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    Trayectorias tecnological creativas y redes largas

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    Il saggio è stato scritto per un libro uscito con contributi di economisti e sociologici dell'America Latina il cui incontro è stato promosso dalla rete LENTISCO (Latin American Network on Technology Innovation and Co-Development Studies. Il saggio esamina le possibilità di realizzare traiettorie tecnologiche alternative alle logiche del neoliberismo i cui prodotti siano nella direzione di una maggiore qualità della vita per le persone che lavorano in questa traiettoria, per gli utenti dei prodotti e per la valorizzazione e tutela delle risorse ambientali

    Diseño de un prototipo semi automatizado para la cocción de huevos de gallina a escala industrial

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    La finalidad fue presentar una propuesta de automatización para la mejora del proceso de cocción de los huevos de gallina, el cual es un problema que aqueja a proveedores que abastecen a programas sociales como Qali Warma y comedores populares. El objetivo del presente proyecto fue diseñar un prototipo Semi automatizado para la cocción de huevos de gallina a escala industrial. Se siguieron tres pasos: definir las partes y dimensiones en AutoCAD 2D y 3D, Seleccionar los componentes tanto en Hardware como en Software para la automatización compatibles con Arduino y simular el proceso en Codesys. Como resultados se obtuvo seis partes, como la caja contenedora de huevos, contenedor de cajas, soporte contenedor de cajas, la marmita de cocción, soporte general y caja de control. Se seleccionó la placa Arduino, termocupla, pantalla LCD 20x4, DF playermini, protoboard y altavoces. Mediante la simulación se mostró el diagrama de operaciones del proceso de cocción de forma gráfica y animada. En conclusión, el diseño y automatización del prototipo es una propuesta que busca mejorar el proceso de cocción de los huevos de gallina a través del monitoreo y control de variables como tiempo y temperatura

    Alle radici di una tradizione. Considerazioni e interpretazioni

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    Un sarcofago di foggia tardontica; una tradizione di ‘inventio’ persistita fino ad oggi; dei reperti ossei considerati ‘reliquie’, raccolti entro una cassetta andata perduta; infine il recupero di tale cassetta. Questi in sintesi i punti riconsiderati nel libro che procede da un primo saggio (M. Antico Gallina) di ricostruzione delle vicende topografiche del Milanese meridionale alla luce sia dello studio del materiale archeologico, sia dei documenti medievali. Le sorti del sarcofago e le sue migrazioni, così come il suo ‘valore’ testimoniale per la comunità locale e le sue varie ‘inspectiones’ vengono seguite ricollocandole nel contesto politico e culturale in cui sono avvenute. Il tentativo di recuperare le motivazioni di fondo che hanno condotto a ‘costruire’ un ritrovamento di reliquie ad uso e consumo di un ordine religioso insediatosi a Zibido San Giacomo, ma in contrasto con altri del territorio limitrofo, ha trovato fondate basi nei contenuti delle visite pastorali e dei documenti d’archivio. I confronti apportati e la riflessione sulla documentazione archeologica corroborata anche dalle analisi di laboratorio cui è stata sottoposta la cassetta e il suo contenuto( due scheletri di IV e V secolo) hanno permesso di delineare uno spaccato di alcuni secoli di storia insediativa nel territorio mediolanense, dalla prima età imperiale al tardo antico. Le analisi di laboratorio cui è stato sottoposto il contenuto osteologico( due scheletri di IV e V secolo) e materiale della cassetta ritrovata hanno messo a disposizione una serie di informazioni essenziali, a sostegno dell’articolata vicenda che già fonti documentarie e panorami archeologico-topografici avevano fatto supporre. Ugualmente, lo studio del gruzzolo monetale cinquecentesco ivi contenuto, da considerarsi un felice “contesto chiuso” ha dato un consistente apporto alle problematiche del rituale delle ricognizioni di sepolture eccellenti, protrattosi fino a secoli recenti, nonché ai criteri della ritualità del deposito di monete nei sarcofagi, oltre che al quadro economico del territorio

    La gallina criolla colombiana

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    Para la elaboración de este libro se utilizaron además varios trabajos y documentos históricos donde se destaca, el "Tratado de avicultura especies y razas", escrito Dürigen, B (1931). quien describe las características de la gran mayoría de las razas de gallinas, pero en forma amplia ya que detalla 117 razas incluyendo discusiones sobre la domésticación, el aspecto exterior y la formación de la raza, con una descripción de los aspectos históricos, relacionados con su origen y distribución, dicho autor asume la clasificación de la gallina doméstica como Gallus domesticus y le adiciona otra(s) palabra(s) por ejemplo Gallus domesticus barbatus turingiacus, posibilitando su identificación, sin embargo dicha forma de clasificar no está acorde con el "Código Internacional de Nomenclatura Zoológica" (1999), donde se debe aplicar el principio de nomenclatura binomial y según el artículo 5 el nombre científico de una especie es una combinación de dos nombres, la primera es el nombre genérico y el segundo es el nombre específico, por tal razón en el libro y acorde con el trabajo "Synopsis and classification of living organisms" , editado por Sybil P. Parker, se describe la especie como Gallus domesticus, y en este libro se propone una reorganización para identificar los tipos de gallina criolla, agregando la subespecie con el tercer nombre dado por Dürigen (1931) a las gallinas que describió, como un homenaje a su gran trabajo investigativo, en este mismo ejemplo quedaría Gallus domesticus L subespecie barbatus; el segundo libro se titula "Genética avícola" de Hutt, F.B (1960), donde se centra en las variaciones genéticas relacionadas con: la longitud de las plumas, la distribución de las plumas, la estructura de las plumas, el esqueleto axial, el esqueleto apendicular, la coloración de las aves y las mutaciones; el tercer texto se refiere a la tesis en zootecnia de Valencia Ll, N.F y Betancourth G, L.F (1991), "Origen, desarrollo y descripción de los tipos de gallina criolla existentes en varios municipios del Valle del Cauca", donde se describen I1 tipos de la gallina criolla, se realiza una descripción historica sobre la presencia de gallinas en America del Sur, demostrando su origen precolombino (Isla de Pascua) lo que permitió contextualizar; se destacan las investigaciones del chileno Wilhelm (1953 , 1957, 1963, 1965, 1966), quien describe y realiza varias investigaciones sobre la gallina americana, Gallus inauris (Castelloi, 1914); finalmente algunos documentos históricos sobre Cronistas de Indias y Viajeros, describen el objeto de estudio

    Imparare a insegnare una lingua seconda: un itinerario dall’apprendimento alla valutazione

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    Obiettivo del contributo è tracciare un percorso ideale per la formazione del docente di lingue. A partire dal riepilogo dei fondamenti dell’idea di educazione linguistica che si è sviluppata sia in Italia sia in Europa, grazie alle istanze di associazioni come il GISCEL, il CIDI, l’MCE, ecc. e di istituzioni come il Consiglio d’Europa, cercheremo di evidenziare come per insegnare vi sia necessariamente alla base una solida preparazione innanzitutto su quali sono i modi e i tempi per apprendere una lingua, come l’apprendente compia il percorso di sviluppo delle proprie competenze linguistiche a seconda dei suoi bisogni linguistico-comunicativi, di fattori linguistici ed extralinguistici, individuali e sociali. È alla luce di ciò che succede nei processi acquisizionali che per un docente è opportuno riflettere sui fondamenti teorici e metodologici per insegnare, per accompagnare l’apprendente in questo percorso facilitandone il cammino, diventando capace di operare scelte autonome e ragionate su quali approcci, metodi, tecniche e strumenti utilizzare a seconda dell’apprendente con cui ci si confronta. Infine, è altresì necessario per un docente maturare conoscenze e competenze per poter verificare e valutare le competenze linguistiche nella prospettiva del Language Testing, innalzando il proprio livello di Language Assessment Literacy, per poter valutare gli esiti dei processi di sviluppo dell’interlingua in modo valido, affidabile ed equo, e individuare dunque eventuali criticità su cui intervenire didatticamente, ma anche per avere un feedback indiretto dell’efficacia del proprio intervento educativo

    Con la romanità l'unificazione

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    The Gallina of New Mexico: a culture of violence?

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    2012 Summer.Includes bibliographical references.This thesis research examines the interpersonal violence occurring within the Gallina cultural group of the Ancestral Pueblo tradition in north-central New Mexico (A.D. 1050-1250/1300). In order to understand actual events of violence, the skeletal material of the Gallina was examined. In-depth analysis of all the remains associated with the Gallina allowed for the creation of a comprehensive view of the age-at-death and sex distribution. Additionally, the use of standard osteological procedures was used to identify and describe traumatic injuries found on the skeletal material attributed to interpersonal violence. These traumas, along with the age-at-death and sex distribution made it possible to compare the Gallina to other samples to determine how prevalent Gallina violence was within the greater Ancestral Pueblo tradition and hypothesize explanations for the violence that are most plausible. The Gallina sample consists of 142 individuals; there are slightly more males than females. There are 86 adults and 36 sub-adults, with a majority of the individuals between the ages of 20 and 40. Of a minimum of 142 individuals, 52 exhibit traumatic injury, though only 17 individuals show clear evidence of interpersonal violence. Twenty-five have been burned, which may or may not have been due to violent events. This is a conservative number as the completeness of the individuals varies and several individuals are fragmented or are missing parts of the skeleton such that if trauma was there it was not observable. This sample demonstrates at least one instance of each of five main types of trauma (blunt force, sharp force, sharp-blunt force, projectile, and cremation), with blunt force trauma and cremation showing the highest frequencies. The violence observed among the Gallina, when compared to that in the La Plata River Valley and the Southwest Basin and Range Region show that the Gallina experienced slightly more violent events, though not overwhelmingly so. As for hypotheses to explain the Gallina violence, domestic violence against women, witchcraft execution, and cannibalism were ruled out as the Gallina did not exhibit all the characteristics of such events. The most logical explanation for the interpersonal violence observed among the Gallina was warfare/conflict, though whether this is intergroup or intragroup violence remains to be explored more carefully

    Temi e sfide della valutazione per la linguistica educativa italiana (e non solo)

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    In questo saggio, che si colloca idealmente nel presente, ma che, soprattutto, guarda al futuro delle questioni attinenti all’educazione linguistica in Italia e in particolare alla verifica e alla valutazione delle competenze linguistiche, vorremmo proporre degli spunti di riflessione su alcuni elementi chiave della valutazione linguistica e sulle sfide e sulle opportunità che si aprono a una pluralità di soggetti

    Il Nuovo Vocabolario di Base e il lessico degli stranieri: una prima ricognizione quantitativa

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    The New Basic Vocabulary of Italian (NVDB) published in 2016 by Tullio de Mauro represents an important resource for those, among others, interested in varieties of Italian as L2, and especially in learning processes of vocabulary of Italian as L2. The aim of this paper is to compare the most frequently used vocabulary by native speakers with the vocabulary used by non-native speakers. The NVDB will be compared with the frequency and usage lists driven by the LIPS – Lexicon of Italian Spoken by Foreigners (Gallina, 2015) in order to see, first of all, how many lexical units belonging to the NVDB are present also in the LIPS corpus. The research hypothesis is that lexical uses of non-native speakers are very similar to those of native speakers, which represents the main learning input for Italian L2 learners, and that the vocabulary used by non-native speakers is even more similar to that of native speakers in the first two layers of NVDB, namely the Fundamental vocabulary and the High Usage vocabulary, whereas the High Availability vocabulary is not widely used among foreigners. We will present also a first overview of the results of an analysis of NVDB words used also by non-native speakers and their frequency and usage range in the LIPS
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