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Nobiltà civica e ceti dirigenti. Quando i diritti politici sono fonte di nobiltà: la peculiarità della Toscana granducale
Il saggio analizza il fenomeno della nobiltà civica nella realtà istituzionale del Granducato di Toscana. L'indagine prende le mosse dal concetto giuridico di nobiltà civica (con particolare riguardo all'analisi di Pompeo Neri), per poi affrontarne genesi e sviluppi in un contesto particolarmente significativo, ossia quello della città di Siena. Viene altresì evidenziata l'influenza che gli statuti dell'Ordine di Santo Stefano ebbero sulla disciplina della nobiltà civica nella Legge per regolamento della nobiltà e cittadinanza del 1750
Le strategie orientative nei percorsi di scelta scolastica degli studenti delle scuole secondarie di primo grado a Roma
Il presente studio analizza il fenomeno dell’orientamento e delle scelte scolastiche degli studenti al terzo anno delle scuole secondarie di primo grado di Roma legandoli al tema della riproduzione delle diseguaglianze in campo scolastico.
Il tema delle disuguaglianze e delle differenze nei processi educativi diventa centrale quando negli anni Sessanta si assiste all’espansione della scolarizzazione e della partecipazione all’educazione di secondo e terzo grado nei paesi industrializzati (Parziale, 2016; Argentin e Pavolini 2020). Infatti, con l’accesso di nuove categorie di studenti appartenenti alle fasce più povere e svantaggiate al sistema educativo, si vanno a creare le condizioni perché divenga tangibile l’esperienza della diseguaglianza sociale e l’influenza della condizione socio-economica e culturale all’interno del circuito formativo (Cavalli e de Lillo, 1988).
In questo studio si adotta la prospettiva bourdieusiana (Bourdieu e Passeron,1964;1970) che, attraverso i concetti di habitus, violenza simbolica e campo, enfatizza l’influenza della classe d’origine sulla riuscita scolastica e la durata della carriera. L’apparato teorico bourdieusiano, tuttavia, tiene conto anche della distinzione dei codici linguistici elaborata da Bernestein (1964, 1977) e dei condizionamenti economici e del calcolo costi-benefici di Boudon (1973,1974), fino ad arrivare a utilizzare il concetto di dispositivo di governo di foucaultiana memoria (Foucault, 1975; Mac e Ghaill, 1994; Romito, 2017).
La maggior parte della letteratura di riferimento sottolinea perlopiù l’influenza di fattori extra-scolastici (economici, culturali e sociali) nella scelta della scuola; mentre pochi studi si concentrano sul ruolo degli insegnanti e delle attività di orientamento. Lo studio qui proposto, invece, ha l’obiettivo di comprendere sia l’influenza dei fattori extrascolastici, perlopiù quelli legati alla classe sociale sia di quelli scolastici, e in particolare del consiglio orientativo che gli insegnanti sono tenuti a dare agli studenti al terzo anno della scuola media. Il lavoro di ricerca, infatti, è partito dall’ipotesi che accanto agli effetti primari (legame tra background familiare e risultati) e secondari (l’influenza del background sulla scelta) derivanti dalla classe di appartenenza, si affermi l’esistenza anche di un effetto terziario della scuola (Schneider, 2014; Esser, 2016; Argentin e Pavolini, 2020). Quest’ultimo, in particolare, è studiato attraverso le più generali conseguenze delle pratiche scolastiche legate all’habitus istituzionale di ciascuna scuola (Ingram, 2009, 2011) e alla violenza simbolica esercitata dagli insegnanti che si esprime nel consiglio di orientamento, quando vengono applicati, inconsapevolmente, pregiudizi tesi ad abbassare le aspirazioni degli studenti (Boone e Van Houtte, 2013; Romito 2016).
Si è utilizzato un disegno di ricerca mixed-method che ha previsto sia strumenti di raccolta dati quantitativi (questionari semi-strutturati) sia qualitativi (interviste). Senza entrare nei dettagli delle scelte metodologiche, allo studio hanno partecipato 5 istituti scolastici secondari di primo grado appartenenti a diverse aree della città di Roma, da cui si sono estratte casualmente alcune classi terze. Agli studenti di queste classi si sono somministrati due questionari sulla scelta e l’orientamento scolastico e, infine, si sono condotte alcune interviste non direttive ai loro insegnanti.
In sintesi, i risultati di questo lavoro affermano che: 1) l’origine sociale condiziona la scelta scolastica degli studenti, 2) gli elementi istituzionali del contesto scolastico plasmano le pratiche di valutazione e orientamento degli insegnanti, 3) quest’ultime rafforzano a loro volta i condizionamenti di classe sui cui si basano le intenzioni di scelta degli studenti. Nei diversi contesti scolastici, quindi, si attivano chances di prosecuzione degli studi diversificate e si promuovono carriere scolastiche che rafforzano le diseguaglianze in termini di composizione sociale, incentivando così la segregazione scolastica e territoriale delle varie scuole sul territorio romano. Tutto ciò, in una prospettiva più estesa, tende a riprodurre le dinamiche di classe già esistenti nella società e, quindi, l’immobilità sociale per alcune categorie di studenti
SCIENZE SOCIALI E PUBLIC ENGAGEMENT Per una nuova alleanza tra sapere pubblico e società
il volume analizza il ruolo delle scienze sociali all'interno del dialogo tra discipli
Per una sociologia del carcere: approcci teorici e ricerca empirica
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Carcere e sociologia (pubblica): ragioni di un incontro, esperienze storiche, prospettive di sviluppo
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Vis Network Project: Goals and Operational Objectives
The Introduction offers a short overview about the main goals of the project Vis Networ
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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