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Introduzione
Il volume, che si inserisce nel filone delle pubblicazioni del GRIPI (Gruppo di Ricerca in Pedagogia dell’Invecchiamento) dell’Università degli Studi di Padova, tratta delle peculiarità dell’intervento dell’educatore professionale socio-pedagogico nelle strutture residenziali per anziani. Nella prima parte, dedicata a un inquadramento socio-demografico e storico-normativo, si addentra nel merito del processo di invecchiamento della popolazione italiana, dell’istituzionalizzazione degli anziani e delle caratteristiche delle strutture residenziali nate per accogliere persone in età avanzata. Nella sezione centrale, di inquadramento pedagogico, propone delle riflessioni sull’orizzonte di senso entro cui le abilità, conoscenze e procedure d’intervento dell’educatore socio-pedagogico dovrebbero collocarsi. Nella sezione finale, di inquadramento operativo, offre alcune esemplificazioni di come i fondamenti teorici proposti possano tradursi nella pratica
Non sono solo parole / They are not only words
Le interazioni sono uno degli strumenti più potenti con i quali e attraverso i quali agiamo sul nostro ambiente sociale, mentre quest’ultimo ci plasma a sua volta. Di qui l’importanza di formare a confrontarsi mediante il dibattito, nel quale trovano espressione la pluralità della vita umana e la sua intrinseca relazionalità. Dibattere è un esercizio di umanità che si affida alla forza della parola per la costruzione della nostra storia, consapevoli che la vera minaccia alla qualità della formazione relazionale è l’idea di un’essenza separata dagli altri, esente da qualsiasi contributo esterno, che proprio per questo rischia costantemente di diventare inumana
L'implementazione di un modello di educativa domiciliare con l'anziano fragile
Tra il novembre del 2013 e il dicembre del 2015 è stato implementato un modello di intervento educativo intergenerazionale volto a sollecitare un recupero della relazionalità nell’anziano fragile che soffre di solitudine o che versa in condizioni di isolamento sociale, aiutandolo a ri-significare la sua quotidianità e accompagnandolo nella riscoperta del valore che a questo scopo può rivestire la sua casa. Nel saggio si espongono le modalità di attuazione di tale modello. In particolare, ci si sofferma sui soggetti coinvolti, sulle tappe di costruzione dell’intervento, sulla sua strutturazione operativa, sulla formazione dei giovani coinvolti e sugli strumenti utilizzati per monitorarlo
Per una lettura pedagogica dell'approccio di Tom Kitwood alle persone con demenza
Trattando di vecchi istituzionalizzati, nel saggio ci si addentra nel mondo delle demenze, la cui incidenza nella popolazione anziana è notevole, perché molte di esse sono correlate all’età. Pedagogicamente la questione rinvia all’imperativo del riconoscimento del soggetto come interlocutore a pieno titolo anche in presenza di un decadimento cognitivo importante. Molto fecondo, in tale direzione, è il pensiero di Tom Kitwood, che pone al centro della sua proposta l’“essere persona”, intendendolo come uno status che viene conferito al soggetto dagli altri e che, quindi, ha carattere sociale. L’appellarsi dello psicologo britannico a questa categoria consente svariate correlazioni con la prospettiva pedagogica, offrendo preziosi spunti di riflessione e utili indicazioni operative alle figure educative che si occupano di persone con demenza e non solo
Profili di anziani e funzioni dell'educatore professionale socio-pedagogico
Questo saggio richiama l’attenzione sul fatto che gli anziani istituzionalizzati con cui l’educatore professionale socio-pedagogico lavora non sono semplicisticamente distinguibili – in base a un parametro biomedico – in autosufficienti e non autosufficienti, come avviene solitamente in letteratura. L’educatore professionale socio-pedagogico si trova a confrontarsi con situazioni assai complesse, i cui contorni sono alquanto sfumati e invitano a guardare alla condizione globale della persona in età avanzata, quindi non solo alla sua vulnerabilità, ma anche alle sue risorse, al suo bagaglio esperienziale, al suo sapere. Collocandosi in tale prospettiva, l’educatore professionale socio-pedagogico può ricoprire una parte determinante nel miglioramento del benessere dell’anziano istituzionalizzato e nell’ampliamento del suo orizzonte esistenziale, riconoscendogli un ruolo da protagonista e coadiuvandolo nella valorizzazione del suo vissuto, nell’implementazione delle sue potenzialità e nella riflessione sulla sua visione del mondo, attraverso il sapiente dosaggio di svariate funzioni strettamente interconnesse, fra cui quelle di socializzazione, interiorizzazione e promozione dell’apprendimento
L'educatore professionale socio-pedagogico: alcuni tratti distintivi
Il saggio esordisce con alcune brevi considerazioni sul faticoso iter che ha portato al riconoscimento giuridico della figura dell’educatore professionale socio-pedagogico, per poi passare a evidenziare come il suo lavoro nelle strutture residenziali riservate alle persone in età avanzata contempli azioni volte a promuovere la crescita personale e sociale del singolo e, ancor prima, ad aiutarlo a mantenersi in uno stato di benessere o a ritrovarlo qualora versi in condizioni di criticità fisiche, psichiche o, più latamente, esistenziali e ambientali. Seguono delle considerazioni sull’orizzonte di senso entro cui le sue abilità, conoscenze e procedure d’intervento dovrebbero collocarsi. In particolare, il saggio si sofferma sulla globalità, l’operatività, la relazionalità e l’integrazione tra singolo e società quali imprescindibili connotati dell’esperienza educativa, declinandoli sullo specifico dell’agire dell’educatore socio-pedagogico nelle strutture residenziali per anziani
I saperi dell'educatore professionale socio-pedagogico
Il saggio si addentra nel merito dei saperi che l’educatore professionale socio-pedagogico è chiamato a dispiegare nel suo operare all’interno delle strutture residenziali per anziani, alcuni propri della figura in sé, altri inerenti alle peculiarità dei servizi offerti e dell’età della vita cui si rivolgono. Si tratta di saperi strettamente interconnessi, distinguibili solo per comodità espositiva, comprendenti un bagaglio teorico multidimensionale, che in riferimento alle persone in età avanzata annovera anche elementi di discipline specifiche quali, per esempio, la gerontologia o la psicologia dell’invecchiamento, fonti di utili interpretazioni della vecchiaia, purché le si collochi entro una cornice che guarda a ciascun anziano nella sua unicità. Altrettanto importanti sono il saper fare, il saper essere, il saper divenire e il saper aver cura di sé, che implicano la padronanza di specifiche tecniche e procedure d’intervento, la capacità di mettersi in gioco sul piano esistenziale e la disponibilità a interrogarsi e riflettere, insieme ai colleghi, non solo sul proprio agire, ma anche sul senso che si attribuisce a se stessi e alle emozioni che si provano nell’entrare in relazione con gli anziani istituzionalizzati
Pedagogia dell'invecchiamento / Pedagogy of ageing
Nel saggio si approfondiscono alcuni aspetti della pedagogia dell’invecchiamento, concentrando l’attenzione sull’educazione “alla” e “nella” vecchiaia, ed evidenziando come entrambe rinviino alla centralità della dimensione dell’intergenerazionalità quale elemento propulsore per il superamento delle connotazioni negative che giovani e anziani si attribuiscono reciprocamente. Attraverso questa componente fondamentale dell’educazione “della/dalla” vecchiaia, è possibile promuovere una visione dell’invecchiamento come processo che non riguarda solo l’età avanzata ma investe anche chi anziano non è: tanto per il vecchio quanto per il giovane, l’incontro intergenerazionale può costituire un’opportunità formativa, sollecitando entrambi ad aprirsi a un modo di percepire e vivere se stessi e gli altri distante dal proprio, a maturare uno sguardo rispettoso dell’altrui diversità e ad acquisire consapevolezza dei cangianti elementi di vulnerabilità e delle mutevoli risorse che l’esistenza porta con sé, sin dal momento in cui si nasce
Introduzione
Oltre a presentare i contributi che compongono il collettaneo "La vecchiaia. Intrecci pedagogici", in questa introduzione si propone una Nota bibliografica che offre una panoramica degli scritti sull'educazione "alla" e "nella" vecchiaia senza alcuna pretesa di esaustività, ma solo con l’obiettivo di fornire uno spaccato della ricchezza e della poliedricità degli approfondimenti teorici e delle ricerche sul campo realizzati dalla pedagogia dell'invecchiamento negli ultimi quarant’anni
L’educatore socio-pedagogico e l’anziano istituzionalizzato
Gli Autori di questo collettaneo fanno tutti parte del GRIPI, un gruppo di ricerca in pedagogia dell’invecchiamento che, coniugando riflessione teorica, ricerca sul campo, progettazione educativa e formazione, mira alla costituzione di una rinnovata visione dell’invecchiamento e dell’età anziana, per disvelarne e promuoverne il valore e le potenzialità presso tutte le generazioni.
Tale intento anima anche il presente volume, soffermandosi su una figura che può rivestire un ruolo strategico nella sua attuazione: l’educatore professionale socio-pedagogico.
L’attenzione si concentra sul suo lavoro con gli anziani istituzionalizzati, proponendosi di fornirgli un mosaico di conoscenze utili per attivare delle dinamiche educative atte a favorire la crescita personale e sociale di soggetti in età avanzata residenti in una struttura e, ancor prima, ad aiutarli a mantenersi in uno stato di benessere o a ritrovarlo qualora versino in condizioni di criticità fisiche, psichiche o, più latamente, esistenziali e ambientali. La scelta di concentrarsi su questa tematica è stata dettata dal fatto che, a fronte di una consistente manualistica sugli aspetti socio-sanitari o animativi del lavoro nei servizi residenziali riservati alle persone attempate, scarseggiano le proposte che offrono una riflessione pedagogicamente fondata intorno alle figure educative operanti in tali realtà. La tendenza è, appunto, quella di subordinare l’agire di questi professionisti a logiche proprie di altri approcci (in primis, terapeutico); per questo, i saggi che compongono il volume si addentrano nel merito delle peculiarità dell’intervento dell’educatore professionale socio-pedagogico, approfondendole sia dal punto di vista teorico sia nei loro risvolti operativi
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