174 research outputs found
Manoscritti miniati dalla biblioteca del duca Andrea Matteo III Acquaviva
Il saggio di Hermann Julius Hermann analizza le miniature della biblioteca del duca Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona per dimostrare il ruolo attivo avuto da questo fine intellettuale nell'ideazione delle miniature stesse, nella guida filosofico-letteraria offerta ai miniatori
Mimicking the last step of gene elongation: hints from the bacterial hisF gene
Gene elongation consists in an in-tandem duplication of a gene and divergence and fusion of the two copies, resulting in a gene constituted by two divergent paralogous modules. Many present-day proteins show internal repeats of amino acid sequences, generated by gene elongation events; however, gene elongation is still a poorly studied evolutionary molecular mechanism. The most documented case is that of the histidine biosynthetic genes hisA and hisF, which derive from the gene elongation of an ancestral gene half the size of the extant ones.
The aim of this work was to experimentally simulate the possible last step of the gene elongation event occurred during hisF gene evolution under selective pressure conditions.
Azospirillum brasilense hisF gene, carrying a single nucleotide mutation that generates a stop codon between the two halves of the gene, was used to transform the histidine-auxotrophic Escherichia coli strain FB182 (hisF892). The transformed strain was subjected to selective pressure (i.e., low concentration/absence of histidine in the growth medium) and the obtained mutants were characterized.
The restoration of prototrophy was strongly dependent on the time of incubation and on the strength of the selective pressure. The mutations involved the introduced stop codon with a single base substitution and none of the mutants restored the wild-type codon. Possible correlations between the different mutations and i) E. coli codon usage, ii) three-dimensional structures of the mutated HisF proteins, and iii) growth ability of the mutants were investigated. On the contrary, when the experiment was repeated by mutating a more conserved codon, only a synonymous substitution was obtained.
Thus, experiments performed in this study allowed to mimic a possible gene elongation event occurred during the evolution of hisF gene, evidencing the ability of bacterial cells to modify their genome in short times under selective conditions
Random sequential adsorption of Pickering particles onto spherical emulsion droplet surfaces
Pickering emulsions are attracting growing attention as carriers of active ingredients or micronutrients in pharmaceutical and food applications, due to their high stability and low toxicity. The adsorption process of Pickering particles significantly affects emulsion properties and can be described using the random sequential adsorption (RSA) approach. While most studies focus on small, amorphous, spherical particles, the common use of elongated, crystalline, micron-sized particles in Pickering emulsions makes it necessary to consider the curvature and finite size of emulsion droplet surfaces to correctly understand and predict the interfacial adsorption behavior. The present study employs a Monte Carlo (MC) method to simulate the RSA process of both spherical and elongated micron-sized particles. Key factors such as particle polydispersity, emulsion droplet–particle size ratio, contact angle, and particle number are investigated. From the MC simulations, a new expression for the available surface function, ASF(φ), with coverage-dependent exponent is proposed. Based on this, generalized coverage evolution models are established using response surface methodology to relate RSA conditions to ASF(φ) parameters. For spherical particles, jamming coverage and desorption energy under various conditions are reported. For capsule-shaped particles, an aspect ratio of ε=2 is found to yield higher coverage and faster adsorption. The proposed ASF(φ) expression outperforms existing fixed-exponent expressions. The generalized coverage evolution models show good agreement with MC testing simulations. The mean absolute percentage errors are less than 2.63% for spherical particles and 6.58% for elongated ones in the validation cases
«Io son advisato como Habondio, cancellero de Bartholomio Collione, ritornò de Burgogna...»: la ricerca dell’ultima impresa del signore di Malpaga, Bartolomeo Colleoni
Il Quattrocento in Italia fu il secolo d'oro dei condottieri: protagonisti delle vicende politiche della Penisola, alcuni di loro divennero, grazie soprattutto alle loro imprese belliche, padroni di vasti territori italiani. Francesco Sforza, Federico da Montefeltro, Ercole d'Este sono gli esempi più celebri del ruolo da protagonista che i grandi condottieri ebbero sulla scena politica italiana quattrocentesca. Bartolomeo Colleoni, uno degli ultimi di questa generazione di uomini d'arme, animato da un sempre vivo spirito guerriero, può essere assunto a modello del condottiero tardo-medievale. Fino all'ultimo, infatti, dedicò la sua vita all'arte della guerra: nel 1473, quando ormai aveva 78 anni, era al servizio della Serenissima, e si era ritagliato un feudo personale nei pressi di Malpaga, nel Bergamasco, intavolò fitte trattative per passare al soldo del duca di Borgogna, Carlo il Temerario. Questo lavoro racconta l'affannosa ricerca dell'ultima grande impresa da parte del Colleoni, attraverso il confronto con le fonti storiche, in primis
quelle diplomatiche. Queste, frutto dell' alacre attività degli ambasciatori che le potenze italiane inviavano presso le loro alleate o rivali, sono prime e vivide testimonianze degli accordi e dei numerosi tentativi che il signore di Malpaga fece per porre un ultimo, glorioso sigillo alla propria vita. Fino alla sua morte avvenuta nel novembre del 1475, infatti, il Colleoni accarezzò sempre l’idea di mettersi alla guida delle truppe borgognone nella guerra contro il duca di Milano, suo acerrimo nemico, ed esportare così oltralpe la propria fama di signore della guerra
Analisi comparativa degli allergeni e degli enzimi coinvolti in reazioni allergiche in polline di diverse cultivars di Malus domestica
Analisi comparativa degli allergeni e degli enzimi coinvolti in reazioni allergiche in polline di diverse cultivars di Malus domestica
Rosa Anna Iorioa, Roberta Parisb, Giulia Pagliaranib, Stefano Tartarinib, Giampaolo Riccic, Donatella Serafini-Fracassinia and Stefano Del Ducaa*
aDepartment of BiGeA, University of Bologna, via Irnerio 42, 40126, Bologna, Italy. [email protected]
b Department of Fruit Tree and Woody Plant Sciences, University of Bologna, Viale Fanin 46, Bologna 40127, Italy
cDepartment of Medical Science of the Gozzadini Children's Hospital Sant'Orsola-Malpighi, University of Bologna, via Massarenti 11, 40138, Bologna, Italy.
L'allergia alla mela è un problema frequente per un numero crescente di cittadini europei: è uno dei frutti che più comunemente causa problemi di sensibilizzazione allergica, esistono diverse cultivars con livelli variabili di allergenicità (la cui sintomatologia clinica è nota) e la sua coltivazione copre un ruolo importante nell’agricoltura europea, specialmente in quella italiana. Per quanto riguarda l’allergia al polline di melo esistono pochi riferimenti in letteratura probabilmente perché, non essendo un polline anemofilo ma entomofilo, è presente in minore quantità in atmosfera e quindi anche se allergenico è difficilmente responsabile di allergie respiratorie; si sono comunque osservati casi frequenti tra gli agricoltori che stanno a contatto con colture arboree.
Un fenomeno diffuso è la cosiddetta sindrome betulla-frutta-verdura, dove i pazienti sensibilizzati all'allergene maggiore di polline di betulla Bet v 1, cross-reagiscono con proteine omologhe presenti in frutta e verdura, come la mela. Generalmente, i sintomi sono limitati alla cavità orale, la cosiddetta sindrome orale allergica (SOA).
L'allergenicità alla mela è un fenomeno complesso a causa del numero elevato di determinanti genetici e fattori ambientali, ma sono stati pubblicati alcuni studi sulla caratterizzazione genetica e genomica degli allergeni. Nel genoma del melo sono state identificate quattro classi principali di allergeni, chiamate Mal d 1, 2, 3 e 4, organizzate in famiglie multigeniche contenenti diverse isoforme differenzialmente espresse nella frutta. Ad oggi, solo poche varietà di mele sono riconosciute per caratteristiche di ipoallergenicità.
Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di caratterizzare e confrontare l’allergenicità del polline di diverse cultivars di Malus domestica, molto diffuse nella regione del mediterraneo - Gala, Florina, Golden Delicious, Durello - in modo da poterle classificare in funzione del grado di allergenicità (iperallergeniche, mediamente allergeniche o ipoallergeniche).
Lo studio di espressione genica è stato condotto sulle seguenti proteine: PR10-like protein (Mal d 1), thaumatin-like protein (TLP, Mal d 2), non specific lipid transfer proteins (nsLTP, Mal d 3) e profilina (Mal d 4); inoltre è stato valutato anche il profilo di espressione di enzimi quali fosfolipasi A2 (PLA2) e transglutaminasi (TGase), coinvolti nella reazione allergica. Per ogni famiglia genica sono state analizzate diverse isoforme grazie all’impiego di coppie di primer specifici disegnati per ogni sottofamiglia e scelti in accordo con il loro profilo di espressione genetica nel frutto della mela.
Gli studi biochimici tramite Western blots con anticorpi diretti contro gli allergeni e gli enzimi coinvolti nella reazione infiammatoria ed i saggi ELISA-modificati con l’uso di siero di pazienti allergici al frutto hanno fornito elementi interessanti sulla ricerca di agenti sensibilizzanti in polline.
Questi dati sono in linea con quelli pubblicati sulla classificazione dei frutti, dove Gol¬den e Gala sono riportati come iperallergenici; un dato innovativo è invece la ca¬ratterizzazione del potenziale allergenico di Florina, iperallergenica, e di Durel¬lo, ipoallergenico, su cui i dati bibliografici sono scarsi anche per il frutto.
Proseguendo questa strada sperimentale e con approfondimenti ulteriori si potrebbe essere in grado di produrre alimenti a bassa allergenicità le cui caratteristiche dichiarate darebbero un valore aggiunto all’alimento
Nicola Andria et les origines de la psychiatrie moderne Une contribution historiographique
FrFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Naples – 1814), auteur malheureusement presque complètement inconnu aujourd’hui, déploya son activité de professeur à l’Université de Naples, occupant divers enseignements: Histoire Naturelle, Médecine Théorique et Pratique, Pathologie, Agriculture. Il publie des oeuvres appréciées et examinées dans diverses parties d’Europe. En Andria, recherche et didactique s’inscrit dans un seul projet de re-fondation de la science médicale, que le «philosophe de Parthénope» méditait dès le commencement: former la nouvelle génération des médecins philosophes était partie intégrant de ce plan ambitieux. Nous avons besoin d’une médicine qui soit philosophique en combinant les résultats des recherches dans les domaines des différentes disciplines dont elle se sert, à orienter les efforts vers un but unique: l’homme est «l’oeuvre la plus merveilleuse de la main de l’Omnipotent», «convertie en une machine matérielle», principalement par le réductionnisme mécaniste. C’est pourquoi, si le but de la science est celui de protéger l’homme (voici la grande nouveauté de Andria), objectif principal semble être la pratique d’une médicine ni chimique, ni mécanique, mais d’une médicine “à l’èchelle humaine”, morale dans le traitement de ces patients qui souffrent de troubles mentaux. En Andria, la pathogénie de ces troubles est certainement organique, mais peut aussi s’enraciner dans des raisons psycho-émotionnelles. Il devient, donc, promoteur d’une thérapie morale comme moderne psychothérapie. Il insiste sur les avantages que la “médicine gentille” peut ammener aux patients, dont «aliénations mentales» peuvent être traitées avec methodus, à partir de ceux qu’on appellerait aujourd’hui les données anamnestiques; c’est à dire les souvenirs, principalement de l’enfance et des relations familiales, ainsi que les relations scolaires dans l’enfant.EnFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Naples – 1814), author unfortunatelyalmost unknown nowadays, carried out his activity of teacher at the University of Naples, holding various subject: Natural History, Theoretical and Practical Medicine, Pathology, Agriculture. He published works, which were appreciated and reviewed in different parts of Europe. In Andria, investigation and teaching are inscribed in a unique project of medical science re-foundation, which the «philosopher of Partenope» meditated from the beginning: forming the new generation of medical philosophers was an integral part of this ambitious plan. It’s needed a medicine which is philosophical in combining the results of investigations in the areas of the several disciplines he uses, in addressing the efforts towards a unique end: the man is «the most wonderful Work from the hand of the Almighty», «converted in a material machine», mainly by the mechanistic reductionism. So that, if the aim of science is to protect the man (here stands the great Andria’s innovation), the main aim appears to be the practice of a medicine neither chemical nor mechanical, but a medicine “on a human scale”, moral in treating those patients suffering from mental disorders. In Andria, the pathogenesis of such disorders is certainly organic, but may also be rooted in psycho-emotional reasons. Hence, he becomes the promoter of a moral therapy as a modern psychotherapy. He insists on the advantages that the “kind medicine” may bring to patients, whose «mental alienations» can be treated with methodus, starting from those we would define today as anamnestic data, the memories, mainly of childhood and family relationships, besides the school relationships in the child.ItFrancesco Nicola Maria Andria (Massafra – 1747; Napoli – 1814), autore purtroppo oggi quasi del tutto sconosciuto, svolse la sua attività di cattedratico presso l’Università di Napoli, ricoprendo vari insegnamenti: Storia Naturale, Medicina Teoretica e Pratica, Patologia, Agricoltura. Pubblicò opere apprezzate e recensite in varie parti d’Europa. In Andria, ricerca e didattica s’inscrivono in un unico progetto di ri-fondazione della scienza medica, che il «filosofo di Partenope» meditò fin dall’inizio: formare la nuova generazione dei medici filosofi era parte integrante di questo ambizioso disegno. Occorre una medicina che sia filosofica nel coniugare i risultati delle ricerche negli ambiti delle varie discipline di cui si serve, nel dirigere gli sforzi verso un fine unico: l’uomo è «l’Opera più stupenda della mano dell’Onnipotente», «convertita in una macchina materiale», principalmente dal riduzionismo meccanicistico. Ragion per cui, se scopo della scienza è tutelare l’uomo (qui è la grande novità dell’Andria), obiettivo primario risulta essere la pratica di una medicina né chimica, né meccanica, ma di una medicina “a misura d’uomo”, morale nel curare quei pazienti che soffrono di disturbi mentali. In Andria, la patogenesi di questi disturbi è certamente di carattere organico, ma può altresì radicarsi in ragioni psicoemotive. Egli si fa quindi promotore di una terapia morale quale moderna psicoterapia. Insiste sui vantaggi che la “medicina gentile” può recare ai pazienti, le cui «alienazioni mentali» sono curabili con methodus, a partire da quelli che oggi diremmo i dati anamnestici e cioè i ricordi, principalmente dell’infanzia e delle relazioni familiari, oltreché nel bambino di quelle scolastiche
The presence of nonsegmental vitiligo modifies intracellular cytokine subsets in patients with chronic lymphocytic thyroiditis
A novel therapeutic approach for patients with gastric disorders and T4 malabsorption: thyroxine softgel preparation
Le lettere di Pietro Veri a Virginio Orsini sul cantiere di Montegiordano
Si pubblica in trascrizione parte di un carteggio inedito tra l'artista e architetto Pietro Veri e il suo committente Virginio Orsini, duca di Bracciano, relativo ai lavori di pittura e ristrutturazione del palazzo romano di Montegiordano
The histidine biosynthetic genes in the superphylum bacteroidota-rhodothermota-balneolota-chlorobiota: Insights into the evolution of gene structure and organization
One of the most studied metabolic routes is the biosynthesis of histidine, especially in enterobacteria where a single compact operon composed of eight adjacent genes encodes the complete set of biosynthetic enzymes. It is still not clear how his genes were organized in the genome of the last universal common ancestor community. The aim of this work was to analyze the structure, organization, phylogenetic distribution, and degree of horizontal gene transfer (HGT) of his genes in the Bacteroidota-Rhodothermota-Balneolota-Chlorobiota superphylum, a group of phylogenetically close bacteria with different surviving strategies. The analysis of the large variety of his gene structures and organizations revealed different scenarios with genes organized in more or less compact—heterogeneous or homogeneous—operons, in suboperons, or in regulons. The organization of his genes in the extant members of the superphylum suggests that in the common ancestor of this group, genes were scattered throughout the chromosome and that different forces have driven the assembly of his genes in compact operons. Gene fusion events and/or paralog formation, HGT of single genes or entire operons between strains of the same or different taxonomic groups, and other molecular rearrangements shaped the his gene structure in this superphylum
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