306,004 research outputs found
Per un dialogo che genera ben-essere. Il percorso progettuale e valutativo di supervisione alla pari
Il capitolo delinea le prospettive scientifiche e metodologiche che hanno caratterizzato il percorso di ricerca partecipata, mettendo in luce l'importanza della riflessività professionale, del benessere nella relazione di cura educativa, e il contributo che una visione trasformativa della valutazione può dare
Felici di conoscere. Insegnamento inclusivo e apprendimento positivo a scuola
Perchè l’educazione dovrebbe avere come uno dei suoi fini il ben-essere dei suoi studenti? È possibile pensare che apprendimento e ben-essere siano connessi? Se si come? Come possiamo creare ambienti di apprendimento che possano nutrire il ben-essere dei bambini e dei giovani? Questo libro rappresenta una sfida che da molti anni è nata e si è sviluppata in un percorso di ricerca e riflessione che pone al centro il ben-essere educativo per tutti. A partire da una lettura pedagogica del ben-essere che attraversa vari ambiti: filosofico (Aristotele e l’eudaímonia) economico (Approccio delle Capability, Sen, 1980) e psicologico (Psicologia Positiva, Diener, Seligman, 2001) e in connessione con le parole e i desideri espressi dai giovani, viene proposto un framework inclusivo (l’Universal Design for Learning) che sembrerebbe ispirarsi ai principi che valorizzano un insegnamento inclusivo e un apprendimento positivo verso una "didattica felice". Infine la proposta, cioè che tendere verso una vita fiorente possa essere un habitus, per metterci in contatto con le nostre sensazioni, emozioni, pensieri positivi e negativi, esserne curiosi e darne un nome ed essere in grado di compiere allora una scelta per far sì che la vita fiorente diventi una abitudine. Questo libro si rivolge a tutti i bambini che con il loro modo d’essere sono manifestazione unica della nostra variabilità umana, pensando ad un contesto che aspira ad essere inclusivo
Il co-teaching: il valore della collaborazione tra docenti nell’educazione inclusiva
L’obiettivo di questo paper è esporre i risultati di una ricerca condotta in una scuola primaria di Padova con lo scopo di implementare un modello di co-teaching (Ghedin et al., 2013), inteso come pratica condivisa di co-progettazione, co-insegnamento e co-valutazione tra insegnanti che lavorano con un gruppo eterogeneo di studenti che apprendono insieme (Friend e Cook, 2007, Murawski, 2003, Ghedin, 2009). Il disegno della ricerca ha previsto il confronto tra due modelli di didattica, il primo che prevedeva l’applicazione del modello del co-teaching, il secondo invece, quello utilizzato tradizionalmente dalle insegnanti di classe. Partecipanti: sono state coinvolte 2 classi V di una scuola primaria
di Padova (V B, classe target, 20 studenti; V A, classe di controllo, 21 studenti). In entrambe le classi erano presenti alunni in situazione di disabilità. La ricerca ha avuto la durata i due mesi e il co-teaching è stato implementato con cadenza settimanale. I risultati della ricerca, emersi
dall’incrocio tra i dati ricavati dalla somministrazione degli strumenti e dall’analisi delle videoregistrazioni, mettono in evidenza che la dimensione della collaborazione è fondamentale nel co-insegnamento (co-planning, co-instructing, co-assessing) per la co-costruzione di ulteriore conoscenza e diviene utile come repertorio condiviso di memorie attuali e conoscenza condivisa (Rytivaara, 2012a)
Co-progettare, co-insegnare, co-valutare. Una ricerca sul valore della collaborazione tra pratiche e atteggiamenti degli insegnanti
Lo studio indaga gli atteggiamenti e le pratiche di collaborazione nei contesti scolastici. Le domande di ricerca sono le seguenti: che tipo di collaborazione si verifica nei contesti inclusivi? Vi sono differenze rilevanti tra insegnanti curricolari e insegnanti specializzati per il sostegno? In che misura la formazione porta a pratiche di collaborazione significative?
Due fasi compongono il processo di ricerca. La prima è una fase esplorativa, suddivisa a sua volta in due step: quattro classi di una scuola secondaria sono state osservate attraverso due checklist strutturate finalizzate a ottenere una visione generale sulle pratiche didattiche collaborative. Nel secondo step è stata realizzata un’indagine sugli atteggiamenti nei confronti della collaborazione ed è stato chiesto a 691 docenti di esprimere il proprio punto di vista (sul piano ideale e reale) rispetto alle dimensioni del co-insegnamento.
Nella seconda fase, un gruppo di insegnanti (20) è stato selezionato per essere formato sulle dimensioni del co-teaching: co-progettazione, co-insegnamento e co-valutazione (Murawski, 2003) e 2 coppie di insegnanti (team di controllo e team di co-teaching) sono state video-osservate nelle loro pratiche quotidiane in classe.
I dati hanno evidenziato il paradosso del co-insegnamento, cioè la contraddizione che spesso esiste tra ciò che un insegnante reputa importante sul piano ideale e ciò che è effettivamente ritenuto rilevante su un piano di realtà. I risultati suggeriscono anche che i programmi di formazione degli insegnanti dovrebbero avere la responsabilità di preparare i docenti alla collaborazione per ridurre il divario tra ideale e reale, partendo dal rafforzamento della visione ideale e sostenendo l’identificazione di un utile repertorio di buone pratiche collaborative per tutti gli insegnanti
Collaborare per includere: il co-teaching tra ideale e reale
The co-teaching as a shared practice in which two teachers work together with groups of students
sharing the planning, organization, delivery and assessment of instruction, as well as the physical
space, represents a positive inclusive practice based on collaboration (Ghedin et al., 2013; Conderman
et al., 2008; Nevin et al., 2009; Villa et al., 2004). Based on these statements, it became
necessary to investigate the meanings and perceptions of teachers in order to bring out the ‘’collaborative
ethos “(Rytivaara, 2012) that characterizes their daily practices. The research is an exploratory
study aimed to investigate the teachers’ perceptions of co-teaching (Ghedin et al., 2013;
Friend & Cook, 2007; Murawski, 2003) from an ideal and a real point of view, considering these
research questions: what is the importance given to the collaborative dimension in teaching?
Which collaborative practices (co-planning, co-teaching, co-assessment) are predominantly implemented
in teachers’ daily work? Do exist differences in collaborative practices perceived and
realized by curricular teachers and special education teachers in different school levels? Research
results suggest paths of study to design training courses for teachers in order to implement collaborative
practices in the classroom
La pedagogia tra inclusività e specialità: Il valore dell’accessibilità alle opportunità di apprendimento
The reflection proposed here develops starting from the declination in educational contexts of two terms specialty and inclusiveness which also involve the adoption of different practices in the light of the dilemma of difference. It refers to the apparent inevitable choice between, on the one hand, the identification of the differences between children to deal with them differently, with the risk of labeling and on the other hand the highlight of uniformity by offering the same services with the risk of not making available that which is relevant and necessary for a particular student. A reading from the perspective of the Capability Approach is also offered (A. Sen, 1980) which reconsiders the current vision and language in use with that of this approach that declines concepts such as capability, functioning and freedom of choice. We will deal with the semantics between words, that is, the reciprocal relations/connections between signifier and signified. We will therefore try to offer a vision that declines educational well‐being (dimension at the core of the CA) in relation to the opportunities that the term accessibility brings with it to favor the availability of spaces, knowledge and relationships that the school can offer by precluding any specialties and attempts at inclusiveness
Educazione inclusiva all'università: Buone pratiche per gli studenti in formazione
Oggi è evidente la complessità del ruolo dell’insegnante, chiamato a governare
complessi sistemi formativi orientati all’inclusione. Il percorso sviluppato
entro il Corso di Pedagogia e Didattica per l’Inclusione, Corso di Studi in
Scienze della Formazione Primaria, Università di Padova, potrebbe essere
considerato un buon processo (Trinchero, 2017) che si focalizza sulle qualità
rilevanti che un professionista dell’inclusione dovrebbe possedere (obiettivo
perseguito attraverso la didattica frontale) e su come queste necessitino di
essere messe insieme nella pratica quotidiana dei docenti (didattica laboratoriale).
Lo sfondo teorico, costituito dall’Index for inclusion (Booth e Ainscow,
2014) e dal Sistema di Attività (Engestrom, 1987), ha guidato la costruzione
dell’itinerario didattico (co-teaching practice), le attività svolte (Inclusario,
Manifesto per l’inclusione, Didattiche inclusive, giornata seminariale), e le
narrazioni promosse (grande domanda e portfolio dello studente)
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