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Dalla collezione d’arte di Antonio Muñoz al Museo di Roma: dipinti e sculture dal XVII al XX secolo
Nel contributo si indaga il ruolo dello storico dell'arte Antonio Muñoz nell'istituzione del Museo di Roma. Muñoz ha infatti fondato il museo nel 1930, contribuendo ad arricchirne le collezioni attraverso donazioni e numerosi acquisti di opere presso i principali antiquari dell’epoca. Al Museo da lui fondato lo studioso ha voluto legare una parte cospicua delle sue collezioni: oltre 5.000 tra disegni, stampe e incisioni, nonché una serie di dipinti e sculture. In questo saggio si illustrano quattordici dipinti e un ritratto a busto, datati tra la prima metà del Seicento e gli anni Trenta del Novecento, che facevano parte della sua collezione d’arte privata
Antonio Muñoz storico dell'arte e collezionista. La fotografia per la ricerca e la didattica
Antonio Muñoz è stato uno dei personaggi più influenti e controversi della prima metà del Novecento in ambito accademico e in quello dell'Amministrazione delle Belle Arti. Tuttavia è poco nota la sua attività di studioso e il suo contributo, tutt’altro che marginale, alla disciplina storico-artistica, specialmente per quanto riguarda la riscoperta di artisti e opere del barocco romano. Nel volume si è scelto di presentare lo studioso in una veste inedita, quella appunto dello storico dell’arte, indagando dapprima il suo rapporto con la fotografia, poi gli studi sulle testimonianze artistiche e sui protagonisti del Seicento a Roma e infine le opere della sua raccolta d’arte, dispersa nel corso degli anni Sessanta, che riflettono un gusto collezionistico influenzato dai suoi specifici interessi storico-artistici
Da Antonio Muñoz a Federico Zeri: un’eredità culturale svelata dalle fotografie
Il contributo tratteggia le vicende culturali e storico-artistiche di Antonio Muñoz e Federico Zeri, nonché il loro percorso all'interno dell'Amministrazione delle Belle Arti. Muñoz ha donato il suo archivio fotografico e parte della sua collezione d'arte a Zeri in virtù del legame di parentela che li univa. A partire da questo importante lascito si è riflettuto sull’eredità culturale e sulla consonanza di interessi, finora trascurati, che accomunano i due studiosi romani nonché sul peso che dovette avere Muñoz nella formazione del giovane Zeri
New perspectives on Supino photo archive: fourteenth-century Pisan sculpture through the lens of Alinari and Ammagliati
This essay is focused on the photo archive belonging to Igino Benvenuto Supino, including more than 8,000 photographs, preserved in Bologna in the Department of Art's photo library named after him. In this paper I want to illustrate the content and history of his photo archive, donated to the University of Bologna by his heirs in the ‘50s, as well as the role of Igino Supino in the expansion of the University Photo Library. The attention of Supino towards photographic documentation to support teaching and historical-artistic research distinguishes his teaching at the University of Bologna. Here I introduce Supino’s photographic collection relating to the fourteenth century sculpture in Pisa and the works of art of Bargello Museum in Florence, that testify the collaboration of Igino Supino with Alinari photographers and Pietro Ammagliati, a pisan photographer specialized in reproducing works of art
16. Attilio Torresini (Venezia 1884 - Roma 1961), Ritratto della moglie Angela Colasanti, 1930 ca.
Scheda di catalogo di un'opera scultorea di Attilio Torresini che ritrae la moglie Angela Colasant
Byzantine Art in the Fototeca Zeri: Photographic Evidence from the Muñoz Collection
The paper deals with the Federico Zeri Foundation in Bologna, whose photographic library has more than 290,000 photographs that belonged to the art historian Federico Zeri (1921-1998). One of the most prominent photographic collection, which includes more than 2,500 photographs, is the one that belonged to the roman art historian Antonio Muñoz (1884-1960). My aim is to show and present some photographs from his private collection, in particular the photographic reproduction of the Smyrna Octateuch, a manuscript of the Twelfth century, which was destroyed by fire in 1922, and the photographs of Seraglio Octateuch. My paper focuses also on the way Muñoz borrowed a methodological approach from Nikodim Kondakov, the Russian art historian pioneer of Byzantine studies. By virtue of their tie of friendship Muñoz helped Kondakov to sell the manuscript of the third volume of his Ikonografia Bogomateri. Thanks to the intercession of Muñoz, who personally knew pope Pius XI, the manuscript was bought by the Vatican in 1924
La riproduzione fotografica dell'Ottateuco di Smirne dal fondo di Antonio Muñoz presso la Fondazione Federico Zeri
L’oggetto di studio di questo contributo è la riproduzione fotografica dell’Ottateuco di Smirne, codice miniato del XII secolo di scuola costantinopolitana, distrutto da un incendio nel 1922 durante la guerra greco-turca. Fino ad allora l’antico codice era conservato all’interno della Biblioteca della Scuola Evangelica di Smirne, l’attuale Izmir. Presso la Fondazione Federico Zeri di Bologna si conserva l’unica riproduzione fotografica integrale delle miniature del codice finora conosciuta. Le 329 fotografie sono giunte nella Fototeca grazie ad Antonio Muñoz (1884-1960) che le dona al cugino Federico Zeri (1921-1998) intorno alla fine degli anni Cinquanta del Novecento. Muñoz, noto storico dell’arte romano, studia per molti anni la miniatura bizantina e altomedievale, sia in Italia che nei paesi del Mediterraneo. Durante i suoi soggiorni a Istanbul ha la possibilità di consultare gli antichi codici conservati presso la Biblioteca del Serraglio. Proprio in virtù delle sue conoscenze in materia, nel 1905 collabora con il suo maestro Adolfo Venturi alla realizzazione della mostra italo-bizantina di Grottaferrata, prima esposizione europea interamente dedicata a opere e manufatti bizantini. Muñoz negli anni raccoglie un numero cospicuo di immagini (circa 2.500), che conserva nella sua fototeca privata. I suoi studi si concentrano anche sulle fotografie dell’Ottateuco di Smirne, lo dimostrano le numerose annotazioni manoscritte sul retro delle immagini e sui supporti cartacei che le contengono. Mediante questo contributo mi propongo di confrontarle con le fotografie dell’Ottateuco pubblicate nel 1909 da Dirk Christiaan Hesseling, facendo emergere analogie e differenze
Fotografie della ditta Danesi per i volumi di Antonio Muñoz (1906-1928)
Nel saggio si indaga la collaborazione tra Antonio Muñoz e la ditta fotografica Danesi di Roma. Le pubblicazioni di Antonio Muñoz illustrate dai fotografi Danesi e oggetto del contributo sono essenzialmente tre: L’art byzantin à l’exposition de Grottaferrata (1906), Il codice purpureo di Rossano e il frammento sinopense (1907), I quadri bizantini della Pinacoteca Vaticana provenienti dalla Biblioteca Vaticana (1928) e infine il catalogo della collezione Stroganoff, curato insieme a Ludwig Pollak, Pièces de choix de la collection du Comte Grégoire Stroganoff à Rome (1911-1912)
Il magistero di Antonio Muñoz all’Università di Roma e la riscoperta del barocco romano (1911-1927)
Nel contributo si ripercorrono in parallelo gli studi di Antonio Muñoz sul barocco e il suo magistero all'Università di Roma. A partire dagli anni Dieci del Novecento le sue ricerche e le sue pubblicazioni sono incentrate proprio sull’arte del Seicento, con particolare attenzione alla scultura e all’architettura barocca a Roma. Si evidenzia inoltre il metodo di insegnamento universitario di Muñoz, legato alle fonti storiche, letterarie e fotografiche
Il viaggio a Istanbul di Antonio Muñoz (1905-1906): la città e i monumenti nel suo fondo fotografico
Attraverso l’esame condotto su alcune sezioni della Fototeca della Fondazione Federico Zeri di Bologna, si indaga la documentazione fotografica acquisita da Antonio Muñoz durante il suo soggiorno a Istanbul tra il 1905 e il 1906 ed il valore di tali immagini quali suoi personali strumenti di conoscenza e di ricerca storico-artistica sul patrimonio monumentale della città
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