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Costellazioni narrative del movimento: mezzi di trasporto, corpi (im)mobili e pratiche di mobilità nel racconto a fumetti
In questo saggio i mobility studies incontrano «l’approccio geocritico» e «spaziocentrato» al testo proprio della geografia letteraria e di una certa critica letteraria che, a partire dallo spatial turn, ha rivolto crescente attenzione alla dimensione spaziale del racconto. Se già l’approccio geocritico di Bertrand Westphal poneva al centro della riflessione critico letteraria un dialogo con le discipline dello spazio, tra cui la geografia culturale, nonché alcuni spazi letterari, come le città, l’approccio alle mobilità narrative proposto in questo saggio pone al centro non tanto i tipi di spazi, ma le pratiche di movimento, i mezzi di trasporto, le reti di mobilità e le loro percezioni.
Inoltre, in questo saggio lo sguardo dedito alle forme con cui la mobilità si configura all’interno dei testi si applica ad un linguaggio specifico, sinora estraneo agli studi sulla mobilità: il fumetto. Per questo, nella breve analisi che sarà proposta della graphic novel di Mariapaola Pesce e Matteo Mancini Rosa Parks e della breve geoGraphic novel che ho intitolato Linee. Intrecci di storie sul tram di Turku ci si concentrerà sia sugli aspetti tematici che formali legati alle graphic mobilities, ovvero alle “mobilità del fumetto”. L’anomala scelta di prendere in considerazione un’opera realizzata dall’autrice di questo saggio è volta a prendere in considerazione la composizione delle cosiddette narrazioni mobility-centred come pratica di ricerca. Il saggio si conclude, dunque, con una riflessione sulle possibilità offerte dal fumetto non solo come potenziale oggetto di analisi delle narrative mobilities, ma anche come pratica di ricerca applicata agli studi sulla mobilità
Shapeshifting as Infrastructural Storytelling: Comics about the Taxibot’s Conflicting Narratives
What are the stories we tell about infrastructures and what stories do infrastructures tell (about) us? We propose a paper in a hybrid verbo-visual format, including comic-pages created by Giada Peterle and based on Tina Harris’s keynote at the 2022 GMHC conference, autoethnographic notes, and visuals collected during fieldwork. Through experimenting with graphic storytelling, we highlight examples of infrastructural revelation and concealment, drawing on the figure of the shapeshifter as both a metaphor and a method for mobilising infrastructural imagination. What unites shapeshifters in many of the stories and myths we read is how they are taken up in different ways; how they simultaneously present both the potential to improve human lives as well as produce fear due to their unpredictability. By focusing specifically on the narrative of one shapeshifting infrastructure—the Taxibot, a vehicle designed to cut down on carbon emissions and improve efficiency at airports—we use comics as a research practice for exploring this metaphor and developing a broader understanding of how mobile lives and imaginaries shape infrastructure (and vice versa). We argue that paying closer attention to storytelling can generate new understandings of the uneven nexus between infrastructures and mobile lives, weaving in our understanding of infrastructural im/mobilities
Bolognina, Bologna
Lavoro interdisciplinare (sociologia, urbanistica, antropologia) sulle periferie di quattro città italiane
Lavoro in cui le ricerche etnografiche dialogano con rappresentazioni visiv
Federico Mazzini, Esplorare gli spazi immateriali in prospettiva storica. Hackers, phreaks, hams 2000-1900
Tattiche spaziali e emergenza: qualche riflessione su biopolitica, mobilità e soggetto
N/
Spazi di possibilità nel quartiere Pigneto a Roma: pratiche artistiche come veicolo di produzione di soggettività fuori dalla norma
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