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Individuo, società e Stato nel "meccanismo" della "Logica" di Hegel
Nel saggio è affrontata la questione del rapporto fra individuo, società moderna e Stato nel quadro della ricostruzione logica e politica che Hegel ne compie nel "meccanismo", seconda sezione della “Dottrina del concetto” della “Scienza della logica”. Muovendo da una critica delle posizioni che individuano solo nella categoria di “esser per sé” la più adeguata base per pensare la logica della società civile moderna, rimuovendo ogni riferimento tanto alle determinazioni della riflessione della “Dottrina dell'essenza” quanto al “meccanismo” della “Dottrina del concetto” della “Logica”, si compie poi uno scavo nel significato dei sillogismi del "meccanismo assoluto" per verificare la presenza in essi dei motivi che conducono, nella “Filosofia del diritto” (1821), a passare dalla società civile allo Stato. La conclusione del saggio è che tali sillogismi consentano di pensare il processo di autonoma organizzazione e totalizzazione della società civile come base del passaggio allo Stato
Introduzione
Nel testo si esplicitano l'ispirazione complessiva che ha governato le ricerche presenti nel volume e i risultati cui esse pervengono
A SINISTRA. IL PENSIERO CRITICO DOPO IL 1989, DI GIORGIO CESARALE
Un’agile guida, è così che Giorgio Cesarale definisce il suo libro A sinistra. Il pensiero critico dopo il 1989, pubblicato da Laterza nel mese di febbraio 2019 a trent’anni dalla caduta del muro di Berlin
Giorgio Cesarale, Hegelova ideja apstraktnog rada u Osnovim crtama filozofije prava
In this essay, I examine Hegel’s conception of abstract labour in the Elements of the Philosophy of Right, and also try to trace its embryonic formulation in the Jena writings. My analysis departs from §198 of the Elements of the Philosophy of Right and focuses on the concept of “entire necessity” which Hegel sees at work within the modern economic system, which he defines as a system of all-round interdependence. This “entire necessity” demands that labour establishes itself according to mechanical modes. Consequently, what Hegel called “variety” in the System of Ethical Life, that is, the world of qualities, has to be excluded from productive labour. The exclusion of variety coincides, however, with the reduction of concrete labour to abstract labour, labour ganz quantitativ. Yet, if labour becomes abstract, it can be easily replaced by the machine. The machine is an external thinghood, which relies upon the principle of “quantity”, and is capable of being self-acting. It reproduces, therefore, on the "objective”/naturalistic level the structure of abstract labour. In the last part of the essay, I examine the consequences of the emergence of abstract labour on subjectivity
La vita, il riconoscimento, e la struttura duplice del dominio
In questo articolo analizzo la figura del padrone-servo nella Fenomenologia
dello Spirito sullo sfondo dell’ontologia di Hegel della vita
come processo incarnato. Sostengo quindi che il tema di questa figura
è la questione del dominio in generale, inteso come relazione sociale
di assoggettamento che può assumere diverse configurazioni storiche.
La dominazione è intesa come una relazione di disparità di status tra
soggetti dominanti e dominati. Pertanto, la dominazione avrebbe un
aspetto intersoggettivo, in quanto costituita da relazioni asimmetriche
di riconoscimento, e uno materiale, poiché questa disparità di status di
riconoscimento comporta l’estrazione di risorse fisiche e simboliche
dai soggetti subordinati
ETHOS, STRANIAMENTO, BRIVIDO. QUALCHE CONVERGENZA DAL RECENTE DIBATTITO STORICO-ARTISTICO SUL PROBLEMA DEL RICONOSCERSI
In omaggio ai 70 anni di Lucio Cortella, i suoi amici, colleghi, e allievi più stretti offrono un piccolo saggio della fecondità del suo pensiero: una riflessione ricca, ambiziosa e rigorosa, che ha portato Cortella a sviluppare un'affascinante interpretazione di Hegel, rielaborare la teorica critica francofortese e formulare un'originale filosofia del riconoscimento
Volontà, riconoscimento, adeguamento
Cicero, Seneca and Hierocles evoke a sort of natural impulse to self-preservation, in the name of which we choose what is convenient and then decide our actions. Consequently, every man becomes responsible for fulfilling the task (officium) entrusted to him by nature, in coherence with the life of the universe. But it is important to observe how much not only the Stoic doctrine, but also the diffusion of the Aristotelian perspective play a role in the background. Hence the importance of verifying the meaning assumed by the "will": it can allow one to decide in consonance (congruenter) or otherwise with destiny
Hegel nel comunismo italiano degli anni Settanta
Quando si riunirono a Napoli nel 1970, per i duecento anni dalla sua nascita, i tanti studiosi del grande filosofo tedesco lo fecero sotto un titolo oggi impensabile ma, allora, particolarmente indovinato: Incidenza di Hegel. Nella fase di massima ascesa del marxismo, erano i filosofi del Partito comunista italiano a sentire forte il bisogno di un confronto con il pensatore di Stoccarda. Come fu subito notato, la storicizzazione dell’opera hegeliana e il suo accostamento a quella marxiana erano un’«operazione culturale, più che filosofica (perché in questo senso un vero allontanamento da Hegel non c’era mai stato), complessa e dotata di vari significati». Di certo, il “ritorno a Hegel” che impegnò il comunismo italiano nell’Italia degli anni Settanta non fu vissuto come un esercizio accademico. Nella «lettura politica dell’hegelismo» confluivano, infatti, «i temi nodali della transizione, del rapporto tra democrazia e socialismo, della pratica politica rivoluzionaria, dell’intellettuale “organico”»
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