dello stato di fatto attraverso il processo di rilievo fotogrammetrico, andando a ritroso nel tempo, si sono individuate le tappe salienti delle principali trasformazioni dapprima a livello urbano su Piazza San Marco, e poi architettoniche sulla piccola chiesa di San Geminiano di Jacopo Sansovino
Unveiling regional patterns of IgE sensitization to peanut, hazelnut, and walnut in Italy: a nationwide bottom-up molecular survey
Background: Tree nut and peanut allergy is increasing in prevalence across Europe, yet the molecular sensitization patterns underlying these allergies remain incompletely defined in Southern Europe, particularly in Italy. Objective: To characterize regional profiles of IgE sensitization to allergenic components of peanut, hazelnut, and walnut across Italy using a bottom-up, molecule-based diagnostic approach. Methods: We retrospectively analyzed data from 1526 patients with suspected nut allergy evaluated in three Italian centers representative of the Northeast, Central, and Southern regions. Specific IgE reactivity to 15 allergenic molecules was assessed using the MADX-ALEX2 multiplex platform. Co-sensitization patterns and regional variations were explored through Euler-Venn analysis. Results: All patients were sensitized to at least one nut allergen, revealing distinct geographic trends. In Northeast Italy, PR-10 proteins predominated (up to 63 %), consistent with birch-related cross-reactivity. In contrast, nsLTP sensitization was highly prevalent in the South (up to 91 %), while Central Italy showed intermediate profiles. Co-sensitization to PR-10 and nsLTPs in the Northeast was not associated with milder reactions. Sensitization to seed storage proteins progressively decreased from North to South. Jug r 1 was the predominant walnut allergen in the Northeast, whereas Jug r 2 and Jug r 3 prevailed in the South. Sensitization to oleosins was rare (<2 %). Conclusion: Italy represents a microcosm of Europe in terms of molecular allergy endotypes, showing a clear North-South gradient in nut allergen sensitization. Multiplex molecular diagnostics unveil region-specific co-sensitizations with potential clinical relevance and support geographically tailored diagnostic and management strategies within a precision allergy framework
Breakdown of the photosystem II reaction center D1 protein under photoinhibitory conditions: identification and localization of the C-terminal degradation products
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