1,721,042 research outputs found

    La ricerca educativa. Indirizzi nazionali e internazionali

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    L’attuale statuto della ricerca storico-educativa è frutto di una stagione di significativi cambiamenti. iniziati alla metà degli anni Settanta. Da quella stagione di rinnovamento ci sono giunte alcune opere che costituiscono delle vere e proprie pietre miliari. A partire da tali considerazioni l’autrice si interroga sul futuro della ricerca.The current status of historical and educational research is the result of a season of significant changes that began in the mid-seventies. From that season of renewal, we have received some of the works that are milestones. From these considerations, the author wonders about the future of the historical and educational research

    Le Scuole festive superiori femminili del Comune di Milano dall'Unità alla Grande guerra

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    Sulla base di documentazione archivistica inedita e di materiale a stampa coevo, il contributo fa luce sulla storia delle Scuole festive Superiori del Comune di Milano. Promossa subito dopo l’Unità dal Comune di Milano, sulla scorta delle sollecitazioni della Commissione degli studi di cui fu anima Carlo Tenca, tale istituzione voleva fornire un’istruzione postelementare e professionale alle ragazze dei ceti popolari già impegnate nel lavoro. Queste scuole, destinate a durare fino al secondo dopoguerra e ad aver un buon successo in termini di iscrizioni, rappresentarono per molte giovani dei ceti medio-bassi milanesi una concreta opportunità di riscatto sociale e di emancipazione, preparandole a diventare addette del settore del cucito e, soprattutto, impiegate d’ufficio.The essay looks into the history of Sunday schools , created in Milan soon after Unification. The initiative was urged by the Commission of study, an institution that wanted to provide professional education to younger and older women already in paid employment. These schools, which were quite successful, lasted until the second postwar period and represented a concrete opportunity of social improvement and emancipation for the lower and middle classes in the town

    La radio a scuola durante il ventennio fascista in Italia

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    Il contributo è l'abstract di una ricerca che intende fare luce sulla programmazione della radio dedicata ai ragazzi durante il fascismo in Italia, attraverso lo studio di fonti dell'epoca, tra cui riviste di settore e pedagogiche e documentazione prodotta nella scuola elementare dagli alunni e dai maestri. Un'attenzione particolare è volta a comprendere come i docenti e gli studenti si posero di fronte a questo mezzo di comunicazione e ai contenuti trasmessi

    Un grande affresco della vicenda pedagogica ed educativa italiana tra Otto e Novecento. A proposito di un recente saggio di Giorgio Chiosso

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    Il saggio riflette sul dibattito pedagogico e politico scolastico in Italia tra XIX e XX secolo, prendendo le mosse dal recente volume di Giorgio Chiosso, che analizza i fatti più rilevanti della storia educativa del Paese di quel periodo.This work intends to start a reflection on the Italian pedagogical and educational affair between the Nineteenth and Twentieth centuries, starting with the reading of a recent volume by Giorgio Chiosso, which closely analyzes the most important educational events of the Peninsula

    L’educazione degli italiani. Laicità, progresso e nazione nel primo Novecento, Por Giorgio Chiosso. Bologna: Il Mulino, 2019

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    Il saggio riflette sul dibattito pedagogico e politico scolastico in Italia tra XIX e XX secolo, prendendo le mosse dal recente volume di Giorgio Chiosso, che analizza i fatti più rilevanti della storia educativa del Paese di quel periodo.This work intends to start a reflection on the Italian pedagogical and educational affair between the Nineteenth and Twentieth centuries, starting with the reading of a recent volume by Giorgio Chiosso, which closely analyzes the most important educational events of the Peninsula

    Garibaldi narrato e celebrato nelle scuole elementari nel primo centenario della nascita (1907). Il caso di Milano

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    Nel quadro degli eventi programmati per la celebrazione del primo centenario della nascita di Garibaldi (4 luglio 1907), il Comune di Milano predispose una speciale commemorazione destinata alle scuole elementari cittadine che comprendeva, tra l’altro, lo svolgimento di conferenze presso i singoli istituti, la distribuzione della Storia dei Mille narrata ai giovinetti scritta da Giuseppe Cesare Abba, la sfilata di una rappresentanza degli alunni davanti al monumento di Garibaldi in largo Cairoli. Numerose sono le pubblicazioni relative all’immagine del Generale dei Mille e al ruolo assunto dalla mitografia garibaldina nell’Italia postunitaria. In questi ultimi anni, sono state inoltre avviate significative ricerche che, inserendosi nel filone degli studi inerenti all’elaborazione di una religione civile per l’Italia unita, hanno analizzato alcune delle vie attraverso le quali essa entrò nelle scuole e come queste ultime concorsero alla formazione dell’identità nazionale. Non vi sono state però specifiche analisi sulla funzione assunta dalla scuola nella diffusione dell’immagine dell’Eroe dei due mondi ai fini della costruzione di una memoria condivisa del processo di unificazione nazionale. Il presente saggio intende colmare, sia pure in parte, questa lacuna, indagando il modo in cui la scuola primaria, in particolare quella milanese, fu coinvolta nella rievocazione della figura di Garibaldi in occasione della celebrazione del primo anniversario della sua nascita. La ricerca ha voluto mettere a fuoco l’immagine dell’Eroe dei due mondi trasmessa dai maestri in classe. A questo fine essa ha preso in esame le riviste scolastiche edite a Milano e quelle a tiratura nazionale che verosimilmente circolavano fra i maestri della città, per tentare di delineare il messaggio culturale offerto in riferimento alla figura di Garibaldi. Allo stesso scopo, sono state analizzate le biografie garibaldine in alcuni casi scritte da insegnanti, pubblicizzate dai periodici consultati, stampate dagli editori per tale ricorrenza e destinate ai fanciulli. Il contributo ha inteso altresì verificare la reale ricezione di questa specifica iniziativa di pedagogia patriottica, dando voce agli alunni, grazie alla valorizzazione di materiale documentario conservato negli archivi del Comune di Milano e comprendente anche un consistente gruppo di lettere scritte dagli scolari all’assessore alla Pubblica Istruzione del tempo come ringraziamento per l’opportunità loro offerta.Among the events planned to mark the first centenary of Garibaldi’s birth (4 July 1907), the municipal authorities in Milan organized a special commemorative program for the city’s elementary schools, including lectures at individual schools, the distribution of Storia dei Mille narrata ai giovinetti [History of the Thousand as told to young people] by Giuseppe Cesare Abba, and the parading of a delegation of elementary students in front of the Garibaldi monument in Largo Cairoli. Numerous scholarly publications have examined perceptions of Garibaldi and the impact of the mythography surrounding him in post-Unification Italy. In recent years, key analyses have been undertaken - within broader inquiry into the development of a civic religion for the newly united nation - on how this religion was introduced into schools and how the education system contributed to shaping a national identity. No existing study, however, has examined the role of schools in building up a public image of the “hero of two worlds” as part of the effort to construct a shared memory of the national unification process. This essay is intended to fill that gap, albeit only in part, by presenting research on the involvement of elementary schools, specifically in the city of Milan, in commemorations of Garibaldi on the first centenary of his birth. The primary focus of the study was to investigate the image of Garibaldi transmitted by elementary teachers in the classroom. To this end, contemporary education journals published locally in Milan – as well as those with national circulation that were likely to have been consumed by the city’s elementary teachers – were analysed with a view to reconstructing the cultural message then on offer about Garibaldi. This line of inquiry was completed by examining biographies of Garibaldi, in some cases authored by schoolteachers, that were advertised in the above-mentioned periodicals, and had been published for the centenary with a child readership in mind. Further analysis was devoted to assessing how this specific instance of patriotic pedagogy was actually received: the voices of elementary pupils were accessed via a corpus of documentary material held in the archives of the City of Milan, including a large number of letters sent by schoolchildren to the education councillor of the day to thank him for giving them the opportunity to participate in the centenary celebrations

    L’istruzione delle donne nell’Ottocento tra conservazione e modernità. La Scuola superiore femminile “A. Manzoni” di Milano

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    L’articolo ricostruisce la storia della Scuola superiore femminile di Milano non solo per tracciarne la genesi e l’evoluzione, ma più in generale per gettare luce sull’educazione femminile nella seconda metà del XIX secolo. Sorta subito dopo l’Unità, in ragione della sua novità e della sua autonomia, in quanto non vincolata a una legge dello Stato, ma frutto dell’iniziativa del municipio ambrosiano, tale Scuola fu lo specchio dei cambiamenti, delle continuità, delle resistenze che interessarono l’istruzione delle donne in quel lasso di tempo. L’analisi svolta va al di là dello sguardo locale e si confronta con dinamiche nazionali e transnazionali. La ricostruzione prende le mosse dalle origini, nel 1861, e termina nella seconda metà degli anni Novanta del XIX secolo, allorché l’istituto attivò l’insegnamento di latino, anche se in forma facoltativa, sì da consentire alle licenziate di accedere alla Sezione di lingue e letterature straniere della Scuola di Magistero dell’Accademia scientifico letteraria di Milano. La ricerca si avvale della pubblicistica a stampa dell’epoca, scarsamente valorizzata, e di documentazione archivistica non ancora presa in esame. Essa non si limita all’analisi della storia istituzionale, ma fa emergere i modelli educativi proposti, documentando il lento cambiamento che interessò il mondo femminile del tempo che nella scuola cercò non solo il completamento dell’istruzione ricevuta alla scuola primaria, ma anche un’opportunità formativa da spendere nell’ambito delle professioni intellettuali accessibili alle giovani donne. Attenzione è quindi dedicata al curricolo formativo, alle materie attivate e agli elaborati scolastici.This article reconstructs the history of Milan’s Secondary School for Girls, with the dual aims of documenting its founding and subsequent evolution and more generally of shedding light upon female education in the second half of the nineteenth century. Set up in the immediate aftermath of Italian Unification, this school’s innovative and independent character (given that it was not regulated by the central State but rather stemmed from an initiative by Milan City Council) meant that it mirrored the broader elements of transformation, continuity, and resistance to change that shaped women’s education over the period in question. The analysis presented here goes beyond the local perspective to address trends at the national and transnational levels also. It begins with the founding of the school in 1861 and ends in the late 1890s, when the institute introduced Latin, albeit as an optional subject, so that graduates might be eligible for admission to the Foreign Languages and Literature Section of the Teacher Training School at the Scientific and Literary Academy of Milan. The research draws on print sources that have not been fully examined to date, along with archival material that has yet to receive in-depth scholarly scrutiny. It is not confined to the analysis of institutional history, but also draws out the corresponding educational models, documenting the gradual process of change whereby women in that era sought not only to complement their primary schooling but also to train for the intellectual occupations then accessible to females. The focus is therefore on the educational curriculum and subjects offered by the school and schoolwork produced by the pupils

    The question of sources in historical research on school and educational heritage

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    Il tema della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico-educativo in Italia è stato avvicinato dagli studiosi in tempi recenti, sulla scorta dell’influsso della storiografia spagnola, portoghese e francese, nonché dell’avvio di nuovi filoni di indagine inerenti alla cultura materiale della scuola e alla costruzione della memoria scolastica. Sulla base dell’analisi svolta dai ricercatori che se ne sono interessati e delle esperienze compiute in questo ambito, l’articolo evidenzia gli obiettivi da perseguire per accreditare questa tematica anche nel nostro Paese. Nello specifico esso si sofferma sulla questione delle fonti, cercando di mostrare come il ricorso a nuove fonti, in aggiunta a quelle tradizionalmente usate dagli storici dell’educazione, può contribuire a fare avanzare ulteriormente sia alcuni degli ambiti più frequentati della ricerca in questo settore, quali la storia del pensiero pedagogico, delle istituzioni educative e della prassi didattica, sia quelli accostati più di recente, come la storia della cultura materiale della scuola.Recent studies on the conservation and promotion of historical-educational heritage in Italy have been informed by the Spanish, Portuguese, and French historiographical traditions, as well as by new lines of inquiry concerning the material culture of schools and the construction of school memories. Based on scholarly analyses and field research outcomes, the present paper outlines the goals to be pursued in order to develop a solid line of inquiry into this theme within Italian history of education. A particular focus is brought to bear on the issue of sources, and it is sought to show that the use of novel sources, alongside those traditionally drawn on by historians of education, can contribute to advances in key research domains, such as the history of educational thought, educational institutions and educational practice, as well as more recent areas of study such as the history of material culture in school

    La radio per ragazzi nei primi anni del fascismo (1925-1933)

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    Già diffusa in alcuni Paesi europei e negli Stati Uniti d’America agli inizi degli anni Venti, la radio avviava le trasmissioni anche in Italia nell’autunno del 1924 con l’inaugurazione della stazione di Roma, presto seguita da altre numerose. Molti studi hanno preso in esame gli sviluppi della radiofonia e il suo impiego per fini propagandistici e di svago durante il ventennio fascista, nonché il contributo dato, a partire sempre da quel periodo, alla trasformazione del nostro Paese in una società di massa. A fronte del riconoscimento del ruolo svolto dalla radio, potenzialmente in grado di arrivare e di parlare a tutti gli italiani, anche agli analfabeti, diversamente dal libro o dal giornale, va rilevata la scarsa attenzione della storia dell’educazione per questo mezzo di comunicazione che, al pari di altri, ha contribuito a costruire la “memoria collettiva” della nazione. Le ricerche sulla genesi della radiofonia italiana hanno segnalato l’interesse per l’infanzia e la scuola. Pochissimi però sono gli studi che hanno indagato in modo organico tappe, aspetti, protagonisti di questa vicenda. Il presente saggio vuole colmare questa lacuna e percorrere, all’interno del ventennio fascista, un tratto di questa storia, ovvero quella relativa a una prima fase delle trasmissioni radiofoniche per i più giovani, che va dalle origini, nel 1925, al 1933, anno in cui il governo Mussolini istituì l’Ente Radio Rurale, con lo scopo di raggiungere il più capillarmente possibile con la radio gli italiani. Si tratta di una fase connotata da un’azione autonoma delle diverse stazioni nella programmazione per la fanciullezza e da continuità con le migliori esperienze di letteratura e pubblicistica per l’infanzia del primo ventennio del Novecento anche se, in modo via via più deciso, il fascismo pervadeva lo spazio radiofonico per i ragazzi. La ricerca ha preso le mosse dallo spoglio della stampa periodica espressione della radio italiana per censire le trasmissioni rivolte ai più piccoli e fare luce sui nomi degli ideatori e dei collaboratori. Sono state analizzate le riviste edite dall’Unione Radiofonica Italiana (URI), prima, e dall’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR) dopo, ovvero il «Radiorario» (1925-1929), il «Radiocorriere» (dal 1930), nonché l’«Annuario» dell’EIAR. Analoga attenzione è stata riservata alle pubblicazioni scritte dai conduttori dei programmi per ragazzi, che raccolgono memorie, testi e tracce per le trasmissioni.While already widespread in several European countries and the United States at the beginning of the 1920s, radio broadcasts began in Italy in the autumn of 1924. The first radio station opened in Rome with many others soon following. To date, various studies have researched radio development and its use for propaganda and recreational purposes throughout the Fascist period. Also, it has been studied the role that radio broadcasts played during those years to create a mass Italian society. Despite radios being credited with shaping the Italian «collective memory» and the general appreciation of the important role played by radio in reaching out to all Italians (even those who were illiterate and thus unable to read books or newspapers), there is a certain lack of attention given to the medium of radio by scholars of the history of education. Researchers into the birth of Italian radio broadcasting have pointed out the interest in childhood and school. Yet, there are very few studies that have thoroughly investigated stages, features, protagonists of such subject. This essay plans to close this gap in knowledge by looking into the history of the first radio broadcasting meant for the Italian youth in the Fascist period, from their beginning in 1925 until 1933: the time period when the Mussolini government promoted the birth of the organization Ente Radio Rurale with the aim to reach out to as many Italians as possible. During this time period, each station still acted autonomously in their programming for youths, and the programs had much in common with other excellences in children’s literature and journalism of the beginning of the 1920s even if Fascism was soon to pervade considerably all radio programming for younger audiences. The research has started with a review of the magazines used by Italian radio programmers to list all programs meant for the youths of the time and discover about their creators and their collaborators. We have analyzed all magazines published first by the Unione Radiofonica Italiana (URI) and then, from 1930, by the Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (EIAR) such as the «Radiorario» (1925-1929), the «Radiocorriere» (from 1930), and the EIAR «Annuario». Similarly, we have also reviewed all books signed by those radio hosts who have left accounts, written texts and track lists for their programs meant for the Italian youths

    Storia dell’educazione. Cultura, infanzia, scuola tra Otto e Novecento, il Mulino, 2023 il Mulino, Bologna

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    Il secolo appena trascorso porta con sé dal punto di vista educativo una ricchezza e varietà uniche: la lotta per l’alfabetizzazione, l’affermazione di una visione pedagogica via via sempre più attenta alle peculiarità e ai bisogni educativi delle diverse fasi della vita, l’avvento della scuola di massa, l’incremento dell’istruzione femminile, la progressiva perdita della centralità della scuola nella formazione delle giovani generazioni con il diffondersi dei nuovi mezzi di comunicazione come internet e i social media. In questo volume, le autrici si accostano al Novecento con occhi nuovi, che tengono conto della storia dell’educazione da un lato e della storia della scuola dall’altro, facendo così riferimento sia al tempo trascorso tra i banchi sia alle attività del tempo libero come il gioco e la lettura
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