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Orient-Occident dans la bande dessinée
In the essays about geopolitical discourse conveyed by the media (popular geopolitics) many texts have been analyzed to understand political space and power relations. Applying the same method, this article focuses on a set of comics mostly by Muslim authors, whose words and images are analyzed to better understand the cultural environment and the different worldviews of their authors: West-East dichotomy, the hybridization between cultures and the problems of multicultural societies such as antisemitism and islamophobia. In order to do this, two types of comics are used: first, autobiographies in which daily life in the Middle East is narrated in the first person and, secondly, adventures of superheroes with a Muslim identity. Apparently, comics may seem like ordinary entertainment products. On the contrary they also provide information on the characteristics of certain regions and denote precise geographical imaginaries. They also offer a particular perception of the political space as seen by the protagonists (whether individuals or groups) and the degree of participation or detachment of the author from the represented reality.Dans les études sur le discours géopolitique véhiculé par les médias (popular geopolitics), beaucoup de textes ont été analysés pour comprendre l’espace politique et les relations de pouvoir. En utilisant la même méthode, c’est-à-dire l’analyse de contenu (Rose, 2016), cet essai se concentrera sur des œuvres de bandes dessinées réalisées principalement par des auteurs musulmans, dont les mots et les images seront analysés pour mieux comprendre le milieu culturel et les différentes visions du monde : la dichotomie Occident-Orient, l’hybridation entre cultures et les problématiques d’une société multiculturelle telles que l’antisémitisme. Pour ce faire, deux types de bandes dessinées seront étudiés : d’abord, des autobiographies dans lesquelles la vie quotidienne au Moyen-Orient est présentée à la première personne et, ensuite, des histoires qui narrent les aventures de superhéros dont l’identité est très spécifique, notamment musulmane. Les objets analysés, à première vue, peuvent sembler des produits banals de divertissement. En réalité, ils fournissent des informations sur les caractéristiques de certaines régions intéressantes pour la géographie et décrivent des imaginaires précis. Ils offrent aussi bien une perception particulière de l’espace politique et du milieu par les protagonistes (que ce soient des individus ou des groupes) que le degré de participation ou de détachement de l’auteur par rapport à la réalité géographique relatée
Processi partecipativi e laboratori di arte collettiva: i murales delle periferie di Bergamo
Participatory public art and creative workshop: murals in Bergamo’s suburbs. – The paper examines some urban regeneration and social inclusion projects implemented through collective artworks in Bergamo’s suburbs. Here, for about a decade, murals and graphic design worshops have been adopted as agents of change and active citizen participation. In particular, Tracce Urbane and Pigmenti were conceived as opportunities to modify the urban space by producing murals based on issues such as inequality, gender equality, memory and marginalization. On the one hand, these initiatives involved international artists, in order to give aesthetic qualities to the works and make them colorful re-aesthetization operations (Trione, 2022); on the other hand, street art as a «geographic agent» (Dumont, 2019), has allowed the involvement of vulnerable groups of citizens such as immi-grants and disabled, in order to regenerate and co-construct their everyday landscape. The objective is to provide, with the help of documentation and semi-structured interviews, a critical analysis of the various approaches advocated by local stakeholders. This allows to define the dynamics of the participatory processes implemented and the effectiveness of community empowerment agency; finally, it allows to understand whether these experiences are able to generate conscious communities (Bazzini, Puttilli, 2008), bearers of a common narrative with a peripheral point of view
Montagne di media quota tra cambiamento climatico e turismo: opportunità e sfide per le Prealpi in vista delle Olimpiadi invernali.
Le montagne di media quota, spesso trascurate nel dibattito sulle trasformazioni alpine, si trovano oggi al centro di processi di cambiamento accelerati dal riscaldamento globale e dalla crisi del turismo invernale. Questo studio analizza le sfide e le opportunità legate a tali mutamenti, con un focus sulle Prealpi italiane. Dopo un inquadramento sugli impatti climatici e sulle tendenze turistiche emergenti, il lavoro esplora
le strategie di adattamento adottate in contesti montani di media altitudine. Attraverso i casi studio di Foppolo e dei Piani di Artavaggio, vengono messi a confronto due approcci opposti: da un
lato, il tentativo di rilanciare il turismo sciistico tramite investimenti infrastrutturali; dall’altro, la
riconversione verso un modello di sviluppo turistico sostenibile. Infine, viene valutato il possibile ruolo delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 come fattore di trasformazione territoriale, interrogandosi su eventuali effetti positivi o rischi di rafforzamento di modelli insostenibili. L’analisi sottolinea la necessità di un ripensamento delle politiche territoriali per garantire un equilibrio tra crescita economica, sostenibilità ambientale e benessere delle comunità locali
Spazio e potere nella letteratura a fumetti
Il presente volume esplora il rapporto tra la cultura popolare (serie televisive, videogiochi, musica, sport, fumetti) e le relazioni internazionali, secondo le prospettive della geopolitica critica e della geografia dei media. L’attenzione viene rivolta soprattutto al mondo dei fumetti in alcune delle sue forme: strisce satiriche, reportage di guerra e diari di viaggio. Il fumetto, come altri media, può divenire un efficace strumento di propaganda, oppure al contrario fare luce su giochi di potere, conflitti territoriali e persino dare voce a un intero popolo. In molti casi i prodotti culturali, qui analizzati come testi, presentano un immaginario ricco di analogie e parallelismi con la realtà contemporanea, offrono informazioni dettagliate sui luoghi nei quali sono ambientati e mostrano una notevole consapevolezza del contesto spaziale. Ne emerge pertanto un variegato mosaico di descrizioni paesaggistiche, scenari geopolitici, identità territoriali e riflessioni a volte ingenue, a volte colte, che inevitabilmente si confrontano con temi importanti come il colonialismo, il rapporto autoctono/straniero, la società multiculturale, l’antisemitismo, l’islamofobia e la contrapposizione tra Occidente e Oriente
Oltre le mappe: les Archives de la planète e il metodo Brunhes agli albori della geografia visuale
Jean Brunhes ebbe un ruolo fondamentale nella realizzazione del progetto Archives de la Planète (ADLP), finanziato dal magnate Albert Kahn tra il 1912 e il 1933. Il geografo francese partecipò insieme ad altri operatori alle missioni nazionali e internazionali, apportando la sua metodologia all’allora nascente disciplina della geografia umana. L’articolo intende indagare l’impiego della fotografia e della cinepresa da parte di Brunhes come strumenti per produrre conoscenza geografica. A tal fine è necessario comprendere il contesto storico nel quale tali strumenti sono stati adottati, per ricostruire il ‘metodo Brunhes’ e le modalità in cui fotografie e filmati sono stati usati nella documentazione. Infine, gli ADLP conservati presso il Museo Kahn di Parigi vengono analizzati come luogo predisposto a una pratica geografica con risvolti didattici e divulgativi.Jean Brunhes played a key role in the creation of the Archives de la Planète (ADLP), a project funded by tycoon Albert Kahn between 1912 and 1933. The French geographer participated with other operators in national and international missions, bringing his methodology to the recently born discipline of Human Geography. This article investigates Brunhes’ use of photography and the camera as tools for producing geographic knowledge. To this end, it is necessary to understand the historical context in which these tools were adopted, reconstruct the ‘Brunhes method’ and how photographs and film footage were used in the documentation. Finally, the ADLPs at the Kahn Museum in Paris are analyzed as a site well-suited for geographical dissemination and education
Touristification in Bergamo. The impact of low-cost carriers, the COVID-19 pandemic, and prospects for sustainable tourism recovery
Simboli del progresso nel cinema industriale italiano, dalla ricostruzione post-bellica allo sviluppo sostenibile
A partire da una selezione di documentari industriali, cinegiornali e filmati pubblicitari prodotti nella seconda metà del Novecento, il contributo propone l’indagine del ruolo svolto sul piano simbolico dalle grandi imprese nazionali del settore siderurgico, meccanico ed edile nei processi trasformativi del territorio italiano. L’analisi verte su alcuni elementi iconici quali acciaio, cemento, infrastrutture, macchine e automobili, impiegati per sostenere un’idea di progresso inesorabile, rapida industrializzazione e l’auspicabile nascita di una società dei consumi. Tali risvolti sono stati possibili grazie alla realizzazione di grandi opere pubbliche e private con un forte impatto sull’ambiente. Negli audiovisivi affiorano infatti i primi sintomi di problemi come la mobilità urbana o il degrado paesaggistico e architettonico, che si inaspriranno poi nei decenni successivi. Si intende qui individuare il passaggio dalla retorica industrialista e nazionalista degli inizi al discorso ambientalista proprio dell’odierna comunicazione d’impresa, i cui nuovi temi necessitano di essere approfonditi.Based on selection of industrial documentaries, newsreels and advertising films produced in the second half of the XX century, this essay proposes the investigation of the role played at the symbolic level by national corporations in the steel, mechanical and construction sectors in the transformation of the Italian territory. The analysis focuses on some iconic elements such as steel, cement, infrastructure, machinery and automobiles, employed to support an idea of relentless progress, rapid industrialization and the emergence of a consumer society. Such implications were made possible by the construction of large public and private works with a strong impact on the environment. Indeed, in the audiovisuals the first symptoms of problems such as urban mobility or landscape and architectural degradation arise, which would later exacerbate in the following decades. It is intended here to identify the transition from the industrialist and nationalist rhetoric of the early days to the contemporary environmentalist discourse of corporate communication, whose issues need to be further explored
Geografia e spatial turn: la lettura di Augustin Berque
Geography and Spatial turn according to Augustin Berque
The purpose of this study is to research the connection between geography and philosophy from a geographical standpoint. In this respect, acknowledged the spatial turn occurred in several disciplines, the study examines the philosophical foundation of Augustin Berque’s geography. In particular, it questions the ideas he outlined in some
chapters (Lieu, Univers, Mouvance) of his seminal work: Écoumène. Introduction à l’étude des milieux humains. The focus will be on the category of médiance and the idea that spatiality is a basic trait in human beings.Géographie et Tournant spatial à travers de Augustin Berque
Le but de cette étude est de rechercher, du point de vue géographique, le lien entre la géographie et la philosophie. A cet égard, reconnu le tournant spatial qui a touché plusieurs disciplines, l’étude examine les fondements philosophiques de la géographie d’Augustin Berque. En particulier, il questionne les idées exposées dans certains chapitres
(Lieu, Univers, Mouvance) de sa oeuvre: Écoumène. Introduction à l’étude des milieux humains. On mettra l’accent sur la catégorie géographique de la médiance et sur l’idée que la spatialité est un trait fondamental des êtres humains
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