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L’operatore delle relazioni di aiuto tra comportamento prosociale, altruismo ed empatia.In M. Garro (a cura di). Psicologia e interventi educativi. Trasversalità, contesti e relazioni.
Il comportamento prosociale è una tematica che si pone al centro del percorso formativo degli educatori di comunità, il cui profilo professionale mira alla promozione e all’incoraggiamento degli aspetti positivi negli individui e nei gruppi, implicando l’eliminazione dei comportamenti sociali indesiderati.
Ma come educa in tal senso? E, soprattutto, quali motivazioni supportano il suo intervento? È necessario soffermarsi su quest’ultimo aspetto perché, come afferma Titta (2018), «È interessante non dimenticare che tale attività, fino a pochi decenni fa, era legata allo spirito di carità di religiosi e del mondo cattolico in generale, quindi a dei valori ideologici morali e spirituali di un gruppo di uomini ben definito. Col tempo la società ha trovato spazio per riconoscere la necessità di questa figura che è divenuta anche laica ‒ anzi, soprattutto laica ‒ ciò potrebbe significare che si sono modificati anche i valori morali e spirituali dell’uomo comune di oggi, o forse ancora che sono cresciuti e sentiti da più persone che se ne fanno carico. Nascono alcune domande in proposito: Quale eredità storica e mandato sociale hanno assunto gli educatori? Fare delle riflessioni in proposito significa poter avvalersi dell’esperienza pratica e della teoria, delle conoscenze acquisite e dei vissuti per arrivare ad una sempre maggiore consapevolezza di sé, per essere più presenti e aperti alla lettura delle interazioni
Nuovi scenari familiari e omoparentalità: autopercezioni e relazioni sociali
Le trasformazioni strutturali e relazionali che hanno coinvolto l'asse coniugale e quello genitoriale, rappresentano mutamenti che hanno messo in discussione il tradizionale modello di famiglia costituita da una coppia eterosessuale coniugata e dai figli biologici (Garro, Salerno, 2014)
COMUNITÀ PENALE MINORILE. UN PONTE VERSO IL SOCIALE PER MINORI AUTOCTONI E ALLOGENI
La comunità penale rappresenta una delle forme non detentive di intervento alle quali la giustizia minorile ricorre in via
prioritaria nel rispetto dei succitati principi, permettendo all’utenza la possibilità di usufruire dei servizi e delle risorse offerti
dal territorio. Finalità, questa, dimostrata sin dalla costituzione di alcune comunità penali alla cui base vi è infatti la stipula di
una convenzione tra i centri per la giustizia minorile e le associazioni del privato sociale, o cooperative, che si occupano di
minori
Los personajes como elemento transgresor en los productos culturales: análisis de “¿Qué hora es?” de Elena Garro
The present work explores the elements that shape the features of the characters created by the Mexican author Elena Garro and define her production; characters who transgress established orders, the compliance of norms and values. It is the interest of this work to make inquiries on the shaping of characters as literary elements, whose significance in the narrative of Elena Garro may signal one of the characteristics that define her narrative and her value as a 20th Century author: transgression. In particular, the short story “¿Qué hora es? [What time is it?], in which Lucia Mitre will transgress her role of an adulterous woman, apparently neglected in her space-time dimension, is analyzed, as well as the thematic role of the characters.El presente trabajo explora los rasgos que configuran a los personajes del cuento de la autora mexicana Elena Garro. Se plantea indagar en la configuración del personaje como un elemento literario, cuyas características se definen con la trasgresión. En particular, se analiza el cuento “¿Qué hora es?”, incluido en La semana de colores, en el que Lucía Mitre traza una ruptura en el rol de la mujer adúltera y, aparentemente, desamparada en una dimensión espaciotemporal infringida y, hasta cierto punto, fragmentada
Operatori delle comunità con migranti. Competenze coss-culturali e digitali
La sfida lanciata in tema di migrazione, e di bisogni delle comunità multiculturali, è legata alla maturazione della consapevolezza relativa alla necessità che gli operatori che lavorano in
questo ambito abbiano un’adeguata formazion
introduzione
L’identificazione dei fattori di protezione, in relazione all’abuso all’infanzia, e la definizione di interventi differenziati finalizzati alla prevenzione primaria, secondaria e terziaria, hanno esortato la riflessione sulle variabili che agevolano dinamiche relazionali funzionali al benessere della famiglia e del minore, come ad esempio la flessibilità dell’individuo nell’adattamento e nell’azione o, ancora, le strategie di resilienza sviluppate dai minori.
Inoltre in questo contributo sono oggetto di attenzione le rappresentazioni sociali, quindi le categorie mentali con le quali gente comune e operatori dei servizi percepiscono ed elaborano determinati eventi sociali (abuso e abusanti). La lettura di questi ultimi, spesso influenzata dai fenomeni mediatici, implica infatti sequenze di interpretazioni e di interventi che mettono in gioco competenze e rappresentazioni
Rethinking Education and Mediation for Incarcerated Immigrants in Italy.
In their case study on the treatment of immigrants in Italian prisons, a team of Italian academics and practitioners—Maria Garro, Gioacchino Lavanco, Massimiliano Schirinzi, and Michelangelo Capitano—identify another type of silencing, that of voices in transit, who become targets of the carceral system in Italy. Their chapter, “Immigrant Inmates: Laws and Cultural Mediation to Reduce Social Isolation,” addresses the particular challenges faced by incarcerated people who do not hold citizenship rights within their country of incarceration. The themes explored in their chapter are ones that stretch across many borders and should remind us all that, within incarcerated populations, the experiences of migrant voices continue to be some of the most marginalized of an already marginalized population
la formazione psicodinamica dell'operatore
La psicologia giuridica trova un fruttuoso ambito di ricerca, intervento e formazione anche nel sistema penale. In quest’ultimo si definiscono i contesti che hanno come protagonisti i minori e gli adulti che possono transitare verso la devianza e/o la criminalità. Situazioni ove si inseriscono i servizi e gli operatori dei quali ben illustrano ruoli e funzioni gli autori dei capitoli del volume, e nei quali occupa una posizione significativa la reazione sociale con la quale la giustizia e le scienze umane devono confrontarsi
Muslim Women Inmates and Religious Practices: What Are Possible Solutions?
Background/Objectives: Despite legal frameworks acknowledging the need to protect
the rights of female prisoners, penitentiary systems often neglect gender-specific needs,
particularly for foreign women. Among them, Muslim women face distinct challenges
linked to cultural and religious practices, which are frequently unmet in prison contexts.
This review aims to explore the academic literature on the experiences of Muslim women in detention. Methods: A systematic review was conducted using three major bibliographic databases—Scopus, PubMed, andWeb of Science—covering the period from 2010 to 2024. Inclusion criteria focused on peer-reviewed studies examining the condition of Muslim women in prison. Of the initial pool, only four articles met the criteria and were included in the final analysis. Results: The review reveals a marked scarcity of research on Muslim women in prison at both national and international levels. This gap may be due to their limited representation or cultural factors that hinder open discourse. The selected studies highlight key issues, including restricted access to services, limited ability to practice religion, and language and cultural barriers. These challenges contribute to increased psychological vulnerability, which is often nderestimated in prison settings. Conclusions: There is an urgent need for targeted research and culturally competent training for prison staff to adequately support Muslim women in detention. Greater academic and institutional attention is essential to develop inclusive policies that consider the intersection of gender, religion, and migration, particularly in the post-release reintegration process
La famiglia come gruppo sociale primario e come contesto di apprendimento,
Il gruppo rappresenta le basi della società; la maggior parte delle persone vive in gruppi, intorno ad essi e ne cerca nuovi.
Lewin (1951) definisce il gruppo come una totalità dinamica, ovvero come più della semplice somma delle singole parti, dove i cambiamenti di stato che vive una di queste interesserà ognuna delle altre singole parti che compongono il gruppo. Esso è, quindi, più di una semplice aggregazione di individui, come ad esempio le persone che aspettano ad una fermata dell’autobus o che si riuniscono in strada dopo un incidente d’auto. In tali casi non vi è sentimento di appartenenza, né interdipendenza tra i membri.
Dalla consapevolezza del Sé, di cui si p parlato capitolo precedente, si procede dunque lungo il percorso del ciclo di vita di un individuo che vive all’interno di molti tipi diversi di gruppi sociali anche contemporaneamente, a partire dal gruppo familiare si può giungere all’appartenenza ad esempio ad una squadra sportiva, di un club, ad un gruppo religioso, ad una classe scolastica, o ad un gruppo di lavoro.
E’ importante soffermarsi, dunque, sulla natura dei gruppi sociali, per comprendere in che modo essi influenzano il comportamento di un individuo.
In particolare l’attenzione, nel presente capitolo, verrà rivolta alla famiglia, gruppo sociale primario al quale i manuali di psicologia sociale non sono soliti dare spazio, perché da modo di innescare l’ambito psicologico con l’ambito educativo. Il contributo professionale dell’educatore si orienta infatti sui processi di crescita, di apprendimento e di prevenzione, con una rilevante e costante attenzione allo sviluppo della partecipazione degli individui, dei nuclei familiari e degli ambienti relazionali e comunitari (Santerini, Triani, 2007)
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