45 research outputs found

    Comunicazione e non violenza. Dai problemi di comunicazione alla comunicazione come risorsa

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    Questo libro raccoglie gli atti della II edizione del convegno nazionale interdisciplinare “La comunicazione come antidoto alla violenza”, svoltosi a Firenze il 13-14 giugno 2003 e incentrato sulle politiche e le metodologie di prevenzione e gestione costruttiva dei conflitti. Al convegno, organizzato dalle Università di Firenze e Siena, sono intervenuti relatori provenienti da Università, Istituti e Centri di ricerca di tutta Italia con un’ampia e diversificata estrazione disciplinare. Il Comitato organizzatore era composto da: Prof. Giovanni Bechelloni (Università di Firenze) Prof. Enrico Cheli (Università di Siena) Prof. Alberto L’Abate (Università di Firenze) Il convegno ed il libro partono dall’assunto che in questi tempi di crescente conflittualità internazionale, etnica, sociale e interpersonale appare determinante incrementare la consapevolezza e la qualità della comunicazione nelle relazioni tra gli individui, tra i gruppi sociali, le culture, gli stati, in modo da spostare sempre più la polarizzazione delle relazioni umane da «conflitto e competizione» a «dialogo e cooperazione». Le scienze umane e sociali, attraverso un approccio interdisciplinare che riconosca la natura complessa dei fenomeni e l’interrelazione dei processi, possono svolgere in questo un ruolo centrale, sia sul piano della ricerca sia su quello della formazione. Il libro mette a confronto modelli teorici, metodologie di intervento, ricerche ed esperienze riguardanti la genesi, dinamica, prevenzione e gestione costruttiva dei conflitti e della violenza a diversi livelli: dal macrosociale al mesosociale, fino al microsociale e all’intrapsichico. Il presupposto di fondo è che i conflitti degenerano e diventano distruttivi anche a causa di chiusure comunicative e di difficoltà nelle relazioni. Aumentando le occasioni di comunicazione e migliorandone la qualità si può contribuire a gestirli in modo non distruttivo. Il piano dell’opera è il seguente: - PARTE 1 - INTRODUZIONE Contributi di: Giovanni Bechelloni (Università di Firenze), Enrico Cheli (Università di Siena), Alberto L'Abate (Università di Firenze). - PARTE 2 - LA SOCIETÀ MULTICULTURALE: DAL CONFLITTO DISTRUTTIVO ALLA DIVERSITÀ COME RISORSA Contributi di: Lucia Ricco (Assemblea Spirituale Baha'i d'Italia), Maurizio Lozzi (Università di Cassino), Elisabetta Damianis (Counselor), Cristiano Inguglia e Ronan Di Maria (Università di Palermo), Enrico Euli (Università di Cagliari), Ada Cattaneo (IULM). - PARTE 3 - PREVARICAZIONE E VIOLENZA NELLA SCUOLA Contributi di: Angela Dogliotti Marasso (Centro sturi D. Sereno Regis, Torino), Giovanna Providenti (Università Roma Tre), Tiziano Telleschi (Università di Pisa), Paolo Nicosia (Università di Pisa) - PARTE 4 - LA VIOLENZA NEI MEDIA Contributi di: Paolo Archi (Università di Firenze), Carlo Catarsi (Università di Firenze), Andrea Volterrani (Università di Firenze), Enrico Cheli (Università di Siena) - PARTE 5 - CONFLITTI COSTRUTTIVI E DISTRUTTIVI NELLA COPPIA E NELLA FAMIGLIA Contributi di: Daniele Cardelli (Università di Firenze), Maria Martello (Università Ca' Foscari, Venezia), Enrica Brachi (Università di Siena), Antonino Drago (Università "Federico II", Napoli), Fiorella Tonello (Mediatori Familiari Associati) - PARTE 6 - LA VIOLENZA SUL LAVORO E NELLA SOCIETÀ CIVILE Contributi di: Carlo Bandiera (IRI Management/Università "Tor Vergata", Roma), Giuseppe Mani Monteverde (Consulente gestione conflitti), Iscander Micael Tinto (Consulente e formatore), Nicola Lopane (Università di Perugia), Francesco Tullio (Università di Siena), Paola Rebughini (Università di Milano), Claudio Baraldi e Alberto Dreossi (Università di Modena e Reggio Emilia)

    Giovanni BECHELLONI et Milly BUONANNO (dir.) (1997), Television Fiction and Identities : America, Europe, Nations

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    Giovanni Bechelloni est sociologue de la culture à l’Université de Florence et Milly Buonanno enseigne la théorie et les techniques de communication de masse à l’Université de Salerne. Ce collectif qu’ils ont dirigé constitue la première publication émanant d’Eurofiction, un observatoire européen lancé en 1996 et réunissant des centres de recherche voués à l’étude de la fiction télévisuelle dans cinq pays (Italie, Espagne, Allemagne, Royaume-Uni et France). Reproduisant les textes d’un colloq..

    Da Torino a Parigi: Laura Malvano storica e critica d’arte

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    Cet ouvrage collectif auquel ont participé des historiens de l’art prestigieux, des conservateurs de musées et des commissaires d’expositions, historiens de leur propre métier, porte sur deux artistes remarquables de la première moitié du XXe siècle, Nella Marchesini et Ugo Malvano, ainsi que sur l’œuvre critique de leur fille, une historienne de l’art au parcours exceptionnel, Laura Malvano Bechelloni, spécialiste du rapport entre art et politique dans la France du XIXe siècle et dans l’Italie du XXe, mais aussi de peintres éminents tels que Courbet, Pissarro, Bonnard. Il recueille également plusieurs études, à la fois pointues et personnelles, sur quelques figures, grandes et moins grandes, de l’histoire de l’art surtout italien, du Moyen Âge à nos jours (Barnaba da Modena, Bartolomeo Sanvito, Michelange « recyclé au XXe siècle », Rembrandt, Filippo Baldinucci, Andrea Gastaldi, Carlo Scarpa, Franco Garelli, Jean-Michel Basquiat, etc.) ainsi que sur des cycles importantes d’expositions dans l’Italie du XXe siècle

    Le débat historiographique italien autour du fascisme et de l'antifascisme

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    Antonio Bechelloni The debate on Fascism and anti-Fascism in Italian historiography In recent years - especially since Silvio Berlusconi's electoral victory in May 2001 - a new understanding of "Fascism" and its place in Italian history has appeared in Italy. What has contributed most to this ? Is it historical research alone and most particularly that of Renzo De Felice in his monumental biography of the Duce, begun in 1965 and pursued up until the author's death in 1996 ? Or is it an interaction between this research and the media - partly inspired by the author himself - that has arisen from a general change in politics and public opinion ? Other historians and opinion-makers do not share De Felice's reappraisal either of Mussolini or of fascism's contribution to Italian life and history. What is their reaction and how do they relate to public opinion in terms of their own views on Italy's Fascist past ? These are some of the questions the article attempts to answer.Bechelloni Antonio. Le débat historiographique italien autour du fascisme et de l'antifascisme. In: Matériaux pour l'histoire de notre temps, n°68, 2002. Historiens et usages publics du passé - Allemagne, Italie, Russie, sous la direction de Robert Frank. pp. 35-41

    Il falso dilemma pubblico-privato. L’anomalia della scuola italiana nel contesto europeo

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    Il modello organizzativo del sistema scolastico italiano in prospettiva storica e comparata nel contesto europeo; prospettive per un adeguamento della scuola italiana al “sistema medio europeo”.- Indice #4- Introduzione, Marcello Pacini #8- Nota metodologica #14- Cap.I Il modello organizzativo del sistema scolastico italiano #18- Cap.II Il sistema medio europeo. Sistemi e problemi di un'analisi comparata #54- Cap.III Verso la deburocratizzazione. Prospettive per un adeguamento della scuola italiana al “sistema medio europeo” #114- Allegato I La struttura del sistema scolastico italiano #146- Relazioni e interventi di discussione sulla ricerca #206- Intervento On. Francesco Casati, Presidente della Commissione Istruzione e Belle Arti della Camera dei Deputati #208- Intervento Sen. Luigi Covatta, Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione #212- Intervento Sen. Salvatore Valitutti, Presidente della Commissione Istruzione Pubblica e Belle Arti del Senato della Repubblica #215- Intervento Emanuele Caruso, Dirigente Generale dell'Istruzione Tecnica, Ministero della Pubblica Istruzione #219- Intervento Mario Dupuis, Responsabile Scuola del Movimento Popolare #222- Intervento On. Laura Fincato, Vicepresidente della Commissione Istruzione e Belle Arti della Camera dei Deputati #225- Intervento Aureliana Alberici, Responsabile Scuola/Università della Direzione del P.C.I. #229- Intervento Paolo Serreri, Federazione Scuola Università C.G.I.L. #237- Intervento Daniela Silvestri, Rappresentante nazionale del Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola SNALS #242- Intervento Paolo Martelli, Direttore di POLITEIA - Centro per la ricerca e la formazione in politica ed etica #245- Intervento Salvatore Sechi, Professore ordinario di Storia Contemporanea, Università di Bologna #252- Intervento Piero Romei, Ricercatore dell'ISGO #257- Intervento Giovanni Bechelloni, Professore ordinario di Sociologia dei processi culturali, Università di Firenze #263- Intervento Giorgio Allulli, Censis #266- Intervento Graziella Morselli, FNISM #270- Intervento Luigi Pedrazzi, Il Mulino #274- Intervento Luciano Benadusi, Responsabile Settore Università e ricerca scientifica della Direzione Socialista #277- Intervento Mario Caronna #Coordinatore scientifico del Centro Studi di Milano #282- Intervento Adriana Rosas, Ricercatore presso il CLAS #287- Intervento Giovanni Tesoro, Ricercatore presso l’ISGO #290- Considerazioni conclusive Luisa Ribolzi, CLAS #29

    Audiência: uma abordagem sociológica da comunicação

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    O artigo discute como as audiências têm sido subestimadas por profissionais, intelectuais e pesquisadores que pensam os meios de comunicação e trabalham neles. Essa subestimação resulta, principalmente na TV, na falta de respeito à qualidade da programação, às mudanças na grade e no horário, e está baseada na concepção segundo a qual a audiência é uma massa indistinta, e não formada por cidadãos que devem ter respeitados os seus direitos. O autor afirma também que esse tipo de subestimação está ligado ao atraso dos estudos sobre os meios de comunicação na Itália e, ainda, à falta de formas avançadas de tratar a comunicação/educação nas escolas. Com essa postura, os italianos deixaram de abordar os meios de comunicação como objetos sociais complexos, que têm relevância estratégica para o funcionamento das instituições fundamentais: o mercado, a democracia e a formação.The article discusses how professionals, intellectuals and researchers who design the means of communication and work in them, have underestimated audiences. This underestimation results, especially in TV, in the lack of respect with the quality of programming, in programming and time changes, and is based on the conception according to which the audience is an indistinct mass, one that is not formed by citizens who must have their rights respected. The author also claims that this type of underestimation is connected to the delay in studies on communication/education in schools. With such a posture, the Italians have not considered the means of communication as complex social objects that are strategically relevant to the functioning of fundamental institutions: the market, Democracy and schooling.

    Chapter Gli studi sociologici

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    The teaching of sociology at Cesare Alfieri began in 1910 and developed through key figures like Giovanni Lorenzoni and Camillo Pellizzi. Initially seen as a secondary discipline, sociology gained ground post-WWII thanks to institutional support and figures such as Luciano Cavalli, who connected empirical research with Weberian theory. The 1960s and 1970s marked its academic expansion, responding to Italy’s social transformations; specifically, studies of Cultural Sociology were developed with Giovanni Bechelloni and Economic Sociology with Arnaldo Bagnasco, Carlo Trigilia and Franca Alacevich

    Les face-a face politiques televises en France et en Italie : analyse socio-semiotique des discours

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    Defence date: 18 June 2001Examining board: Prof. Giovanni Bechelloni (Università di Firenze) ; Dr. Patrick Champagne (Centre de Sociologie Européenne, Paris) ; Prof. Gianfranco Poggi (IUE, Firenze, directeur) ; Prof. Peter Wagner (IUE, Firenze)PDF of thesis uploaded from the Library digitised archive of EUI PhD theses completed between 2013 and 201

    A italianidade como recurso cosmopolita

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    Este artigo trata do conceito de italianidade, tanto do ponto de vista da fenomenologia como do ponto de vista da teoria. Procurarei tratar desse assunto de modo a demonstrar seu potencial heurístico ou educativo para: (a) pesquisar a comunicação intercultural e internacional; (b) construir políticas educativas que tendam para a formação de um novo cosmopolitismo responsável e inclusivo; e (c) desenvolver uma consideração mais ampla e mais prolongada dos temas da guerra e da paz
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