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La ricerca educativa. Indirizzi nazionali e internazionali
L’attuale statuto della ricerca storico-educativa è frutto di una stagione di significativi cambiamenti. iniziati alla metà degli anni Settanta. Da quella stagione di rinnovamento ci sono giunte alcune opere che costituiscono delle vere e proprie pietre miliari. A partire da tali considerazioni l’autrice si interroga sul futuro della ricerca.The current status of historical and educational research is the result of a season of significant changes that began in the mid-seventies. From that season of renewal, we have received some of the works that are milestones. From these considerations, the author wonders about the future of the historical and educational research
Il Dizionario Biografico dell’Educazione e la ricerca storico-pedagogica in Italia negli ultimi trent’anni
Il saggio presenta il Dizionario Biografico dell’Educazione 1800-2000, a cura di G. Chiosso e R. Sani, edito nel 2013, nel quadro degli sviluppi della ricerca storico-educativa nel nostro paese nell’ultimo trentennio. Si è trattato di uno sviluppo non lineare, sul quale ha pesato il ritardo con cui tale settore si è affrancato dall’ipoteca neoidealista per aprirsi progressivamente, dagli anni Settanta del secolo scorso, alle metodologie più avvertite della ricerca storica e delle scienze umane. Il percorso di crescita appare segnato dalla volontà di specificazione degli ambiti di indagine, di definizione metodologica, di individuazione e valorizzazione di fonti inedite e a stampa, di predisposizione di strumenti per la ricerca, in un dialogo, via via più solido, con i diversi ambiti della ricerca storica e un confronto, solo recentemente più sicuro, con i gruppi di studio stranieri. Il Dizionario Biografico dell’Educazione ben si inscrive in tale linea di sviluppo. Con le più di 2.000 voci biografate, esso fornisce agli studiosi un prezioso strumento di ricerca, che non solo colma un’evidente lacuna, ma che costituisce altresì un imprescindibile punto di partenza per chi dovrà confrontarsi con questo campo di indagine.The article places the DBE in the frame of the research on the history of education
in Italy and its evolution in the last thirty years. This development, which could be
defined tortuous rather than linear, was long affected by a neo-idealistic prejudice, and
only slowly was able to liberate itself from it since the 1970’s, when it opened out to
the more conscious methodology of the historical research and of the human sciences.
This evolution is characterized by manifold needs: for more specific research
issues, for a confident methodology, for sources retrieval and endorsement, for new
research tools. Such needs have consequently been put into dialogue with the different
fields of the historical research and, more recently, with the suggestions from scholars
and research groups working abroad. The DBE is part of such development, since it
offers a valuable research tool that not only fills an undeniable gap, but also represents
an essential starting point for scholars willing to deal with such research field
Formazione e lavoro nelle scuole serali e festive superiori del comune di Milano fra età giolittiana e secondo dopoguerra
La ricerca presentata prende in esame gli sviluppi delle Scuole serali e festive superiori del Comune di Milano fra età giolittiana e anni Sessanta del XX. Essa si propone di fare luce su un canale formativo parallelo a quello governativo, alternativo a quello privato, che cercò di comporre esigenze di istruzione postelementare e bisogni di preparazione professionale e su cui la storiografia non si è adeguatamente soffermata. Il contributo si avvale di documentazione inedita, collocata presso gli archivi civici, e a stampa coeva (Atti del Consiglio comunale, opuscoli curati dall’amministrazione, periodici).The research presented here examines the development of secondary schools run by the municipality of Milan offering evening and Sunday courses between the Age of Giolitti and the 1960s. Its aim is to shed light on an educational channel – which has not yet received an adequate examination in historiography – that ran parallel to the one offered by the government and was an alternative to the private system in an effort to combine post-elementary educational needs and demands for professional formation. Its contribution is supported by previously unpublished documentation found in civic archives and contemporary print material (Records from the City Council, administrative pamphlets, and periodicals)
La recente pubblicazione del Dizionario Biografico dell’Educazione (1800-2000) e un trentennio di ricerche storico-pedagogiche in Italia
L'articolo presenta il Dizionario Biografico dell'Educazione (diretto da G. Chiosso e R. Sani e edito nel 2013) nel più ampio quadro degli sviluppi della ricerca storico-educativa nell'ultimo trentennio in Italia e all'estero
Cattolici, educazione e scuola nei primi anni dell'Unione popolare (1906-1909)
Il saggio intende ricostruire le posizioni assunte in tema di educazione e scuola dall’Unione popolare cattolica italiana, che, come è noto, insieme all’Unione elettorale e a quella economico-sociale raccoglieva il movimento cattolico in virtù del nuovo assetto voluto dall’Enciclica Il fermo proposito (11 giugno 1905). Non adeguatamente messa a fuoco e più lasciata sullo sfondo dalle ricostruzioni su cattolici e scuola in età giolittiana, essa prestò un’immediata attenzione al dibattito politico-scolastico del periodo, particolarmente animato dal confronto sulla questione della laicità della scuola e sul passaggio degli istituti primari dai Comuni allo Stato. Sulla base di materiale documentario coevo edito, ma non adeguatamente valorizzato, e inedito (in specie le Carte Toniolo depositate presso la Biblioteca Apostolica Vaticana), il presente lavoro intende sanare, sia pure in parte, questa lacuna storiografica, ricostruendo le iniziative promosse dall’Unione popolare nei primissimi anni di vita, ovvero dalle origini, nel 1906, al 1909, allorché cioè, sotto l’autorevole presidenza di Giuseppe Toniolo, si posero le basi della nuova organizzazione. Attraverso l’analisi delle lezioni sui temi scolastici tenute alle Settimane sociali che si svolsero in questa fase, del confronto avvenuto al Congresso di Genova sull’educazione (1908), nonché della pubblicistica curata dall’Unione popolare, il contributo documenta la continuità, ma anche le novità, delle posizioni assunte dall’Unione popolare rispetto ai giudizi espressi in passato dal movimento cattolico.The paper intends to illustrate the stance taken by the Unione Popolare Cattolica Italiana concerning education and schools. As is well known, the Unione Popolare, together with the Unione Elettorale and the Unione Economico-Sociale, unified the Catholic movement by virtue of the new asset promoted by the encyclical Il Fermo Proposito (11th June 1905). Despite not having received the attention it deserved from historians of the Catholic education in Giolittian era, the Unione Popolare actually took active part in the political debate on education of the time, which revolved around the theme of school laity and the transition of primary school management from the municipalities to the State. Through the analysis of coeval material – both published but not adequately appreciated, and unpublished (in particular the “Carte Toniolo” in the Vatican Apostolic Library) –, the paper intends to fill a gap in the respective literature and reconstruct the initiatives promoted by the Unione in its early years, namely from 1906 to 1909. During this period, the foundations of the new organization were laid under the influential presidency of Giuseppe Toniolo. I intend to document the continuity, as well as the innovations, found in the positions adopted by the Unione Popolare with regard to the opinions formerly expressed by the Catholic movement. This will be achieved by analyzing material from three key sources; the lessons on education that were held during the “Settimane sociali” of the time, the discussion that took place during the Genoa Congress on education (1908), and the advertising material produced by the Unione Popolare
Scuola e guerra a Milano (1914-1918)
Sulla base di un’ampia documentazione coeva, il contributo fa luce sul coinvolgimento nelle vicende
belliche della scuola primaria di Milano, particolarmente interessata dal conflitto in quanto una delle più
grandi città italiane e dei maggiori centri industriali vicini alla zona di guerra. Il saggio ritrae la situazione
scolastica dell’epoca, soffermandosi sia sui problemi organizzativi, causati dalla requisizione degli edifici
scolastici e dalla partenza per il fronte dei maestri, sia sulle attività assistenziali e su quelle di educazione
patriottica promosse dai maestri.Based on a wide range of coeval documents, this research focuses on the involvement of Milanese primary
school in the First World War. Milan was particularly interested in the war because it was one of the most
relevant Italian cities and the biggest industrial center near the frontline. The essay portrays the situation of
primary schools in that period, underlining organizational issues caused mainly by the requisition of school
buildings and by the departure of teachers for the frontline. It also describes the helpful activities and the
patriotic initiatives set up by the school teachers during the war
Recensione a M. Morandi, Cremona civilissima. Storia di una politica scolastica (1860-1911), Edizioni Ets, Pisa 2013
Il libro ha come oggetto la storia di Cremona dal punto di vista educativo nel primo cinquantennio postunitario. Esso prende in esame l’evolversi della scuola primaria, di competenza municipale, fra l’applicazione della legge Casati e l’emanazione della Daneo-Credaro (4 giugno 1911). L’approccio adottato dall’A. vuole essere interdisciplinare e mette a frutto gli studi da lui condotti sul governo politico e sulle vicende educative della città fra ‘800 e ‘900. Relativamente alla storia amministrativa, lo sforzo compiuto è stato quello di non circoscrivere l’analisi alle già note posizioni degli uomini più in vista, ma di allargare l’indagine alla vita degli enti territoriali
Le Scuole serali e festive superiori del Comune di Milano fra socialismo e avvento del fascismo
Create dal Comune di Milano all’indomani dell’Unità per fornire un’istruzione e una
preparazione al lavoro nelle industrie, nel commercio o negli uffici a giovani di entrambi
i sessi che non potevano continuare gli studi dopo le elementari e che già lavoravano, le
Scuole serali e festive superiori risossero un deciso consenso fra la popolazione cittadina
agli inizi del Novecento. Più apprezzati erano gli indirizzi commerciali di entrambe le istituzioni,
rispetto a quelli per operai, in quanto fornivano le nozioni necessarie alle professioni
di impiegato o di commesso maggiormente richieste a Milano. Nel 1915 si intraprese una
profonda azione di riforma di queste scuola, da cui emerge una forte attenzione alla preparazione
dei lavoratori delle fabbriche e delle donne di casa, assumendo come modello le
iniziative di formazione professionale dell’Umanitaria. L’articolo, sulla scorta di una ricca
documentazione archivistica e a stampa, getta nuova luce sul rapporto fra scolarizzazione
e progressivo consolidarsi del ceto medio impiegatizio e, al suo interno, della componente
femminile fra guerra e dopoguerra nel Italia.Created by the City of Milan in the aftermath of Unity to provide education and preparation
for employment in industry, commerce or offices to young people of both sexes, who
could not continue education after primary school and were already working, the evening
and festive secondary schools met with a great consensus among the city’s population at the
beginning of the twentieth century. In both of institutions the business courses were more
popular than those for workers, as they provided the necessary background for clerical jobs,
office workers and clerks, which were most requested in Milan. In 1915 a profound reform
of these schools was undertaken, which showed a strong attention to the preparation of factory
workers and housewives, taking as a model the initiatives of vocational training of the
Umanitaria. The article, based on a large number of archival and printed sources, sheds new
light on the relationship between schooling and progressive consolidation of the white-collar
middle-class and, inside, of its female component from war to post-war period in Italy
Il Comune di Milano e l'istruzione dei giovani lavoratori. Le Civiche Scuole Serali e Festive Superiori fra Unità e età giolittiana
Il saggio ricostruisce la storia delle Scuole Serali e Festive Superiori del Comune di Milano dall’origine, subito dopo l’Unità, fino all’età giolittiana. Nel promuovere queste scuole, non previste dall’ordinamento scolastico voluto dalla legge Casati del 1859, l’amministrazione municipale ambrosiana intendeva promuovere l’istruzione di giovani lavoratori e lavoratrici la cui preparazione non andava oltre il livello elementare e che erano alla ricerca di un’opportunità formativa per approfondire la propria cultura e nel contempo migliorare la condizione professionale. Attraverso queste scuole il Comune di Milano, però, cercò anche di orientare l’educazione morale degli iscritti. Si trattava, per quanto riguarda i maschi, di educarli a un corretto uso delle nuove libertà e, più avanti, di preservarli dall’influsso delle idee politiche del socialismo. Nel caso delle ragazze, tale intento educativo era volto a farne delle oneste lavoratrici, ma anche a rinforzare in loro il tradizionale ruolo di mogli, di madri e di donne di casa messo in crisi proprio dal loro impiego professionale extradomestico. Le Scuole Serali e Festive Superiori registrarono un immediato successo in termini di iscrizioni, destinato a consolidarsi in età giolittiana, a testimonianza del bisogno di istruzione esistente fra i giovani impiegati nell’estesa rete di piccole imprese, con una netta prevalenza del comparto commerciale, presente in città accanto alle industrie, ma anche delle occasioni di avanzamento professionale che la dinamica economia milanese offriva ai giovani lavoratoriThe History of the evening and holiday high-schools of the Municipality of Milan is rebuilt, from their birth, soon after the Unification, up to Gilotti age. Through such schools - not forseen by the Casati school reform law (1859) - the aim of the Ambrosian municipality was to educate young male and female workers, who had only a primary school instruction, but who wanted to improve their cultural and professional conditions
Recensione a Paolo Alfieri, Oltre il ‘recinto’. L’educazione popolare negli oratori milanesi tra Otto e Novecento, Sei, Torino 2011
Il libro di Paolo Alfieri offre una documentata analisi dell’azione educativa svolta dalla Chiesa a livello popolare, fra fine Ottocento e primo Novecento, attraverso l’oratorio, un’istituzione che, in molte zone del nostro paese, è stata per molti anni per non pochi giovani il luogo della crescita e della formazione, insieme alla famiglia e alla scuola. Esso si concentra sul nuovo modello di oratorio promosso dal Cardinal Ferrari a Milano con lo Statuto promulgato nel 1904, facendo luce sul percorso che condusse alla sua definizione, tramite la valorizzazione di una plurisecolare tradizione, ma anche il confronto con le altre esperienze oratoriane, e seguendone l’evoluzione durante il primo ventennio del Novecento, in un periodo in cui la Chiesa – e quella ambrosiana in particolare – era chiamata misurarsi con gli inediti problemi posti dal processo di industrializzazione e di modernizzazione in att
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