177,761 research outputs found

    Il Sistema delle Aree Gioco Urbane di San Giorgio a Cremano.

    No full text
    Il Comune di San Giorgio a Cremano, già impegnato nello sviluppo di una politica di servizi per l’infanzia, nel 1994 (Del. C.C. n° 53/94), ha istituito un Laboratorio Regionale denominato «Città dei bambini e delle bambine» con sede in Villa Falanga che da un lato vuol essere un punto di riferimento per i cittadini, per le associazioni, per i bambini e dall’altro uno stimolo per l’Amministrazione comunale e per gli esperti allo sviluppo della città. Il Laboratorio è il luogo in cui attraverso un'attività adeguata si stabilisce una significativa relazione tra i bambini e gli adulti, creando le occasioni per una reale trasformazione e miglioramento della vita urbana. L’importanza che riveste il Laboratorio Regionale, in ambienti territoriali fortemente antropizzati, è fondamentale perché è proprio in questi luoghi che si avverte maggiormente il divario tra l’esigenza dei bambini di avere a disposizione un ambiente che gli consenta uno sviluppo fisico, sociale e culturale, e la realtà presente nei nostri territori, dove viene ad essere sottratta tutta quella parte di spazio per il gioco che è necessario ad una crescita sana del bambino. In ambienti così densi dal punto di vista edilizio i margini dei luoghi destinati alla crescita si riducono a tal punto da rappresentare quei fattori che possono generare il disagio sociale. Il bambino ha bisogno del contatto con la natura, quindi nel generare contesti urbani così fortemente urbanizzati aumentiamo i fattori di rischio di far delle nuove generazioni con alti livelli di criminalità, conflittualità, dipendenza da fenomeni di deviazione sociale, perché manca lo spazio sufficiente per poter svolgere delle attività che sono naturali nell’età della crescita. San Giorgio a Cremano non è la città dei bambini. È però una città che ha accettato questa sfida e si è data una struttura interna che denuncia la contraddizione e propone il cambiamento. In relazione con l’iniziativa del "GIORNO DEL GIOCO", istituito con delibera di G. C. n° 295 del 22 settembre 2006, ed in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine ha voluto realizzare una ricerca sulle Aree Gioco Urbane del Comune. Scopo dell’iniziativa è di riappropriarsi degli spazi urbani e renderli vivibili per tutti, luoghi di gioco sicuri, rinsaldando così quel senso di appartenenza al territorio che purtroppo oggi va sempre più scomparendo. San Giorgio a Cremano è la prima città della Regione Campania, e una delle poche in Italia, che dedica una giornata al gioco: un grande appuntamento dedicato al gioco come mezzo di espressione, comunicazione e incontro tra adulti, ragazzi e bambini, caratterizzato da interventi di attività ludico-ricreativa, realizzati nei luoghi pubblici della città e all’interno delle scuole. Perché giocare è immaginare, perché la vita è gioco e il gioco è esperienza, rispetto delle regole e convivenza. Il 25 gennaio 2011 a San Giorgio a Cremano è stato presentato il piano R. A. B. B. I. (Ricerca Azione con i Bambini e le Bambine Internazionale) il nuovo piano triennale del Laboratorio Regionale “Città dei bambini e delle bambine”. Un nuovo strumento strategico e innovativo per favorire il dialogo fra i diversi soggetti operanti nel territorio, per conoscere meglio la Città e i suoi problemi, tenendo conto del punto di vista degli abitanti più deboli, al fine di programmare interventi orientati al soddisfacimento dei bisogni di tutta la cittadinanza. L’obiettivo del piano, che vuole aiutare a fare scelte migliori per la Città nei prossimi anni, è quello di assicurare alle bambine e ai bambini la possibilità di esprimersi liberamente nelle questioni che li riguardano e a fare in modo che le loro opinioni siano seriamente prese in considerazione dalle istituzioni. Per raggiungere uno degli obiettivi del Laboratorio Regionale “Città dei bambini e delle bambine”, sviluppare in una città di media grandezza, che dedica attenzione e risorse allo sviluppo di strutture e iniziative pubbliche per l'infanzia, una maggiore sensibilità verso il rapporto oggi sempre più difficile fra città e bambino, coinvolgendo non solo le istituzioni ma tutte le forze produttive e i servizi del territorio, l’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano nel febbraio 2011 ha chiesto la collaborazione al Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica, della Facoltà di Architettura, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nella persona della Prof. Arch. Emma Buondonno, e gli architetti collaboratori Chiara D’Alise ed Emilia Battisti. L’obiettivo è stato quello di dotarsi di uno strumento innovativo in grado di creare un “sistema” delle aree gioco che ha compreso spazi pubblici e aree di pertinenza scolastica, razionalizzando la scelta di nuovi insediamenti e fornendo garanzia sulla sicurezza strutturale e sociale, e che sia il risultato di un percorso condiviso tra i diversi settori delle Amministrazioni competenti. È stato un lavoro di ricerca ed analisi per individuare le esigenze e necessità dei piccoli cittadini del Comune Vesuviano. Una prima fase operativa del Piano è stata la ricognizione di tutte le aree esistenti sul territorio cittadino, analizzate sulla base di indicatori di qualità ambientale, di sicurezza e di “giocabilità”. L’indagine servirà ad elaborare un piano di intervento organico che consentirà le valutazioni delle nuove aree ma anche il potenziamento o la riqualificazione o la dismissione di quelle esistenti. All’interno del Piano ci potranno essere sperimentazioni su nuovi progetti e nuove forme gestionali, con la partecipazione dei bambini e ragazzi. Nel Piano si è inteso far convergere un insieme di interventi in grado di coniugare i diversi aspetti legati al tema del gioco in città, integrando attività di natura tecnica con azioni a connotazione culturale, educativa e partecipativa. Finora e con una forte accentuazione negli ultimi decenni, la città è stata pensata, progettata e valutata assumendo come parametro un cittadino medio con le caratteristiche di adulto, maschio e lavoratore, e che corrisponde all’elettore forte. Di qui la proposta di sostituire il cittadino medio, adulto, maschio e lavoratore con il bambino. Il bambino diventa misura e modello della città, pensata a sua grandezza, al posto del cittadino adulto, che negli ultimi decenni è stato l’unico vero riferimento delle politiche nelle nostre metropoli. Lavorare perché la città diventi adatta ai bambini significa lavorare affinché la città sia più adatta a tutti

    Il gioco e lo sport, lo sport nel gioco

    No full text
    Il confine fra gioco e sport non è oggettivamente definibile: i due ambiti sono in parte sovrapposti, in parte separati. Il passaggio dal gioco allo sport viene analizzato a partire dal riconoscimento che i tratti dell sport sono già presenti in molte forme del gioco spontaneo infantile. Avvalendosi dei contributi di studiosi quali Huizinga, Caillois, Piaget, Parlebas ecc. e di ricerche recenti, il saggio approfondisce alcuni aspetti essenziali dell'espereinza ludico-sportiva quali la regola, il rischio, la competizione, mettemdone in evidenza le valenze formative

    Condotte motorie, gioco e sport

    No full text
    Il contributo tratta di un passaggio molto delicato per gli sportivi più giovani: quello tra gioco e sport. Inizia con la descrizione delle dimensioni ludiche, di cui vengono prese in considerazione le caratteristiche sia naturali sia culturali (a cura di Alessandro Bortolotti), e si conclude con la descrizione di indicazione per percorsi efficaci ludico-sportivi, che mantengano lo spirito di gioco anche all'interno delle proposte sportive, o gioco-sport (a cura di Andrea Ceciliani)

    CYP11B2/CYP11B1 Immunophenotyping of 111 Adrenal Glands Excised from Primary Aldosteronism Patients leads to a Novel Classification of the Disease

    No full text
    Background. Primary Aldosteronism (PA) is due to the presence of an Aldosterone-Producing Adenoma (APA) in almost two thirds of the cases. Due to the lack of a specific antibody for human aldosterone synthase (hCYP11B2), the functional identification of aldosterone-producing sites in the excised adrenal gland has not been possible thus far. To tackle this challenge we used novel monoclonal antibodies for hCYP11B2 and hCYP11B1 to immuno-phenotype a large series of adrenal glands excised from patients with PA, including APA that were diagnosed by the “four corners criteria” and genotyped for KCNJ5 mutations. Aims. Our aims were to identify the CYP11B2 and CYP11B1 steroidogenic patterns of the PA adrenal glands and to investigate whether immunostaining predicts the biochemical profile and/or the outcome of the patients. Design and Method. Double immunohistochemistry and immunofluorescence was used to detect CYP11B2 and CYP11B1 in the excised adrenals from PA patients. Quantification of CYP11B2 and CYP11B1 immuno-staining was performed using an observer-independent PC-assisted method specifically developed in our laboratory that takes into account the area fraction and the staining intensity of the markers. The staining intensity was reported as H-score value and evaluated for each potential aldosterone-producing structure, including CYP11B2 positive clusters, APA and nodules. Results. Based on the CYP11B2/CYP11B1 immunostaining of 111 excised adrenal glands from PA patients we could identify 5 major steroidogenic patterns (the proportion of cases shown in parentheses): Pattern 1: adenoma with uniform CYP11B2 staining and CYP11B1 staining outside the adenoma (16%); Pattern 2: adenoma with diffuse CYP11B2 staining, scattered CYP11B1 staining and some cells co-expressing CYP11B2/CYP11B1 inside the adenoma (46%); Pattern 3: adenoma expressing CYP11B1 and clusters of cells CYP11B2 positive (2%); Pattern 4: no adenoma, multiple clusters of sub-capsular CYP11B2 cells (25%); Pattern 5: multi-nodular adrenal cortex, clusters of sub-capsular CYP11B2 cells (11%). The rate of pattern 2 differed significantly between mutated and wild-type KCNJ5 tumors (p=.012) and gender (p=.005). CYP11B2 H-score in APAs reflects aldosterone production before surgery (r=0.388, p=.002); by contrast, CYP11B1 did not correlate with the cortisol production. After adrenalectomy, steroidogenic patterns and H-score did not predict different aldosterone values between the patients, but, pattern 3 was prevalently detected in patients who biochemically resolved the PA picture, but still present high blood pressure levels. Conclusions. Analysis of the excised adrenal gland from patients who were deemed to have an unilateral excess aldosterone production, by using specific antibodies for human CYP11B2 and CYP11B1, unveiled the existence of 5 different steroidogenic patterns. The H-score based on immunophenotyping which takes into account all aldosterone producing sites in the gland, including APA, clusters and nodules, reflected the aldosterone synthesis in the adrenal gland. Hence surgically-curable PA is far more heterogeneous than previously held, which challenges the classical notion that PA entails only APA or bilateral hyperplasia. CYP11B2 immuno-staining is a promising tool for gaining better understanding in the pathophysiology of PA disease

    Gioco di finzione, finzione di gioco

    No full text
    Viene illustrato il ruolo evolutivo del gioco simbolic

    Gioco e infanzia: storia, teorie e apprendimento

    No full text
    Gioco e infanzia: storia, teorie e apprendimento di Raffaela Tore Nel testo si propone una disamina sul gioco le cui tematiche sono riferite alla fascia zero-tre e tre-sei anni. Sono approfondite le motivazioni che legano l’evoluzione del processo di apprendimento in relazione alle azioni di gioco mettendo in risalto il forte impatto che hanno sullo sviluppo cognitivo e metacognitivo, sullo sviluppo motorio, il linguaggio, le funzioni esecutive ma anche sull’esercizio delle emozioni. Si analizza, inoltre, il ruolo del gioco con particolare riguardo ai temi della creatività e del linguaggio. Si dibatte anche sulla tematica dei processi inclusivi soffermandosi sulla terminologia in uso, sulle fasi che ne hanno caratterizzato il cambiamento concettuale, sugli strumenti legislativi che permettono l’individualizzazione e la personalizzazione degli interventi educativi e didattici. In questo quadro è presentato l’ICF-CY come strumento didattico per l’inclusione. Un aspetto della trattazione riguarda la progettazione e valutazione dell’intervento educativo e didattico presentati da un punto di vista operativo. Il testo è corredato da una appendice esemplificativa di strumenti pratici per il lavoro dell’educatore e/o dell’educatrice

    Nuove dipendenze: focus su gioco d’azzardo

    No full text
    Nella Conferenza si è introdotto il tema delle New Addictions con un approfondimento diagnostico, clinico e terapeutico del Disturbo da gioco d'azzard

    Gioco simbolico e gioco virtuale. Brevi riflessioni sulla nostra "vita" on line

    No full text
    Riflessioni sul simbolismo del gioco psicodrammatico e sull'assenza di simbolismo del gioco virtuale delle attuali comunità on lin

    Wrestling: il gioco dei giochi

    No full text
    Il libro di Andrea Corona sui giochi ringhistici (Kimerik, 2009) definisce il "professional wrestling" come il gioco per eccellenza, mettendo in evidenza la complessità di un sistema fatto di rappresentazione in maschera e competizione agonistica, ritualità e parodia. Una spasmodica ricerca di con-fusione fra gioco e realtà, che è anche il segno di una crisi di identità del gioco

    Overview on osteoporosis, periodontitis and oral dysbiosis: The emerging role of oral microbiota

    No full text
    Osteoporosis (OP) is a bone disease consisting of a progressive loss of bone mineral density (BMD) and therefore resulting in greater susceptibility to fractures. OP shares a number of risk factors and demographic characteristics with periodontitis (PD), a bacteria-induced chronic inflammation of periodontal structures that leads to loss of alveolar bone and teeth. In the last decade, with the advent of gut and oral microbiome studies and profiling, a growing diagnostic and prognostic significance has been attributed to dysbiosis associated with various systemic and organ-specific pathologies. This evidence has inspired research on modulating the microbiota to restore health by the use of prebiotics and probiotics. The aim of this work is to overview the bidirectional interrelationships between OP and PD, reporting the most recent evidence on triggering factors and, mainly, the role of gut and oral dysbiosis in the onset and progression of both OP and PD, with the perspective in their therapy
    corecore