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L'identità percepita delle biblioteche: la biblioteconomia sociale e i suoi presupposti
Starting from the changes occurred in the larger environment libraries work in, the article deals with the new research needs libraries should cope with. In doing so, it intends to stimulate a careful consideration of the peculiar characteristics of the qualitative research methodology applied to the library user analysis, which takes into account the complex dynamics concerning the subjective and psychological aspects of motivations, needs and perceptions by patrons. By means of this analysis the article aims at explaining the reasons why, over the last years, the new paradigm of 'social librarianship' has emerged and how this change should be interpreted by libraries and librarians. In the final part of the article some considerations about future perspectives for libraries are suggested
Storytelling and the Italian public libraries. Emerging research patterns
The transition from the so-called Evidence-based Librarianship (EBL) to the Narrative-based Librarianship (NBL) - in line with the "narrative turn" occurred in the social sciences and humanities - is taking places in Italy too. Starting from the acknowledgement that field surveys using narrative methods are increasing in the Italian public libraries, the paper presents the methodology and the first outcomes of a meta-research built upon a corpus encompassing the textual data produced by means of qualitative research techniques. Applying a software for automatic text analysis (IRaMuTeQ) and using both an inductive and a deductive approach, the authors analyse the lexicon behind the narratives of users, non-users, opinion leaders and staff members and chase various objectives. The result is a map of questions and answers that brings to light emerging research patterns and boosts further considerations about the chosen methodological approach
La parola ai bibliotecari. Ritratto di una professione in bilico tra apertura e ripiegamento
Nel 2015 abbiamo avviato una ricognizione delle indagini qualitative svolte dalle/nelle biblioteche pubbliche italiane, a partire dal presupposto che questa metodologia avesse progressivamente preso piede anche nel nostro paese e che, oltre ad aver prodotto interessanti risultati soprattutto sul tema dell’identità percepita della biblioteca, avesse generato una importante quantità di dati, che – come noto – sono di tipo testua. Qui ci concentriamo in particolare sulle parole degli addetti ai lavori – bibliotecari, soci e dipendenti di cooperativa, volontari ecc.– con l’obiettivo di metterne in evidenza i significati sottesi e provare a ricostruire il senso di una professione complessa e in profonda trasfromazione
Attraverso lo specchio: l'immagine delle biblioteche pubbliche dentro le indagini qualitative
L'intervento intende esporre alcuni risultati di una ricerca che io e Chiara Faggiolani stiamo conducendo da qualche mese. Questa ricerca ha preso le mosse da una ricognizione dello stato dell'arte delle indagini qualitative nelle biblioteche pubbliche italiane negli ultimi 5-6 anni, nel presupposto che questa metodologia abbia progressivamente preso piede e oltre ad aver prodotto interessanti risultati, abbia generato una importante quantità di dati, che – come noto nella ricerca qualitativa – sono di tipo testuale.
Abbiamo quindi costruito un corpus testuale costituito dai “dati grezzi” raccolti nell’ambito di 8 importanti indagini. La fase successiva ha previsto l'applicazione delle tecniche dell’analisi automatica del testo (AAT) – quindi un approccio sostanzialmente oggettivo ovvero metrico – al corpus di testi ricavato dalla ricognizione di cui si è detto e che nasceva da un approccio – quello qualitativo – sostanzialmente soggettivo.
L'adozione di questa metodologia di indagine, che come tutte le metodologie ha dei punti di forza ma anche dei punti di debolezza, è stata preceduta da un approfondimento metodologico realizzato attraverso una serie di interviste con esperti di varia provenienza disciplinare, che hanno offerto punti di vista interessanti e suggerimenti importanti per la fase di analisi.
Dopo una breve illustrazione della metodologia, si darà conto delle caratteristiche delle indagini inserite nel campione e saranno presentate le statistiche di base ricavate dall'analisi del corpus testuale nel suo complesso.
Partendo dal presupposto che l’AAT consente di sottoporre il corpus a diversi tipi di analisi, sollecitando i dati testuali a rispondere a diverse domande di ricerca, si è scelto di presentare in questa sede un approfondimento dell'idea di biblioteca, che emerge attraverso un duplice confronto:
• le parole degli utenti vs le parole degli addetti ai lavori (bibliotecari, volontari ecc.)
• le parole della letteratura professionale vs le parole delle persone coinvolte nelle indagini.
Sarà così possibile sottoporre a verifica, guardando come in uno specchio, le costruzioni concettuali che bibliotecari e biblioteconomi italiani hanno concepito in questi anni in merito alle prospettive delle biblioteche pubbliche, scoprendo se attraverso le parole degli utenti ne viene fuori un'immagine conforme o difforme.
Nelle conclusioni ci si soffermerà brevemente sulle prospettive della ricerca qualitativa in Italia e sul prosieguo della nostra indagine
Andare oltre impressionabilità e ideologia. La ‘svolta narrativa’ e gli strumenti di analisi della biblioteconomia sociale
Con l’espressione narrative turn si fa riferimento al successo dell’approccio narrativo che si è manifestato
nel campo delle scienze umane a partire dagli anni Novanta del secolo scorso. Il nostro settore non è
estraneo a questo fenomeno, come dimostra una certa narrazione della biblioteca – diffusa negli ultimi
anni e che in quest’ultimo periodo si sta consolidando – che si nutre di un patrimonio mitico fatto di
messaggi altamente condivisibili, fortemente motivanti, sempre positivi, basati su valori indiscutibili.
A partire da questa evidenza, l’articolo presenta una riflessione sulla svolta narrativa della
biblioteconomia italiana:
1) dal punto di vista storico, a partire dal concetto di ‘library faith’, espressione utilizzata in America
fin dagli anni Quaranta del Novecento per indicare l’‘ideologia’ che sostiene l’importanza della biblioteca
pubblica per la società;
2) dal punto di vista metodologico, introducendo le sue due declinazioni, una che impiega lo storytelling
come strumento di advocacy; l’altra che utilizza la narrazione come strumento di indagine.
Nell’ultima parte dell'articolo viene introdotta l’analisi automatica dei testi (AAT) come metodo che
può essere proficuamente utilizzato anche nel nostro settore al fine di incrementare la comprensione
del fenomeno biblioteca e, dunque, produrre narrazioni coerenti e non slegate dai dati di realtà.
Sei esperti sono stati chiamati a confrontarsi sulle specificità di questo metodo, le cui caratteristiche
vengono presentate nell’ambito di una più ampia riflessione sugli strumenti interpretativi della
biblioteconomia sociale.‘Narrative turn’ is the phrase used to refer to the success that narrative approach has been having in
humanities since the Nineties. Our field is not foreign to this phenomenon: during these last years a
narrative approach to the library is emerging, based upon myths built around shared, motivating and
positive messages and undisputable values.
Starting from this evidence, the article deals with the narrative turn in Italian librarianship:
1) from the historical point of view: since the Forties of the twentieth century, in the United States, the ideology
supporting the public libraries’ central role of in society was studied under the name of ‘library faith’;
2) from the methodological point of view in all its different aspects: the one using storytelling as a
means of advocacy; the other using stories as a knowledge production tool.
The last part of the essay introduces the automatic text analysis as a method our field could use to better
understand ‘library phenomenon’ and build up stories that are more coherent and tied to facts and data.
Six experts have been involved in a debate about the specificity of this method, described as part of
a wider discussion about social librarianship’s analytical tools
Le narrazioni sulle biblioteche pubbliche italiane: riflessioni di metodo e percorsi di ricerca emergenti
Il passaggio dalla cosiddetta Evidence-based Librarianship (EBL) alla Narrative-based Librarianship (NBL – in linea con la cosiddetta “svolta narrativa” delle scienze umane e sociali – è approdata recentemente anche in Italia, dove i metodi narrativi sono stati rielaborati in una chiave specifica anche grazie al proliferare di indagini sul campo che ne fanno uso.
A partire dalla realizzazione di un corpus testuale che raccoglie i dati prodotti attraverso tecniche di ricerca qualitativa in 12 indagini condotte su importanti realtà bibliotecarie italiane negli ultimi 10 anni, si prendono in esame i mondi lessicali sottesi alle narrazioni di utenti, non utenti, opinion leader e addetti ai lavori anche alla luce di differenti obiettivi conoscitivi. Il risultato è una mappa di domande e risposte che permettono di delineare percorsi di ricerca emergenti e di sviluppare interessanti riflessioni di carattere metodologico
Novità e buoni propositi
Programma di indirizzo della rivista AIB Studi, della quale gli autori hanno assunto la direzione scientific
Post-verità o post-biblioteche?
Si pone l’attenzione sulle numerose iniziative volte a contrastare il crescente fenomeno delle post-verità, termine che l’Oxford dictionary aveva eletto a Parola dell’anno 2016, e in particolare di quelle messe in atto dall’IFLA per consentire ai bibliotecari di offrire un servizio di qualità ai propri lettori, anche in frangenti tanto complessi. Viene introdotto il dibattito sulle modalità di applicazione del criterio di imparzialità delle biblioteche nei confronti delle questioni che, diventando di pubblico interesse, sollecitano la predisposizione di strumenti e l’organizzazione di momenti di comunicazione
I giovani e il lavoro in biblioteca: risultati di un'indagine all'interno delle biblioteche toscane
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