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TECNICHE ESTRATTIVE ED INFLUENZA SULLE CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE ED ORGANOLETTICHE DEGLI OLI
Il leggendario albero di ulivo (Olea europaea L.) e l’olio ricavato dai suoi frutti hanno accompagnato
la storia dell’umanità. Infatti, all’inizio dell’Età del Rame nel VI millennio a.C. esisteva
nel sud dell’Armenia, un cespuglio spinoso che produceva piccoli frutti, con nocciolo grande e
poca polpa: l’olivo selvatico. Ancora oggi questa pianta si trova in quell’area da cui si è diffusa
verso i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Successivamente fu scoperto che era possibile
ricavare dai suoi frutti, con la spremitura, un liquido denso ed untuoso, benefico per proteggere
la pelle che sotto l’azione del sole poteva bruciare facilmente, utile anche per illuminare
le lunghe e buie notti.
L’olio da olive possedeva inoltre un sapore gradevole grazie al quale, nel tempo, si è affermato
come pregevole alimento, simbolo della alimentazione mediterranea.
E’ storia recente la diffusione della pianta d’olivo in areali di coltivazione diversi dal tradizionale
bacino mediterraneo. Il Cile, l’Argentina, il Sud Africa, l’Australia e recentemente la Cina,
rappresentano aree geografiche dove la coltivazione si sta diffondendo e il prodotto acquisisce
una sempre maggiore propria identità, attraverso peculiari caratteri di tipicità. Anche la qualità
sta crescendo e soltanto i limitati quantitativi di olio prodotti non fanno intravedere, almeno
a breve, queste aree produttive come potenziali concorrenti dei paesi del bacino Mediterraneo
(Spagna, Italia e Grecia)
L’OLIO D’OLIVA: UN NUTRACEUTICO NATURALE
Chi volesse ripercorrere il ruolo dell’olio d’oliva, non solo per le proprietà nutrizionali, deve constatare
che, per una tradizione lontana nella notte dei tempi, l’olio d’oliva extra vergine è stato
sempre considerato una sostanza a metà strada tra l’alimento ed il medicinale (Mazzini, 2000).
Quello che Omero chiamava “oro liquido” ha ricoperto nei secoli una notevole funzione terapeutica.
Infatti l’olio d’oliva è stato ritenuto indispensabile per l’igiene del corpo, per la cosmesi,
per ravvivare e conservare i capelli e il loro colore naturale, per i massaggi muscolari ed articolari
nei guerrieri e nei lottatori con lo scopo di recuperarne la funzione e ridurre i dolori dei
vari traumi, per ripulire e favorire la guarigione delle ferite, per la cura delle ustioni e dei sofferenti
di stomaco, di fegato, di intestino.
E’ stato tenuto in notevole considerazione da Ippocrate (460-377 a.C.) padre della medicina occidentale
e Plinio il Vecchio (24-79 d.C.) annovera ben 48 medicamenti a base di olio d’oliva.
Nel medio evo il “monacus infirmorum” delle abbazie, medico e speziale, usava preparati a base
di olio per curare infezioni ginecologiche, scottature e gonfiori e molte di queste indicazioni terapeutiche
sono state codificate nel X-XII secolo negli scritti della Scuola Medica Salernitana,
prima scuola medica dell’occidente.
Le cose non sono cambiate durante tutto il Rinascimento e in tutte le farmacie non mancava
mai il vaso dell’Oleum in quanto all’olio venivano riconosciute proprietà nella cura delle cardiopatie,
della febbre, e come ipotensivo, antidiabetico, emolliente e diuretico.
Fino a tutto l’ottocento l’olio d’oliva è stato usato anche per curare l’otite e come blando purgante
e, fino a pochi anni fa, prima della disponibilità della vitamina D, gli anziani agricoltori
lo impiegavano per massaggiare i bambini rachitici, per cospargere le gengive colpite da piorrea,
per le nevriti, per le distorsioni, per estrarre le spine da sotto la pelle, per curare il mal di
pancia, per ammorbidire i duroni dei piedi e, con erbe revulsive, per la caduta dei capelli. Furono
anche affinate le tecniche per la preparazione con l’olio di preziosi balsami e profumi.
Oggi si ricorre ancora a certi accorgimenti di un tempo, nei quali l’olio d’oliva extra vergine
costituisce un elemento fondamentale, anche se non sempre con pieno successo
COMPONENTI FENOLICI DEGLI OLI EXTRAVERGINI DI OLIVA: STRUTTURA CHIMICA, RUOLO E COMPORTAMENTO AL GUSTO
Quando si parla di componenti fenolici dell’olio extra-vergine di oliva ci si riferisce ad una classe di sostanze, spesso impropriamente nominate anche “polifenoli”, caratterizzate da almeno un singolo anello fenolico, sostituito con altri gruppi funzionali o con altri gruppi ossidrilici.
Per comprendere il comportamento dei fenoli dell’olio ed, in particolare, gli aspetti di maggior rilievo tecnologico, nutrizionale e sensoriale, è necessario, ancora prima di effettuarne una
classificazione, soffermarsi sugli aspetti di tipo chimico e strutturale della struttura monomerica
COMPONENTI FENOLICI DEGLI OLI EXTRAVERGINI DI OLIVA: CARATTERIZZAZIONE ED ATTIVITÀ ANTIOSSIDANTE
Canzoneri è stato il primo ricercatore ad aver osservato, nel 1906, la presenza di composti fenolici
nell’olio vergine di oliva. Successivamente, i primi studi mirati alla determinazione quali/
quantitativa di questi composti sono stati effettuati da Cantarelli e Montedoro negli anni ’60.
Ad oggi non esiste ancora una metodica ufficiale per la determinazione di questi composti in
quanto questo parametro non è utilizzato per la classificazione degli oli di oliva, anche se in numerosi
disciplinari relativi alla produzione degli oli a denominazione di origine protetta (DOP)
sono riportati i valori minimi relativi al loro contenuto. Il problema sta nel fatto che, sul totale
delle 35 DOP riconosciute in Italia, ben 16 riportano un contenuto minimo di composti fenolici,
ma soltanto 1 indica il metodo da utilizzare per la determinazione. Infatti, molto spesso,
per le determinazioni di routine vengono impiegati metodi rapidi fondati su misure
spettrofotometriche che si basano sulla reazione di alcuni composti con i gruppi funzionali
dei fenoli. Tuttavia questi ultimi metodi presentano molti limiti, legati principalmente alla mancanza
di selettività delle reazioni, e quindi all’influenza di interferenti. Per contro, negli ultimi
anni sono stati sviluppati differenti metodi basati su tecniche ad alta risoluzione, recensiti in
un recente articolo (Carrasco-Pancorbo et al., 2005) sono stati: i primi metodi sviluppati utilizzavano
la cromatografia gassosa (nell’articolo menzionato ne sono stati recensiti 10), mentre,
successivamente, la tecnica analitica che si è mostrata più adatta a questo tipo di determinazione
ha previsto l’utilizzo della cromatografia liquida ad alte prestazioni (47 metodi
recensiti); solo negli ultimi anni è stata applicata l’elettroforesi capillare per l’analisi dei composti
fenolici (5 metodi recensiti)
LE SOSTANZE RECUPERABILI DALLE ACQUE REFLUE: ESPERIENZE A CONFRONTO
Le olive sono particolarmente ricche di sostanze bioattive, ossia dotate di una potenziale attività in vivo. Durante il processo di estrazione dell'olio, attraverso un processo di partizione che dipende principalmente dalla solubilità delle molecole in acqua o in olio, una gran parte di tali sostanze resta nei sottoprodotti. Essi sono costituiti dalla sansa, ossia il materiale solido più o meno umido (orujo in spagnolo, olive oil cake in inglese) dall'acqua reflua di vegetazione (alpechin o olive mill waste water) e da un sottoprodotto più recente, solido, con una umidità relativa molto alta (fino al 70%), proveniente dalla frangitura con sistemi continui a due fasi che costituiscono la quasi totalità degli impianti di estrazione iberici (90%). Per denominare quest’ultimo sottoprodotto, da loro prevalente, che di fatto è una sansa molto umida e oleata, gli spagnoli hanno coniato il termine di alperujo (two phase olive mill waste). Nel nostro paese l’impianto continuo più diffuso è invece a tre fasi; esso produce una sansa meno umida dell’alperujo ed un quantitativo di acqua di vegetazione molto più
alta. In Italia, è l’acqua di vegetazione il sottoprodotto principale in termini di volumi, di problema ambientale e, quindi, anche di risorsa riutilizzabile. L’uso alternativo allo spandimento in campo è rappresentato dalla depurazione fino alla potabilizzazione dell’acqua (o alla produzione di acqua sterile) ed un impianto sperimentale è descritto in questo manuale, mentre l’utilizzazione delle sostanze solide può avvenire, com’è stato efficacemente proposto in una rassegna del 2006 per:
1. estrazione di composti naturali
2. bioconversione in prodotti utilizzabili
I BIOFENOLI NELLE ACQUE DI VEGETAZIONE: ASPETTI ANALITICI
In questo capitolo sono dicusse le caratteristiche chimiche delle acque di vegetazione, i principali biofenoli contenuti nelle olive, nella sansa di oliva, nell’olio vergine da olive, nelle acque di vegetazione, gli studi per ottimizzare l’estrazione dei biofenoli dalla acque di vegetazione, la bioattività dei biofenoli contenuti nelle acque di vegetazione
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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