1,721,060 research outputs found

    In dialogo con Gabriele Pasqui

    No full text
    In questa intervista a Gabriele Pasqui, si ripercorre l’evoluzione del dottorato in Pianificazione e Politiche Pubbliche del Territorio all'Università Iuav di Venezia, a partire dalla sua esperienza negli anni ’90. Influenzato da Pierluigi Crosta, Pasqui adotta un approccio transdisciplinare che interpreta la pianificazione come pratica interattiva. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni urbane e sull’innovazione sociale. Riflette criticamente sui cambiamenti strutturali del dottorato, dalla libertà iniziale alla crescente formalizzazione e legame con progetti esterni

    Il futuro della città

    No full text
    In questa pubblicazione è raccolto il testo del dialogo tenuto da Gabriele Pasqui e Carlo Sini alla Casa della Cultura di Milano l’11 dicembre 2019 nell’ambito del ciclo “Città Bene Comune – Conferenze” curato da Oriana Codispoti. Il dialogo tra Gabriele Pasqui e Carlo Sini propone una riflessione su che cos’è la città oggi, sollecitandoci ad adottare una prospettiva che, partendo dal nostro punto di vista particolare e parziale, sia capace di guardare alla complessa varietà dei fenomeni urbani contemporanei. “Città Bene Comune” è un ambito di dibattito sulla città, il territorio, il paesaggio e le relative culture progettuali, ideato e diretto da Renzo Riboldazzi e prodotto dalla Casa della Cultura di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano

    Gabriele Pasqui. Le ragioni di un incontro

    No full text
    Martedì 28 maggio 2019 Gabriele Pasqui è stato alla Casa della Cultura di Milano per discutere del suo La città, i saperi, le pratiche (Donzelli, 2018). Discussant dell'ultimo incontro di Città Bene Comune 2019 - ideato e diretto da Renzo Riboldazzi e prodotto in collaborazione con il dipartimento DASTU del Politecnico di Milano - sono stati: Stefano Boeri - architetto, urbanista, professore ordinario di Urbanistica del Politecnico di Milano -; Laura Fregolent - professore ordinario di Tecnica e Pianificazione urbanistica dell’Università IUAV di Venezia, condirettore del periodico “Archivio di Studi Urbani e Regionali” -; e Arturo Lanzani - professore ordinario di Tecnica e Pianificazione urbanistica del Politecnico di Milano -. Questo testo - pubblicato in prima battuta sul sito web della Casa della Cultura di Milano il 24 maggio 2019 - è contemporaneamente una recensione del libro e un'introduzione all'incontro. Vengono infatti descritti i temi e le questioni principali affrontati dagli autori e individuati alcuni nodi problematici propedeutici alla discussione

    Urbanità

    No full text
    B. Bonfantini e A. Di Giovanni, firmandone i testi interpretativi principali, curano la sezione "Urbanità" del volume, la quale conduce un'esplorazione sul Nord Ovest Milano secondo alcune principali domande. Quali tipi insediativi costituiscono questo territorio? E quali sono, in questa compagine gli elementi che ne costituiscono fattori di centralità? Questi aspetti, in relazione a questi temi, sono trattati dal progetto urbanistico? In una prima sequenza, lo sguardo si orienta ai pattern insediativi e al loro combinarsi. Una seconda indaga i luoghi relazionali densi, che costituiscono elementi di "intelaiatura" urbana. Una terza cerca le tracce di un progetto compositivo e di un progetto di centralità nei più recenti strumenti urbanistici

    Tra Corvetto e Porto di Mare. Del buon uso di un progetto teatrale nel paesaggio urbano

    No full text
    Esito del progetto Europeo Unlock The City! guidato dal Piccolo Teatro di Milano /Teatro d'Europa in partnership con il DASTU del Politecnico di Milano e altre istituzioni teatrali e accademiche europee, "Limited Edition" è un’esplorazione culturale in cui teatro, architettura e urbanistica si fondono per creare una nuova visione della città e della drammaturgia. Quelle di Davide Carnevali sono narrazioni site-specific, storie che nascono e vivono in simbiosi con l’ambiente, e che indagano i luoghi attraverso la vita e i racconti di chi li abita. In queste pagine, Milano si trasforma in un palcoscenico in cui il lettore viene coinvolto in un esercizio immaginativo che lo conduce indietro nel tempo, a quando si progettava di «portare il mare» in città, proprio lì dove ora c’è il parco di Porto di Mare, nel quartiere Corvetto. Ispirandosi alle opere di Georges Perec, questo racconto-gioco svela i meccanismi nascosti della scrittura e trasforma gli spazi urbani in simboli di utopie fallite e possibilità rinnovate, in cui anche lo scarto diventa importante quanto il monumento. Ecco quindi che, se ogni luogo nelle sue specificità è unico, ogni operazione drammaturgica diventa un’«edizione limitata», irripetibile e non replicabile: un’occasione per interrogarsi sul concetto stesso di limite come spazio di integrazione tra campagna e città, tra naturale e artificiale. Per ripensare le nostre città, per immaginare nuovi futuri per loro e per noi. La prefazione di Antonio Longo e Gabriele Pasqui contestualizza il lavoro artistico di Carnevali nel progetto Europeo e nella specifica situazione del quartiere Corvetto e della città di Milano

    Urbanistica come sensibilità e attitudine progettante

    No full text
    Recensione del libro di Gabriele Pasqui, Urbanistica oggi. Piccolo lessico critico, Donzelli Editore, Roma, 201

    Conflitti spaziali e desiderio mimetico

    No full text
    Evidenze quotidiane ci mostrano fenomeni urbani di contesa e rivalità che riguardano lo spazio, il suo valore, il desiderio di possesso e appropriazione. Processi negoziali e conflittualità in cui si sollevano questioni che non sempre trovano spiegazioni nelle teorie tradizionali. Condizioni urbane di questo tipo ci obbligano a rivedere quelli che è uso chiamare “assetti consolidati” dello spazio; fisico, politico e sociale. Su questo quadro generale, partendo dal presupposto che anche lo spazio può diventare “Oggetto” del desiderio di più agenti, propongo un approccio operativo differente. Un nuovo modo di dialogare con casi specifici capace di gettare luce su alcune dinamiche urbane recondite. Per sostenere questa ipotesi mi affiderò alla “teoria mimetica” (TM) di René Girard, il cui potere euristico si è già dimostrato efficace in molteplici discipline scientifiche. Mediante un caso reale mostrerò perché il potere esplicativo dell’ipotesi del desiderio mimetico e della sua microfisica sulla «produzione (sociale) dello spazio» (Lefebvre, 2018) può aiutarci a dire qualcosa in più rispetto ad altre teorie. Un’occasione per valutare e discutere su un modello alternativo all’ormai obsoleto modo di “fare città”
    corecore