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Giovani, nuovi media e socialità. Un approccio ecologico
Se si dà ad una ricerca sul rapporto tra i giovani, i nuovi media e la socialità
un approccio metodologico di tipo ecologico, si può tenere conto
dell’interazione tra vari ambienti comunicativi, o meglio del modo in cui
le persone – nel nostro caso i giovani – gestiscono le loro attività comunicative
e le loro relazioni in una pluralità interdipendente di contesti.
Avendo impostato così la ricerca, le interviste in profondità mostrano
una centralità dell’uso di Internet, significativamente combinata, tuttavia,
con un sistema di ancoraggi cognitivi dislocati nell’ambiente familiare
e in quello “locale”, molto importanti sul piano della mediazione
simbolica. Appare alquanto variabile il rapporto tra relazioni online e
relazioni offline: è questo uno degli aspetti su cui maggiormente si distinguono
diversi gradi di autoconsapevolezza da parte degli intervistati,
che peraltro si associa positivamente con i livelli di inclinazione alla
multimedialità e di interesse verso l’informazione e verso lo spazio pubblico.
Quest’ultimo aspetto risulta in generale influenzato dal carattere
esplorativo dei percorsi identitari dei giovani. Vi sono molti casi di estraneità
quasi totale; ma negli altri emerge coinvolgimento anche intenso,
seppure molto raramente tradotto in adesione ideologico-partitica. Si
evidenzia una forma non considerata in letteratura: l’impegno in discussioni
pubbliche tra pari, specialmente sul tema dell’immigrazione, che si
propone quindi come un nuovo cleavage delle culture politiche
giovani, nuovi media e percorsi di orientamento nello spazio pubblico
Il paper propone i risultati di una ricerca che ricostruisce le relazioni tra giovani, uso dei
media e spazio pubblico. In questa prospettiva, si cerca di superare i limiti del concetto
di partecipazione politica, che non appare adeguato rispetto al modo in cui i giovani
percepiscono ed esperiscono il rapporto, non necessariamente engaged, con lo spazio
del discorso pubblico. Attraverso interviste semi-strutturate, vengono analizzate le strategie messe in atto all’interno di ambienti comunicativi plurimi: la famiglia e lo spazio
domestico; i media tradizionali e i media digitali con particolare riferimento alle piattaforme di social nertworking. L’acquisizione e l’elaborazione dell’informazione permettono
di costruire diversi profili tipologici, differenziati dalla selettività nell’uso dei media e
dall’intensità delle attività sulle piattaforme social. Vengono investigate alcune dinamiche di leadership di opinione sia interpersonali che mediali: emergono indicazioni interessanti riguardo alla commistione cross-mediale dei discorsi che esercitano influenza e
sono fattori di orientamento nello spazio pubblico. Lo spazio pubblico con cui i giovani
interagiscono appare dilatato e plurale, fonte di sovraccarico informativo; gli intervistati
utilizzano risorse simboliche provenienti dalla famiglia, dalle esperienze di studio, dal
network amicale, dai media stessi. Sono anche importanti figure pubbliche che, con i
loro discorsi, attraversano e collegano universi mediali differenti, da quello televisivo
a quello social (come Papa Francesco, il leader della Lega Salvini, lo scrittore Saviano e
Madonna). Il tema dell’immigrazione sembra rappresentare il nuovo cleavage delle culture
civiche dei giovani
Giovani, nuovi media e relazioni sociali: tra comunicazione e processi di identificazione
Giovani, nuovi media e relazioni sociali. Tra comunicazione e processi di identificazion
Dai barrios di Buenos Aires alla Biennale di Venezia: il teatro di Claudio Tolcachir
L'articolo approfondisce i caratteri del teatro del drammaturgo e attore argentino Claudio Tolcachir, ospite alla Biennale di Venezia con un laboratorio rivolto a giovani attori. Il teatro dell'artista porteno viene inserito all'interno del più vasto panorama del teatro argentino contemporaneo, caratterizzato dal "canone della molteplicità"
Anziani giovani tra activity e fragilità. Sfide e risorse connesse all'allungamento della vita
La popolazione invecchia, eppure rispetto alle generazioni precedenti molti oggi anziani godono per un tempo prolungato di buone condizioni di salute e possono continuare a rivestire un ruolo attivo nelle proprie cerchie e a livello sociale. In parallelo, cresce l’attenzione dei ricercatori e dei policy makers circa il benessere degli anziani, anche in prospettiva di prevenzione, come fattore di protezione rispetto a un ritiro precoce, decadimento fisico e cognitivo, isolamento sociale. Scopo del presente lavoro è illustrare alcuni risultati di una ricerca empirica destinata a mettere in luce il ruolo che il ricorso ai servizi socio-sanitari, l’uso di PC e internet per questioni legate alla salute e la presenza di reti di supporto svolgono nella promozione e nel mantenimento del benessere nella popolazione dei giovani-anziani italiani, affetti da patologie croniche o di lungo periodo (con o senza limitazioni) (N=371). Le analisi statistiche mostrano che il rapporto benessere, salute e invecchiamento attivo non segue un’unica direzione, che il percepirsi anziani incide significativamente sul benessere ed è determinato dalle condizioni di salute. In generale, i soggetti più sani sono più soddisfatti, più immersi in reti relazionali, più attivi fisicamente e culturalmente e più predisposti a ingaggiarsi in ambiti vari di activity, secondo una logica per cui il benessere fa da volano al benessere.Population ages, yet many older adults today enjoy good health conditions and continue playing an active role in their social networks and in society. At the same time, there is growing attention of researchers and policy makers, also in terms of prevention, about the older adults’ well-being as a protective factor against early withdrawal, physical and cognitive decline, social isolation. The purpose of this work is to present the results of an empirical research aimed at highlighting (a) the role that social and health services, (b) the use of PC and Internet for health-related issues and (c) the presence of support networks play in promoting and maintaining the well-being in the population of young-elderly Italians, suffering from chronic or long-term illness (with or without limitation) (N = 371). Statistical analyzes show that the relation between well-being, health and active aging is not unidirectional, that the perception of self as old has a significant impact on the well-being and self-perception is determined by health conditions. In general, the healthier the subjects, the more satisfied, more engaged in relational networks, more physically and culturally active and more predisposed to engage themselves in various fields of activity
La formazione generale e specifica
Come già accennato in precedenza nel capitolo 6 (paragrafo «Questionario a 6 e a 12 mesi»), l’impianto di ricerca ha previsto la somministrazione on line (attraverso l’applicativo LimeSurvey) a tutti i 500 giovani volontari di due questionari anonimi a metà e a fine servizio. I questionari sono stati funzionali al monitoraggio delle opinioni e della percezione dei volontari riguardo alle dimensioni della motivazione, dell’accoglienza, dell’accompagnamento dell’esperienza e anche a rilevare il gradimento e le competenze raggiunte nel periodo di Servizio Civile. Inoltre, nel periodo tra febbraio e marzo 2014 sono stati effettuati 12 focus group sul territorio emiliano rivolti ai giovani volontari e progettati sulla base dei principali elementi emersi dai questionari
Anziani attivi in Italia: engagement e benessere tra ricomposizione e ritiro
La ricerca promossa dall’Università Cattolica nel corso del 2013/2014 si colloca quindi all’interno di questi interessi generali, ma introduce alcune peculiarità distintive. La specificità di questa ulteriore rilevazione, di cui in questa sede presentiamo una parte dei risultati, è una visione di activity che supera la contrapposizione partecipazione/ritiro dal mercato del lavoro e si focalizza su tre ambiti caratterizzanti la propensione all’azione dei giovani anziani. Tre sono in estrema sintesi i settori analizzati: a. la propensione dei giovani anziani agli scambi intergenerazionali sia all’interno delle reti primarie, sia nei confronti della comunità sociale (Rossi, Bramanti, Moscatelli, 2014); b. il possesso e l’utilizzo dei nuovi media come strumento di supporto e di nuova socializzazione (Carlo, 2014); c. la partecipazione attiva in azioni di volontariato in ambito associativo (Boccacin, 2015).
In questa visione l’activity, non è un generico attivismo e neanche esclusivamente un impegno di tipo professionale, ma si compone di una serie di possibilità che contribuiscono a definire il modus vivendi (Archer, 2003) dei soggetti anziani.
L’interrogativo di ricerca è quindi la comprensione di quanto l’activity, così intesa, sia condizione di benessere per i soggetti. Cioè, chi sta meglio, quali strategie di vita mette in atto, cosa è più importante per invecchiare bene.
Secondo la prospettiva relazionale, qui assunta, il quadro delle variabili da considerare nella definizione dell’activity stessa, secondo lo schema AGIL relazionale , include componenti di senso (valori di riferimento e obiettivi di benessere) ed elementi strutturali (vale a dire risorse e regole) che stanno alla base delle decisioni di impegno (engagement) sia nei confronti delle generazioni, sia delle realtà associative, sia della partecipazione socio-politica.
In questo contributo ci si focalizzerà solo su alcune delle risultanze empiriche emerse dalla ricerca, in particolare ci si propone di comprendere le caratteristiche dei giovani anziani (65-74) in Italia, quali i loro ambiti di activity e, soprattutto, in che misura i differenti modus vivendi (Archer, 2003) sono forieri di condizioni di benessere e di un buon livello di soddisfazione complessiva. Cerchiamo cioè di mettere in luce quali strategie adottano i giovani anziani per continuare a sentirsi bene, una volta che i principali ambiti di impegno sono venuti meno o, comunque, decisamente ridimensionati
Le reciproche gelosie, sue revisioni e impasticciamenti (1677-1699)
Il saggio è dedicato a Le reciproche gelosie, opera pastorale di Alessandro Melani su testo di Bartolomeo Nencini, andata in scena a Siena nel 1677. Dell'opera si mettono in luce i processi di adattamento che l'hanno caratterizzata nell'arco di venti anni per venire incontro alle istanze di riforma poetiche, ai cambiamenti di gusto e di moda musicali, alle necessità degli interpreti, pur mantenendo fissi i punti cardine della drammaturgia definiti dal primo autore. Sono quindi proposti confronti con testi e partiture, in parte finora ignote, di La Clori (Isola Bella, s.d.), Il sospetto senza fondamento (Firenze, 1691), L’Eurillo overo la costanza negl’amori fra’ pastori (Roma, 1697), Il sospetto non ha fondamento o vero la costanza negli amori (Firenze, 1699).The essay is devoted to Le reciproche gelosie, a pastoral opera by Alessandro Melani with a libretto by Bartolomeo Nencini, first staged in Siena in 1677. The paper explores the process of adaptation that shaped the opera over a twenty-year period to align with the demands of poetic reform, shift in musical taste and fashion, and the needs of the performers, while maintaining the key dramaturgical elements established by the original author. The study includes comparisons with texts and scores, some previously unknown, of La Clori (Isola Bella, undated), Il sospetto senza fondamento (Florence, 1691), L'Eurillo overo la costanza negl'amori fra' pastori (Rome, 1697), Il sospetto non ha fondamento o vero la costanza negli amori (Florence, 1699)
Spazio Giovani
PhD e professione. Il Simposio di Tropea come occasione di integrazione interdisciplinare tra mondo della ricerca e mondo del lavoro. Verso una rinnovata visione dell'Urbanistica secondo la prospettiva dei giovani
«Scarti», marginali e ribelli:.Appunti sui giovani di Pier Vittorio Tondelli
Tondelli è un classico della modernità letteraria per la scrittura trasgressiva, capace di narrare anche con violenza i conflitti, gli stili di vita, l’universo cognitivo, i luoghi della vita individuale e collettiva dei giovani. Le marginalità dolorose, il disagio degli sbandati, l’ansia di vivere e i sogni di libertà. Ha introdotto linguaggi, modalità espressive e uno sguardo critico originale sulla contemporaneità che ne hanno fatto il capostipite di una scrittura narrativa diversa da quella precedente: sebbene la maggioranza degli esordienti degli anni Novanta abbiano avuto un percorso formativo estraneo al Progetto Under 25, al quale invece alcuni autori (fra cui Ballestra e Culicchia) parteciparono a pieno titolo, tutti i giovani rivelatesi in quel decennio - da Ammaniti a Nove, da Brizzi a Santacroce - hanno contratto un debito con la scrittura e con le modalità narrative tondelliane. Il saggio analizza alcuni aspetti dal rapporto che Tondelli aveva istaurato con i giovani attraverso i suoi articoli e i suoi romanzi
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