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Translating the Self: Gao Xingjian’s Ballade Nocturne and Yejian Xingge 夜間行歌
As a multifaceted artist, a “citizen of the world”, a deterritorialized author with bilingual and a bicultural consciousness, Gao Xingjian 高行健 constantly reveals his ability to give his hybrid self the shape of literary and artistic works which transcend boundaries. His
desire to go beyond individual linguistic borders and to address the entire world became tangible through self-translation.
This article focuses his most recent play written in French and self-translated into Chinese – Ballade Nocturne / Yejian xingge 夜間行歌 – and offers a preliminary comparative analysis of the two versions. With a translational approach, it aims at highlighting potential evidences of the author’s collaboration strategies with the Sinophone and the French audience, when reterritorializing his work. Following the preliminary hypothesis that Gao Xingjian’s selftranslation stands as a dialogue with his essentially twofold public, the analysis suggests that Ballade nocturne becomes a place for further artistic investigation and practice, as well as a chance to articulate the plurality of his own creative process, and his hybrid self
Gao Xingjian e il nuovo Rinascimento
Nato in Cina nel 1940, cittadino naturalizzato francese dal 1997, Premio Nobel per la Letteratura (2000), Gao Xingjian 高行健 è un artista proteiforme: è romanziere, poeta, drammaturgo, scenografo, pittore, teorico e critico d’arte e letteratura. È un uomo che ha fatto esperienza dell’esilio e che nel “terzo spazio” della creazione artistico-letteraria ha trovato la propria ragion d’essere. Gao Xingjian e il nuovo Rinascimento pone il focus sulla sua scrittura critica – abitata da una dimensione teorica e contemplativa, pur sempre mediata dalla pratica estetica – e da qui osserva l’affascinante evoluzione della figura intellettuale dell’autore, che si materializza in un vasto corpus di saggi e discorsi elaborati nell’arco di un mezzo secolo. Superato oggi il quesito atavico sulla libertà individuale, identificati gli “-ismi” vecchi e nuovi, Gao torna a parlare in maniera costruttiva di ciò che la produzione artistico-letteraria è nell’essenza, negli obiettivi e nel metodo. Da ciò, l’appello al nuovo Rinascimento, il più recente – e forse più originale – contributo teorico del nuovo millennio. L’appello si configura come manifesto artistico-letterario, come inno a una nuova epoca di artisti e scrittori illuminati, guidati dal senso del bello e dal desiderio di rappresentare l’intrinseca poliedricità del reale. Il volume propone una riflessione intertestuale sull’articolata genealogia e sulle declinazioni – transculturali e transartistiche – del Rinascimento à la Gao, che è genuina volontà di riscoperta del potere comunicativo del fatto estetico in un’epoca piena di ombre. Gao Xingjian appare ora come pensatore contemporaneo che invoca, romanticamente, il ritorno alla bellezza, all’autenticità di una creazione umana e universale, aprendo così la strada a una nuova epoca di affermazione di valore
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