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    Crisi, guerre, "pace": le misure e le pratiche abilitanti la resilienza aziendale nella Supply Chain

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    Gli studi sull’impiego efficiente delle risorse e delle capacità dinamiche organizzative trovano nel controllo di gestione della supply chain il contesto dove obiettivi di stabilità economica si possono ottenere attraverso una pianificazione attenta e sistemica in uno scenario dinamico. Tuttavia, gli eventi che si sono succeduti negli ultimi anni in un contesto globalizzato hanno dimostrato quanto sia critica l’aspettativa di stabilità, considerata la natura dinamica e complessa delle variabili interessate. Questo studio si focalizza sulla resilienza della supply chain durante le crisi di guerra e i tentativi di definire accordi di pace. Il caso analizzato permette di evidenziare le interazioni dinamiche sviluppate nell’ambito di una rete di attori distribuita su tre livelli organizzativi. I risultati contribuiscono a rivelare alcune delle dinamiche di sviluppo delle iniziative di resilienza reattive e proattive della funzione logistica in contesti turbolenti. I risultati, non solo validano gli studi esistenti sul tema, ma aggiungono nuovi elementi di interesse, i quali meritano attenzione e successivo approfondimento. Lo studi, infine, fornisce alcune implicazioni pratiche utili al management per promuovere un migliore coordinamento e facilitare un'organizzazione dinamica ed efficace lungo la supply chain

    IL FONDO MANOSCRITTI VILLANI: LE TRACCE DEL BRIGANTAGGIO IN UN ARCHIVIO PRIVATO, TRA CRONACA E CONFLITTO.

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    Il volume apre la Collana "I quaderni di Scienze Politiche" diretta dalla prof.ssa Francesca Fausta Gallo dell'Università degli Studi di Teramo. Le ricerche sul brigantaggio, nell’ultimo ventennio, si sono moltiplicate soprattutto grazie all’emergere di nuovi campi di ricerca e di inedite linee interpretative. Con questo volume, che scaturisce da un seminario tenutosi a Teramo nel giugno 2021, si vuole dare nuova centralità soprattutto alle fonti, a partire da quelle archivistiche. Nella prima parte del libro, i saggi degli archivisti dei principali archivi di stato abruzzesi presentano una ricognizione sulle fonti, tenendo presente una cronologia ampia, non schiacciata sul “brigantaggio post-unitario”, e provando a restituire la variegata complessità del fenomeno, al di là di precostituite e ormai superate differenziazioni tra “brigantaggio politico” e “brigantaggio sociale”. Nella seconda parte vengono presentate alcune ricerche inedite, ognuna delle quali si è concentrata sull’indagine di una fonte specifica per tipologia (fonti iconografiche, diari, fonti giudiziarie), per cronologia (dal XVIII al XX secolo), per luogo di produzione e conservazione

    La terra maledetta: dal brigante al mafioso. La questione criminale meridionale nella penalistica siciliana del secondo Ottocento

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    Il contributo si propone di ricostruire i rapporti tra il brigantaggio e il fenomeno mafioso, soffermandosi sul brigantaggio siciliano che presenta alcuni aspetti di originalità rispetto all’omonimo fenomeno italiano, e che in Sicilia finisce per intrecciarsi e favorire l’affermazione della mafia. Il risentimento verso il nuovo Stato e le sue misure repressive ed eccezionali; il bisogno di giustizia sociale e di modernità conducono all’affermazione di una criminalità di stampo mafiosa capace di incoraggiare, utilizzare e poi reprimere il brigantaggio. Da qui, seguendo le intuizioni di alcuni giuristi siciliani, si sviluppa la particolare delinquenza dell’isola, sia nella sua forma comune del banditismo, sia del brigantaggio e poi della mafia. Una criminalità che pertanto, secondo i citati autori, è il frutto di determinate condizioni sociali e culturali, che senza gli opportuni interventi sociali e normativi sarebbe destinata a perdurare anche negli anni avvenire

    “Incutere un salutare timore nei complici”. Manutengolismo, brigantaggio e giustizia militare nelle disavventure processuali di un contadino calabrese al tempo della legge Peruzzi

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    Il presente contributo intende indagare il tema della complicità nel reato e della punizione del complice in relazione al reato di brigantaggio e al regime d’eccezione che fu introdotto nel Meridione d’Italia con la legislazione d’emergenza varata tra il 1863 e il 1865. Partendo dalla disciplina particolarmente severa riservata ai manutengoli dalla legge Pica del 1863, e dopo aver brevemente esaminato dal punto di vista legislativo e dottrinale la questione della complicità nel reato così come si era venuta delineando tra antico regime e codificazioni moderne, si passerà successivamente ad esaminare i tentativi intrapresi con la Legge Peruzzi del 1864 di “mitigare” il trattamento sanzionatorio previsto per i complici dei briganti. Nell’ultima parte del saggio, invece, si valuteranno queste modifiche alla luce di un curioso caso di favoreggiamento al brigantaggio che vide ingiustamente coinvolto un contadino calabrese.This essay intends to investigate the theme of complicity in the crime and the punishment of the accomplice in relation to the crime of brigandage and the exceptional regime, that was introduced in Southern Italy with the emergency legislation passed between 1863 and 1865. Starting from the particularly strict discipline reserved for the helpers by the Pica act of 1863, and after having briefly examined the question of complicity in the crime from a legislative and doctrinal point of view as it had come to emerge in general between the old regime and modern codifications, we will then move on to examine the attempts undertaken with the Peruzzi act of 1864 to "mitigate" the disciplinary treatment provided for the accomplices of brigands. In the last part of the essay, however, these changes will be evaluated in the light of a curious case of abetting brigandage which unjustly involved a Calabrian farm hand

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Tra Francesi, Spagnoli e Austriaci. Uso della storia e lotta politica a Napoli (1680-1707)

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    In 1701, after the death of the heirless Charles II, the War of the Spanish Succession started by the opposing Philip of Anjou, grandson of Louis XIV and Charles of Habsburg, Archduke, son of Leopold I Emperor. Concurrently to the clash on battlefields, a heated conflict was being fought alongside treaties, memories, boards that defended the reasons and legitimacy of the two candidates. In the Kingdom of Naples, since the eighties of the seventeenth century, the fate of the Monarchy began to be discussed. History played an important role regarding this topic; not only the fact of legitimize the positions of the different candidates, but also about building a 'national' identity to justify the claims of those who were considering the independence for the Kingdom of Naples. Recourse to the past came overwhelmingly among public debate, creating and fostering “vulgate”and historiographical cliches allocated to become extraordinary political propaganda methods

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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