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Città e migrazione. Politiche e strategie per i nuovi luoghi della condivisione
Da sempre le città sono luogo di condivisione e tolleranza, spazio di scambio di beni materiali e di idee, luogo dove si ricompongono le fratture sociali. Negli ultimi anni la multiculturalità che caratterizza la società contemporanea, dovuta ai flussi migratori e connessa all'esigenza di integrazione sociale, ha trasformato i luoghi della vita di relazione.
A partire da una riflessione sulla necessità dei centri urbani, luogo di incontro di culture diverse, di accogliere un nuovo flusso di persone, la disciplina urbanistica deve rispondere alle diversificate e sovrapposte esigenze di una collettività plurale e mutevole.
In tale contesto, il paper intende indagare quali siano le politiche che assicurino la definizione di nuovi luoghi, accoglienti, ma non isolanti, con usi temporanei ma non precari, in linea con le trasformazioni della città contemporanea e con la domanda sociale che proviene dai diversi gruppi che coabitano il territorio metropolitano
Rigenerare la città storica. Strategie e strumenti per un piano locale innovato
Il volume affronta una riflessione sulle strategie e sugli strumenti finalizzati alla rigenerazione della città storica rileggendo il suo ruolo a fronte della nuova questione urbana che interessa la città contemporanea. I percorsi per la rigenerazione della città storica sono plurimi, così come lo sono le tipologie di soggetti coinvolti, gli strumenti da mettere a sistema e le modalità di intervento per rispondere alle sfide legate alle condizioni di degrado fisico e marginalità socioeconomica o di gentrificazione e musealizzazione, che ribadiscono la necessità di individuare nuovi riferimenti metodologici ed operativi per restituire qualità, abitabilità e attrattività alla città storica
Rigenerazione urbana e arte pubblica. Il caso del centro storico di Palermo
The progressive dissolution of the common heritage
of material and immaterial values, caused by the
intensification of the phenomena of fragmentation
of public space even in historic areas, transforming
public spaces into residual and abandoned spaces,
requires the development of a regeneration strategy
that intervenes on the physical aspects of marginality,
promoting economic development and social
inclusion, through an innovative and creative way
of using public spaces in historic centers. In this context,
culture and art become propulsive elements for
regeneration strategies, becoming bearers of new
values of inclusion and urban quality, as developed
by the experience of the Strategic Plan of the Metropolitan
City of Palermo, a city of intensity and widespread
cultural and artistic creativity, which attributes
the role of socio-economic development of the
historic city to culture and art, involving the Palermo
community in the activation of virtuous regeneration
processes
Patrimonio culturale e sviluppo sostenibile. Politiche, strategie e strumenti per la rigenerazione della città contemporanea
Nel contesto della crisi economica globale, le profonde mutazioni delle forme urbane, il progressivo incremento del consumo di suolo, l’esposizione ai rischi indotti dai cambiamenti climatici, hanno determinato un nuovo volto della città e dei territori contemporanei. In particolare le città italiane mostrano contesti storico-ambientali identitari, unici e complessi, che rappresentano la testimonianza di un patrimonio culturale consolidato ma in continua evoluzione. Nell’ottica dei connotati precipui della città contemporanea, si genera la necessità di definire strategie di rigenerazione urbana che utilizzino proprio il patrimonio culturale come motore per lo sviluppo sostenibile del territorio, come fattore di produzione e competitività e come mezzo per introdurre soluzioni innovative a livello sociale e ambientale. In particolare per patrimonio culturale si intende sia la memoria densa e stratificata, ma viva e attiva, dell’identità culturale delle comunità locali insediate, sia l’insieme costituito da paesaggio, centri storici e sistemi di beni alla base del heritage led-development suggerito dalla agende di molti organismi internazionali e sperimentato, ad esempio, dal recente progetto europeo denominato ROCK (Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities). A partire dagli stimoli provenienti da tali esperienze europee ed italiane, il paper coglie l’occasione per evidenziare la necessità di rivedere strategie e strumenti per intervenire efficacemente sul patrimonio culturale diffuso, ove le qualità storico-ambientali siano assunte quale fattore trainante delle ipotesi di sviluppo sostenibile
Città storica e welfare urbano. Strategie di rigenerazione per i centri storici di Taranto e Palermo
The current process of metropolization of the contemporary city, which tends towards the homologation and trivialization of the various cultural and identity landscapes and which has often dispersed a heritage of invaluable values producing areas without form and quality, associated with the phenomena of marginalization of the parts of ancient plant, substantiates a generalized demand for quality, highlighting the need to rethink the role of historical, cultural and identity permanences.
In this context, within the most advanced fronts of debate and experimentation, the opportunity to consider the role of these assets as structural components in urban regeneration strategies arises; strategies that integrates conservation and innovation, socio-economic revitalization and cultural enhancement. Starting from the relevance of the multiplicity signs and permanences that characterizes the Italian territories, testimony of identity uses and culture deeply layered on the palimpsest, the paper addresses a reflection on strategies aimed at contrasting the processes of social, economic and spatial polarization taking place in historic centers, supporting theoretical reflection through the study of national experiences that show a point of convergence in experimenting an integrated approach aimed at building the public city.
Among these, the paper explores two integrated projects for the recovery and redevelopment of historic centers in degraded conditions, in particular, the case of the Old city of Taranto (CIS “Taranto - Centro Storico”) and the case of the Historic Center of Palermo (CIS “Palermo - Centro Storico”), which are connoted by the presence of relevant and heterogeneous historical-cultural permanences and constitute emblematic experiences for the activation of regeneration strategies aimed at the recovery of urban quality and the achievement of new forms of well-being and social inclusion
Venerare la Vera Croce: osservazioni sulla stauroteca bizantina di Grado
La stauroteca d’argento dorato del Tesoro di S. Eufemia a Grado è stata generalmente considerata nella storia degli studi come un prodotto delle officine bizantine dell’inizio del VII secolo. La tradizione ha collegato il suo arrivo nella città adriatica alla donazione fatta dall’imperatore Eraclio (610-641) al patriarca gradese Primigenio. Mentre la provenienza dall’Oriente bizantino è indiscutibile, l’attribuzione cronologica deve essere ripensata sulla base di considerazioni stilistiche (per quanto possibile, dato il precario stato di conservazione dell’oggetto), tipologiche, paleografiche e documentarie. Viene qui condotta una
nuova disamina delle fonti archivistiche di età medievale e moderna, delle testimonianze grafiche e dei modelli di riferimento per ricostruire la possibile forma originaria del reliquiario e la sistemazione del suo prezioso contenuto. Su un piano più ampio, questo articolo mira a esaminare i rapporti culturali e artistici tra Bisanzio e l’Italia nel Medioevo, attraverso le vicende che legarono il patriarcato di Grado a Venezia e al Mediterraneo orientale.The gilded silver staurotheke from the Treasury of St. Euphemia in Grado has been generally considered in scholarship to be a product of the Byzantine workshops of the early 7th century. Tradition has associated its arrival in the city on the Adriatic with the donation made by Emperor Heraclius (610-641) to the Grado patriarch Primigenius. While its provenance from the Byzantine East is indisputable, its chronological attribution must be reconsidered based on stylistic (as far as possible, given the object’s poor state of preservation), typological, palaeographical and documentary considerations. A new investigation
of medieval and modern archival sources, graphic evidence, and models is hereby conducted in order to reconstruct the possible primitive form of the reliquary and the arrangement of its precious contents. More broadly, this article aims to explore the cultural and artistic relations between Byzantium and Italy in the Middle Ages, through the events that tied the Patriarchate of Grado to Venice and the Eastern Mediterranean
Palermo. Il Piano Regolatore Generale 2.0: il patrimonio culturale
L’attuale processo di metropolizzazione della città contemporanea, che tende all’omologazione e alla banalizzazione dei diversi paesaggi culturali e identitari e che spesso ha disperso un patrimonio di inestimabili valori creando aree senza forma e qualità, associato ai fenomeni di marginalizzazione delle parti di più antico impianto, sostanzia una generalizzata domanda di qualità, richiamando la necessità di ripensare il ruolo delle permanenze storico-culturali e identitarie.
In questo quadro, all’interno dei fronti più avanzati del dibatto e della sperimentazione, emerge l’opportunità di considerare il ruolo di tali beni quali componenti strutturali nelle strategie di rigenerazione urbana, integrando conservazione e innovazione, rivitalizzazione socio-economica e valorizzazione socio-culturale. Partendo dalla consapevolezza della rilevanza della molteplicità di segni e permanenze che connota i territori italiani, testimonianza di usi e culture identitari profondamente stratificati sul palinsesto, il contributo affronta una riflessione sulle strategie finalizzate a contrastare i processi di polarizzazione sociale, economica e spaziale in atto nei centri storici, supportando la riflessione teorica attraverso lo studio di esperienze nazionali che trovano un punto di convergenza nella sperimentazione di un approccio integrato finalizzato alla costruzione della città pubblica.
Tra queste il paper approfondisce i progetti integrati per il recupero e la riqualificazione di centri storici in condizioni di degrado, in particolare, analizzando il progetto del Centro Storico di Palermo (CIS “Palermo – Centro Storico”), che, connotato dalla presenza di rilevanti ed eterogenee permanenze storico-culturali, costituisce un'esperienza emblematica per l’attivazione di strategie di rigenerazione finalizzate al recupero della qualità urbana e al conseguimento di nuove forme di benessere e di inclusione sociale
Bologna. La sperimentazione tra piano e programmi
Il Piano di Bologna approvato nel 2008, anticipando il ruolo della Città quale capitale del sistema urbano regionale, è ritenuto uno degli esempi più avanzati di applicazione della riforma urbanistica proposta nel 1995 dall’INU, che ha avuto un ruolo decisivo nella definizione della Legge regionale n. 20/2000, considerata come il prodotto meglio riuscito delle sue indicazioni originarie e di cui ha seguito la sperimentazione . La Regione Emilia-Romagna si è dotata, infatti, di una Legge regionale riformista attribuendo ai comuni la responsabilità di definire una pianificazione urbanistica che segua i principi di sostenibilità ed economicità, delineando una nuova fase di pianificazione per la città di Bologna, con un approccio che risultava fortemente innovativo nel metodo e nei contenuti. La riflessione sul complesso degli strumenti utilizzati e sulla loro adeguatezza, partendo proprio dall’esperienza bolognese che sembra riuscire ad integrare settori e temi, tutele e trasformazioni, piani e politiche, si rilegge nella modifica del sistema generale della pianificazione urbanistica delineata dalla Legge regionale n. 24/2017. Tale Legge, passando “da un sistema di pianificazione a cascata ad uno per competenza”, definisce un cambiamento di paradigma incentrato sulla rigenerazione della città esistente
Soap films: from the Plateau problem to deformable boundaries
Pubblicato online: 30 nov 2024
Pagine: 137 - 155
Ricevuto: 09 ott 2024
Accettato: 20 nov 2024
DOI: https://doi.org/10.2478/caim-2024-0019
Parole chiave
Soap films, Plateau problem, Kirchhoff-Plateau problem
© 2024 Giulia Bevilacqua et al., published by Sciendo
This work is licensed under the Creative Commons Attribution 4.0 International License.
A review on the classical Plateau problem is presented. Then, the state of the art about the Kirchhoff-Plateau problem is illustrated as well as some possible future directions of research
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